#5 YVES SAINT LAURENT E LA PUBBLICITÀ BANNATA DA RECORD. 2000

Famosissima è la pubblicità del 2000 per Opium di YSL. Una nuda e candida Sophie Dahl posa nuda in una posa che mima l’orgasmo. A brillare, solo i suoi gioielli, i sandali, il make-up a contrasto e i riccioli rossi.

Questa campagna ha raccolto quasi 1000 lamentele all’Advertising Standards Authority del Regno Unito, classificandola all’ottavo posto tra le pubblicità più segnalate della storia.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-opium

Dopo la campagna, Sophia, che tra l’altro è la nipote dello scrittore Roal Dahl, ha firmato contratti con Versace, Alexander McQueen, Patrick Coz, Godiva, Banana Republic e molti altri, coronando la sua carriera da modella e femme fatale!

#6 IL NUDO FRONTALE MASCHILE DI YVES SAINT LAURENT. 2002

Se avete capito, Calvin Klein e Yves Saint Laurent sono sul podio: non ci sono brand che abbiano destato scandalo più spesso di loro, nel mondo della pubblicità.

E se YSL si classifica come brand, il direttore artistico del 2002, Tom Ford, è sicuramente lo stilista che più ama provocare con le campagne pubblicitarie. In quell’anno, ha voluto superare ogni confine e tabù delle pubblicità mainstream mostrando un nudo totale, frontale e maschile per pubblicizzare il profumo YSL M7.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-ysl-m7-nudo-totale

Il primo magazine a pubblicare l’immagine è stato Vogue Paris, destando molto scandalo e molte polemiche. Il commento del direttore del brand era stato:Perfume is worn on the skin, so why hide the body?” – il profumo si indossa sulla pelle, quindi perché coprire il corpo?.



Non era mai avvenuto prima e non è più avvenuto poi.

#7 TOM FORD, MARIO TESTINO E I PELI PUBICI MONOGRAMMATI GUCCI. 2003

Nel 2003 Tom Ford era invece direttore artistico di Gucci e, insieme a Carine Roitfeld, allora direttrice di Vogue Paris, hanno rifatto squadra realizzando e pubblicando la prima pubblicità della Maison italiana da considerarsi scandalosa.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-gucci

Non solo un giovane modello è inginocchiato di fronte a una ragazza abbronzata appoggiata a un muro, ma le abbassa gli slip, dai quali spunta una G ottenuta con una depilazione all’inguine ad hoc.

Anche le altre immagini della campagna sono tutte molto ammiccanti: chi sculaccia, chi appoggia un piede alla propria partner proprio, chi posa straiato sotto alla gonna di lei, chi spinge la testa di lui contro il proprio corpo. Il tutto, firmato Mario Testino.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-gucci-01

#8 AMERICAN APPAREL E L’AUTOEROTISMO CHE SALVA DALLA BANCAROTTA. 2006

Pare che Dov Charney, fondatore di American Apparel, a un certo punto abbia deciso di lanciarsi sulle pubblicità provocanti, che coinvolgono ragazze mezze nude intente a invitare l’osservatore al sesso o intente in un atto di autoerotismo.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-american-apparel

Questo gli è costato anche qualche causa legale, proprio per i contenuti espliciti e la sessualizzazione delle modelle coinvolte. Ma, come si legge su W, pare che proprio la campagna del 2006, che in qualche modo inaugura questo trend per American Apparel, abbia salvato il brand dalla totale bancarotta.

#9 LA CAMPAGNA DEL PRIMO PROFUMO MASCHILE DI TOM FORD, SENZA UOMINI. 2007

Famosissima la campagna di Tom Ford in cui la boccetta del primo profumo maschile della maison viene “piazzata” nei punti più strategici del corpo femminile. Non ci sono visi, ma solo mani laccate di rosso sapientemente posizionate.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-tom-ford-for-men-01

Terry Richardson con questa campagna del 2007 ha scritto una pagina della storia della fotografia di moda e gli ha permesso di essere il fotografo del Calendario Pirelli del 2010.

