Ciao a tutte!

Su questo blog, ogni giorno, si parla di novità, di ultimi arrivi, di vere o apparenti rivoluzioni e di tendenze più o meno bizzarre che riguardano il mondo della cosmetica e della bellezza. Tutto questo serve a cercare di “prevedere il futuro” del mondo beauty, che è quello che ci interessa e appassiona.

Beh, qualche volta, non sono tanto i trend passeggeri a suggerire come si evolverà il mercato della cosmetica, quanto il luogo in cui andiamo a fare shopping. Ci credete? Sempre di più, infatti, i prodotti cosmetici bio di alta qualità non si trovano in profumeria, ma nei reparti delle migliori gastronomie italiane (e straniere). Ma quali sono questi prodotti e dove si possono trovare? E cosa ci dice questo fatto sul futuro del beauty e del bio (e non solo)?

Davines Essential Haircare_NOUNOU Shampoo 02

La notizia che ha ispirato la riflessione di questo post è l’arrivo dei prodotti Davines, azienda evolutissima di prodotti per la cura dei capelli, da Eataly Italia (erano infatti già presenti negli store di NY e Chicago), insieme ad alcuni brand (sempre italiani) di cosmetica naturale, già presenti sui loro scaffali, come Biofficina Toscana e Apiarium.

Apiarium-Scrub-Corpo-Pesca-Pompelmo-260g-93541_1

biofficina

Siamo certe che molte di voi sapranno già indicare moltissimi negozi e luoghi in cui è possibile reperire sia prodotti alimentari che cosmetici di origine biologica. Un esempio non certo nuovo è il Centro Botanico di Milano: da anni, accanto alle tisane biologiche e alla gastronomia, si possono trovare, infatti, i prodotti Dr. Hauschka, IncaRose e tanti altri.

hauscska-lysnet

Non è tanto il fatto che tutto ciò che è “bio” si sia ritagliato una fetta di mercato “a parte”, quello che ci interessa. E’ piuttosto il fatto che, per valutare la qualità dei prodotti cosmetici, si utilizzino sempre di più criteri e parametri che siamo abituati ad attribuire al cibo, ai piatti dei grandi chef e alle loro materie prime.

IMG_9998

Spalmarci qualcosa sul viso, sta diventando davvero importante quanto ciò che ingeriamo? In questo caso, non è rilevante soltanto l’aspetto “estetico“, e quindi l’efficacia della crema XY nel riuscire a far passare i brufoli o nell’idratare la pelle, ma anche e soprattutto il beneficio che si può trarre dai suoi ingredienti e, quindi, la qualità dei prodotti che contiene.

Davines Essential Haircare_MELU Groupage

Può sembrare una cosa da poco, ma si tratta invece di un vero cambio di prospettiva. Seguendo questa logica (che è, per esempio, quella che sta adottando Eataly), infatti, il famoso, temutissimo INCI (l’elenco degli ingredienti di un prodotto) dice molto poco. Non più di ciò che leggiamo su una confezione di pasta quando leggiamo “pasta”.

anche un inci tutto verde non garantisce, infatti, la qualità dei suoi ingredienti!
anche un inci tutto verde non garantisce, infatti, la qualità dei suoi ingredienti!

Ad essere invece in primo piano sono aspetti molto meno “visibili”. Parole come “km 0”, “sostenibilità”, “impatto ambientale”, e ancora, “trasparenza”, “controllo” e “biodiversità” diventano fondamentali. E di conseguenza, anche il luogo di produzione, proprio come nei prodotti enogastronomici, ha il suo valore. E’ quindi bello e interessante che siano proprio brand italiani come Davines, Lurisia, Rossella Roi, Dott. Nicola (non celebri nel mercato beauty “classico”) ad essere valutati come i migliori e, quindi, a trovarsi nei reparti specializzati dei migliori negozi alimentari italiani e del mondo.

Addirittura Slow Food sta iniziando a scegliere tra i suoi “presidi” prodotti non destinati al consumo alimentare, ma cosmetico.

dimart-01

Voi cosa ne pensate di questa nuova rotta nel mondo bio-beauty? Sta ormai prendendo una strada parallela da quello della cosmetica “classica” e “da farmacia”? Le eccellenze enogastronomiche saranno anche sinonimo di prodotti cosmetici di prima qualità? L’Italia si avvantaggerà su questo fronte, grazie alle sue ricchezze alimentari? Speriamo che questa news vi abbia incuriosito e stuzzichi qualcuna di voi! Grazie!

Ciao dal Team!

 

145 COMMENTI

  1. Ciao ragazze! Io mi fornisco spesso da eataly! Ha dei prodotti fantastici e personalmente ancora nulla mi ha deluso. . E poi spesso ci sono prodotti in offerta! Per quanto riguarda creme e shampii sono passata al bio e la differenza si vede… Eccome!
    Pelle e capelli non sono mai stati così belli… Per quanto riguarda il make up invece i prodotti bio non sono ancora così performanti!

  2. Non tutti i prodotti presenti da EatItaly sono bio però. Curiosa di provare altre marche poco conosciute ed Italiane ho dato un occhiata all’inci e sono rimasta delusa..quindi occhio sempre!

  3. Credo che il discorso “bio” sia business, esattamente come il vegan. O meglio in pochi credono in questo concetto, ma in tanti lo sfruttano per implementare le vendite.

  4. Io utilizzo solo prodotti certificati ecobio ( viso-corpo-capelli ) quindi do per scontato che le piante di cui sono costituiti vengano da coltura biologica perché sarebbero alquanto inutile spendere di più ( perché l’ eco è più caro .. non si può negare ) per un prodotto che non contenga schifezze chimiche se poi mi coltivi l’ aloe coi pesticidi … o almeno spero sia così

  5. Attenzione, Eataly centra ben poco con il Bio inteso in senso classico, loro sono pro KM0, pro mantenimento delle diversità locali, contro l’omologazione forzata. La maggior parte dei prodotti in vendita da loro non hanno il label Bio. Sono due concetti molto diversi secondo me. E seguendo lo stesso concetto di Slow Food/Eataly credo anche io che vadano protetti alcuni prodotti naturali rari per la cosmetica.

    Mentre il Bio mi lascia in dubbio quando si parla di cibo, figuriamoci rispetto al mondo Beauty…mangio carni Bio sperando che effettivamente ci sia un’etica di rispetto per l’animale ma per il resto….posso mangiare delle banane Bio ma che hanno inquinato arrivando da noi in aereo e dove la coltivazione biologica non ha dato nessun vantaggio perché la buccia é spessa e i pesticidi non sarebbero cmq entrati….molto del mondo Bio é moda.

  6. Verissimo Lory03!!! Molti di noi non capiscono il significato o il concetto di bio, ma acquistano perché magari fa’ moda. Io ho provato, per caso, i prodotti Davines.. Ottimi direi ma non mi fanno impazzire!

  7. Non so, se mi rendo conto che una cosa “mi fa bene” la uso, che sia bio o meno. Di sicuro però deve far bene anche al mio portafoglio, quindi 50 € per due dita di crema solo perché è bio non li spenderò MAI!

