“Cose Da Non Chiedere” è un programma che dal 21 maggio è in onda su Real Time. L’occasione è stata la Giornata Mondiale dell’Accessibilità e l’idea del format viene da un analogo programma australiano. A condurlo è invece il giovanissimo Giacomo Mazzariol, autore di Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi 2016), libro-caso sul rapporto con il fratello Gio, “che ha un cromosoma in più”.

L’idea è quella di rompere i pregiudizi combattendone la causa: l’ignoranza. Sono stati individuati alcuni “gruppi” di persone vittime di cliché e discriminazione: persone di bassa statura, obesi, immigrati dall’Africa, transgender, persone sulla sedia a rotelle, persone con la sindrome di Down, musulmani, Rom.

Vogliamo parlarne perché ci è sembrato un format intelligente: togliere buonismi e pietismi per mostrare che l’unica cosa che conta è la persona e non la patologia, la condizione, la cultura o l’etnia. Sapete quanto attraverso questo blog abbiamo sempre cercato di diffondere questo ideale per cui colori, preferenze, sessi, condizioni e caratteristiche fisiche siano indifferenti rispetto al valore, lo spessore, l’interesse di una persona. E quindi eccoci qui a scoprire quali sono le risposte alle “cose da non chiedere”!

C’è anche qualcosa relativo al beauty, promesso 🙂 !

ClioMakeUp-cose-da-non-chiedere-real-time-pregiudizi-discriminazione-programma-tv at 10.40.20Una risposta a questa domanda è stata “faccio il tifo per la Juventus” 🙂


COM’È NATO “COSE DA NON CHIEDERE” E COS’È

You Can’t Ask That è un programma australiano. Vengono raccolte in forma anonima domande dal web relative alle persone che la nostra società identifica come “diverse”: i “troppo” bassi, i “troppo” grassi, i “troppo” scuri… e così via.

Le domande devono essere quelle “scomode”, quelle che la buona educazione imporrebbe di non fare

Le domande devono essere quelle “scomode”, quelle che la buona educazione imporrebbe di non fare. Quelle che vengono in mente ai bambini che non hanno ancora abbastanza filtri. Quelle che, se non ricevono risposta, diventano fantasticherie, luoghi comuni. In una parola: pregiudizi.

“Perché i Rom rubano?”, “Obbligheresti tua figlia a indossare il velo?”, “Perché sei trans? Non ti bastava essere Gay?”. Queste sono alcune delle domande che sono arrivate ai focus group della versione italiana di quel programma d’oltreoceano. Cose Da Non Chiedere vuole spiegare la differenza tra il rispetto e il buonismo. Tra la bellezza e l’indifferenza.

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E per farlo usa la voce di Giacomo Mazzariol, un ragazzo che a 18 anni ha pubblicato un video su YouTube in cui fingeva di intervistare il fratello Gio, affetto dalla sindrome di Down, in un colloquio di lavoro. Il video diventato virale si è trasformato in un’occasione che Giacomo ha saputo cogliere: quella di raccontare il fratello in un libro, diventato altrettanto celebre e premiato.

“Signore, perché al supermercato lasciate che mio fratello salti la fila?”

Anche in quel caso il messaggio era semplice e rivoluzionario: “Signore, perché al supermercato lasciate che mio fratello salti la fila?”. Un intento di gentilezza che si trasforma in discriminazione per colpa di ignoranza e pietismo: questo è quello che insieme a falsi miti, credenze assurde, paure e razzismi si vuole combattere dando voce ai meno ascoltati.

Abbiamo voluto riassumervi alcune domande e risposte per noi importanti da conoscere, sperando di incuriosirvi e di mostrarvi alcune cose che abbiamo imparato anche grazie a questi video.

PERSONE DI BASSA STATURA – TI DÀ FASTIDIO ESSERE CHIAMATO “NANO”?

Tra gli interrogati, ci sono “le persone di bassa statura”. Detto brutalmente: i nani. “Ma ti dà fastidio essere chiamato ‘nano’?”: da questa prima domanda, si capisce già tutto. Le risposte sono infatti variegate: sì, no, forse.

Ma tutte coerenti e d’accordo su una cosa: “dipende da come lo si dice”. Perché se c’è una cosa che non si perde avendo qualche centimetro in meno è l’ironia. “Come bisogna chiamarti allora?”: “Andrea”, “Paola”… con il loro nome, insomma.

“Perché quando mi guardate, ridete?”

Ironia che non ha niente a che fare con l’essere “ridicoli”. “Perché quando mi guardate, ridete?” chiede Antonella, come a voler restituire al pubblico una domanda “da non chiedere”.

