La pubblicità. Servirebbe, di base, a far vendere più prodotti ai vari brand. Ma non serve aver fatto un corso universitario a riguardo per sapere che, fin dagli albori di questo settore, creatività, arte, provocazione, ironia e sì anche scandalo, si sono intrecciati al fine di coinvolgere anche il consumatore più distratto.

Ma non solo: la pubblicità non vuole solo raggiungere le persone, ma vuole segnarle, vuole comunicare, con un’immagine, uno slogan, qualche secondo di video… qualcosa. Ma cosa?

Perché una pubblicità che promuove collant dovrebbe ritrarre una ragazza che pratica l’autoerotismo? Perché uno stilista dovrebbe promuovere il brand con un suo autoscatto..completamente nudo? Scommettiamo che, quando guarderete le foto che seguono vi verrà in mente la massima difficile da smentire secondo la quale: “il sesso vende”.

Ma proprio a riguardo vogliamo citare Don Draper, leggendario creativo pubblicitario della serie TV Mad Men: “TU sei il prodotto. Tu, provi qualcosa. È questo ciò che vende. Non il sesso”.

E per questo motivo ci sono pubblicità che hanno destato scandalo, che hanno sconvolto, disturbato, scioccato, ma che, proprio per questo, siamo ancora qui a ricordare.

Curiose di vedere le 17 pubblicità più scandalose della moda e del beauty degli ultimi anni? Allora continuate a leggere l’articolo!

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-tom-ford-for-men

E questo è solo un assaggio…!

“Scandalo” ovviamente significa tante cose. Il magazine W ha pubblicato una “breve storia delle pubblicità di moda più controverse e inappropriate”, ovvero quelle che hanno maggiormente destato scandalo dal 1971 ad oggi.

E per “scandalo” si intende in questo caso quelle che hanno fatto parlare di sé come pubblicità “inaudite”, audaci, disturbanti, “sbagliate” oppure quelle alle quali è legato qualche aneddoto che ne testimonia l’effetto sulle persone. Infine, alcune di queste sono state direttamente bannate e ritirate dall’Advertising Standards Authority. Curiose?

#1 YVES SAINT LAURENT NUDO PER IL SUO PRIMO PROFUMO. 1971

Erano appena iniziati gli anni ’70 quando Yves Saint Laurent ha mostrato se stesso per ciò che era: un artista controcorrente, senza timore di intimorire, in grado di rompere le regole – con eleganza.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-ysl

Il suo primo profumo, Pour Homme, fece allora il suo debutto con una campagna d’eccezione: a posare fu lo stilista stesso, senza veli, quasi completamente depilato, sopra a una pila di cuscini di pelle. I capelli lunghi tipici dell’epoca lo rendono inconfondibile e l’unica cosa che indossa sono i suoi iconici occhiali da vista. Boom!



#2 BROOKE SHIELDS, CALVIN KLEIN E SOTTO AI JEANS, NULLA. 1980

Non sembra esserci nulla di particolarmente scandaloso nella campagna di Clavin Klein Jeans con Brooke Shields – una delle più celebri di sempre. Su cosa ha voluto puntare il creatore della pubblicità, il mitico Richard Avedon? Sulla cosa più maliziosa di cui l’uomo è dotato: l’immaginazione.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-ck-calvin-klein

La modella, infatti, indossa i jeans, un paio di stivaletti e una camicia oversize allacciata solo con un bottone all’altezza del seno. Ma ciò che rese questi jeans iconici è la frase che la allora quindicenne Brooke Shields diceva nel video della campagna: “Vuoi sapere cosa c’è tra me e i miei Calvins? Niente”.

