Ciao ragazze!

Vi ricordate il post di qualche settimana fa sulla depilazione e l’emergenza peli superflui? Ebbene,  è un tema di grande interesse ultimamente qui a New York (dopo tutta quella neve e il freddo bisognava pur cambiare argomento! 😀 ) e, in particolare, è la parte relativa alla depilazione delle parti intime che sta facendo discutere molto. Non sono tutti impazziti, tranquille!  Il motivo ve lo spiego subito: in questo periodo che precede San Valentino, l’azienda statunitense di biancheria intima American Apparel ha escogitato un modo alquanto originale, provocatoria (e altrettanto criticabile) per attirare i clienti nei suoi negozi…
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L’intenzione, così hanno spiegato i responsabili e il direttore creativo del brand, era quella di celebrare la ‘bellezza al naturale’, ‘esplorare un nuovo concetto dell’aggettivo «sexy»’, ‘invitare tutti a una nuova riflessione sul corpo della donna e alla sua femminilità’… In che modo? Niente di più semplice: attaccando una specie di gatto/parrucca/moquette (chiamatela come volete!) proprio lì… sui manichini delle vetrine! 😀
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E come se non bastasse, anche i capezzoli fanno capolino da quella che più che biancheria si può definire ‘trasparenteria’ intima! 😀
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A me personalmente non è che sia piaciuta l’idea… Di solito American Apparel fa questo tipo di scelte commerciali provocatorie e al limite del buongusto. E così, un po’ per questo motivo, un po’ perché non amo particolarmente i loro prodotti, anche io sono rimasta un po’ così quando ho visto questi poveri manichini. Vorrei anche farvi vedere qualcos’altro delle passate campagne pubblicitarie… ma mi sa che fate prima a cercarle voi su Google… non vorrei che qualcuno scambiasse il blog per un sito poco serio! 😀
Scherzi a parte, come potete ben immaginare, la strategia commerciale di questo brand ha provocato polemiche e reazioni abbastanza forti qui a NY. Ma c’è stato anche chi ha apprezzato e anzi,  ha deciso di scattare una specie di foto ricordo!
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Certo, chi passava da quelle parti ha potuto vedere come i manichini dei negozi America Apparel fossero piuttosto lontani dall’immagine classica del manichino (per ovvi motivi ‘plastica’ e quasi irreale), e avessero un richiamo più vicino alla realtà, un po’ come era successo per i manichini disabili di cui vi ho parlato di recente. Ma di sicuro il messaggio della Pro-infirmis, l’organizzazione svizzera che si batte per la tutela dei diritti dei disabili, è lontano anni luce da quello di cui vi sto parlando ora. Qui non si vuole sensibilizzare nessuno, né tantomeno si vuole dare un messaggio utile per la società. L’operazione è chiaramente commerciale e si può solo condividere o meno. Quelli di America Apparel volevano che si parlasse del brand, e in effetti ci sono riusciti, niente di più semplice.

Ma quello che mi ha colpito più di tutto è che di questo tema se ne parla molto anche per strada, e questo per un motivo molto semplice: la depilazione intima qui a Ny è una vera e propria mania! Chi più di tutti ha criticato la scelta di mostrare manichini con quella specie di gatto al posto dei peli pubici non sono stati quelli che si sono scandalizzati e hanno visto la cosa quasi come un’offesa, ma quelle ragazze (e forse anche quei ragazzi) fiere sostenitrici della depilazione brasiliana! Proprio l’altro giorno, una mia amica che era in giro mi ha raccontato di averne sentite un paio scandalizzarsi e domandarsi come sia possibile che al mondo ci sia ancora qualcuno che possa accettare di vedere la zona intima così, al naturale. Problemi esistenziali insomma… 😀 Addirittura ho letto di Gwyneth Paltrow che ha dichiarato di essere favorevole allo stile ‘nature’ anni ’70 e di Cameron Diaz che come lei ‘appoggiava’ la scelta.
Vabè… io penso che noi donne abbiamo ben altro di cui preoccuparci e tutto questo polverone in generale mi ha fatto anche molto ridere.

Voi che ne pensate? Questo tipo di campagna pubblicitaria vi avrebbe più scandalizzato o vi avrebbe fatto solo sorridere? Pensate che in questo modo si possa davvero rappresentare la donna in modo più realistico o si rischia in un certo senso di ridicolizzarla e ottenere l’effetto contrario? Visto che di donne e pubblicità abbiamo già parlato, pensate che questa trovata sia davvero utile ai fini puramente commerciali? Ditemi la vostra! Besoooo! :-))