#10 ELOGIO DEGLI STUPIDI PER DIESEL. 2010

Tdamarketing riporta che, dopo la campagna “Be Stupid” di Diesel gli accessi al sito sono raddoppiati nel giro di pochissimo tempo, da 30.000 a 60.000 visite giornaliere.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-diesel

Gli intelligenti avranno anche il cervello, ma gli stupidi hanno le palle.

Gli slogan puntano a creare una “filosofia della stupidità” per cui “Smart Critiques. Stupid Creates”, ovvero gli stupidi sono più creativi, più audaci, più “young, wild and free”, di contro agli “intelligenti”, che sarebbero più brontoloni, noiosi, inquadrati e “vecchi”.

Ovviamente è stato molto criticato il concetto di fondo, quasi Diesel avesse frainteso all’origine le parole “stupido” e “intelligente”. La verità è che c’è stata la precisa volontà di voler dare nuovo significato a queste due categorie, puntando sulla prima che, a dire del direttore del brand, sarebbe quella che usa i social network e che quindi gli avrebbe permesso diventare virale quando ancora la parola “virale” significasse “popolare online”.

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-diesel-01

Ti farai più amici. Sii stupido.

In ogni caso a livello di adv si è trattata di una puntata vincente: l’effetto viral è stato immediato, anche grazie al fatto che non si è trattato di un unica immagine “spammata” sui vari media, bensì una campagna più complessa, composta da 40 poster, un video con la colonna sonora degli White Stripes e una serie di eventi di grande successo.

Ci siamo quasi! Vi ricordate la campagna che ritrae Obama baciare sulla bocca Chavez? O la Gang Bang di Dolce e Gabbana? Ma soprattutto: qual è stata la pubblicità più scandalosa del 2017?? Vi diamo solo un indizio: sesso reale. Buona lettura!

22 COMMENTI

  1. Ogni volta che vedo la pubblicità di giovannona coscialunga mi verrebbe voglia di tirare il telecomando sulla TV. Non è neanche lontanamente la pubblicità piú scabrosa che ci sia in giro (queste foto lo dimostrano) ma che motivo c’è di mostrare una tipa mezza nuda in pose ammiccanti per vendere Delle pitture? Oppure per il silicone sigillante? Passi in una pubblicità di intimo, ma certi contesti sono proprio ridicoli!

  2. Secondo me la pubblicità di Diesel era davvero innovativa e non aveva un messaggio sessuale come le altre dell’articolo. Mi ricordo che nel 2010 era veramente ovunque e per me il “Be stupid” era collegato con l’andare controcorrente non voler sembrare intelligenti a tutti i costi…mi ha davvero colpito!

  3. Saratoga il silicone sigillante……oppure brava Giovanna brava….
    in effetti non c’entrano proprio un caxxo…. che pietà!

  4. Diciamo che io sono una “equilibrata”, nel senso che non mi scandalizzo certo per un nonnulla (lungi da me il bigottismo e l’ipocrisia!). Però per queste pubblicità vale lo stesso discorso che ho fatto qualche giorno fa col mio ragazzo in merito al presunto talento satirico di un comico che sparava oscenità sessuali esplicite a raffica: io non lo trovavo affatto divertente. Ok, bisognava leggerlo tra le righe e il messaggio magari non era neanche sbagliato, ma il fatto era che quel linguaggio non tanto mi disturbava, quanto piuttosto mi annoiava. Idem per queste immagini; non siamo ipocrite con noi stesse, sappiamo che non è la prima volta che vediamo dei corpi nudi, ma il punto è questo: dire o fotografare “porcate” è facile. Tutti possono farlo, è ovviamente il metodo più immediato per catturare l’attenzione. E secondo me è proprio qui che vengono a scadere i talenti artistici: chi ha vero talento e creatività secondo me non ha bisogno di ricorrere a immagini o parole strong per diffondere il suo messaggio. Il vero artista, così come il vero satirico, sa usare bene l’arte dell’allusione, che può benissimo colpire senza scandalizzare. Boh, io penso che il troppo stroppia sempre.