“Una volta sdraiati siamo tutti uguali” è una delle risposte, invece, alle domande sul sesso. Un solo rimpianto per Andrea: “Mi piacerebbe fare sesso sulla lavatrice. Una bella centrifuga a mille giri. Però, come fo?” 🙂

MUSULMANI – SOGNI LA LEGGE ISLAMICA IN ITALIA?

“Secondo me la Costituzione Italiana è perfetta”. Così risponde Hind, una (bella) ragazza con il velo, durante una puntata. “L’unica cosa che sogno è che la nostra religione venga riconosciuta”, aggiunge Maria, con un bel caschetto di capelli neri.

“Hai fame durante il Ramadan?”
“Mi mancano i trucchi”

“Hai fame durante il Ramadan?” la risposta che ci ha fatto sorridere di più è stata, ridendo, “mi mancano i trucchi”. 🙂

“Ma obbligheresti tua figlia a mettere il velo?”: proprio ieri abbiamo letto molti commenti sotto a un nostro post in cui si parlava di make-up e hijab che imputavano alle cosplayer islamiche “incoerenza” perché mettono in mostra loro stesse pur preoccupandosi di coprire i capelli.

“In adolescenza mi è stato detto che il velo avrebbe messo in risalto il lato culturale e intellettuale della donna. Questa idea mi è parsa così poetica che ho detto ‘che bello il velo!’”: così dice Sara, una ragazza che ha scelto di indossarlo.

“Anche se i genitori insegnano la religione, ognuno ha poi la libera scelta”; “se Allah ci ha dato la possibilità di scegliere se credere o non credere, figuriamoci se non ci ha dato la libertà di applicare quella regola o non applicarla”. E non solo: il velo sì e il burka no, aggiunge Hind, incalzata da Mohamed che dice sono “tradizioni che non c’entrano con l’Islam”.

“Il corano parla del velo, non del burka”

L’accordo è raggiunto sul fatto che nessuno rispetterebbe un tal precetto, se fosse una regola che si “odia”, che dà fastidio. E infatti, non tutti seguono tutto alla lettera: “Dio mi perdonerà se ho fatto sesso, mangiato il maiale e bevuto l’alcol. Avrà più problemi a perdonare chi ha compiuto le stragi”, conclude Shady.

PERSONE CON LA SINDROME DI DOWN – TI SENTI DIVERSO DAGLI ALTRI?

La sindrome di Down è un esempio lampante di quando si parla di diversità. Ma è giusto che sia così? Abbiamo mai chiesto, a chi ne è affetta, se si sente così “diverso”?

“non siamo diversi da nessuno”

Se la sua identità è piegata sulla sua sindrome? La risposta, nel gruppo intervistato è corale: “No” – o meglio: sì, alla luce del fatto che lo siamo tutti, diversi. Se invece si pensa ad una “diversità nell’amare, nello sperare, allora no: non siamo diversi da nessuno”, dice Cristina.

Ma la domanda più toccante, che entra più in profondità è “Qual è la cosa più bella di avere un cromosoma in più?”. Le risposte sono uniche e insegnano tantissimo – e lasciamo che siano loro, nel video, a raccontarvele.

IMMIGRATI DALL’AFRICA – SEI VENUTO A RUBARE IL LAVORO AGLI ITALIANI?

Le domande tra le più scomode, forse paradossalmente, sono quelle rivolte agli immigrati dall’Africa. E anche nelle risposte si celano le storie che risultano tra le più agghiaccianti, nonostante la civilissima Europa, nonostante il 2017.

“Tu sei nera, e allora per prima cosa, sei una prostituta: è sbagliatissimo”

“Quando entro in un ristorante, vedo gli uomini toccarsi le tasche e le donne prendere la borsa, come se fossi arrivato per rubare”, dice rammaricato Modou.

“A volte entro nei negozi e mi dicono ‘qui non c’è niente per lei’, mi sento poco gradita”, racconta Marie Therese.

“Tu sei nera, e allora per prima cosa, sei una prostituta: è sbagliatissimo”, lamenta Awa.

E poi una nota beauty, che abbiamo già detto e ripetuto mille volte sul blog 🙂 : sono tutti d’accordo nel dire non solo “mi abbronzo eccome”, ma anche “e guai se non metto la crema!!”.

Gli obesi si sentono in colpa per la loro obesità? I Rom rubano i bambini? Chi è sulla sedia a rotelle fa sesso? I trans non potevano essere gay e basta? Per le risposte, continuate a pag. 2!

42 COMMENTI

  1. Il commento sul’ incoerenza della cosplayer islamica era uno (più una o due risposte decisamente più morbide)…Direi che su 13 commenti ricevuti questi sono un po’ pochi per farne un “caso”….