  8. Io sono assolutamente favorevole. A Bologna Eataly è già all’interno di una grande libreria (la Coop Ambasciatori) e in generale quello è un luogo dove si possono trovare molte cose che fanno bene. Se questo trend aiuta a far trovare più facilmente certi cosmetici ecobio io sono favorevole! Mi piacerebbe comprare di più, ma se li trovo solo su internet la cosa un po’ mi frena

  9. Ciao Team ! Grazie per il post…devo dire che sono indisciplinata su questo fronte… il BIO… se mi capita ok ma se non mi capita non ci sto molto attenta… lo so sbaglio! Ma in Italia siamo dei pigroni purtroppo e in queste cose arriviamo quasi sempre per ultimi ma in fatto di eccellenze direi che siamo tra i primi paesi! Cibo! Moda! Bellezza perchè no 😉 ! Buon gusto! Passione! Auto! Storia! Potrei continuare tutto il giorno.. anche il bio-beauty non sarebbe male no? Io voto sì e prometto di essere più brava nelle scelte future!

  10. Funziona? Cosa cambia rispetto a una crema non-bio? Io recentemente sto usando i prodotti di Bottega Verde, e mi sono resa conto che sono sicuramente migliori rispetto alle varie Nivea, Dove etc, però un prodotto totalmente bio non l’ho mai provato…

  11. Io di bio ho solo una matita… e penso che se mi devo mettere a guardare l’inci dei cosmetici e dei prodotti alimentari non mi trucco più e non mangio più ahahahaah 🙂
    Ciao Team!

  12. ahah io già sono celiaca e devo sempre stare a leggere ingredienti del cibo..per i cosmetici mi butto senza leggere!!

  13. Guarda, io prima di passare al bio per la skincare non ci facevo molto caso e usavo tipo la roba di nivea e garnier, per cui i miglioramenti ci sono eccome! L’importante è scegliere quello che va bene per la tua pelle. Per ora sto ancora provando cose diverse, comunque con questa la mattina mi sveglio che ho la pelle come rinata. Diciamo che ora non voglio spendere cifre assurde in nessun caso quindi sono andata in bioprofumeria e ho chiesto qualcosa di economico e decente 😀
    Contando che negli anni scorsi spendevo tipo 36 euri per una biotherm che faceva più male che bene, le cose sono sicuramente migliorate! Fino a qualche mese fa usavo quelle di viviverde coop che costano 5-6 euro. Non saranno miracolose, ma fanno il loro dovere e idratano (queste sono tutte bio)

  14. Grazie a questo post ho scoperto due negozi che non conoscevo: Eataly e Centro Botanico. Sono andata a spulciarmi la mappa di Google e mi sono scritta bene dove sono. Sono curiosa di andarli a vedere! *_*

  15. Sicuramente negli ultimi anni si è verificato una maggiore attenzione rispetto a cosa mangiamo e a cosa ci spalmiamo sul viso, le ragioni secondo me sono principalmente due :da un lato l’evoluzione della ricerca scientifica e medica e dall’altro, purtroppo, l’aumento di malattie come il tumore le cui cause alcuni suppongo derivino proprio dall’inquinamento, sostanze nocive etc etc. Certo può trattarsi di una moda, ma che forse è una moda positiva. Io ad esempio se devo comprare i limoni preferisco andare dall’ ortolani di fiducia che li coltiva lui e senza additivi chimici, così se devo scegliere una crema per il viso presto attenzione alla formulazione etc. Nell’incertezza scelgo il bio e km zero, per quanto il mondo in cui viviamo è inquinato fino alle “viscere”

  16. Buongiorno Team e buongiorno a tutte!! speriamo che la qualità altissima dei nostri cibi e la ricchezza delle nostre terre possa essere sfruttata anche nell’ambito beauty! mi auguro anche che piano piano tutti riusciremo ad avere qualche accortezza in più riguardo all’impatto ambientale delle nostre azioni e abitudini!

  17. X l’alimentazione io e la mia famiglia stiamo molto attenti,abitiamo in una cittadina in prov di Napoli e più che fornirci nei grandi supermercati,la spesa si fa nei negozi di fiducia;sptt x qnt riguarda frutta e verdura cerchiamo di rivolgerci sempre dal nostro fruttivendolo di fiducia che coltiva nei suoi terreni in modo da sapere da dove vengano i prodotti.
    X la cosmesi è da poco che mi sono avvicinata al mondo bio….da qlc anno uso fondo minerali,ma solo in estate e da poco ho scoperto un fondo liquido bio; anche x i capelli cerco di usare shampoo senza siliconi e senza parabeni, xò in genere non ne sono ossessionata….se riesco a trovare prodotti naturali ben,altrimenti pazienza!

  18. Ciao Clio e ciao ragazze! volevo dirti, non c’entra nulla con questo post però ci tenevo a scriverlo, che ho apprezzato le tue risposte alle critiche che si sono susseguite in questi giorni. Bè leggendo qua e là quei commenti ogni giorno, ho proprio pensato come fossero inutili, poco costruttivi e diretti semplicemente ad attaccare te ed il tuo team!
    I post “pillola” li trovo utilissimi, arrivano diretti al punto e forniscono le informazioni necessarie per farsi un’idea del prodotto! Per esempio il post sui rossetti nabla l’ho trovato utile (sono anche arrivata alla decisione di prenderne uno ihih l’ombre rose)! Sapevo di questo lancio ma non sono andata nè sul sito nè su youtube per vedere le varie recensioni per mancanza di tempo! Quindi ti dico continua così, con la grinta e la voglia che hai sempre dimostrato fin dall’apertura di questo blog! Non c’è stata una mattina, dall’inizio del blog, nella quale io non abbia letto la posta elettronica (ancora mezza addormentata ihih) con la voglia di scoprire i titoli dei post per poi leggerli con calma!
    In bocca al lupo ragazze!!

  19. ciao clio! il discorso ecosostenibile purtroppo per tantissimi animalisti e vegani è difficile da comprendere… ma se rifletti, cosa è più sostenibile dall’ambiente? un giubbotto in pelle vera o in ecopelle? che di eco ha ben poco, essendo plastica colorata (e colorare inquina) non biodegradabile, non riciclabile, e spesso fatto da industrie senza filtri per gli scarichi… ma spesso è difficile vedere il quadro completo e ci si concentra su poco oltre il nostro naso…

  20. Cioa ragazze
    A me questo articolo mi é piaciuto e secondo me proprio in questo caso non si tratta proprio di business.Innanzitutto sono prodotti molto di nicchia ancora e il tipo di benefici secondo molti studi sono migliori ma la cosa più importante è come questa tipologia di prodotti non si avvicina alle case cosmetiche ma al cibo omeglio all’eccelenza della alimentazione mondiale,io essendo socia slowfood,mio padre lavora tuttora per recensire i vini del Salento,ho imparato a capire la politica etica di questa associazione anche attraverso documentari ecc. Tant’è che questa è la più importante associazione al livello mondiale in cui non si parla del cibo in se, ma delle popolazioni e del loro rapporto con il cibo,del rispetto delle tradizioni e nei metodi di lavorazione sani, nel rispetto per i contadini rapportando ciò incece alla politica delle multinazionali e dei prodottti che compriamo abitualmente non a caso il logo é sano,pulito e giusto senza etichettatarsi nel vegetariano,nella tradizione vegana ecc. Ed è per questo che secondo me l’avvio di prodotti di cosmesi all’interno di questo mondo rappresenta una rivoluzione

  21. Cerco di essere eco-friendly ma non è facilissimo poiché ci sono tante sfaccettature. Sicuramente faccio attenzione sia al cibo che ai cosmetici quando si tratta di capire cosa ci mettono dentro. Scelgo le uova delle galline allevate a terra e possibilmente ortaggi e frutta a km 0. Era già un pochino di tempo che cercavo di capire perché nei biscotti o altri prodotti ci sia l’olio di palma e la sua provenienza /lavorazione. Una puntata di Report pochi gg fa mi ha illmuminata. Per i cosmetici approfondisco meno nel senso che guardo molto l’inci ma il resto no.

