Lui e lei sono una coppia e si amano, ma entrambi hanno una relazione amorosa consenziente con un’altra donna. No, non è un film di Woody Allen. Mai sentito parlare di poliamore? Con questo neologismo si indica una pratica sempre più in ascesa, anche in Italia.

Entrato nell’Oxford English Dictionary nel 2006 e introdotto anche nel Treccani, viene definito dal primo come: “La filosofia o lo stato dell’essere innamorati o romanticamente coinvolti con più di una persona allo stesso tempo“, e dal secondo come una: “relazione amorosa consensuale caratterizzata dal fatto che ogni partner può avere contemporaneamente più rapporti d’amore“. Si tratta dunque di una forma di relazione non monogama, ma non si tratta neanche di poligamia, quella pratica sociale e culturale che accetta il matrimonio con più individui del sesso opposto.

Per chi pratica il poliamore ogni persona può avere più di una relazione amorosa e/o sessuale con il consenso esplicito di tutti i partner coinvolti. Volete approfondire con noi questa tematica? Allora continuate a leggere il post.

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Scena tratta dal film “Love”

BREVE STORIA DEL POLIAMORE

Come anticipato, con il termine “poliamore” si indica una forma di relazione non monogama ed è stato coniato in primis da Morning Glory Zell-Ravenheart, che aveva parlato di “relazione poliamorosa” nel suo articolo “A Bouquet of Lovers”, pubblicato nel 1990. A lei è seguita Jennifer Wesp, che nel 1992 aveva creato su Usenet (una rete mondiale di server interconnessi) il gruppo di discussione alt.polyamory.

Scena tratta dal film The Dreamers

Sempre in quegli anni l’educatrice sessuale Janet W. Hardy e la psicoterapeuta Dossie Easton, iniziano a lavorare a un libro incentrato sulla non-monogamia. Entrambe si definivano queer, cioè senza etichette per il loro orientamento sessuale, e poliamorose ed erano già autrici di due libri dedicati alle pratiche sessuali “stravaganti”.

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Credits: @PolyamoreInTheMedia

Ad oggi, il concetto di poliamore non è più così legato a una sottocultura anticonformista. Sembra infatti che i millennials siano più inclini a questa “fluidità” relazionale.

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Pupo ha sposato la moglie Anna nel 1974, mentre la compagna Patricia è al suo fianco da più di 25 anni. Credits: @iodonna.it

In tantissimi sostengono che la vera natura dell’essere umano sia quella di amare più persone contemporaneamente e che la monogamia sia un’imposizione della società, che considera invece la non-monogamia già presente da millenni in altre culture, una pratica alternativa e libertina. Ma si tratta di qualcosa di più complesso.

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Scena tratta dal film The Dreamers

LA POSSIBILITÀ DI AVERE PIÙ RELAZIONI INTIME

Il poliamore viene molto criticato, ma c’è chi critica anche la monogamia, sostenendo che la maggior parte delle persone siano monogame perché lo impone la società. Non bisognerebbe giudicare le scelte degli altri, ma accettarle o perlomeno cercare di comprenderle.

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Credits: @ccnchile.com

È normale che un individuo voglia amare per tutta la vita solo un’altra persona, allo stesso tempo però, non va criticato chi sceglie il contrario; così come in generale, non si dovrebbero giudicare filosofie e stili di vita differenti. La monogamia è una scelta, così come lo è la non-monogamia.

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Scena tratta dal film “Basta che funzioni”

NEL POLIAMORE TUTTI I PARTNER SONO AL CORRENTE DELLE VARIE RELAZIONI IN CORSO

Se infatti da un lato la maggior parte delle persone sceglie un rapporto monogamo, dall’altra ci sono persone che sentono il bisogno di avere più relazioni intime contemporaneamente. E non si intendono scappatelle, relazioni sessuali extraconiugali, né di tradimenti; si parla infatti anche di poligamia (o non-monogamia) etica, in quanto la condizione necessaria del poliamore è che tutti i partner coinvolti siano al corrente e approvino la scelta.

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Credits: @cosmopolitan.com

Il poliamore ha caratteristiche ben precise. Essere poliamorosi non vuol dire “fare ammucchiata” ed essere libertini. Girate pagina per scoprire di più.