  2. Mi piacce questo Post! Allora, io credo di essere una con pochi pregiudizi, soprattutto nei confronti di altre razze e culture! Mi da molto fastidio quando si fa di tutta l’erba un fascio (i neri sono criminali, i musulmani tutti terroristi, gli italiani tutti mafiosi)! Però il discorso di quel ragazzo Rom mi pare eccessivo. Negare del tutto? I bambini che erano scomparsi sono stati davvero ritrovati in campo Rom, o ci sono finiti per caso? A kilometri dalle loro case? Ciò non significa che tutti i Rom siano ladri, così come non tutti gli italiani sono mafiosi, ma negare del tutto il fatto come leggenda mi da un po’ di fastidio

  3. Quando ho letto “cose da non chiedere”, ho pensato a domande tipo:
    “Perché non fai un figlio?”, “Perché non ti sposi?”, “Quando trovi un ragazzo?”…
    Che sono cose davvero da non chiedere.
    Le domande affrontate qui, sono domande scomode, ma è leggitimo porsele.
    È più difficile porle ai soggetti interessati.
    L’idea mi sembra molto buona. Sebbene, il Rom che dice che non hanno mai fatto una guerra, magari è perché non hannno una terra da difendere. E che nega il rapimento di bambini, beh… poi dici perché hai i pregiudizi.
    Ancora, io aspetto che nei paesi islamici riconoscano il Cristianesimo e facciano costruire una chiesa da loro. Qui c’è libertà di religione e di culto tant’è che ci sono le moschee. Che altro si vorrebbe?

  4. Mah…mi spiace ma sui Rom non si tratta di pregiudizi, ma di realtà tangibili. Io ricordo nei lontani anni 80 rapimenti di bambini da parte di Rom a Padova. Era l’incubo peggiore di mia madre. Oggi magari non lo fanno più perché si sono inasprite le leggi sullo sfruttamento minorile. Ma giusto la settimana scorsa in metro a Roma c’erano bambini Rom che chiedevano la carità. Non raccontiamocela. Fossero figli di regolari italiani, sarebbero già arrivati i servizi sociali a toglierli.
    E a Natale 2013, ci sono entrati in casa dei Rom e ci hanno derubato.
    Non raccontiamocela, suvvia!
    E come ha scritto qualcuna in Arabia Saudita ci sono chiese cattoliche? No. In Arabia Saudita puoi andare senza velo? No. Puoi noleggiare una macchina se sei donna? No. Puoi girare da sola senza essere accompagnata da un uomo? No.
    Mio marito quando viaggia in quei paese deve eliminare tutte le foto mie e di mia figlia dal cellulare. Perché se lo fermano e gli controllano il cellulare (certo da loro si può fare, da noi esiste la legge sulla privacy), può essere accusato di pornografia e pedopornografia.
    I pregiudizi dove stanno allora?
    Non raccontiamocela. Probabilmente su transgender, comunità LGBT, persone con sindromi di down e altro, i pregiudizi ci sono. Ma su altre categorie, qui citate, è un’altra storia.

  5. nei lontani anni ’30 quando mio nonno era un bambino di 2/3 anni, sua madre lo lasciò in braccio ad una ragazzina rom che stava fuori da un panificio, mentre lei entrava a fare la spesa, e indovinate? tempo 1 min e questa se lo stava portando via di corsa. 1930, mica l’altro giorno, e già accadevano queste cose. Pregiudizi? a me sembra tutt’altro.

  6. Il punto è, non fare di tutta l’erba un fascio. La frase che più ricordo di questo programma è : Sono rom e non rubo, sono italiano e non sono mafioso.
    Le persone tendono a generalizzare e categorizzare un po troppo ma è sempre stato cosi..purtroppo.

  7. Ho adorato questo programma 🙂 Un solo, piccolo appunto 🙂 Non sempre le domande vengono poste per ignoranza! Io mi ritengo abbastanza aperta, e tante cose che sono state domandate suscitavano in me, da sempre, curiosità e voglia di capire, non discriminazione. Per esempio ho sempre pensato a quanto debba essere difficile per un/una trans capire il momento in cui dirlo ad un eventuale partner, rischiando anche il rifiuto (non venite a dirmi che tanto si capisce che una persona sia trans, perchè nel programma stesso c’erano persone, soprattutto FTM, di cui “a primo impatto” non si sarebbe capito).
    Per chiunque non avesse letto il libro di Giacomo Mazzariol: compratelo SUBITO! Ben scritto, toccante e a tratti cinico. Un adolescente come gli altri che ha imparato a trattare Gio semplicemente come suo fratello, e non come un alieno (pur non avendo paura di parlare del suo periodo di “rifiuto”… basta sto zitta sennò racconto tutto!!!).

