#11 DAKOTA FANNING E L’IMMAGINE CONTROVERSA PER MARC JACOBS. 2011

Nel 2011 l’UK Advertising Standards Authority ha bannato la campagna di Marc Jacobs che ritraeva Dakota Fanning diciassettenne che tiene un flacone over-size di Oh! Lola in mezzo alle gambe.

Il ban è risultato inaspettato, dal momento in cui Dakota Fanning indossa un abito bon ton e non ha pose poi così esplicite.

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Anzi, proprio l’implicito è ciò che ha scatenato, di nuovo, l’immaginazione: l’effetto Lolita è risultato immediato e, evidentemente, intollerabile al punto da dover ritirare lo shooting di Juergen Teller.

#12 UNHATE, LA CAMPAGNA RIVOLUZIONARIA DI BENETTON. 2011

Per una volta è stato l’uso di Photoshop a rendere geniale una campagna, che ha scatenato un putiferio anche fuori dalla moda e dai consumatori.

Addirittura è stata coinvolta la politica internazionale nella campagna del 2011 di United Colors of Benetton che ritraeva i più chiacchierati personaggi “potenti” del mondo mentre si baciano sulla bocca, come a segnare la fine di ogni conflitto.

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Da Barack Obama a Hugo Chavez, da Angela Merkel al Papa: nessuno è stato risparmiato dalla campagna provocatoria che ha avuto come intento la promozione di una fondazione, Unhate, contro la discriminazione e l’odio nelle sue più disparate forme.



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#13 LA FORTUNA DI ANNA EWERS PER LA CAMPAGNA ALEXANDER WANG. 2014

Anna Ewers è un nome che non risuona molto nella testa nelle persone, ma negli ultimi anni gli addetti al lavoro ne hanno sentito molto parlare.

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Ha vinto nel 2016 il titolo di Modella dell’Anno in modo del tutto inaspettato (scavalcando tutte le Gigi e le Kendall…) proprio perché aveva conquistato la fama con la pubblicità di Alexander Wang in cui, non per sbaglio, i jeans non sono il focus della campagna, ma lo è il corpo della modella, nudo, appoggiato su una poltrona di una stanza spoglia, dove si intravede una vasca da bagno e un termosifone tutto tranne lussuosi. A coprirle il seno, solo il nome del brand.

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L’altro asso nella manica di Anna? L’essere una sosia-rock di Brigitte Bardot!

#14 LA GANG BANG DI DOLCE & GABBANA. 2015

Vince il premio per quella che probabilmente è la pubblicità più disturbante di sempre, la campagna di Dolce & Gabbana del 2015.

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A metà tra una gang bang e un ben più preoccupante stupro di massa, la foto è in realtà del 2007, ma i principali magazine allora si erano rifiutati di pubblicarla. Nel 2015 è stata riproposta e pubblicata.

#15 LA “SESSUALIZZAZIONE” IRRESPONSABILE DI MIU MIU. 2015

La modella della campagna del 2015 di Miu Miu è in realtà una ventiduenne (Mia Goth), ma nella foto appare più simile a una bambina.

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Per questo, lo shooting di Steven Meisel è stato classificato come “irresponsabile” dall’Advertising Standards Agency: l’accusa è quella di rendere oggetto sessuale – per via della posa, dell’inquadratura dalla porta socchiusa, ecc… – una ragazza apparentemente troppo giovane.

#16 #MYCALVINS DI CALVIN KLEIN. 2016

Vi ricordate la frase di Brooke Shield? “My Calvins” è il modo in cui all’epoca erano stati chiamati i jeans che Brooke indossava “con sotto niente”.

Giocando su questa citazione, trasformata in hashtag, Calvin Klein ha creato una campagna basata sulle inquadrature ardite, sui momenti apparentemente “rubati” alle ragazze ritratte.

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Inutile dire che sui social l’opinione si è molto divisa: c’è chi ha trovato la pubblicità geniale e delicata nella sua provocazione e chi si è sentito molto offeso e disturbato dalle immagini. Ovviamente Calvin Klein non sperava in nulla di meglio: #mycalvins è diventata virale.