  22. Ciao team! L’ argomento sembra essere molto interessante! Di sicuro se il mercato italiano riuscisse a sfruttare al meglio questo momento ,in cui si stanno riscoprendo le ricchezze della terra (probabilmente anche grazie all’ effetto expo), ne gioverebbe il settore del beauty e ciò che lo circonda. Anche in altri paesi, seguendo le vostre avventure in Giappone o Islanda, mi sembra si vada in questa direzione ,riscoprendo tradizioni e usanze. Personalmente mi piacerebbe leggere altri articoli simili in modo da approfondire e saperne anche di più sui singoli brands e prodotti! Saluti a tutto il team

  23. L’ argomento sembra essere molto interessante! Di sicuro se il mercato italiano riuscisse a sfruttare al meglio questo momento ,in cui sembra si stiano riscoprendo le ricchezze della terra (probabilmente grazie all’ effetto expo), si i

  24. Da qualche mese sto cercando di usare più prodotti bio possibili, sia per la cosmesi che per l’alimentazione, cercando sempre di non spendere cifre astronomiche. La cosa più difficile è distinguere i veri prodotti bio da quelli che vogliono farsi passare per bio e poi sono tanto quanto gli altri.

  25. Personalmente prima di acquistare cerco di capire bene se un prodotto è davvero biologico oppure no e cosa si intende. Non sono fissata, se trovo qualcosa di efficace a un prezzo ragionevole lo compro, altrimenti lascio perdere.
    Secondo me ultimamente il bio è dicentato una moda come altre, non ci vedo niente di male ma l’importante è informarsi.
    In passato acquistavo spesso da Lush, poi mi sono resa conto che, almeno su di me, i loro prodotti non avevano chissà quali effetti miracolosi, quindi ho parecchio diradato.

  26. Molto interessante il post Team ;-)! io devo dire che a livello di prodotti cosmetici Bio sono abbastanza ignorante in materia…mi piacerebbe però conoscerne e usarli 🙂 perché come tratto bene il mio corpo mangiando sano e spessissimo verdure che io stessa coltivo 😉 bevo tisane che io stessa preparo con menta o finocchio 🙂 e bevendo acqua di fonte pure e controllata dal Dottore di zona…. Mi piacerebbe pure trattar meglio la mia pelle e saperne di più su cosmetici Bio :-)…… io sono tutta occhi pronta a leggere e imparare le novità che seguiranno! Mi affido a voi Team!! :-*

  27. hai ragione sul lato performance dei prodotti bio, ma personalmente sono ben contenta di rinunciare a qualcosa mettendomi in viso prodotti migliori.
    personalmente da quando uso i prodotti biologici, dalla tinta alle creme ai cosmetici, devo ammettere che mi trovo molto meglio; tra poco porterò anche lo shampoo dal parrucchiere quando vado a tagliare i capelli perché quello del salone mi provoca prurito su tutta la testa.

  28. Totale, irrefrenabile confusione.

    “Seguendo questa logica (che è, per esempio, quella che sta adottando Eataly), infatti, il famoso temutissimo INCI dice molto poco. Non più di ciò che leggiamo su una confezione di pasta quando leggiamo “pasta”.”
    A seguire immagine con un elenco interminabile e didascalia che afferma che un INCI tutto verde non garantisce la qualità degli ingredienti.

    – Intanto, spiegatemi il paragone: “pasta” è il nome del prodotto che acquisto, non il nome di un ingrediente; i suoi ingredienti sono semola di grano duro e acqua. Non sarebbe più appropriato inserire un INCI effettivamente breve preso da uno di questi cosmetici? Cosa c’entra quest’immagine?

    – Il verde e il bio sono due concetti diversi, perchè tirare in ballo il verde se state scrivendo un articolo sul bio? State parlando di qualità del prodotto e dei suoi benefici per la persona o del suo impatto ambientale? Sono due cose molto diverse!

    – Il presidio è di norma UN LUOGO, non un prodotto; nel caso di Slow food “istituzione promossa dall’associazione internazionale Slow Food, a tutela della biodiversità alimentare, per sostenere piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, recuperare tecniche di lavorazione tradizionali, salvare dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta, facilitare scambi e promuovere prodotti fra paesi diversi”(http://www.treccani.it/vocabolario/presidio/)

    Continuo a non capacitarmi di come quattro teste (di cui una con un master in giornalismo) possano partorire post simili. E sono molto dispiaciuta nello scrivere questo.

  29. io ho vistato eataly a bologna e devo dire che si magna bene ed è una certezza per i prodotti di qualità. l’unica cosa non ho mai capito sta storia del KM 0. ok eataly favorisce le realtà locali. ma io ho inteso km 0 come consumo dei prodotti del luogo che stano vicio a casa, non mi sembra molto slow trovare a bologna un prodotto siciliano, ci son voluti dei trasporti lunghi che non sono sostenibili. io pensavo che questo manifesto di slowfood fosse una bandier aonctro la commercializzazione di tuti i prodotti in tutta italia, che fa comodo a tutti per carità, ma io crod ch ein friuli abbai più sendo bere l’acqua goccia di carnia che san benedetto..per esempio

  30. Io dico che mi piace, ma il sospetto che le certificazioni (non dei prodotti qui citati, ma in genere) non corrispondano sempre a verità, resta comunque.

    Un salto da Eataly lo farò sicuramente.

  31. Vorrei “sfatare” un mito sui prodotti definiti bio (leggo che molti ne fanno uso e comprano dal venditore di fiducia). Mio suocero è un contadino e abbiamo un orto fuori casa: praticamente non esistono coltivazioni che non usano additivi, concimi, disinfettanti, antiparassitari, semplicemente perchè, oggi come oggi, le piante di verdure morirebbero. Inoltre (ne hanno fatto un servizio recentemente Le Iene), la frutta e la verdura che compriamo nella grande distribuzione (supermercati, quindi non bio) sono molto meno inquinate e contengono molte meno sostanze nocive semplicemente perchè rispettano gli standard europei e italiani e sono molto più soggetti a controlli. In sostanza, pagare una zucchina “bio” il triplo di una del supermercato potrebbe non avere molto senso (che poi magari la zucchina bio è stata coltivata su un terreno radioattivo).

  32. Esatto.. E per avere la certificazione di bio non vengono utilizzati pesticidi o altri prodotti tossici ma non si tiene conto che il terreno può essere tranquillamente situato a pochi metri da una strada trafficatissima..

  33. Idem… Diciamo che ci fidiamo del marchio ecobio anche se é vero che poi alla fine non c’e modo di sapere se si tratta di effettivi prodotti “verdi”

  34. Interessante l’argomento ma pure per me e’ stato scritto in modo poco chiaro ( boh, non ci arriverò io..)

  35. Ciao!
    L’ho vista anch’io la puntata di Report di cui parli e devo dire che ne sono rimasta sconvolta, tanto che voglio provare a limitare i prodotti con l’olio di palma, magari trovando dei sostituti. Lo voglio fare per me e per quei poveri animali che non hanno più un posto dove vivere (anche se magari cambierà poco o nulla) 😀

  36. Mia madre è parrucchiera e in salone usa moltissimi prodotti davines, che io personalmente trovo favolosi in tutto. Mi piace molto anche il loro concetto di utilizzare per le confezioni della plastica che sia adatta anche a contenere cibo, aumentando quindi le possibilità di riutilizzo e riducendo lo scarto.. Semplicemente un’idea che DEVE radicarsi nel modo di fare business! Chissà che non sia un primo passo magari anche per molte altre imprese!

  37. Infatti ormai non si può andare sicuri con la parola Bio. Magari fanno altrettanto male quanto i prodotti non classificati come Bio e noi li paghiamo pure di più.