  8. Io penso che a parte le persone affette da nanismo,sindrome di down,quelle costrette sulla sedia a rotelle o gli obesi,abbiamo intervistato individui dotati di una certa cultura,nonché di una posizione sociale “agiata”,insomma sono già più che integrati ! Nella mia città e non credo solo nella mia,i Rom derubano,le persone di colore chiedono l’elemosina sotto casa 24h/24h e importunano i passanti con commenti pesanti e parolacce!Il mio fidanzato lavora in un ufficio e l’altro giorno alle 20,00 circa due musulmani senza chiedere nemmeno il permesso,hanno gettato delle coperte a terra e si sono messi a pregare,in un ufficio pubblico e intralciando la fila ! Ma stiamo scherzando ?! Quindi per me non si tratta di razza,colore o altre cose così ma di CULTURA,EDUCAZIONE e CIVILTÀ…non bisogna fare di tutta l’erba un fascio ma basta buonismo !

  9. Già siamo fin troppo tolleranti,e ritengo che il nostro paese abbia problemi ben più gravi da affrontare che non costruire l’ennesima moschea!come ho scritto sopra,pochi giorni fa in un ufficio pubblico alle ore 20,00 con la gente in fila per acquistare titoli di viaggio,due musulmani si sono stesi a terra a pregare…a parte il terrore di tutti i presenti,non per la preghiera per carità,ma perché questi per tirare fuori le coperte da mettere a terra,armeggiavano nello zaino….e in un ufficio di una stanzione centrale di una metropoli a fare paura,fa paura,non raccontiamocela…poi volevo vedere se fosse successo nel loro paese,che un Cristiano avesse cacciato un crocefisso e si fosse messo a pregare in pubblico,intralciando anche il lavoro altrui…

  10. Dovrei vedere le puntate in streaming! Effettivamente risponderebbero a un sacco di curiosità che mi chiedo.
    Di solito non ho pregiudizi, non penso mai che nessuno sia buono o cattivo a prescindere, le persone vanno prese per quello che sono.

  11. Lo arrestavano come minimo. È assolutamente incompatibile con la nostra cultura. E dobbiamo difenderla. Altro che una moschea a Milano.

  12. Credo che lo scopo del programma fosse semplicemente quello di dire: “esiste anche altro, oltre il nostro naso”. Sicuramente ci sono tantissime situazioni di degrado (io per prima ho un grosso pregiudizio per gli zingari), ma NON SOLO QUELLE, e questo programma lo ha dimostrato. Non ci vedo del “buonismo” (ma quanto é abusata questa parola? Ormai se non sei un piccolo seguace di Hitler sei in automatico un “buonista”.)
    Ricordati che tutti noi subiamo piccoli pregiudizi, a volte anche grandi. E ci dà così fastidio!

  13. bellissimo progetto, non c’è che dire…
    Però concordo con quanto detto nei commenti di sotto: troppo buonismo.
    Facile intervistare gente perfettamente integrata nella società e dotata di intelletto intatto.
    Se avesse provato ad intervistare i rom della stazione Bologna Centrale, per esempio, che uno ti distrae chiedendoti soldi mentre l’altro te li fotte dalla tasca, o ai questuanti che girano per le nostre strade…voglio vedere cosa avrebbero risposto.
    Lo stesso per ciò che concerne gli affetti da sindrome di down… tutte persone capaci di autogestirsi e senza problemi a livello cerebrale. Cosa direbbe mia cugina, se potesse parlare? Lei è affetta da una forma molto più severa, le sono partite tutte le facoltà cognitive.
    E ancora, avrebbero dovuto veramente cercare un transessuale costretto alla prostituzione e veramente vittima di homofobia.
    Questo programma ha certamente del positivo, ma rispecchia una parte di realtà, la più comoda. Quella vera, quella di tutti i giorni, è ben diversa.

  14. Sui Rom non mi esprimo perché non conosco abbastanza né la loro storia né le storie di cronaca nera associate.
    Ma non capisco cosa c’entra l’Arabia Saudita con i musulmani in Italia. L’Arabia saudita é solo UNA delle nazioni a maggioranza musulmana su questa terra e equiparare le usanze di quella nazione, indubbiamente molto rigide e totalitarie, a quelle di tutti i musulmani mi sembra una generalizzazione che implica una notevole ignoranza sulla cultura islamica e sulla loro religione. Io ho viaggiato in diversi altre nazioni a maggioranza musulmana e ognuna ha le sue caratteristiche : sono stata in spiaggia in bikini e ho sentito dei locali parlare male proprio dei sauditi che infangano il nome dei musulmani, ho visto donne col burqa ridere e scherzare da sephora con le amiche e altri paesi dove erano in minoranza le donne col velo e tutte, ma proprio tutte, guidavano e lavoravano. Per favore, se si vuole parlare si parli con cognizione di causa e senza fare generalizzazioni.

  15. Lo arrestavano dove ? In Arabia Saudita e in alcuni altri paesi probabilmente sì, in molte altre nazioni a maggioranza musulmana no.