#3 CALVIN KLEIN E LA CAMPAGNA CHE COSTÒ UN CROLLO NERVOSO A KATE MOSS. 1992

Se diciamo “Kate Moss” non può non venire in mente Calvin Klein e se diciamo “Calvin Klein” non possono non venire in mente le campagne degli anni ’90 che hanno lanciato Kate Moss – proprio per via dell’alto tasso di “scandalosità”.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-ck-calvin-klein-kate-moss

La più famosa è quella del 1992 quando una diciassettenne Kate Moss posò con Mark Wahlberg in topless. W riporta che Mark fece sentire Kate così poco a suo agio durante lo shooting che le costò un esaurimento nervoso.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-ck-calvin-klein-kate-moss-1992

#4 WONDERBRA CHE BLOCCA IL TRAFFICO. 1994

Wonderbra è celebre per le pubblicità provocanti e geniali. E ha inaugurato questa serie di campagne creative nel 1994, quando pare che la campagna con Eva Herzigova in lingerie abbia causato un ingorgo e alcuni tamponamenti. Quando si dice una bellezza che blocca il traffico…!

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-wonder-bra

Siamo solo all’inizio ragazze! Vi diamo qualche spoiler: nella prossima pagina troverete un profumo di un grande stilista pubblicizzato agli inizi del 2000 con un nudo frontale maschile. Pensate il resto! Per vedere tutte le pubblicità più scandalose di sempre, continuate a leggere!

22 COMMENTI

  1. Ogni volta che vedo la pubblicità di giovannona coscialunga mi verrebbe voglia di tirare il telecomando sulla TV. Non è neanche lontanamente la pubblicità piú scabrosa che ci sia in giro (queste foto lo dimostrano) ma che motivo c’è di mostrare una tipa mezza nuda in pose ammiccanti per vendere Delle pitture? Oppure per il silicone sigillante? Passi in una pubblicità di intimo, ma certi contesti sono proprio ridicoli!

  2. Secondo me la pubblicità di Diesel era davvero innovativa e non aveva un messaggio sessuale come le altre dell’articolo. Mi ricordo che nel 2010 era veramente ovunque e per me il “Be stupid” era collegato con l’andare controcorrente non voler sembrare intelligenti a tutti i costi…mi ha davvero colpito!

  3. Saratoga il silicone sigillante……oppure brava Giovanna brava….
    in effetti non c’entrano proprio un caxxo…. che pietà!

  4. Diciamo che io sono una “equilibrata”, nel senso che non mi scandalizzo certo per un nonnulla (lungi da me il bigottismo e l’ipocrisia!). Però per queste pubblicità vale lo stesso discorso che ho fatto qualche giorno fa col mio ragazzo in merito al presunto talento satirico di un comico che sparava oscenità sessuali esplicite a raffica: io non lo trovavo affatto divertente. Ok, bisognava leggerlo tra le righe e il messaggio magari non era neanche sbagliato, ma il fatto era che quel linguaggio non tanto mi disturbava, quanto piuttosto mi annoiava. Idem per queste immagini; non siamo ipocrite con noi stesse, sappiamo che non è la prima volta che vediamo dei corpi nudi, ma il punto è questo: dire o fotografare “porcate” è facile. Tutti possono farlo, è ovviamente il metodo più immediato per catturare l’attenzione. E secondo me è proprio qui che vengono a scadere i talenti artistici: chi ha vero talento e creatività secondo me non ha bisogno di ricorrere a immagini o parole strong per diffondere il suo messaggio. Il vero artista, così come il vero satirico, sa usare bene l’arte dell’allusione, che può benissimo colpire senza scandalizzare. Boh, io penso che il troppo stroppia sempre.