#17 IL SESSO REALE PER PUBBLICIZZARE L’ABBIGLIAMENTEO ECKHAUS LATTA. 2017

Quest’anno non c’è stata pubblicità più “coraggiosa” di quella di Eckhaus Latta, designer (finora) non molto conosciuto. Le coppie fotografate, tutte sulla trentina e nessuna delle quali includeva un modello professionista, sono state invitate a fare del vero sesso davanti alla telecamera, indossando ovviamente gli abiti del brand.

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I momenti più intimi di queste coppie sono stati immortalati dal fotografo Heji Shin, già celebre per aver scattato foto di questo genere in Germania. Come risultato si hanno fotografie a metà tra Lars Von Trier e la quotidiana e comune vita sessuale di chiunque. Solo il nudo frontale è stato censurato con un quadrato pixellato.

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Ragazze, siete abbastanza “scandalizzate”? Ecco gli altri post che abbiamo dedicato agli scandali e alle pubblicità!

1) IL SESSO VENDE? UNA RIFLESSIONE SUI COSMETICI…HOT!

2) SPOT E PUBBLICITÀ IMPROBABILI CON CELEBRITY INCREDIBILI COME TESTIMONIAL!

3) UOMINI NELLE PUBBLICITÀ COSMETICHE: SEDUTTORI O SEDOTTI?

ClioMakeUp-pubblicita-scandalose-ritirate-moda-beauty-wowEcco come vi immaginiamo adesso davanti allo schermo 😀 !

Che ne dite delle immagini mostrate? Alcune sono davvero troppo spinte o secondo voi alcuni ban sono risultati esagerati? C’è qualcosa che vi ha effettivamente disturbato? Vi vengono in mente altre campagne non incluse nella lista di W? Cosa vi ha scioccato di più e cosa, invece, avete trovato creativo e geniale? Fateci sapere tutto! Un abbraccio dal TeamClio!

22 COMMENTI

  1. Ogni volta che vedo la pubblicità di giovannona coscialunga mi verrebbe voglia di tirare il telecomando sulla TV. Non è neanche lontanamente la pubblicità piú scabrosa che ci sia in giro (queste foto lo dimostrano) ma che motivo c’è di mostrare una tipa mezza nuda in pose ammiccanti per vendere Delle pitture? Oppure per il silicone sigillante? Passi in una pubblicità di intimo, ma certi contesti sono proprio ridicoli!

  2. Secondo me la pubblicità di Diesel era davvero innovativa e non aveva un messaggio sessuale come le altre dell’articolo. Mi ricordo che nel 2010 era veramente ovunque e per me il “Be stupid” era collegato con l’andare controcorrente non voler sembrare intelligenti a tutti i costi…mi ha davvero colpito!

  3. Saratoga il silicone sigillante……oppure brava Giovanna brava….
    in effetti non c’entrano proprio un caxxo…. che pietà!

  4. Diciamo che io sono una “equilibrata”, nel senso che non mi scandalizzo certo per un nonnulla (lungi da me il bigottismo e l’ipocrisia!). Però per queste pubblicità vale lo stesso discorso che ho fatto qualche giorno fa col mio ragazzo in merito al presunto talento satirico di un comico che sparava oscenità sessuali esplicite a raffica: io non lo trovavo affatto divertente. Ok, bisognava leggerlo tra le righe e il messaggio magari non era neanche sbagliato, ma il fatto era che quel linguaggio non tanto mi disturbava, quanto piuttosto mi annoiava. Idem per queste immagini; non siamo ipocrite con noi stesse, sappiamo che non è la prima volta che vediamo dei corpi nudi, ma il punto è questo: dire o fotografare “porcate” è facile. Tutti possono farlo, è ovviamente il metodo più immediato per catturare l’attenzione. E secondo me è proprio qui che vengono a scadere i talenti artistici: chi ha vero talento e creatività secondo me non ha bisogno di ricorrere a immagini o parole strong per diffondere il suo messaggio. Il vero artista, così come il vero satirico, sa usare bene l’arte dell’allusione, che può benissimo colpire senza scandalizzare. Boh, io penso che il troppo stroppia sempre.