  16. Sì, concordo, parlano persone che “ce l’hanno fatta” nonostante alcune situazioni svantaggiose di partenza, ma penso anche che sia voluto, perché a volte é anche utile dare una spallata ai pregiudizi in questo modo e cioè facendo capire che, fortunatamente, non tutte le persone affette dalla sindrome di Down sono incapaci di una certa autonomia o che molti immigrati africani hanno saputo integrarsi tanto per fare degli esempi. La caccia alle streghe nasce proprio dall’incapacità di allargare gli orizzonti e di vedere le sfumature.

  17. E ti pare poco?. Ma guarda che nei paesi a maggioranza mussulmana non sono dolci con le altre religioni.

  18. Perché noi siamo dolci con loro ?!?! Ogni volta che apre una moschea insorge tutte la città se non tutta la nazione. E bada bene che non voglio difendere certi estremisti islamici, ma solo dire che si sta decisamente esagerando con le critiche nei confronti di quella religione. Cerco solo di sottolineare che un conto sono le scelte di certi politici e politiche nazionali, un conto é come vivono milioni di musulmani nel mondo che a volte hanno persino scelto di fuggire in nazioni più laiche per vivere più liberamente la propria religione senza essere controllati dal governo.

  19. Bellissimo post, non conoscevo questo programma e i video che avete postato mi hanno commosso, fatto sorridere e riflettere. Grazie !

  20. Si, siamo troppo garantisti. Ed è questo il primo passo perché un certo tipo di civiltà e cultura (la nostra )decada. Io non mi voglio proprio scusare perché un crocefisso possa urtare qualche bambino islamico o cambiare il nome di Natale nella festa delle luci. Sono piedi messi in faccia. Voglio le stesse libertà che garantiamo noi qui a tutti, nei loro paesi e poi ne parliamo. Ma perché devo essere tollerante con jna cultura che ha dato i natali agli estremisti islamici che ci vogliono solo far saltare per aria mentre siamo seduti al bar, ad un concerto o su un mezzo di trasporto. Per me la loro religione è incompatibile con la nostra cultura. E non mi pare che mi devo giustificare con qualcuno se dico che prima di tutto voglio difendere la nostra cultura.

  21. Non sei obbligata a giustificarti, ma quando fai notare che la loro cultura ha dato vita agli estremisti islamici, ricordati solo che la nostra ha dato vita al fascismo e alla mafia….e non credo che tu identifichi né nell’uno né nell’altro. Così come la stragrande maggioranza dei musulmani abborrono gli estremismi.

  22. Ti prego… mafia e fascismo non hanno a che vedere con la nostra religione. (E ci tengo a precisare che sono anticlericale). La mafia poi, intesa come associazione a delinquere esiste ovunque nel mondo e non sto parlando degli italo americani. E i regimi dittatoriali come il fascismo idem. Sono aspetti legati alla natura dell’uomo. Che a volte vengono debellati, a volte ritornano. Ma sono ufficialmente condannati. Molti degli assunti dell’islam sono troppo distanti dalla nostra cultura e non siamo noi a doverci adattare a loro a casa nostra. Gli esempi che ti ho fatto prima sono esempi lampanti di quanto stiamo andando nella direzione errata.

  23. Le persone dovrebbero informarsi maggiormente sulla cultura rom prima di parlare e di accusare di pregiudizio. La cultura rom non è certamente quella del lavoro… ecco. È quella del nomadismo e della mendicanza. Tante cose mi sono state spiegate proprio da rumeni, non rom, in quanto in Romania convivono rumeni e Rom, questi ultimi temuti e mal visti in primis in Romania stessa da parte dei rumeni non rom.

  24. Si noi siamo dolci con loro eccome, la nostra costituzione riconosce già la legittimità di TUTTI i culti, rispetto ai quali non possono sussistere discriminazioni di sorta, e questo basta a proteggerli, ma noi ovviamente dobbiamo spingerci più in là e costruire loro moschee e luoghi di culto (dove non sono obbligati ancora a parlare l’italiano, lingua del nostro paese, che comunque piaccia o meno per integrarti qui devi imparare -ci sono donne islamiche in Italia da anni che non sanno una parola di italiano, perché i mariti non consentono: dove sono i servizi sociali quando servono?-), quando avremmo ben altro di cui occuparci. Ecco loro non riconoscono a noi tutti questi diritti e libertà, non accettano pienamente il diverso, noi siamo super garantisti e attenti ai diritti fondamentali di ogni individuo, loro no, non c’è reciprocità nei rapporti. Io ti dico per esperienza diretta che quando tu vai nei paesi a maggioranza islamica TI ADATTI a loro e rispetti, perché altrimenti se non rispetti salti la finestra (ed è pure corretto, in ogni paese in cui vai rispetti costumi e tradizioni). Fatto ciò, puoi anche trovare tanta accoglienza, ospitalità e amicizia, ma sempre alle loro regole e nel rispetto massimo del loro culto. Non ti metti certamente a recitare l’ave Maria per strada senza infastidire qualcuno!! E questo anche nei paesi islamici più aperti rispetto ad altri come il Marocco ad es.!! Ragion per cui essi stessi vedendo qui devono sapere che troveranno una cultura maggioritaria diversa che prevarrà sempre e che loro non possono calpestare, per ragioni storiche e relative alla nostra identità nazionale. No invece ogni tanto ci tocca anche sentire che dobbiamo cancellare qualche tradizione perché potrebbe urtare la loro sensibilità. Scusa ma questa è roba da matti!! Dall’accettare ogni cultura e ogni popolo al cancellare la nostra identità ce ne passa…