    Comunque come fa una carne biologica a “rispettare” l’animale? Se viene ucciso non vedo dove sia il rispetto…

  38. Magari ci si riferisce a come viene allevato un animale. Gli animali ammassati e ingozzati non sono rispettati, quelli che pascolano felici, si.
    La differenza si sente tutta. Mai mangiato il manzo Kobe?

  39. Ciao Martina, sono perfettamente d’accordo con te! Anche mio papà ha un orto e concordo quando dici che se non usi disinfettanti, antiparassitari etc. le piantine morirebbero; ma mi piace pensare, e ne sono quasi convinta, che è comunque meglio la verdura dell’orto che quella del supermercato. Poi il sapore è decisamente diverso! Buon pomeriggio

  40. In effetti sono poche le case bio con prodotti validi (vedi Neve o Tarte). La nostra sola speranza è che con il progredire delle tecnologie i loro prodotti continuino a migliorare per la felicità della nostra pelle!

  41. Ciao Costanza, Susanna, Elena, Nora e ciao a tutte!!! Questo post è interessante, che ne dite di fare una serie di post dedicata ad approfondire questo tipo di prodotti che non sono facilmente reperibili in commercio? E aspettando la serie, se avete tipi di pelle diverse, provateli direttamente in questo modo chi come me ha la pelle mista (molto secca sulle guance) potrebbe magari orientarsi su prodotti di nicchia che da quel che ho capito sono anche bio. Sono curiosa di leggere le vostre impressioni su questi nuovi prodotti……grazie team e ciao a tutte ;))

  42. Concordo con te e a dire il vero l’olio di palma ha uno scarsissimo valore nutrizionale per l’uomo e insieme a quello di colza in molti paesi viene utilizzato per produrre energia (Geo&Geo) e in Europa ci fanno comprare ad esempio gli Oro saiwa spacciandoli per prodotti genuini e tra i primi ingredienti c’è l’olio di palma…..contraddizioni multinazionali!!!!!! In più i loro nutrizionisti sostengono che questi oli fanno bene al pari dell’ olio evo!!!!!
    Per quanto riguarda l’inci dei prodotti cosmetici sarebbe ormai ora di stamparli in italiano traducendo quei nomi impronunciabili e specificando cosa ci fanno spalmare in faccia, ditemi he non sono la sola a pensarlo!! ;))

  43. Laurita, che dire…che hai perfettamente ragione, post scritto con informazioni slegate tra di loro, confusionario…l’ingrediente “verde” non è Bio…si parla di produzioni ecosostenibili o di prodotti con ingredienti che non fanno male alla nostra pelle….boh, io non c’ho capito niente!

  44. Ogni volta che l’Italia si butta a capofitto su un qualcosa a me vengono seri dubbi sull’affidabilità. Non mi fido delle scelte che vengono fatte in questo paese perchè per tutta la mia vita, questo paese, l’ho visto scegliere per convenienza ed egoismo-tornaconto personale.
    Per la BioVita ok, mi interessa affiancare più natura possibile alla vita quotidiana ma non è possibile vivere completamente bio e non demonizzerei a prescindere questo tipo di evoluzione.

  45. Il fatto che oggi parlare di Bio e ecoBio sia una moda di sicuro può rendere il tutto soggetto a truffe e speculazioni ( come del resto ogni altra cosa) ma credo che se la gente diventa più interessata a cosa c’è dentro e fuori un prodotto, da dove viene, l’effetto che ha sulla nostra salute o aspetto e l’ impatto ambientale che ha non può che essere positivo. Dopo certo ci vuole equilibrio in tutto!!!

  46. non tutti gli ingredienti sono sempre da agricoltura biologica. Quando compri bio, se sei molto interessata a questo, puoi guardare sul sito della marca per vedere la loro filosofia e comunque spesso le indicazioni di quali ingredienti sono da agricoltura biologica ci sono. Il problema è che “cosmetico ecobio” e “agricoltura ecologica e sostenibilità” non sono la stessa cosa. Nei primi ci sono di solito soltanto cose di origine naturale (quindi niente roba chimica dannosa) o comunque cose che fanno bene alla pelle e non la danneggiano (discorso a parte le allergie). La parte dell’ecologia, del non utilizzo di pesticidi etc.. non sempre è compresa. Il biodizionario ad esempio, mette bollini rossi ad alcuni ingredienti che non fanno male alla pelle, ma che però non sono ecologici o di difficile smaltimento. In ogni caso ci sono aziende molto votate sia all’una che all’altra causa che uniscono tutto questo. Non fermarti alla prima scritta bio che vedi, informati prima bene sulle aziende se ci tieni molto a queste cose. Io per me ci provo, ma sto ancora imparando e poi devo guardare il protafoglio

  47. Anche io ci guardo, ma il problema è che quasi tutto contiene olio di palma, anche le cose delle linee biologiche, e se li trovi senza costano l’ira di dio (tipo 4 euro 150g di biscotti) e uno poi come fa?
    Dovremmo farci tutto in casa ed usare l’olio di oliva allora

  48. “Naturale” è una parola che a questo punto non significa assolutamente nulla: è tutto marketing. Che, a leggere l’articolo, vi ha lasciato ben confuse… un po’ più di spirito critico e di informazione, please.

  49. Come ti capisco, per l’alimentazione poi non so da dove partire perchè c’è veramente poca informazione!

  50. Brave ragazze, nonostante un po’ di confusione stiamo andando nella direzione giusta. Mi fa piacere che si allarghino gli orizzonti e che abbiate scritto un articolo di questo tipo.. Consiglierei magari di approfondire l’argomento aggiungendo info utili, come quelle segnalate delle altre utenti.. 🙂 Piano piano leggeremo degli articoli sempre più strutturati, basta fare ricerche approfondite sul web e ne salteranno fuori veri approfondimenti!

  51. Non sono d’accordo anche quello che dici tu è un pregiudizio e un mito da sfatare, mio padre coltiva bio da più di 30 anni e le piantine non solo sopravvivono tranquillamente ma produco meglio senza sfruttare il terreno e il sapore è decisamente migliore.mi viene da ridere sentire parlare di moda, sapete che invece per anni i contadini bio sono stati trattati come poveri hippy sfigati? Non se li filava nessuno, c’era addirittura chi pensava che avvelenassero i terreni! 😀 cmq esistono anche i concimi naturali come letame e pacciamatura e i regolamenti Aiab sono fra i migliori in Europa

  52. Mi unisco a chi definisce questo “articolo” confusionario e,senza offeso,chi l’ha scritto si evince che non sia particolarmente informato rispetto al mondo dell’ecodermacompatibilità.
    E’ un minestrone dove tutto si butta dentro senza approfondire con cognizione di causa.
    Il confronto poi tra pasta-inci è il top davvero.
    Ma se volete scrivere un post sul tema,perchè non contattare personalità che veramente lavorano con il bio da anni,ci credono e si operano per una informazione corretta?
    Intervistate la Dott.ssa Romano magari,perchè scrivere articoli che fanno solo confusione?
    Scusate,ma non sono la sola dai commenti sotto a pensarla così….

  53. Ocorre affidarsi a realtà che nascono green in tempi non sospetti.
    In Italia ce ne sono diverse.
    Occorre informarsi bene.
    Ma il fatto che molti se ne approfittino non significa che tutto è truffa.
    Occorre saper scegliere.