  5. L’unica che proprio non mi piace è quella del profumo davanti alla F**a. Cioè vogliono paragonarla a un profumo? Mi pare proprio una cacchiata e anche un po’ di perversione. Le altre mi sembrano piuttosto scialbe, della serie: “Niente risveglia l’attenzione dello psettatore quanto il sesso” Kubrick, se poteva essere originale (a mio parere non lo è mai stato) trent’anni fa ora stanca e basta. Quelle dello “Stupid”, e dei nudi integrali maschili invece mi sono piaciute, trovo che vadano controcorrente e rompano i canoni comuni: siamo nel 2017 ma i nudi integrali maschili sono ancora rari mentre quelli femminili ormai vengono usati ovunque, lo trovo discriminante e insensato. Altre proprio non ho capito lo scandalo: un reggiseno come lu pubblicizzi se non con un nudo? è uno dei pochi casi in cui è coerente e anche per le calze. La pubblicità della ragazzina con il profumo sulle gambe poi, li per vederci dello scabroso bisogna sforzarsi. L’unica che trovo sbagliata, neanche scabrosa è quella con la lolita, trovo che questa mania di sessualizzare le minorenni o di far passare donne adulte per delle minorenni sia pericolosa e faccia solo danni perché finisce per giustificare l’attrazione verso di loro, già siamo in un momento in cui le bambine vengono trattate come ragazzine dagli otto anni in su, lasciamole vivere l’infanzia in pace!

  6. Sono d’accordo con le tue impressioni al 100% anche io ho pensato molto cose simili vedendo le foto e avrei potuto scrivere le stesse cose. Quelle di Marc Jacobs che hai fatto vedere mi piacciono. C’è la giusta rosa di ironia che trasforma la foto in qualcosa di arguto, malizioso e divertente e assolutamente non volgare. Poi il maschietto pare se la stia spassando un mondo dalla sua espressione!

  7. Credo passino anni luce tra le foto in bianco e nero con ysl o la celebre campagna di Calvin Klein con la Moss.. che trovo artistiche…e la volgarità spicciola di Tom Ford e quei flaconi di profumo. Tremenda.

  8. We.. OT. Ho usato il L’Oréal …era buono. Poi mi sono fatta prendere la mano e ho fatto i colpi di sole col kit L’Oréal preference. Risultato: ho i capelli di paglia!. Per fortuna ne ho fatti pochi e sottili e spero crescano presto. Mai più ovviamente.. 🙁 mea culpa

  9. Anche a me piace molto il servizio di Marc Jacobs! Hai centrato assolutamente il punto Franci! Adoravo le pubblicità di Versace degli anni ’90… erano coloratissime,brillanti, maliziose ma mai volgari… te le ricordi? Quelle con le TOP TOP TOP …fantastiche!

  10. Bel post <3 molto interessante! Credo che il senso di tutte queste pubblicita' sia il farci provare una qualche emozione. E che dire? Ci riescono!

  11. Ricordo che sfogliavo le riviste e dicevo “comprerei questo, poi questo, poi questo” era come un sogno. Ero piccoletta anche io però abbastanza grande da capire che amavo già la moda e quelle foto mi facevano sognare…te ne metto alcune qui sotto.
    Guarda la meraviglia di quelle in bianco e nero con Marcus Schenkenberg e Stephanie Seymour fatta da Richard Avedon nel ’93… sono una cosa fenomenale secondo me! E l’ultima è eccezionale… come usa le luci e le ombre sui corpi… mi lasciano senza fiato. Il gioco delle pieghe dei vestiti in velluto… o i panta indossati da Christy Turlington nel ’90, nell’ultima foto. Non sono solo fotografie…sono vere e proprie opere d’arte! https://uploads.disquscdn.com/images/32f7ad572c4ce08746c17b9d9bf2eefe68e1c289b798e98f2a044c5b2a0cd629.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/1a8a7cd8db2890c40a5f4ad9d80546be77427e312d4ff1d895788c6f2e976783.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/4be26524b4ceac630867c9d8099c049bd1e195e1ea3d04543cfb90c637e376d9.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/285f010e65f3a8a6b1497d52518ccb2b7b34b2254a886bab70e4aa712babf82b.jpg https://uploads.disquscdn.com/images/7a26d67ea23ae102f95b8a853c30595aba715821cec50f9bbded730277ac7b67.jpg
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  12. Mi piace l’arte e la fotografia, ci sono foto di nudi che trovo artistiche, sensuali e belle… Ma la maggior parte di queste proprio no. A parte quella con Dakota e quella di Miu Miu, trovo che molte siano solo volgari ma ottengono quello che volevano, ossia attenzione e visibilità. Poi sarò una vecchia bacchettona ma non avrei lasciato che mia figlia minorenne facesse lo stesso servizio fotografico di Kate Moss.