  25. Mmh… buonismo a parte, è molto più semplice confezionare un programma del genere per far passare il messaggio voluto, con persone integrate e ”normali”. Peccato che spesso la realtà sia un’altra.
    Il ragazzo africano dice che loro svolgono i lavori che gli italiani non vogliono fare, ma ragazzi scherziamo? In Italia ci son zone depresse con una gran fame e non si rifiuta il lavoro, questa cosa non è vera, si lavora per poco perché c’è ancora una gran crisi e una gran disperazione. Davvero io non capisco chi abbia messo in testa questo concetto agli immigrati (e non solo)!
    Chiaro che poi dare della prostituta a una ragazza nera o non aiutarla con la scelta degli abiti in negozio è un qualcosa di un’ignoranza enorme!

    Riguardo al velo, non è sempre una scelta libera, non raccontiamoci balle! Ci sono famiglie aperte, dove nessuna donna lo usa nella quotidianità (se non la nonna?!), coloro che vestono all’occidentale. Famiglie poi che lasciano questa libertà di scelta con un occhio alla tradizione e famiglie chiuse dove è scontato doverlo usare per non disonorare la famiglia, è una costrizione e giù di violenze se non lo si vuole accettare, chiaro che lo si indossa e basta a quel punto. E queste famiglie non sono poche, anzi… il discorso vale sia nei paesi islamici che per gli immigrati in Italia. Semplicemente queste interviste non sono obiettive e reali! Non si può mettere il cartello ”è una libera scelta”, perché questa è disinformazione. Lo è per alcuni, è una scelta obbligata per molti altri.

    Sui Rom non saprei nemmeno da
    Dove iniziare perché ne hanno sparate di così grosse che anche il commento è inutile 😀

    Per quanto riguarda tutte le altre categorie niente da dire, mi hanno intenerito e fatto sorridere tutti quanti, con la loro forza sono un grande esempio. I ragazzi con la sindrome di Dawn hanno dato delle risposte così sagge e lucide, peccato che non tutti i ragazzi nati con la malattia siano tanto presenti mentalmente e così sereni. E sulle persone affette da nanismo mi chiedo: ma cosa c’è da ridere? Ma la gente non si rende conto di quanto può ferire con una risatina? Mah, questa si che è ignoranza, non certo ammettere che in effetti i rom qualche furterello lo fanno volentieri

  26. E’ lo scotto da pagare per volere una società laica. Che volente o nolente protegge anche noi da molti estremismi cattolici del passato. Per quanto riguarda il parlare l’italiano io vivo all’estero e ti posso garantire per esperienza diretta che molti italiani emigrati negli ultimi anni vivono confinati in comunità chiuse e non parlano una parola della lingua locale, si fanno visitare solo da medici italiani e pretendono di trovare servizi adatti alla nostra cultura. Il discorso delle moschee é delicato, sono d’accordo, ma mi chiedo anche perché, se sono tanti, non possano pregare in maniera decorosa e tutti insieme. Dove vivo ad esempio c’é una comunità importante di inglesi e e ci sono diverse chiese dal culto anglicano, ma nessuno si é sognato di criticarne la costruzione.
    Infine, certo, liberi loro liberi noi, quindi concordo con te sul fatto che anche le nostre tradizioni vadano rispettate, ma quei discorsi fanno parte dell’ignoranza umana e non dovrebbero oltrepassare la porta del bar sport. Purtroppo in Italia non é così e se ne sentono di tutti i colori, anche da parte di certi politici….

  27. Anche gli estremismi fanno parte della natura umana e ci sono stati e ci sono tutt’ora anche nel mondo cristiano. E il discorso del terrorismo islamico poi è legato sopratutto a movimenti politici che sfruttano l’islam più che alla religione stessa (mi occupo per lavoro anche di ragazzi radicalizzati, quindi ho una visione piuttosto da vicino del problema).
    Concordo poi pienamente con te sul fatto che il rispetto deve valere per tutti (tu puoi pregare da noi o mettere il velo ma il crocefisso lo posso portare quando vuoi senza che tuo figlio si senta offeso). Ma davvero non riesco a capire quali sono gli aspetti dell’islam, inteso ovviamente quello non fondamentalisa, che secondo te sono incompatibili con il convivere in pace tutti insieme.

