Negli ultimi mesi abbiamo sentito più e più volte un termine: hair shaming. Se n’è parlato nel web, sui vari social, dalla campagna Pantene sino ad arrivare ad un film di Netflix – ispirato all’omonimo libro – Nappily Ever After, Dacci Un Taglio. Ma che cos’è esattamente l’hair shaming? Quanto questo fenomeno può avere un impatto nella vita delle persone?

Oggi vorremmo provare insieme a voi a dare delle risposte a queste domande, affrontando un argomento profondo e complesso come l’hair shaming. Partiremo dal film per scoprire cosa si cela dietro al vasto e affascinante mondo dei capelli. Se siete pronte, cominciamo!

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DACCI UN TAGLIO, NAPPILY EVER AFTER: UN FILM NETFLIX

Nel 2018 è uscito su Netflix un film alquanto interessante. È una commedia drammatica, che con la giusta leggerezza e il giusto tatto, inserisce lo spettatore in quadro complesso che è quello dei capelli per la cultura afro-americana, ma non solo.

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Credits: thetempest.co

Già il titolo originale del film, ci spinge ad una prima riflessione. Sappiamo che ogni fiaba finisce con “E vissero tutti per sempre felici e contenti”, che inglese è tradotto con “happily ever after”. È interessante la scelta di sostituire Happily con Nappily!

NAPPY È L’UNIONE DI DUE TERMINI NATURALLY E HAPPY

Quindi già nel titolo vediamo un messaggio di felicità, legata all’accettazione di chi si è, vivere naturalmente felice e contenta.
Ora veniamo alla trama, promettiamo di non spoilerare troppo!

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Violet Jones è una bellissima donna afro-americana che ha fatto della perfezione la sua vita. Ha un lavoro prestigioso, un uomo affascinante e in carriera, una bella casa, delle amiche fidate. Vestita sempre in modo impeccabile, impiega grandi sforzi ed energie per la sua chioma. Liscia, lunga, fluente, sempre lucida e al proprio posto.

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I suoi capelli rappresentano l’immagine che lei vuole dare al mondo, una giovane ragazza nera, impeccabilmente bella come richiedono i canoni occidentali. Ben presto però, in seguito ad una delusione amorosa, intraprende un viaggio verso l’accettazione della sua vera identità.

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Passo dopo passo di spoglia di Violet Impeccabile Jones, facendo spazio alla parte più vulnerabile, vera e umana di sé stessa. Si rende conto di come sin da piccolina, in un mondo circondato da bambini dai capelli apparentemente perfetti, sia stata obbligata ad adeguarsi per evitare le prese in giro e i rifiuti.

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Credits: womenandhollywood.com

Cos’è successo ai tuoi capelli? Sembri un cespuglio! Tutte frasi e gesti che sin dalla tenera età l’hanno spinta al rifiuto delle sue origini. Da questa consapevolezza inizia la risalita verso la vera Violet Jones.

HAIR SHAMING, DISAGIO PER UNA CORONA MERAVIGLIOSA

Shame vuol dire vergogna e umiliazione, quindi l’hair shaming non è altro che il far vergognare e umiliare una persona per i propri capelli.

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Chiedere ad una persona ogni giorno se si è lavata i capelli è hair sharing!
Credits: hellogiggles.com

È una condizione che ti spinge a non sentirti adeguata, a sentirti condizionata da ciò che le persone e la società dicono di te. Si può partire dalle piccole superstizioni e cliché, come ci ha voluto trasmettere anche la campagna Pantene.

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Credits: marieclaire.com

Le bionde sono stupide, le rosse portano sfortuna e le donne con i capelli bianchi sono vecchie e fuori luogo. Sino ad arrivare a rifiuti legati alla natura dei propri capelli, che mettono in discussione l’identità di un individuo. I capelli afro sono un cespuglio trasandato, se non li lisci non vai bene per la società.

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Credits: elle.com

Per una donna, ma in generale per un essere umano, è importante sapere chi si è, ed è fondamentale amarsi e accettarsi. Se ci viene negato questo diritto, siamo come bussole smagnetizzate.

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Credits: Pantene.com

L’hair shaming fa proprio questo. Con continue pressioni sociali, nega alle persone di accettare la propria identità, spingendole a omologarsi per canoni e ideali di bellezza imposti. Negli Stati Uniti d’America il 12,7% della popolazione è afro-americana, una percentuale potremmo dire piuttosto modica non credete ?

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Credits: msbuy.com

È interessante sapere però che, gli afro-americani, negli USA, comprano il 70% delle parrucche. Percentuale piuttosto elevata. Questi dati sono sintomo di una situazione che non possiamo e non dobbiamo ignorare.

Ragazze siamo a metà del post! Nella prossima pagina parleremo di un episodio di hair shaming che pochi anni fa ha scosso l’opinione pubblica mondiale e affronteremo ancor più in profondità l’argomento. Se siete interessate, continuate a leggere il post!