Moltissime persone sono state conquistate dalla serie TV Mad Men, che ritraeva il mondo della pubblicità negli anni ’60 e, con essa, tutti i cambiamenti socioculturali avvenuti in quel periodo, uno dei principali meriti dello show. Le campagne pubblicitarie dell’inizio della seconda metà del secolo scorso, infatti, da una parte ritraggono molto bene le evoluzioni e i miglioramenti della qualità di vita dettati dallo scoppio del boom economico ma, dall’altra parte, mostrano anche una mentalità che oggi come oggi non ci si farebbe alcun problema a definire come profondamente sessista.

Sebbene, infatti, quel periodo fosse caratterizzato anche da un altro importante fenomeno, ossia la seconda ondata femminista, il clima era ancora quello di un mondo “di uomini” fatto da e per gli uomini stessi. Il progetto fotografico di Eli Rezkallah, intitolato In a parallel universe, “In un universo parallelo”, mostra molto bene il lato oscuro di questa mentalità, prendendo alcune delle pubblicità più note del periodo e reinterpretandole a ruoli ribaltati, ed è questo il motivo per cui vogliamo parlarvene oggi. Come sarebbero andate allora le cose, se il mondo degli anni ’60 fosse stato esclusivamente destinato alle donne? Per scoprirlo ragazze, non vi resta che continuare a leggere il post!

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LA PUBBLICITÀ TRA IL BOOM ECONOMICO E GLI STEREOTIPI

L’immaginario femminile stereotipato tipico delle prime due decadi della seconda metà del 20esimo secolo, è stato prepotentemente trasmesso tramite ogni tipo di media diffuso all’epoca. Alla radio le pubblicità facevano sentire voci amorevoli femminili che si premuravano di stare dietro ai figli e, allo stesso modo, al cinema e in televisione, le donne venivano ritratte solo ed esclusivamente come casalinghe perfette, dal look impeccabile e sempre pronte a servire il proprio marito.

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I media raffiguravano negli anni ’60 le donne come “angeli del focolare”

Ed era proprio questo, all’epoca, lo scopo principale a cui era destinata la vita di ogni donna, ossia la cura e l’amministrazione del proprio nucleo domestico e familiare.

Fortunatamente i tempi sono cambiati (anche se, in ogni caso, possono ancora cambiare in meglio), e le donne sono ritratte nei media e nell’immaginario comune nelle vesti più disparate, e non solo in quelle di “angelo del focolare”.

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“La perfezione è sopravvalutata”

Tuttavia, lavori come il progetto fotografico di Eli Rezkallah, fotografo originario di Beirut e fondatore e direttore creativo di Plastik Magazine e Plastik Studios, sottolineano come l’impatto di questo immaginario culturale sia ancora molto forte e presente nella nostra società, e a breve vedrete come!

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Eli Rezkallah

PUBBICITA SESSISTE REINTERPRETATE: IL PROGETTO “IN A PARALLEL UNIVERSE” DI ELI REZKALLAH

Eli ha infatti presentato una serie di fotografie intitolate In a parallel Universe, che mette gli spettatori di fronte ad un universo parallelo in cui sono gli uomini gli amministratori esclusivi di casa e famiglia, mentre le donne detengono i privilegi della vita lavorativa e dell’emancipazione, con tutte le conseguenze del caso.

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“Gli uomini non lasciano la cucina!”

“In a parallel Universe” mostra le pubblicità sessiste degli anni ’60 a ruoli ribaltati

In questo modo, il lavoro di Eli sottolinea ancora di più come certi stereotipi fossero e siano tutt’oggi ridicoli, poiché vengono notati ancora di più in quanto, l’immaginario collettivo, non è saturo di ruoli di questo tipo al maschile, al contrario di quello femminile che, per secoli, è stato relegato ad una sfera di inferiorità professionale, biologica e personale.

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“Mostragli che è un mondo da donne!”

LA NASCITA DEL PROGETTO TRA VECCHI ZII E IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Ciò che ha ispirato Eli per questo progetto è stato un incidente diplomatico personale durante un pranzo di famiglia per il Giorno del Ringraziamento.

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“Per fortuna ha tenuto la sua testa!”

Eli, infatti, ascoltando un suo vecchio zio che rimarcava come le donne fossero più portate degli uomini a cucinare, a prendersi cura della casa e, in generale, a gestire tutte quelle mansioni che vengono considerate “femminili”, ha iniziato a vagare con la mente, immaginando come sarebbe stato un universo parallelo caratterizzato da stereotipi di genere ribaltati.

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“Se tua moglie scopre che non cerchi nei negozi un caffè più fresco…”

Eli, a questo proposito, ha proprio detto: “Sebbene io sappia che non tutti gli uomini la pensano in questo modo, sono sorpreso di sapere che alcuni ancora lo fanno, e così ho immaginato un universo parallelo in cui i ruoli sono invertiti e agli uomini viene dato un assaggio della loro stessa posizione sessista”.

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“La mattina di Natale sarà più felice con un Hoover”

Le immagini dallo stile vintage di In a parallel universe, dunque, ammiccando alle pubblicità protagoniste di serie televisive come la già menzionata Mad Men, uniscono ad un tocco di ironia una pungente critica sociale.

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“Non preoccuparti caro, non hai bruciato la birra!”

Per usare le parole di Eli: “Mostrano in una luce umoristica la scintilla per dare avvio, attraverso il gioco di ruolo, ad una conversazione che abbiamo bisogno di avere, cari zii”.

cliomakeup-pubblicita-sessiste-ribaltate-in-a-parallel-universe-eli-rezkallah (6)“Esci dalla cucina prima!”

Ragazze, non abbiamo ancora terminato! Nella pagina successiva vi parleremo del tuttora persistente sessismo presente nelle pubblicità, anche e soprattutto italiane! Andate a pagina 2 per scoprire di che cosa si tratta!