Ciao ragazze!

Oggi vorrei introdurre un argomento molto delicato, che tantissime donne (ma spesso anche gli uomini) si trovano a dover affrontare almeno una volta nella vita: parliamo di discriminazioni sul lavoro dovuto a look non convenzionali, tatuaggi, kg di troppo, piercing, capelli colorati… insomma, tutto ciò che non rientra nei canoni dell’impiegato modello. Siete pronte? Iniziamo subito!

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Vorrei partire da un aneddoto che mi riguarda in prima persona. A 18, quando vivevo in Germania, ho preso il coraggio di fare il mio primo tatuaggio, un ideogramma giapponese sulla nuca (potete leggere qui il resto della storia); ricordo i commenti dei miei amici e di mia nonna, preoccupatissimi perché “da grande” avrei dovuto coprirlo per cercare un lavoro!

Il primo tatuaggio
Il primo tatuaggio

Fortunatamente il tipo di percorso che ho intrapreso ha fatto sì che il problema non si ponesse, ma se ci penso mi viene ancora da sorridere; dopo tre secondi, però, il sorriso si trasforma in una smorfia, perché per quanto ne so la questione dei tatuaggi è ancora abbastanza delicata. Capisco benissimo che queste decorazioni sul corpo possono non piacere, ma nel 2014 credo che siano quasi più i tatuati rispetto a chi non ha nessun disegno sulla pelle: non è assurdo che il mondo del lavoro ignori questo fatto e continui a discriminare una realtà più che affermata? Anche perché se fino a 50 anni fa erano solo marinai, camionisti e rockstar a tatuarsi, oggi bisogna ammettere che la moda ha contagiato tutti, dalla 16enne “trasgressiva” al 40enne in giacca e cravatta.

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Lo stesso discorso vale per i piercing, dove la tolleranza è ancora inferiore, ma anche chi ha i capelli di un colore particolare o con un taglio stravagante sa che a un colloquio avrà più difficoltà ad essere assunto rispetto a chi ha un look classico. Abiti e accessori lontani dagli stili canonici sono assolutamente banditi e anche il make-up dev’essere possibilmente sobrio e naturale, quindi non vi azzardate a presentarvi con un rossetto viola se non volete essere prese per pazze! 😉

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Con la testa mezza rasata e i capelli fucsia Demi Lovato sarebbe licenziata in tronco da qualsiasi ufficio! 🙂

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Un bel trucco da colloquio:

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Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, esistono anche ambienti di lavoro in cui la creatività è incoraggiata, soprattutto in contesti più artistici o informali; addirittura nel mondo della cosmesi e della moda la discriminazione è al contrario, nel senso che trova più lavoro chi ha uno stile unico e bizzarro. Qua in America, per esempio, le commesse di Sephora a volte sembrano delle drag queen, hanno 10 cm di trucco sul viso, ciglia con le piume, capelli arcobaleno, rossetti di tutti i colori immaginabili… insomma, io sembrerei un pesce fuor d’acqua in mezzo a loro! In Italia, invece, nelle profumerie si vedono solo donne belle, magre, truccate perfettamente e strizzate in raffinati tailleur neri: questo la dice lunga sui diversi approcci al make-up nei due Paesi! 

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