  54. Sono stata all’Eataly di Roma un mese fa e li ho visti! Non sapete quanto mi attiravano,ma costicchiavano un po’, quindi ho lasciato perdere, non senza rimpianti 😉

  55. Dici? Non dico che sia bio, ma mi sembra che le materie siano piú naturali delle solite marche da supermercato…

  56. A me non piace,perchè traggono o cercano di trarre in inganno il consumatore con la parola “verde” quando di verde non hanno nulla….
    Guarda se vuoi avere una ampia scelta di prodotti ecobio vai in bioprofumeria,ci sono opzioni per tutte le tasche ed esigenze e sono negozi che trattano solitamente solo brand che soddisfano certi parametri 🙂

  57. Io in alcuni prodotti presto molta attenzione all’inci ma da poco ho preso un contorno occhi in farmacia e solo a casa mi sono accorta che contiene parabeni, ma sono davvero cosi nocivi? io gradirei un post più approfondito 🙂

  58. mamma mia ragazze!è un po di tempo che trovo critiche su questo Blog a destra e a manca…..ma qual è il problema?!non è Focus.È un blog e come tale ha un suo punto di vista.Rispettate il lavoro degli altri e se non vi va bene FATE anziché criticare in modo così distruttivo.

  59. Amo il brand Davines.. Ora sto provando minu e devo dire che mi piace molto! Qualche mese fa avevo la linea 99% naturale e anche quella mi piaceva molto! Sono sempre stata affascinata da questi brand che puntano molto sul bio e meno sul profitto. Penso che sia un’idea innovativa! W Davines!

  60. Già la verità è che quello del bio è un mercato più che redditizio, perchè per comprare la salute noi ricchi occidentali siamo disposti a pagare un prezzo molto alto, si vuole la botte piena e la mogli ubriaca, il raccolto abbondante e perfetto, la frutta bella, grande, senza macchie, ma bio, senza rinunciare a nessuno dei nostri privilegi, senza rinuciare ad inquinare, perchè che noi lo vogliamo o no ogni giorno contribuiamo ad inquinare l’ambiente. Già per il fatto che il bio se lo possono permettere in pochi è del tutto inutile per salvaguardare l’ambiente, ora anche la cosmetica bio, mah! chissà che non sia solo speculazione

  61. certo, il vero bio esiste, ma quanti se lo possono permettere? e soprattutto, se l’annata va male?

  62. E’ verissimo quello che dici, da un pò qualsiasi cosa Clio ed il suo staff facciano, è criticata brutalmente e magari a volte sono anche gratuite.
    Ma.
    Io non sono una di quelle che critica il blog, se non mi piace o interessa un articolo non lo leggo, però se vuoi fare informazione devi necessariamente farla bene, non puoi rilasciare un certo numero di informazioni a caso.
    Certo, se è questo l’intento del team a me va bene lo stesso ma allora bisogna dirlo all’inizio del post: “Queste sono riflessioni su un argomento X e non corrispondono necessariamente a verità.”
    Credimi, mi dispiace prendere così seriamente questo blog perchè non è così che lo percepisco ma comprendo chi si lamenta della scarsa “serietà”.
    Se si vuole portare avanti e farla crescere una cosa così, bisogna anche rendersi conto che si influenzano le persone, vai tu a sapere di che età. Non si può ignorare questo fattore.

  63. Ho aperto questo post con grande curiosità perché prometteva di trattare delle tematiche a me molto care.. Purtroppo è molto confusionario. Prima di tutto il “bio” è un marchio assegnato se si rientra in determinati parametri e standard decisi a livello europeo. Io posso avere un orto coltivato col metodo della coltura biodinamica, ma non avere la certificazione bio. Dopodichè bisogna distinguere anche i concetti di km0, di prodotto con INCI verde, di prodotti ecosostenibili, di metodi naturali… Insomma mi sembra si sia fatto un gran minestrone di cose e alla fine non si capisce bene cosa voglia comunicarci questo articolo… Penso un problema degli articoli pillola sia che spesso trattano temi troppo vasti, risultando spesso superficiali a causa dei limiti di spazio.. un’idea al riguardo potrebbe essere quella di scegliere una tematica settimanale, o mensile, e trattarla in pillole: in questo modo ogni giorno uscirebbe una pillola che tratta solo un aspetto del tema, ma in modo piú preciso evitando l’effetto calderone! Che ne pensate?

    Buona giornata a tutte 🙂

  64. mah, secondo me comunque è un buono spunto di conversazione.Infatti ho visto molti commenti costruttivi ed interessanti all’articolo. Capisco che non ti piaccia il team, ma sono sicura che se lo stesso articolo avesse la firma Clio non sarebbe così criticato. Questi non sono articoli giornalistici, ma pagine di un BLOG, dove chi lo crea e lo gestisce può scrivere quello che vuole e chi interagisce può commentare e partecipare alla conversazione. Io ultimamente prediligo le cose bio ed ecocompatibili e riesco, e sapere che da Eataly posso trovare alcune cose, almeno mi invoglia ad informarmi e a guardarci no? Intervistare le personalità del campo… sarebbe carino certo, ma questo non è un giornale nazionale e immagino ci siano un po’ di problemi a fare queste cose, a meno che le persone non siano amiche personali di Clio, almeno visto come si è evoluto il blog nel tempo.
    Secondo me molta gente ha travisato l’uso di questo blog, che non è e non si è mai spacciato come fonte di tutto il sapere dell’universo, ma almeno permette di leggere un sacco di discussioni interessanti su un sacco di argomenti

  65. L’idea di una tematica periodica mi piace 🙂
    Non sopporto tutta questa negatività nei commenti, mi piacciono invece quelli propositivi e quelli che aiutano a capire meglio l’argomento. Pian piano secondo me si migliorerà, ma penso che la cosa dipenda molto anche dalla direzione che vuole prendere Clio

  66. Provo a raccontarvi la mia esperienza con l’eco-bio: brufoli in viso da sempre, capelli grassi, improvvisamente ho una dermatite in viso, il dermatologo mi dice di fare attenzione agli ingredienti dei cosmetici che uso così piano piano leggo e imparo: adesso uso creme, fondotinta, mascara ( prima non lo potevo più usare causa bruciore agli occhi), struccante, shampoo eco-bio.
    Risultato? Brufoli spariti ( e io ho 40 anni e combattevo con loro da quando ne avevo 15!) capelli li lavo ogni 4 gg ( impensabile fino a poco fa) il mascara lo reggo tutto il gg ( prima avevo smesso di metterlo) e i prodotti costano decisamente meno di quelli che compravo prima!
    Conclusioni: la mia pelle e i miei capelli ringraziano, non sono esperta di differenze tra eco bio vengan ecc… Però il risultato c’è quindi ho imparato piano piano a fare attenzione a tutti gli ingredienti

  67. Sisi avevo capito 🙂
    No per fortuna, e non ci tengo. Intendevo dire nel mio commento che anche se prima vengono trattati bene e poi uccisi per finire nel nostro stomaco il rispetto non c’è comunque.

  68. Secondo me ecosostenibilità e ingredienti devono andare a braccetto: se cerco una buona crema, non me ne faccio niente se la producono a 5 metri da casa mia ma è piena zeppa di siliconi! Quindi, per me controllare gli ingredienti è irrinunciabile.

    Purtroppo le realtà locali che si occupano di eco bio a livello di cosmesi non sono poi così tante, e la reperibilità è quella che è, ad esempio io mi affido agli ecommerce online, un po’ perchè si risparmia, ma capisco che da questo punto di vista il “km 0” va a farsi friggere. Parlando di Eataly, è un negozio che mi piace moltissimo, e ogni volta che posso ci faccio un salto, ho notato anche io che ha uno stand di creme e cremine abbastanza fornito, ho comprato a mia madre una crema al mirtillo che ha un profumo delizioso!