26 COMMENTI

  1. Penso sia un argomento ancora molto tabu, e apprezzo l’aver scritto un post a riguardo. Mi e’ capitato di vivere una relazione simile, diciamo a T, prima di conoscere mio marito, ma, nonostante ne abbia anche dei bei ricordi, alla fine ne sono uscita parecchio con le ossa rotte. Pur sapendo fin da subito che era una situazione che non avrebbe portato a nulla di stabile, mi sono resa conto che io ero molto piu coinvolta emotivamente di quanto pensassi di essere, mentre per, diciamo il protagonista principale del triangolo, era in fondo tutto un gioco. Ora non riuscirei piu a immaginare di ritrovarmi in una situazione simile, con mio marito abbiamo un’intesa molto profonda, che e’ solo nostra, e che non mi sentirei di convidere con nessun altro. Abbiamo amici e amiche molto cari che ci gravitano intorno e ognuno ha i suoi spazi individuali che ci permettono a volte di seguire passioni che non interessano all’altro. Ma noi restiamo noi e siamo prioritari uno per l’altro.
    Non giudico chi vive in triangoli del genere, semplicemente nel mio caso e’ stato piu fonte di sofferenza che di felicita. E ora non ne sento piu’ il bisogno. Ho la fortuna di aver veramente trovato la mia anima gemella (lo dicono le mie amiche di noi, non io…) ma nonostante questo e’ ovvio che non siamo compatibili al 100% e mi e’ capitato di incontrare altre persone che mi attraevano….ma nel mio caso la bilancia “rischio/beneficio” pendeva decisamente dal lato del NO. Alla fine penso sopratutto che sia importante trovare un proprio equilibrio, in qualsiasi situazione di coppie, triangoli, quadrilateri e chi piu ne ha piu ne metta….ma deve essere un equilibrio autentico e non semplicemente una fuga dalla realta’.

  2. Bah se resta una fantasia erotica da condividere con il partner oooooook, ma non so giocare poi realmente alla fine anche con i sentimenti delle persone, sia del partner sia degli “altri”, è qualcosa che mi disturba, sarò all’antica…. meglio che resti una fantasia…… bacioni

  3. Mah per me è una situazione inammissibile e amorale… ma come si fa ad accettare un rapporto a tre sia da fidanzati che da sposati? E poi ci si dilania e si uccide per un tradimento perchè questi ménage si chiamano tradimenti. Altro che pippe…poliamori un sostantivo da paravento alle perversioni ed egoismi perché non si è in grado di scegliere o prendersi le proprie responsabilità…preciso che sono una donna giovane e non troglodita o con tabù ma certe cose che si vogliono far passare come “ modernariato” proprio non ci sto!

  4. Penso che alla fine, chi gioca con il fuoco, finisca per bruciarsi..e parlo per esperienza personale. Non siamo tutti adatti a vivere in certe situazioni, e concordo con chi sotto ha scritto che è solo un modo per evadere alle responsabilità di prendere una scelta…

  5. La regola è senpre una sola: tutti quelli coinvolti ( in i una coppia, in un trio, tetrade. Etc etc etc) devono essere d’accordo e fare solo ciò che si sentono. Poi, nel rispetto della legge, ognuno a casa sua fa quel che vuole!

  6. Wow, che cosa bellissima…
    A quando lo sdoganamento delle parafliie? Se io amo un cadavere o un animale, è giusto che io esprima il mio amore verso di loro, e nessuno deve metterci becco.
    Del resto, pure la Corte di Strasburgo ha ammesso la liceità dei matrimoni delle bambine in Turchia: anche lo scoglio della pedofilia è stato superato! Evviva!
    E datemi pure della bigotta, della pancina e così via.
    Ma non mi farete MAI passare per giusta una cosa da pervertiti.
    Meglio bigotta che pervertita.
    Ma dico, argomenti migliori da trattare no?

  7. Ti rispondono che “love is love”.
    E se io mi innamorassi alla follia del mio armadio? Chi ha il diritto di giudicarmi?
    Voglio sposare il mio armadio, il sentimento che provo per le sue ante, i suoi cassetti interni, è qualcosa che non si può esprimere a parole, ma è così che mi sento.
    La completezza romantica che mi ispira il mio bellissimo armadio nessuno me lo può criticare: insomma, il mio diritto va tutelato.
    Vedrai, che arriveremo pure a questo.