  13. Oddio, l’ho letta con il tono di voce dell’attore nella pubblicità 😀 (che era pure pessimo nella recitazione)…

  14. Team, secondo me a questo giro avete creato un calderone di cose molto diverse che vanno trattate in modo distinto.

    Alcune delle immagini sono molto gravi, specialmente quella sullo stupro “di massa” di Dolce e Gabbana. Le gang bang sono consensuali, mentre quello che rende d’impatto quella foto è lo sguardo vacuo della modella e il fatto che le abbiano bloccato i polsi.
    Kate Moss che a 17 anni ha un esaurimento nervoso perchè viene fotografata in topless? Anche quello mi sembra palesemente grave, e meritevole perlomeno di un approfondimento.

    Anche senza entrare in argomenti complessi come l’oggettificazione del corpo femminile, che sarebbe comunque molto pertinente, un articolo acchiappa-clic che mette in relazione campagne come quella di Benetton con quella del profumo Tom Ford senza che ci sia un minimo di riflessione alla base, è proprio vuoto.
    Il merito di Clio è di riuscire sempre a creare una riflessione su argomenti controversi, e mi pare che sulla campagna di Miu Miu ce ne fosse uno che sottolineava come la campagna fosse disturbante per i riferimenti voyeuristici che, uniti all’aspetto da minorenne e all’ambiente squallido, richiamava la pedofilia.

    Ripeto, un articolo così raffazzonato e buttato giù solo per creare un po’ di scandalo e zero ragionamenti, non è all’altezza del blog.

  15. Ciao Andrea, ci spiace che tu non abbia capito il senso del post. Il fil rouge che unisce tutte queste pubblicità non è il loro contenuto, ma l’aver destato, per una ragione o per un’altra, polemiche o scandalo. Ciò significa che tale “scandalo” può essere stato generato da un’immagine controversa tanto quanto da un aneddoto come quello delle auto tamponate davanti al manifesto con Eva Erzigova. E, naturalmente, visto che parliamo di pubblicità uscite circa negli ultimi 50 anni, le motivazioni e le reazioni del pubblico sono anche cambiate.

    Proprio per via della molteplicità e della varietà di contenuti, abbiamo voluto semplicemente informare i lettori di quali siano state le pubblicità più “scandalose” e come mai meritino questo titolo – attribuito in primis dal magazine W, citato più volte nell’articolo.

    Non è quindi mancanza di informazione, quella che denunci, bensì di “opinione”/”schieramento”: il post, però, voleva essere informativo. Come hai notato tu stessa, abbiamo espresso le nostre opinioni e aperto il dibattito in altre occasioni, anche circa alcune di queste pubblicità: molti di questi post sono linkati alla fine dell’articolo. Semplicemente, lo scopo questa volta era diverso e non era quello di “acchiappare click” come dici tu. L’anno scorso era stato molto apprezzato un post sugli abiti più scandalosi della storia, con aveva lo stesso stile aneddotico/informativo, e abbiamo voluto cercare qualcosa che potesse piacere altrettanto, su quella falsa riga. E visto il feedback che abbiamo registrato, pensiamo di aver centrato l’obiettivo.

    Un articolo di ricerca come questo, che conta quasi 2000 parole, sarebbe un acchiappa-click un po’ oneroso, non pensi? Ciao!

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