  5. L’unica che proprio non mi piace è quella del profumo davanti alla F**a. Cioè vogliono paragonarla a un profumo? Mi pare proprio una cacchiata e anche un po’ di perversione. Le altre mi sembrano piuttosto scialbe, della serie: “Niente risveglia l’attenzione dello psettatore quanto il sesso” Kubrick, se poteva essere originale (a mio parere non lo è mai stato) trent’anni fa ora stanca e basta. Quelle dello “Stupid”, e dei nudi integrali maschili invece mi sono piaciute, trovo che vadano controcorrente e rompano i canoni comuni: siamo nel 2017 ma i nudi integrali maschili sono ancora rari mentre quelli femminili ormai vengono usati ovunque, lo trovo discriminante e insensato. Altre proprio non ho capito lo scandalo: un reggiseno come lu pubblicizzi se non con un nudo? è uno dei pochi casi in cui è coerente e anche per le calze. La pubblicità della ragazzina con il profumo sulle gambe poi, li per vederci dello scabroso bisogna sforzarsi. L’unica che trovo sbagliata, neanche scabrosa è quella con la lolita, trovo che questa mania di sessualizzare le minorenni o di far passare donne adulte per delle minorenni sia pericolosa e faccia solo danni perché finisce per giustificare l’attrazione verso di loro, già siamo in un momento in cui le bambine vengono trattate come ragazzine dagli otto anni in su, lasciamole vivere l’infanzia in pace!

  6. Sono d’accordo con le tue impressioni al 100% anche io ho pensato molto cose simili vedendo le foto e avrei potuto scrivere le stesse cose. Quelle di Marc Jacobs che hai fatto vedere mi piacciono. C’è la giusta rosa di ironia che trasforma la foto in qualcosa di arguto, malizioso e divertente e assolutamente non volgare. Poi il maschietto pare se la stia spassando un mondo dalla sua espressione!

  7. Credo passino anni luce tra le foto in bianco e nero con ysl o la celebre campagna di Calvin Klein con la Moss.. che trovo artistiche…e la volgarità spicciola di Tom Ford e quei flaconi di profumo. Tremenda.

  8. We.. OT. Ho usato il L’Oréal …era buono. Poi mi sono fatta prendere la mano e ho fatto i colpi di sole col kit L’Oréal preference. Risultato: ho i capelli di paglia!. Per fortuna ne ho fatti pochi e sottili e spero crescano presto. Mai più ovviamente.. 🙁 mea culpa

  9. Anche a me piace molto il servizio di Marc Jacobs! Hai centrato assolutamente il punto Franci! Adoravo le pubblicità di Versace degli anni ’90… erano coloratissime,brillanti, maliziose ma mai volgari… te le ricordi? Quelle con le TOP TOP TOP …fantastiche!

  10. Bel post <3 molto interessante! Credo che il senso di tutte queste pubblicita' sia il farci provare una qualche emozione. E che dire? Ci riescono!

  11. Ricordo che sfogliavo le riviste e dicevo “comprerei questo, poi questo, poi questo” era come un sogno. Ero piccoletta anche io però abbastanza grande da capire che amavo già la moda e quelle foto mi facevano sognare…te ne metto alcune qui sotto.
    Guarda la meraviglia di quelle in bianco e nero con Marcus Schenkenberg e Stephanie Seymour fatta da Richard Avedon nel ’93… sono una cosa fenomenale secondo me! E l’ultima è eccezionale… come usa le luci e le ombre sui corpi… mi lasciano senza fiato. Il gioco delle pieghe dei vestiti in velluto… o i panta indossati da Christy Turlington nel ’90, nell’ultima foto. Non sono solo fotografie…sono vere e proprie opere d’arte! https://uploads.disquscdn.com/images/32f7ad572c4ce08746c17b9d9bf2eefe68e1c289b798e98f2a044c5b2a0cd629.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/1a8a7cd8db2890c40a5f4ad9d80546be77427e312d4ff1d895788c6f2e976783.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/4be26524b4ceac630867c9d8099c049bd1e195e1ea3d04543cfb90c637e376d9.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/285f010e65f3a8a6b1497d52518ccb2b7b34b2254a886bab70e4aa712babf82b.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/7a26d67ea23ae102f95b8a853c30595aba715821cec50f9bbded730277ac7b67.jpg
    https://uploads.disquscdn.com/images/c12c4f702b85dc9536d15e366d606343f4b8e71b560880309d9cd1f4d110119e.jpg
    https://uploads.disquscdn.com/images/e913f13b9d662e7bb28c0748b2ede73355a089922d0f3c31846554801d4dd50a.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/36706893992581d766fc46ca97c6c8f2ef4c63aaf452f2efa43635e404f3eac7.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/51754bc4aaa40ccfe6c2e39917b211db1c5ea26ca2f45cfaaf6015e6000a1592.jpg