  69. Non è un articolo scritto benissimo, vero, ma non stronchiamo sempre queste ragazze! Per ora l’argomento è interessante, ora lavoriamo sul contenuto.. Brave, avanti così!

  70. Il discorso “bio” è un business come tantissime altre cose, ma se lo sta diventando è perché oggi sempre più consumatori stanno imparando a leggere le etichette non solo a guardare il prezzo e apprezzano forse di più le cose naturali. Il fatto che ci sia speculazione purtroppo è inevitabile, ma dove non c’è??
    Spetta a noi informarci, valutare e essere consapevoli che “bio” non sempre significa “veramente bio”. Ma se questa sensibilizzazione potesse portare anche solo a utilizzare 99 pesticidi invece di 100 già sarebbe un passo!!!
    PS
    TRovo il post utile, un interessante argomemto di conversazione e nonostante ci siano tante che non lo capiscano (stranamente) scritto con molta chiarezza!!!

  71. No guarda,io giudico i contenuti,non la firma Laura.
    Quando si ha un blog di determinate dimensione sarebbe bello puntare sulla qualità e scrivere pochi articoli,ma precisi e ricchi di spunti.
    Credo che quando una persona ha un seguito che questo sia composto da 1 persona o da 1000 abbia responsabilità importanti verso i concetti che veicola.

  72. Io non concordo assolutamente sul fatto che il bio sia caro.
    Dipende da dove si acquista.
    Nel merito dei cosmetici,io spendo meno della metà di prima e acquisto solo in bioprofumeria e linee in certi campi non low cost.
    Non sono ricca,non faccio shopping né ogni settimana né ogni mese,non spendo patrimoni.
    Ma a differenza di prima,acquista meno,ma in maniera più oculata.
    Esempio sciocco? Invece di acquistare una decina di burrocacao da avere sparsi in borsa/auto/casa da 1 euro o 2 due euro,ora ne ho due.
    Uno in casa,uno da tenere nella borsa che mi porto con me.
    E sono formulati molto bene,mi soddisfano e sono ecobio.
    E non ne acquisto di nuovi finchè non sono finiti.
    Spesso si acquistano tanti prodotti poco costosi,invece,di acquistare poco in maniera oculata e razionale.
    Acquistare “ecobio” e cercare di essere sostenibili per me è cambiare modo di fare spesa,altrimenti se si cambiano solo i prodotti e non la visione a mio modesto avviso non ha molto senso 🙂

  73. Si ma Davines non è né bio né ecologico.
    Se non hanno mutato la formulazione,un anno fa era una brand furbo che aveva inserito nella formula un paio di estratti vegetali e si dichiarava naturale…..

  74. Quello del bio è un discorso molto ampio, tortuoso e non ancora del tutto chiaro in tutte le sue sfaccettature, certo è che ultimamente è “di moda” e per questo la gente ci si approccia sempre di più. Io ad esempio ho capito che sui miei capelli il bio è favoloso perchè me li fa durare puliti più di mezza giornata e non mi prude il cuoio capelluto (cosa che con prodotti “siliconici” succedeva), sulla mia pelle problematica devo ancora forse trovare i miei prodotti ideali (e non appena li troverò quella sarà la mia routine, bio o no), per il makeup invece non bado all’inci quanto al rapporto qualità/prezzo ed al mio gusto personale.

  75. ragazze, santo cielo, APRITE GLI OCCHI!!!
    NON ESISTE IL BIO NEL COMMERCIO!!!! possibile che ci crediate davvero a tutte queste baggianate?
    i cosmetici e,in generale, tutto ciò che usiamo per la cura di corpo e capelli non sono bio e mai lo saranno, nemmeno se le case produttrici si presentano tali!
    Per non parlare dell’alimentazione….una volta ero in emergenza e ho dovuto comprare del latte a 2EURO solo perchè c’era scritto BIO sopra….
    ora vi chiedo: seriamente pensate che quel prodotto fosse bio, nel senso che LA MODA di oggi fa intendere?
    SAPPIATE UNA COSA: CONTINUANDO A COMPRARE I PRODOTTI IN COMMERCIO NON SARETE MAI DELLE VERE SOSTENITRICI ECOBIO PER IL SEMPLICE FATTO CHE L’UNICO PRODOTTO REALMENTE TALE SAREBBE IL VOSTRO ORTO.
    Non sto facendo la predica da vegetariana o vegana (argomento che chiudo subito perché altrimenti scatenerei il putiferio) o perché mi credo meglio di voi: io sono realista, compro ciò che le multinazionali mettono sul mercato senza fiatare perché per come vivo adesso non posso fare altrimenti.
    Ma in pochi possono capire la mia nostalgia di quando ero piccola e uscivo di casa a raccogliere uova o a mungere il latte da portare a colazione e tanto altro.
    QUESTO E’ IL VERO BIO. METTETEVELO IN TESTA.

  76. Ho tante cose di Eataly (abito a Torino) tutte regalate… non é un posto che amo e trovo che per tante cose sia semplicemente fuffa, detto ciò posso dire che sono fintamente ecobio perchè tante cose che ho hanno tanti bei siliconi dentro… sono care e non mi fanno impazzire

  77. Io non sono né vegetariana, né vegana. Per me il rispetto c’è nel momento in cui si riescono ad usare le risorse naturali ( siano esse vegetali che animali, che minerali) evitando di alterare e distruggere l’ambiente che ci circonda. L’uomo si è nutrito per secoli di carne, senza intaccare l’ecosistema.
    L’inquinamento si è affacciato con l’industrializzazione. Con questo non dico che vorrei tornare a prima della rivoluzione industriale, ma che bisognerebbe usare con più criterio le risorse naturali, si.

  78. mi sembra molto interessante.. d’altra parte il mercato si adegua a ciò che vogliono i consumatori e se il nuovo trend è il bio e il km 0, perché non avvantaggiarsene anche in cosmetica? penso che però sia importante introdurre delle regolamentazioni e dei parametri cui i prodotti debbano sottostare per ottenere tali marchi, così da evitare di rifilare “fregature” agli acquirenti 🙂

  79. Io non sostengo la teoria che il bio sia la salvezza e,personalmente non condivido le persone che sono fissate solo con il bio dappertutto! Sia nel make up come nel cibo. Per quanto riguarda il make up, essendo una ballerina, i trucchi bio non reggono per nulla, colano e sbavano in maniera assurda! E per il cibo… Beh che dire è un periodo in cui si parla molto della nutrizione e della fame dei paesi poveri, io penso che il bio non salverà mai la fame nel mondo, ma neanche la nostra salute , e ormai lo usano solo come un business

  80. Intendevo esattamente quello che ha scritto @disqus_3FVUgicMP2:disqus.
    Parlando di carne Bio non intendevo che ne vanno mangiati quintali lavandosi la coscienza solo perché é Bio…ma semplicemente che, non essendo vegetariana, cerco di mantenere una certa etica. Poi so che molti pensano che sia ipocrita non maltrattarli ma poi ucciderli ma é un punto di vista e rischierebbe di diventare una discussione infinita tra pro vegetariani e pro onnivori

  81. Se deve essere l’Italia il Paese leader in questo settore spero che abbiano un prezzo decente. Io vorrei provare cose “genuine” nella cosmesi se esistono, ma a bloccarmi è sempre il prezzo. Non so quanto costano i prodotti Davines, tanto? Mi interesserebbero..