  8. Cavoli loro, senz’altro.
    Che facciano tutte le porcate che vogliono.
    Basta che non pretendano di essere appoggiati dagli altri, e di far passare per giusta una schifezza del genere.

  9. Parto dal presupposto che io non giudico e non condanno mai nessuno solo perché non condivido, non capisco o questa determinata cosa non appartiene al mio modo di vivere, come in questo caso, ovviamente nei limiti della legalità.
    Questo è un argomento (uno dei tanti) di cui si parla poco perché è ancora un tabù e non rispecchia la società o almeno non alla luce del sole quindi non vedo perché non se ne debba parlare, é una realtà concreta, non è un bene secondo me girarsi dall’altra parte schifati ogni volta che qualcosa non ci piace ma esiste! A me non è mai successo, sono sempre stata monogama convinta, e non per bigottismo, ma perché faccio sempre quello che mi viene spontaneo fare e so che non farebbe per me una situazione del genere.
    Sono del parere che se degli adulti, grandi, vaccinati e consapevoli decidono di intraprendere una relazione a tre,quattro o sei, senza ingannarsi a vicenda, nella completa trasparenza, sono liberi di farlo, a chi non sta bene può tirarsi indietro.
    Ci sono persone che non riescono ad essere monogami, é più forte di loro,ci sono coppie sposate con tanto di amanti non nascosti da entrambe le parti e tutti i giorni pranzano allo stesso tavolo come una famigliola felice e forse lo sono davvero!
    Io stessa sono stata tradita pesantemente in passato e ne sono uscita distrutta, preferirei mille volte un uomo che consapevole dei suoi limiti o scelte di vita (punti di vista) mi mette davanti a una scelta, mi da la possibilità di decidere e mi informa su cosa vado incontro ma no uno che mi pugnali alle spalle e magari sposato e con figli a carico fa il padre di famiglia per l’occhio sociale e dopo ne combina di tutti i colori, portando avanti con la moglie che subisce passivamente, un matrimonio di facciata tristissimo ( ahimè ne ho visti molti così).
    In questo caso però non si tratta di tradimenti e inganni, paragonarlo a temi assolutamenti inaccettabili ( dove c’è del patologico ) come la pedofilia o altro mi sembra esagerato, pur non condividendo questo stile di vita perché io non riuscirei mai a vivere così, preferirei morire vecchia e sola circondata da gatti!!
    Penso pure che queste relazioni poliamorose non possano durare a lungo, non ti danno una stabilità, non ti danno certezze e sicurezze e alla fine portano sempre problemi se qualcuno dovesse coinvolgersi sentimentalmente.
    Per come sono fatta io non riuscirei a dividere con nessuno la persona che amo, io stessa starei uno schifo se lui invece volesse dividermi con qualcuno e automaticamente la mia storia finirebbe in quel preciso momento, ma anche non provando sentimenti, non ho mai sentito l’esigenza di provare queste esperienze.
    In conclusione è tutto molto soggettivo e non mi sento di condannare nessuno a meno che non infranga la legge o maltratti fisicamente o psicologicamente qualsiasi essere vivente.

  10. Argomento molto difficile ma articolo davvero equilibrato, brava all’autrice. Mi dispiace che non sia stato capito, a giudicare dai commenti.

  11. Personalmente non credo sia una soluzione alla possibile tendenza a tradire il partner. Sappiamo che l’innamoramento è una fase alla quale può subentrare qualcosa di profondo come l’amore o la ricerca di un nuovo partner. Credo che l’uomo sia sentimentalmente monogamo mentre fisicamente risponde a istinti più animali. Sta a noi decidere che strada percorrere, e purtroppo il “poliamore” lo percepisco come una presa in giro per se stessi. C’è sempre una scelta, un legame più importante, davanti il quale è giusto non cedere ad istinti del basso ventre. Comunque, non apprezzo i toni di molti commenti, davvero sprezzanti anche nei confronti di chi non si mette in cattedra, ma vuole solo aprire una discussione, per quanto spinosa sia.

  12. Per quanto mi riguarda sono una persona di indole monogama, non riuscirei a gestire una situazione del genere e non mi sentirei a mio agio. Nonostante questo se ci sono persone consenzienti, libere ed adulte che decidono di scegliere una relazione poliamorosa non capisco perchè giudicarle. Non si può pretendere che altre persone vivano per forza l’amore e le relazioni come si pensa che “debba essere”.
    In ogni caso bell’articolo, mi fa piacere che sul blog si cerchi di sdoganare anche argomenti spinosi.Mi è piaciuta molto la delicatezza e l’oggettività con cui si parla di questo tabù, senza sfociare in nessun tipo di giudizio. Ottimo lavoro!