  28. Non riesci a capire? Allora vuol dire che tu per prima non conosci l’Islam.
    Gli aspetti più importanti dell’ Islam sono incostituzionali:
    – pena di morte.. Da noi non è prevista la pena di morte, mai. Questi qui la prevedono per apostasia, adulterio e omosessualità. Ti sembra poco?
    – superiorità dell’uomo sulla donna.
    – la poligamia.
    Mi basta e mi avanza per dirti che dobbiamo far rispettare la nostra costituzione che sancisce la libertà di religione nella misura in cui questa religione non violi il nostro ordinamento giuridico.
    Ecco la misura in cui non sono compatibili con noi.
    Tu vuoi come accade in Gran Bretagna, delle corti islamiche che giudicano i cittadini musulmani ma prima di tutto britannici in base alla Sharia?
    Io proprio no.

  29. Penso di conoscerlo abbastanza per sapere che i tre argomenti che citi sono ampiamente discussi anche nel mondo musulmano. Ci sono nazioni a maggioranza musulmana hanno vietato espressamente alcuni o tutte e tre i punti che citi e dal punto di vista strettamente intellettuale ci sono molti musulmano studiosi dell’Islam che li hanno rimesso in questione più e più volte. Che poi siano situazioni più frequenti che nel mondo cristiano moderno é chiaramente un fatto. Ma ci sono anche moltissimi nusulmani “moderati”, specie tra quello che vivono in Europa, che ricusano questi tre concetti.

  30. Possono ricusarle quanto ti pare, ma questo è a tutt’oggi l’Islam. Quindi fino a quando esisteranno tali interpretazioni (letterali) del Corano, l’Islam di fatto è incompatibile con noi. Quindi non capisco cosa non ti è chiaro.
    Basta andare a leggere la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo nel 1981. Leggi Sharia da tutte le parti. Non esiste integrazione. Possiamo solo soccombere.
    E non è mia intenzione.

  31. Bene, mi sembra inutile continuare a discuterne, hai un punto di vista che non corrisponde al mio. Non sei l’unica e non sarò certo io a farti cambiare idea. Non so cosa immagini sarebbe giusto fare dei musulmani che già vivono in Europa e forse non voglio nemmeno immaginarlo….

  32. Sto esponendo dei fatti. Ti piace pensare ai musulmani moderati? Esiste un Islam diverso dove non vieni condannato a morte per bestemmia o se sei gay? Dove una donna non può sposare se non un musulmano? Non mi pare. Tutto questo è compatibile con la nostra costituzione, emblema della nostra cultura? No mi pare. Quindi di che punto di vista parliamo? Non esiste un punto di vista. Io mi baso su ciò che è scritto nero su bianco. Ti ripeto. Leggiti a dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo. Se vincerà la nostra cultura occidentale e laica, non avremo un islam moderato. Semplicemente verrà dimenticato. E me lo auguro, davvero. Ma al momento ci vivono dentro casa, e siamo arrivati a coprire le statue con i nudi femminili in Campidoglio per non offendere i loro esponenti “politici”.
    Questi sono fatti.
    Non opinioni.

  33. Dire che mai un rom è stato accusato è la cosa più assurda che abbia mai sentito, ma che lavoro pensavo che facciamo noi che leggiamo? Fra noi ci sono polizziotti, avvocati, giudici, assistenti sociali per citare qualcuno e sappiamo bene che in tribunale se non ci vanno è perchè non si fanno trovare più

  34. Riguardo ai trans purtroppo è vero che la prostituzione per loro è spesso l’unico triste modo per mettere dei soldi in tasca, vengono troppo discriminati da gente ignorante che se non sa “catalogare” allora rifiuta ogni contatto. Per il velo: vero è che molte lo mettono liberamente perchè è da quando sono nate che si sono abituate all’idea, ma di tutte le ragazze uccise dai padri perchè troppo occidentalizzate ne vogliamo parlare? Dei rom che fanno prostituire i figli a 6 anni (visto a le iene) pur di guadagnare, ne vogliamo parlare?