  82. Il primo Eataly che ha aperto, e credo tutt’ora il più grande d’Italia, é a Torino, tra l’altro in un’ex fabbrica riqualificata benissimo! Non so di dove sei ma merita il viaggio! Come tutta la città di Torino peraltro…sono un po’ di parte, ci ho vissuto diversi anni e l’adoro!

  83. No ma credo di essermi spiegata male effettivamente. Controllo sempre prima di acquistare un prodotto che gli ingredienti vengano da agricoltura biologica . Cerco di comprarne meno ma buoni . ☺

  84. Trovo l’articolo molto confuso, potreste approfondire meglio i concetti in maniera più chiara ed entrare nello specifico di marche/ingredienti e distribuzione? Grazie mille Clio e colleghe 😉

  85. Perdonami,ma non è vero.
    Che ci siano irregolarità e furbetti è vero,ma ciò non significa che non esistano prodotti biologici o biodinamici.
    In campo cosmetico ci sono linee che hanno certificazioni tedesche stringentissime e serissime.
    Esiste,esiste. Occorre scegliere,informarsi e valutare bene.
    Ma esiste.

  86. Ci sono shampoo molto buoni tipo La Saponaria,Verdesativa,Ricaricando,Tea Natura,Green Natural…. in bioprofumeria si trovano tutti.
    Sono concentrati. Io lo diluisco con un pochino di acqua e mi dura quello della Saponaria circa due mesetti e nel tempo usando una routine ecobio ho eliminato il balsamo non avendone più bisogno.

  87. anche perché in genere poi vieni a scoprire che i prodotti etichettati come “bio” , proprio bio fino in fondo non sono… e, inoltre, non è per forza vero che bio=buono e chimico=cattivo (lo so bene, studiando chimica farmaceutica all’università, dato che i prof lo ripetono un giorno sì e un giorno sì ); insomma penso sia meglio ragionare con la propria testa ed affidarsi ad evidenze e dati sperimentali di provenienza affidabile piuttosto che fidarsi ciecamente di loghi e insegne…

  88. Si capisce che sei molto dispiaciuta, molto costruttiva e per nulla arrogante. Dovevano scegliere te peccato cavolo!

  89. In realtà sono delusa da diverse marche, che hanno prodotti con INCI pieni di sostanze con pallini rossi; mi rendo conto che ho investito male soldi e fiducia e alla fine non riuscirò più ad usare quei prodotti, anche se questo significa buttare tanti prodotti, anche nuovi e soldi. Non ci si può mettere sulla pelle qualcosa, che sai non è salutare. Credo che la cosmesi bio avrà sempre più diffusione! L’attenzione ad un INCI tutto verde sarà molto importante!

  90. Per tutte quelle come me che non sanno leggere l’inci, ma che vogliono iniziare ad usare prodotti bío sulla pelle, io sto vedendo davvero dei risultati, vorrei consigliare un app gratis che con una semplice foto al barcode del prodotto, o una ricerca del prodotto ti aiuta a capire l’inci, l’app in questione si chiama biotiful, l’ho conosciuta nel forum, e la sto consigliando a tutti, bacioniiii

  91. Riflessioni molto interessanti! Qualità prodotti per la salute ed impatto ambientale, possono andare in parallelo, infatti i siliconi che si trovano nei prodotti ed hanno pallino rosso, hanno un grande impatto ambientale perché non sono biodegradabili!

  92. Mi piace quest’idea della tematica periodica! Un po’ come fa già Clio da tempo con certe serie tipo “cool spotting” o ” i top e i flop”

  93. Prodotti Bio ed ecobio di riferiscono a due concetti diversi: quello che contengono, che non sia dannoso e come vengono prodotti per non danneggiare ambiente.

  94. Nel makeup Bio anche io non ho ancora trovato prodotti validi …oltre ai problemi che hai descritto tu spesso i colori sono piatti e le rese mediocri. Se qualcuna ha una marca Bio da consigliare ben venga…ma certificata con tutti i crismi se no tanto vale

  95. Ciao team e ragazze, credo di non essere manco mai entrata in un Eataly Italia, quindì non sapevo che dentro si trovassero prodotti beauty :D.
    Comunque io per ora non uso i prodotti bio (forse il mio contorno occhi, che adoro, viviverdecoop è bio?), anche se cerco di evitare quelli di cui in molte parlano come di “prodotti che fanno venire i brufoli” (fondotinta kiko, fondotinta essence, fondotinta pupa e creme nivea).

  96. Ciao team e ragazze, credo di non essere manco mai entrata in un Eataly Italia, quindì non sapevo che dentro si trovassero prodotti beauty :D.
    Comunque io per ora non uso i prodotti bio (forse il mio contorno occhi, che adoro, viviverdecoop è bio?), anche se cerco di evitare quelli di cui in molte parlano come di “prodotti che fanno venire i brufoli” (fondotinta kiko, fondotinta essence, fondotinta pupa e creme nivea).

  97. Io conosco i prodotti del dott. Nicola e devo dire che sono molto buoni!! Penso che sia importante sapere cosa ci mettiamo sulla nostra pelle e sono dell’idea che è meglio spendere un po’ di più e avere pochi lrodotti ma buoni 🙂

  98. Ciao Clio, tempo fa il mio parrucchiere (ora ex) si convertì al bio con i prodotti Davines, tinta compresa. Risultato: capelli rovinati e per rendere meglio posso dire STRINATI , con tanta dermatite ed il colore non prendeva mai bene, anzi! Mi consigliò una crema da usare sempre della stessa marca ma ha peggiorato la situazione, ( la profumazione era buonissima però). In più la confezione non riporta l’inci. Ora ho cambiato parrucchiere e faccio la tinta normale, sì quella con l’ammoniaca ed ora i miei capelli sono tornati belli , morbidi e lucidi e soprattutto senza dermatite. Se una tinta è senza ammoniaca dovrà pure avere una sostanza che serva da fissante, forse sono io che sono allergica proprio a questo componente e non penso che sia bio. Questa è la mia esperienza magari molte di voi si sono trovate bene, spero:)).

  99. Anche io da piccola passavo le vacanze da uno zio che aveva la fattoria, latte , uova, frutta e verdura tutto un altro sapore!

  100. È un mito da sfatare ancheil fatto che sia una cosa da ricchi viziati, ormai molti super e perfino ddiscount hanno linee bio certificate italiane, francesi e tedesche low cost ma di qualità da Coop Viviverde che ha standard di controllo più alti di quelli del bio italiano a Lidl che usa quello tedesco fra i più rigidi in Europa dagli anni 70, in Francia trovi la So bio a pochi euro persino da auchan!

  101. Ragazze del team apprezzo il vostro lavoro e non mi piacciono gli atteggiamenti distruttivi ma spesso basterebbe un po’ di attenzione e informazione in più per evitare certe critiche, ci sono talmente tante inesattezze in questo post,l’ inci della pasta è “pasta” mi sembra davvero troppo superficiale, concordo con chi propone di scegliere un tema e poi fare una serie di pillole di approfondimento 🙂

  102. Ragazze mi è piaciuto moltissimo il post, sono molto attenta alle cose bio sia per il cibo che per i cosmetici, ne faccio una questione di salute benessere ed ecologia. eataly ha un reparto cura del corpo FANTASTICO o e devo dirlo ma prezzi convenienti, ho visto prodotti a 3€ in meno che nelle erboristerie. Per quanto mi riguarda ciò che conta per me e’ l’inci anche se non sono molto brava a leggerlo, e non molto il km zero però se trovo le due cose insieme perché no. Per quanto riguarda apiarium ha prodotti molto buoni ma lo vedono in pochi posti, solo ho ricevuto il regalo una fantastica crema capelli ma con sorpresa ho notato la presenza di parabeni al suo interno!