  13. Mah, la coppia aperta forse la posso “capire” perché io credo che a livello sentimentale l’essere umano sia monogamo, ma per questione di istinti che ci portiamo dietro dall’alba dei tempi sia comunque poligamo… però avere una doppia o più, relazione amorosa dev’essere pesante. Già hai il pensiero per una persona, figurati per 2 o più. Poi, per carità, ognuno a casa sua fa quello che vuole.
    Però il fatto che siamo condizionati molto dalla società e dalle religioni lo ritengo vero…

  14. Io la trovo una scusa banale per mascherare complessi ed orchestre (per citare ricomincio da tre) in ambito sentimentale. Capisco la relazione aperta, e la trovo comunque un modo evidente per dichiarare che non si è sicuri dei propri sentimenti. Ma il poliamore è un modo molto immaturo di nascondere le proprie insicurezze personali, un certo narcisismo latente(che varia in base al soggetto), perché un soggetto richiede più attenzioni che in una normale relazione, conivolgendo piu persone, ed una certa incapacità di affrontare le difficoltà, ben sapendo che esistono(tanto che in realtà esistono pure in una relazione che coinvokco più di due persone), basta voltarsi dal partner di riserva quando qualcosa non va. O quando l’altro non ti dà immediatamente cio che vuoi. È un rapporto che cresce in numero(di partner), ma non per importanza, non per maturità. Sappiamo che ogni rapporto è diverso. Ma se li viviamo contemporaneamente con più persone saranno sempre dei rapporti mai sviluppati veramente appieno, sempre e solo in potenza. Alla fine vuoti. Mi sembra espressione di puro egoismo, perché in fondo chi vuol piu partner non vuole lavorare col partner per fare un percorso comune, vuol solamente ottenere prima il raggiungimento di un capriccio, a prescindere da come si sentono gli altri. Non solo non amando i partner, ma non amando nemmeno loro stessi.

  15. Grazie per un articolo ben scritto, equilibrato e che non cade nei soliti moralismi, anzi evidenzia l’importanza di non giudicare.
    Sono poliamorosa in una relazione a V, dove i miei partner si conoscono ma non hanno relazioni tra loro, ma a loro volta hanno relazioni con altre persone. Si tratta di relazioni stabili che vanno avanti da anni, e sono profondamente grata che stia diventando sempre più normale.
    Per aggiungere qualcosa all’articolo: nel poliamore si parla anche di compersione, la felicità di sapere che la persona di cui sei innamorato è innamorata di qualcun altro.

  16. Capisco cosa intendi, però secondo me la società non è mai necessariamente pronta, e sono le persone che portano il cambiamento a renderlo possibile. Se ci pensi, anche per le relazioni omosessuali per molto tempo la società non è stata pronta e anche oggi moltissime persone gay subiscono soprusi e stigma, ma è grazie a loro che l’omosessualità sta diventando normale, mentre ieri veniva vista come una perversione (come, mi sembra capire dai commenti, alcune persone considerano il poliamore)

  17. Condivido, deve essere un equilibrio autentico e non è semplice trovare persone che siano in grado di gestire emotivamente una situazione così complessa, il poliamore può essere molto “pericoloso” se non è fatto con persone che meritino la fiducia di cui vengono investite. Io sono in una relazione poli a V da 5 anni, con un partner abbiamo stabilito da subito la relazione come poliamorosa, con l’altro ci siamo riavvicinati dopo 5 anni di relazione monogama, e adesso sono 10 anni in totale che stiamo insieme.
    Mi rendo conto spesso che se tra noi funziona così bene è perchè abbiamo sviluppato delle grandi capacità di comunicazione, e la fiducia e l’onesta sono estreme. Se qualcuno non è abbastanza maturo (o non ha voglia) di rendersi conto della responsabilità che ha verso le persone coinvolte, ci si può far male emotivamente. Dall’altro lato secondo me è anche importante saper lasciare da parte i propri orgogli e comunicare con chiarezza se ci sono problemi o ansie, senza aspettarsi che l’altro sia in grado di leggerci la mente.

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