  35. Ah dimenticavo “i napoletani non hanno voglia di lavorare”. Siamo la prima provincia italiana per numero di espatriati ed emigrati verso il nord per lavorare. Vado all’estero e i baristi, i medici, gli avvocati napoletani e campani sono a migliaia. Questo dato della prima provincia è da me letto ogni anno sul sole 24 ore. Non confondiamo mille camorristi con 3 milioni di Napoli e provincia. Grazie

  36. Si, in Italia ci sono zone economicamente depresse, come la mia, dove si fa i baristi 13 ore al giorno per 800 euro al mese. Basta chiedere a loro. Baci

  37. Partendo dalla premessa che questo programma non riflette la realtà per molti degli esempi presentati, ha il lato positivo di far vedere che non è sempre una sciagura essere diversi che anche se lentamente si sta andando nella giusta direzione nell’accettare chi non entra nello stampino. Secondo me può far capire che c’è sempre una persona dietro allo stereotipo e che bisogna considerare le persone come individui “buoni e/o cattivi”, però è anche vero che la cultura, l’educazione e la famiglia influiscono tantissimo sulla formazione del carattere di una persona, quindi ci sono tratti che accomunano etnie e gruppi religiosi. Un’altro tratto bello del programma è che secondo me risponde almeno in parte alle domande scomode che tanta gente vorrebbe fare, magari appunto solo per curiosità e per meglio capire le persone che sono diverse da noi. Alcune è vero sono veramente ignobili, tipo “obbligheresti tua figlia ad indossare il velo”, ovviamente in una famiglia musulmana si seguono le tradizioni musulmane, la bimba musulmana indosserà il velo come la bimba cattolica è obbligata ad andare al catechismo e a fare la prima comunione, non conosco nessuna famiglia cattolica che ha chiesto ai figli se volevano andare in chiesa o no. La differenza sta nel fatto che crescendo uno è poi libero di scegliere se praticare o meno …

    Sono rimasta un po’ delusa dal fatto che un disabile possa sentirsi offeso perchè gli viene offerto di passare davanti alla fila, personalmente se vedo una persona che è meno abile di me e fa fatica a stare in fila per 20 minuti al supermercato, se sono anziani, in cinta, hanno una gamba rotta o che (o in generale anche se sono in coda con una patata e io ho il carrello colmo) li faccio passare avanti o offro il posto sul treno, mi sembra il minimo della cortesia, non un atto di pietismo, non mi aspetto una medaglia o nemmeno un grazie.

  38. Scusami ma in Gran Bretagna non esiste la Sharia stai scherzando??? Da quando in qua i cittadini britannici vengono giudicati dai tribunali religiosi musulmani? Esiste solo ed esclusivamente la legge britannica. Se un musulmano o un cittadino inglese commette un reato è giudicato dal sistema legale britannico mai e poi mai da un tribunale religioso. La Sharia è stata incorporata nella legge britannica solo per quanto riguarda i prestiti di denaro che devono essere a norma e la vendita di prodotti halal. La legge britannica non riconosce nemmeno i matrimoni contratti con la legge Sharia figuriamoci altro… Ti dò ragione su molto di quello che hai detto ma non esageriamo.

  39. Non ho parlato di Sharia. Ma di Corte Islamica che decide come per un tribunale ebraico su questioni finanziarie, ereditarie, e diritto matrimoniale o di lavoro tra islamici. Hai ragione nel dire che la Legge Britannica è quella riconosciuta, ma in questi arbitrati secondo te, quante volte le parti coinvolte esercitano il diritto di ricusare le “sentenze”? Secondo te quante volte ad una donna islamica in materia di eredità e divorzio consentono di rigettare le decisioni prese presso le corti islamiche? Secondo me, molto meno di quanto vorrebbero. Le informazioni le ho prese dal Corriere. No da pizza efichipuntonet. Lo so, sembrano cose assurde ma sono vere..

  40. Scusa vivo in UK da 22 anni, la Sharia è la legge islamica. E’ vero che è stata integrata nella legge britannica per le ragioni che dici tu a parte il divorzio e il matrimonio che non sono riconosciuti. E’ anche vero che ci sono comunità musulmane molto tradizionaliste e ci sono corti Sharia in queste comunità, ti garantisco però che sono illegali e che i decreti non sono riconosciuti dalla legge britannica e sono un problema appunto perchè sono illegali e come tali sono condannate. Poi se mi vieni a parlare delle pressioni di queste comunità ad aderire alle loro leggi piuttosto che a quelle britanniche ti dò ragione. Ma che in UK si condoni una legge diversa da quella britannica non è vero. La maggioranza dei musulmani in UK è perfettamente felice di vivere in una società di stile occidentale pur mantenendo le loro tradizioni le donne portano il velo ma sono medici, avvocati, poliziotti e donne di carriera, ne conosco tante. Inoltre lo stesso sindaco di Londra è musulmano. Con questo non voglio dire che non ci siano estremisti e fondamentalisti in UK, anzi, siamo in allarme giallo per attacchi terroristici e credimi non si è mai tranquilli prendere la metropolitana tutti i giorni per andare al lavoro o trovarsi in posti affollati però a livello culturale non è una situazione Orwelliana, credimi.

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