Ciao bellezze!

Questo è uno di quei post in cui non vi parlo strettamente di make up, ma in cui voglio affrontare con voi un argomento che mi sta molto a cuore e che rientra nell’ambito ‘femminilità’ e, in senso molto lato, ‘bellezza’: l’autostima nelle ragazze soprattutto nel periodo della pubertà/adolescena.

L’azienda di prodotti per l’igiene femminille Always ha lanciato il 26 giugno un video su YouTube intitolato #LikeAGirl, ossia ‘come una ragazza’. Oggi, a meno di un mese dall’uscita, ha già ottenuto più di 36 milioni di visualizzazioni. Volete sapere perché e in che cosa consiste questa campagna ormai diventata un fenomeno virale? Non vi resta che leggere il post!

likeagirl_990-53ac344a0d839

Prima di fare qualsiasi considerazione, vi lascio il video:

Per chi non ha familiarità con l’inglese, la campagna, diretta da Lauren Greenfield e realizzata in collaborazione con l’agenzia Leo Burnett (la stessa che realizzato la ‘Friend Twist’ per Coca-Cola) consiste nel chiedere ad alcune ragazze e ragazzi di mimare delle semplici azioni con ciò che per prima cosa gli viene in mente.

La prima cosa che viene chiesta è “run like a girl“, ossia “corri come una ragazza“: qui gli intervistati non risparmiano mossette ridicole e ridolini da ochetta. Una ragazza si tiene i capelli fingendosi preoccupata per la propria messa in piega sussurrando “My hair, oh God”, mio dio i miei capelli. Il ragazzino accenna una sorta di balletto sul posto, il ragazzo più grande esaspera movimenti scoordinati e plateali.

likeagirl4 In seguito la regista ordina: “fight like a girl”, ossia lotta, battiti come una ragazza. Al solo pensiero il ragazzo ride e si muove in modo del tutto inutile alla propria difesa. Viene poi la volta di “throw like a girl”, lancia (si intende una palla da baseball) come una ragazza: e via a lanci scarsi, deboli e che ottengono solo derisione.

In questa prima parte del video si testa come i pregiudizi che si legato alla frase “like a girl” siano non solo subiti, ma vissuti e alimentati dalle stesse interessate, le quali si presuppone che, quindi, quando corrono, lanciano, si battono o fanno qualsiasi altra azione che convenzionalmente non si confà all’immagine (stereotipata) del femminile, la si cerchi di fare non “come una ragazza”, ma, chissà come un ragazzo o come qualcos’altro, qualcos’altro che non si è. Ecco il ‘colpo’ di scena: le stesse domande sono state fatte a ragazze più piccole, presumibilmente non ancora vittime di pregiudizi e complessi: beh per loro “run like a girl” significa tutt’altro, come testimonia una tenerissima bimba alla fine: “significa corri più forte che puoi”.

070114-like-a-girl-video-594 Come va avanti il video e che cosa ne penso? Lo leggete qui, nella seconda parte del post!