Il tampax ci ha cambiato la vita, ammettiamolo! C’è chi si limita ad usarlo solo in alcune occasioni, ovvero per andare al mare e poter stare in costume senza troppi problemi, e c’è chi, invece, preferisce utilizzarlo sempre durante il ciclo mestruale.

Ma quello che siamo abituate a chiamare tampax, non è altro che un assorbente interno, un tampone assorbente invisibile, se non fosse per quel filo per la rimozione, e che non ha bisogno di ali o adesivi. Può avere l’applicatore, altra grande invenzione per un uso impeccabile evitando un contatto diretto con le parti intime interne, oppure può non averlo. Esiste di varie tipologie per raccogliere flussi dai più abbondanti a quelli più leggeri, quindi si può usare sin dal primo giorno delle mestruazioni fino alla fine totale.

Tuttavia Tampax è anche il nome dell’azienda che vende questi prodotti, tra cui quelli compatti, perfetti per essere portati sempre con sé nella borsetta, con applicatore in plastica o in cartone, o senza, esclusivamente alla camomilla. Ragazze, avete idea di chi abbia inventato questo prodotto, che ha rivoluzionato la vita di moltissime donne? E come facevano prima della sua esistenza? Scoprite con noi la sua storia dalle origini ad oggi e come mettere un tampax nel modo corretto. Continuate a leggere il post!

cliomakeup-tampax-storia-1-copertinaCredits: @paginemediche.it

CHI HA INVENTATO IL TAMPAX? ECCO L’UOMO CHE HA SALVATO LE DONNE DAL BARONE ROSSO

Pensate che una donna, stanca del suo ciclo mestruale e per qualche reale esigenza abbia agito d’ingegno e inventato il tampax? No, ragazze, vi sbagliate, perché è stato un uomo a crearlo e brevettarlo negli anni ’20.

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Tampone senza applicatore. Credits: @elle.com


Ma facciamo un passo indietro. Verso la fine dell’Ottocento la Johnson & Johnson inventò dei tamponi usa e getta, una grande rivoluzione visti i tempi. Li chiamò Lister’s towel ma le donne si vergognavano di acquistarli. Un flop pazzesco, nonostante tutto.

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Lister’s towel di Johnson&Johnson. Credits: @ourstory.jnj.com

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Wix tampon. Credits: @nyamcenterforhistory.org

Per superare l’imbarazzo femminile, la Kimberly-Clark nello stesso periodo commercializzò i primi assorbenti moderni in cellulosa e cotone, da comprare self-service, quindi senza coinvolgere il commesso o cassiere di turno.

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Uno dei primissimi packaging del Tampax. Credits: @commons.wikimedia.org

In seguito la Kotex lanciò sul mercato i suoi usa e getta, battezzati con il medesimo nome, ma non erano ancora il top in fatto di praticità.

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Kotex. Credits: @nyamcenterforhistory.org

Nel 1929 un osteopata aggiunse al tampone un pratico applicatore di cartone, per consentire un veloce inserimento, e un filo per la rimozione. Quell’uomo si chiamava Earle Haas, il vero inventore del tampax. Lode a te, oh Earle!

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Il dottore Earle Haas. Credits: @cheshona.wordpress.com

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L’assorbente invisibile. Credits: @nyamcenterforhistory.org

Il medico dopo due anni, nel 1931, depositò il brevetto della sua invenzione, che chiamò “accessorio catameniale” (kataménios in greco vuol dire mensile).

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Una pubblicità ironica. Credits: @kitsch-slapped.com

In seguito il brevetto fu registrato con il nome con cui lo conosciamo oggi, Tampax, e fu lanciato sul mercato (finalmente!) da una donna, la tedesca Gertrude Tendrich nel 1936. L’imprenditrice comprò il marchio e fondò la società, per l’appunto chiamata Tampax, oggi di proprietà di Procter & Gamble.

TAMPAX: ANCHE LE DONNE DEL PASSATO LO USAVANO

Ebbene sì, anche prima dell’Ottocento, anzi secoli e secoli prima, le donne riuscivano a contenere il ciclo mestruale. E non con qualcosa di esterno, come i comuni assorbenti da applicare sugli slip, bensì di interno.

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Cleopatra. Credits: @newyorker.com

Si narra che Cleopatra e le donne egiziane, che tanto ci tenevano alla cura del corpo e al comparire sempre bellissime, avevano trovato un modo per raccogliere il flusso. Avevano creato dei tamponi interni arrotondando dei fogli di papiro ammorbidito!

La genialata attuata in Egitto non è stata l’unica: nell’antica Roma le donne inserivano al loro interno un tampone di lana o stoffa, mentre in Grecia un panno. Tra le numerose leggende c’è quella della matematica Ipazia, che sembra gettò a un corteggiatore indesiderato un panno intriso del suo sangue mestruale!

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Le mutande usate dalle donne nel Medioevo durante le mestruazioni. Credits: @nyamcenterforhistory.org

Nel Medioevo, poi, si usava una sorta di mutanda contenitiva, un pantaloncino che serviva a tenere fermi assorbenti di cotone a dir poco rudimentali. Da non dimenticare un altro metodo per contenere le emorragie: un muschio particolarmente assorbente, inserito nella vagina.

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L’uso di un qualsivoglia tampone è però sempre stato legato, o quasi, allo status delle donne. Le più ricche potevano permettersi di utilizzare stracci o altro per tamponare il flusso. Le altre inevitabilmente si macchiavano. Altro che period kit!

Ragazze, siete curiose di saperne di più? Nella prossima pagina affronteremo alcuni dei problemi che solitamente riscontrano le donne alla loro prima volta, ovvero come mettere il tampax e se usarlo o meno se si è vergini. Continuate a leggere il post!

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