  5. L’unica che proprio non mi piace è quella del profumo davanti alla F**a. Cioè vogliono paragonarla a un profumo? Mi pare proprio una cacchiata e anche un po’ di perversione. Le altre mi sembrano piuttosto scialbe, della serie: “Niente risveglia l’attenzione dello psettatore quanto il sesso” Kubrick, se poteva essere originale (a mio parere non lo è mai stato) trent’anni fa ora stanca e basta. Quelle dello “Stupid”, e dei nudi integrali maschili invece mi sono piaciute, trovo che vadano controcorrente e rompano i canoni comuni: siamo nel 2017 ma i nudi integrali maschili sono ancora rari mentre quelli femminili ormai vengono usati ovunque, lo trovo discriminante e insensato. Altre proprio non ho capito lo scandalo: un reggiseno come lu pubblicizzi se non con un nudo? è uno dei pochi casi in cui è coerente e anche per le calze. La pubblicità della ragazzina con il profumo sulle gambe poi, li per vederci dello scabroso bisogna sforzarsi. L’unica che trovo sbagliata, neanche scabrosa è quella con la lolita, trovo che questa mania di sessualizzare le minorenni o di far passare donne adulte per delle minorenni sia pericolosa e faccia solo danni perché finisce per giustificare l’attrazione verso di loro, già siamo in un momento in cui le bambine vengono trattate come ragazzine dagli otto anni in su, lasciamole vivere l’infanzia in pace!

  6. Sono d’accordo con le tue impressioni al 100% anche io ho pensato molto cose simili vedendo le foto e avrei potuto scrivere le stesse cose. Quelle di Marc Jacobs che hai fatto vedere mi piacciono. C’è la giusta rosa di ironia che trasforma la foto in qualcosa di arguto, malizioso e divertente e assolutamente non volgare. Poi il maschietto pare se la stia spassando un mondo dalla sua espressione!

  7. Credo passino anni luce tra le foto in bianco e nero con ysl o la celebre campagna di Calvin Klein con la Moss.. che trovo artistiche…e la volgarità spicciola di Tom Ford e quei flaconi di profumo. Tremenda.

  8. We.. OT. Ho usato il L’Oréal …era buono. Poi mi sono fatta prendere la mano e ho fatto i colpi di sole col kit L’Oréal preference. Risultato: ho i capelli di paglia!. Per fortuna ne ho fatti pochi e sottili e spero crescano presto. Mai più ovviamente.. 🙁 mea culpa

  9. Anche a me piace molto il servizio di Marc Jacobs! Hai centrato assolutamente il punto Franci! Adoravo le pubblicità di Versace degli anni ’90… erano coloratissime,brillanti, maliziose ma mai volgari… te le ricordi? Quelle con le TOP TOP TOP …fantastiche!

  10. Bel post <3 molto interessante! Credo che il senso di tutte queste pubblicita' sia il farci provare una qualche emozione. E che dire? Ci riescono!

  11. Ricordo che sfogliavo le riviste e dicevo “comprerei questo, poi questo, poi questo” era come un sogno. Ero piccoletta anche io però abbastanza grande da capire che amavo già la moda e quelle foto mi facevano sognare…te ne metto alcune qui sotto.
    Guarda la meraviglia di quelle in bianco e nero con Marcus Schenkenberg e Stephanie Seymour fatta da Richard Avedon nel ’93… sono una cosa fenomenale secondo me! E l’ultima è eccezionale… come usa le luci e le ombre sui corpi… mi lasciano senza fiato. Il gioco delle pieghe dei vestiti in velluto… o i panta indossati da Christy Turlington nel ’90, nell’ultima foto. Non sono solo fotografie…sono vere e proprie opere d’arte! https://uploads.disquscdn.com/images/32f7ad572c4ce08746c17b9d9bf2eefe68e1c289b798e98f2a044c5b2a0cd629.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/1a8a7cd8db2890c40a5f4ad9d80546be77427e312d4ff1d895788c6f2e976783.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/4be26524b4ceac630867c9d8099c049bd1e195e1ea3d04543cfb90c637e376d9.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/285f010e65f3a8a6b1497d52518ccb2b7b34b2254a886bab70e4aa712babf82b.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/7a26d67ea23ae102f95b8a853c30595aba715821cec50f9bbded730277ac7b67.jpg
    https://uploads.disquscdn.com/images/c12c4f702b85dc9536d15e366d606343f4b8e71b560880309d9cd1f4d110119e.jpg
    https://uploads.disquscdn.com/images/e913f13b9d662e7bb28c0748b2ede73355a089922d0f3c31846554801d4dd50a.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/36706893992581d766fc46ca97c6c8f2ef4c63aaf452f2efa43635e404f3eac7.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/51754bc4aaa40ccfe6c2e39917b211db1c5ea26ca2f45cfaaf6015e6000a1592.jpg