  12. Mi piace l’arte e la fotografia, ci sono foto di nudi che trovo artistiche, sensuali e belle… Ma la maggior parte di queste proprio no. A parte quella con Dakota e quella di Miu Miu, trovo che molte siano solo volgari ma ottengono quello che volevano, ossia attenzione e visibilità. Poi sarò una vecchia bacchettona ma non avrei lasciato che mia figlia minorenne facesse lo stesso servizio fotografico di Kate Moss.

  13. Oddio, l’ho letta con il tono di voce dell’attore nella pubblicità 😀 (che era pure pessimo nella recitazione)…

  14. Team, secondo me a questo giro avete creato un calderone di cose molto diverse che vanno trattate in modo distinto.

    Alcune delle immagini sono molto gravi, specialmente quella sullo stupro “di massa” di Dolce e Gabbana. Le gang bang sono consensuali, mentre quello che rende d’impatto quella foto è lo sguardo vacuo della modella e il fatto che le abbiano bloccato i polsi.
    Kate Moss che a 17 anni ha un esaurimento nervoso perchè viene fotografata in topless? Anche quello mi sembra palesemente grave, e meritevole perlomeno di un approfondimento.

    Anche senza entrare in argomenti complessi come l’oggettificazione del corpo femminile, che sarebbe comunque molto pertinente, un articolo acchiappa-clic che mette in relazione campagne come quella di Benetton con quella del profumo Tom Ford senza che ci sia un minimo di riflessione alla base, è proprio vuoto.
    Il merito di Clio è di riuscire sempre a creare una riflessione su argomenti controversi, e mi pare che sulla campagna di Miu Miu ce ne fosse uno che sottolineava come la campagna fosse disturbante per i riferimenti voyeuristici che, uniti all’aspetto da minorenne e all’ambiente squallido, richiamava la pedofilia.

    Ripeto, un articolo così raffazzonato e buttato giù solo per creare un po’ di scandalo e zero ragionamenti, non è all’altezza del blog.

  15. Ciao Andrea, ci spiace che tu non abbia capito il senso del post. Il fil rouge che unisce tutte queste pubblicità non è il loro contenuto, ma l’aver destato, per una ragione o per un’altra, polemiche o scandalo. Ciò significa che tale “scandalo” può essere stato generato da un’immagine controversa tanto quanto da un aneddoto come quello delle auto tamponate davanti al manifesto con Eva Erzigova. E, naturalmente, visto che parliamo di pubblicità uscite circa negli ultimi 50 anni, le motivazioni e le reazioni del pubblico sono anche cambiate.

    Proprio per via della molteplicità e della varietà di contenuti, abbiamo voluto semplicemente informare i lettori di quali siano state le pubblicità più “scandalose” e come mai meritino questo titolo – attribuito in primis dal magazine W, citato più volte nell’articolo.

    Non è quindi mancanza di informazione, quella che denunci, bensì di “opinione”/”schieramento”: il post, però, voleva essere informativo. Come hai notato tu stessa, abbiamo espresso le nostre opinioni e aperto il dibattito in altre occasioni, anche circa alcune di queste pubblicità: molti di questi post sono linkati alla fine dell’articolo. Semplicemente, lo scopo questa volta era diverso e non era quello di “acchiappare click” come dici tu. L’anno scorso era stato molto apprezzato un post sugli abiti più scandalosi della storia, con aveva lo stesso stile aneddotico/informativo, e abbiamo voluto cercare qualcosa che potesse piacere altrettanto, su quella falsa riga. E visto il feedback che abbiamo registrato, pensiamo di aver centrato l’obiettivo.

    Un articolo di ricerca come questo, che conta quasi 2000 parole, sarebbe un acchiappa-click un po’ oneroso, non pensi? Ciao!

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here