  103. Desi grazie!! Sto scaricando l’app, anche io uso prodotti bio da molto e sono soddisfattissima 😀

  104. sì infatti, io sono dovuta andare da una nutrizionista che mi spiegasse per filo e per segno le regole da rispettare, ma anche così trovare i prodotti giusti è proprio difficile..

  105. Ciao! Ho pensato di andare a vedere Eataly e Centro Botanico a Milano, perché abito lì vicino. Comunque tra non molto andrò a Torino e sono molto curiosa di visitarla! Il mio compagno ci è già stato e gli è piaciuta molto ^__^

  106. Ho passato 7 anni ad usare prodotti bio e sono convinta che un po’ alla volta si arriverà a formulare prodotti bio ma con attivi seri e a concentrazioni adeguate.
    Purtroppo anche in questo settore, come nella cosmesi tradizionale esistono prodotti buoni con attivi seri (costosi come creme di profumeria), prodotti costosi che non sono niente di che e prodotti che vendono solo perché basta abbiano tutti pallini verdi.
    Personalmente ora uso di tutto, meglio se con poco silicone, niente paraffina, ma a me interessa soprattutto CHE FUNZIONI.

  107. Sono sempre stata incuriosita dai prodotti di eataly sia per il concetto ( anche se poi leggendo le etichette i prodotti non sono proprio tutti bio) sia per il fatto che propongono prodotti diversi che dovrebbero essere fatti con una diversa concezione sia delle materie che della produzione … dovrebbero… cmq io mi sono trovata benissimo con un tonico lurisia la chinotto, una crema dott.ssa (boh non ricordo uno starno nome… ora sono fuori…) al mirtillo fantastica e una crema mani… il burrocacao alla cera d’api invece non l’ho trovato niente di che… cmq tutte le volte che vado da eataly compro un prodotto beauty in offerta! così per provare cose diverse…

  108. Io quasi esclusivamente prodotti bio e sono molto incuriosita dai prodotti di Biofficina Toscana (che ho scoperto essere vicino alla mia città!!).
    Anche il mio parrucchiere utilizzava Davines, ma poi ha cambiato (non so perché).
    ilmondodiary1.blogspot.it

  109. ciao neopollipop, hai mai provato i prodotti UMICA? Sono prodotti con garanzia di qualità, 100% italiani, ci sono anche i trucchi HD professionali, resistenti all’acqua, usati dalle atlete di nuoto sincronizzato a Roma. Ottimi prezzi e puoi comprare anche con lo sconto del 35% a 50%. Se ti interessa posso farti avere gli sconti.

  110. Concordo!
    Il titolare di un ristorante recentemente mi ha detto che ha comprato una “mela bio” l’ha portata da un contadino e dopo averla esaminata ha detto che non era assolutamente così quando è tornato dal rivenditore a chiedergli come mai la spacciava per bio quando non lo era e costava molto di più delle altre lui ha fatto finta di niente.

  111. Si vabbè…l’amico di mi cugino parente del benzinaio spostato con il medico di quartiere….
    Occorre sapere scegliere,occorre affidarsi a realtà serie,occorre affidarsi a certificazioni dagli standard stringenti. E ci sono.
    Occorre scegliere e informarsi bene.

  112. Ciao, se vi interessano prodotti simili, io vi consiglio vivamente i prodotti Antos, se vi incuriosisce date un occhio al sito http://www.antoscosmesi.it sono prodotti naturali, io li uso e sono davvero fantastici, inoltre costano anche poco

  113. Si, è un vero problema : io e mio marito stiamo meditand o di fare in casa, oltre al pane, pizza e a volte pasta, anche i biscotti ma è davvero difficile conciliare con i riritmi di vita e con il nostro piccolo ometto di 11 mesi. Però vorrei davvero perché mio figlio non debba mangiare schifezze!

  114. Concordo pienamente! Ma se vai a leggere gli ingredienti l’olio di palma te lo ritrovi dappertutto! È triste e sconfortante a meno di non farsi tutto in casa!

  115. a me in realtà servirebbe una maschera per capelli secchi/danneggiati da mettere vicino alle radici dei capelli e che non sia aggressiva

  116. perché non fai un giro in bioprofumeria e valuti? Per me è buona quella di Biofficina Toscana come anche un semplice olio di cocco puro….. Devi scegliere per le tue esigenze

  117. Ciao, anche molte marche di cosmetici non bio sono care, anche il cosmetico o la crema più fessa se guardiamo le proprorzioni sono cmq care, ad es. il burro cacao che ho io, di alchemilla, che si professa eco bio, poi bisogna cmq vedere, perchè le certificazioni non valgono nulla (c’è a proposito una bellissima puntata di report su riso bio che ne parla), costa credo sui 2,60 euro, per 5 ml di prodotto, che moltiplicato fa 520 euro a litro!, oppure la leocrema che è una delle più economiche costa cmq una decina di euro a litro, io più che altro parlavo del cibo, che essendo un bene primario, se costasse troppo sarebbe un bel problema, si capisce che i profitti che derivano dalla cosmetica sono ben diversi da quelli del settore alimentare, una persona x, con una famiglia ed uno stipendio medio non credo si possa permettere i costi del vero bio, perchè il vero bio non costa poco più del resto, ma parliamo di prezzi veramente elevati, non rende proprio in termini di quantità come il non bio, e non si riuscirebbe a sfamare tutti, esattamente come avveniva ai tempi dei nostri nonni che pativano la fame, e quando le annate andavano male erano problemi seri. Certo se mangiassino tutti un po’ meno sarebbe un bell’inizio e magari se anche si gestissimo in maniera più intelligente le nostre risorse, quello del bio è un intento giusto, ma putroppo ci sono i furbi che ne approfittano, però a volte bisogna fare un po’ i conti con la realtà, non dico che non si può far nulla, anzi possiamo crecare di inquinare meno, sfruttare al massimo le cose che abbiamo e non gettare via tutto subito, e anche il giusto compromesso su come produrre il nostro cibo, come dicevano i latini, in media stat virtus.

  118. Raga, io diffido dai prezzi troppo bassi, il bio è meglio comprarlo da chi produce ed impacchetta e fa solo bio, non dai grandi distributori, c’è più rischio di fregature, oltre al fatto che il bio in termini quantitativi non può produrre quanto il non bio, perciò trovarne in così grandi quantità mi fa insospettire

  119. Certo. Il problema è che molti sfruttando l’idea a loro favore vendendo cose bio quando non lo sono veramente

  120. Assolutamente no! Tra l’altro più passa il tempo meno ci capisco e inizio a fare sempre più confusione… ora ho trovato un applicazione da scaricare sul cellulare, che mi indica quanto l’inci del prodotto X sia verde o meno 😀

  121. Tutto quello che va’ a beneficio dell’ambiente non può che essere gradito
    Ho fatto acquisti on line, nello store di “the body shop” italia, e devo dire che (come i prodotti minerali), mi piacciono molto, certo non hanno i packaging di lusso, ma si presentano bene e quel che conta sono prodotti validi, e alcuni addirittura, eccezionali!!
    besos

  122. perchè di fatto non spiega niente, anzi consiglia prodotti come quelli della daviness che sono un furto e contengono siliconi e altre schifezze. vi consiglio Carlitadolce, lei si che sa di cosa parla,prodotti bio, eco o semplicemente non dannosi per la nostrra pelle/capelli.

  123. io non lo trovo poi così più caro.. vedo comunque gente spendere 50euro per una crema solo perchè di una marca famosa e ignorare bellamente di star spalmando sulla propria pelle paraffina pura…

LASCIA UNA RISPOSTA