  12. Mi piace l’arte e la fotografia, ci sono foto di nudi che trovo artistiche, sensuali e belle… Ma la maggior parte di queste proprio no. A parte quella con Dakota e quella di Miu Miu, trovo che molte siano solo volgari ma ottengono quello che volevano, ossia attenzione e visibilità. Poi sarò una vecchia bacchettona ma non avrei lasciato che mia figlia minorenne facesse lo stesso servizio fotografico di Kate Moss.

  13. Oddio, l’ho letta con il tono di voce dell’attore nella pubblicità 😀 (che era pure pessimo nella recitazione)…

  14. Team, secondo me a questo giro avete creato un calderone di cose molto diverse che vanno trattate in modo distinto.

    Alcune delle immagini sono molto gravi, specialmente quella sullo stupro “di massa” di Dolce e Gabbana. Le gang bang sono consensuali, mentre quello che rende d’impatto quella foto è lo sguardo vacuo della modella e il fatto che le abbiano bloccato i polsi.
    Kate Moss che a 17 anni ha un esaurimento nervoso perchè viene fotografata in topless? Anche quello mi sembra palesemente grave, e meritevole perlomeno di un approfondimento.

    Anche senza entrare in argomenti complessi come l’oggettificazione del corpo femminile, che sarebbe comunque molto pertinente, un articolo acchiappa-clic che mette in relazione campagne come quella di Benetton con quella del profumo Tom Ford senza che ci sia un minimo di riflessione alla base, è proprio vuoto.
    Il merito di Clio è di riuscire sempre a creare una riflessione su argomenti controversi, e mi pare che sulla campagna di Miu Miu ce ne fosse uno che sottolineava come la campagna fosse disturbante per i riferimenti voyeuristici che, uniti all’aspetto da minorenne e all’ambiente squallido, richiamava la pedofilia.

    Ripeto, un articolo così raffazzonato e buttato giù solo per creare un po’ di scandalo e zero ragionamenti, non è all’altezza del blog.

  15. Ciao Andrea, ci spiace che tu non abbia capito il senso del post. Il fil rouge che unisce tutte queste pubblicità non è il loro contenuto, ma l’aver destato, per una ragione o per un’altra, polemiche o scandalo. Ciò significa che tale “scandalo” può essere stato generato da un’immagine controversa tanto quanto da un aneddoto come quello delle auto tamponate davanti al manifesto con Eva Erzigova. E, naturalmente, visto che parliamo di pubblicità uscite circa negli ultimi 50 anni, le motivazioni e le reazioni del pubblico sono anche cambiate.

    Proprio per via della molteplicità e della varietà di contenuti, abbiamo voluto semplicemente informare i lettori di quali siano state le pubblicità più “scandalose” e come mai meritino questo titolo – attribuito in primis dal magazine W, citato più volte nell’articolo.

    Non è quindi mancanza di informazione, quella che denunci, bensì di “opinione”/”schieramento”: il post, però, voleva essere informativo. Come hai notato tu stessa, abbiamo espresso le nostre opinioni e aperto il dibattito in altre occasioni, anche circa alcune di queste pubblicità: molti di questi post sono linkati alla fine dell’articolo. Semplicemente, lo scopo questa volta era diverso e non era quello di “acchiappare click” come dici tu. L’anno scorso era stato molto apprezzato un post sugli abiti più scandalosi della storia, con aveva lo stesso stile aneddotico/informativo, e abbiamo voluto cercare qualcosa che potesse piacere altrettanto, su quella falsa riga. E visto il feedback che abbiamo registrato, pensiamo di aver centrato l’obiettivo.

    Un articolo di ricerca come questo, che conta quasi 2000 parole, sarebbe un acchiappa-click un po’ oneroso, non pensi? Ciao!

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here