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TEST & TRICKS

Come primo look abbiamo realizzato qualcosa di soft, un make-up adatto alla vita di tutti i giorni.

cliomakeup-recensione-green-me-eyeshadow-palette-Kiko-Milano-11Kiko Green me Eyeshadow Palette in Feisty Saffron, fotografia realizzata con luce naturale.

cliomakeup-recensione-green-me-eyeshadow-palette-Kiko-Milano-12Kiko Green me Eyeshadow Palette in Feisty Saffron, fotografia realizzata con luce artificiale.

Per realizzarlo abbiamo steso le tonalità della prima fila: sono tutti colori pescati e aranciati, perfetti per enfatizzare le prime abbronzature primaverili. Sotto l’arcata sopracciliare e nell’angolo interno abbiamo utilizzato il primo colore ma, come potete notare, è praticamente trasparente.

cliomakeup-recensione-green-me-eyeshadow-palette-Kiko-Milano-13Kiko Green me Eyeshadow Palette in Feisty Saffron, fotografia realizzata con luce naturale

cliomakeup-recensione-green-me-eyeshadow-palette-Kiko-Milano-14Kiko Green me Eyeshadow Palette in Feisty Saffron, fotografia realizzata con luce naturale

Per realizzare questo secondo trucco abbiamo utilizzato tonalità più decise, sfumando sempre la prima fila delle tonalità più naturali e pescate con i colori dell’ultima fila, metallizzati e carichi, per definire lo sguardo.

Come anticipato i colori si prelevano abbastanza facilmente e non tendono a creare molto fall out ma, sulla palpebra, è molto difficile renderli intensi così come si presentano nella palette: occorre stratificare molto il prodotto e, in certi casi, le tonalità si mischiano tra loro ed è difficile riuscire ad ottenere un risultato ottimale.

cliomakeup-recensione-green-me-eyeshadow-palette-Kiko-Milano-15Kiko Green me Eyeshadow Palette in Feisty Saffron, fotografia realizzata con luce artificiale.

Ed ecco qui una variante del make-up precedente: abbiamo aggiunto una linea di eye-liner nero e un’altra abbondante passata di mascara per definire lo sguardo e renderlo più felino e accattivante.

La durata per noi è discreta: resistono qualche ora anche senza l’ausilio del primer. La selezione colori poi, è di tendenza e ci piace molto.

TIPS & TRICKS

Lo sapete che gli ombretti metallizzati risaltano ancora di più se applicati bagnati? Basta inumidire il pennello con dell’acqua termale o un fissante per il make-up, prelevare la giusta quantità di prodotto dalla palette, et voilà il gioco è fatto! Gli ombretti applicati risulteranno molto più pigmentati e il colore metallico e vibrante.

Se invece non volete perdere tempo vi consigliamo di utilizzare gli ombretti metallizzati ma in versione liquida: generalmente hanno un’intensità maggiore ma devono essere stesi più velocemente in quanto si asciugano in fretta!

Dove state andando? Non abbiamo ancora finito! Passate alla prossima pagina per leggere la conclusione e le considerazioni finali!

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15 COMMENTI

  1. Io ci sono caduta 🙁 volevo una palettina dai colori pescati economica, stavo guardandone un’altra sempre di KiKo che ho sul verde (buona) ma mi sono lasciata intortare dalla commessa. Almeno non è troppo cara…

  2. Io ce l’ho e mi ci trovo bene: al mattino non posso perdere le ore a sfumare, per cui gli ombretti pigmentati li riservo al tempo libero (cfr.: la Peachy Mattes di Too Faced). Con questa palette realizzo dei trucchi leggeri e sobri, da ufficio, per dare luce allo sguardo senza esagerare.
    Per ovviare alla scarsa durata basta applicare prima un buon primer, ed il trucco regge fino a sera.

  3. Kiko da un po’ non ne azzecca una! P.s.: l’occhio credo sia di Cristina del Team……di nuovo benvenuta!

  4. Vallo a chiedere alle rompi@@@@oni di Facebook, che criticavano il fatto che le recensioni le facesse Silvia.

  5. ma chi è che criticava le recensioni di Silvia??? è bravissima e realizza dei makeup bellissimi, a me piaceva tantissimo lei! (nulla togliere a – credo – Cristina, che ha degli occhi molto belli)

  6. ho visto questa palettina in negozio ma sinceramente mi ispirava più l’altra, quella con i toni nudes.
    Non ho avuto però modo di swatcharla, complice il fatto che ho decisamente troppe palettes di ombretti in questo periodo 🙁
    a me ad occhio comunque ricordava tanto una Hudina..

  7. Purtroppo a differenza del blog dove di solito si riesce a discutere in toni civili e costruttivi, nella pagina di Clio su Facebook abbondano le utenti cafone, che criticano pressoché ogni cosa del blog di Clio, spesso pure in toni offensivi, che di costruttivo non hanno un piffero.
    Praticamente avevano da ridire sul fatto che a fare le recensioni fosse solo Silvia, e che questo non andasse bene perché: 1) Silvia ha la pelle chiara e non rappresenta chi ce l’ha più scura; 2) Silvia ha poche occhiaie e quindi quando le camuffa non è di aiuto per chi le ha più evidenti.
    Quando ho voglia di fare un po’ di nervi, mi basta dare un’occhiata su FB, e sono subito accontentata.
    Io dico: piuttosto che offendere e criticare, perché non se lo aprono loro un blog? così la finiscono di rosicare.
    Hanno proprio rotto.

  8. non ho veramente parole.
    non è la prima volta che vedo roba simile, anche ai tempi di una recensione di un fondo particolarmente coprente (non ricordo se il Dermablend o un altro), lessi dei commenti veramente sgradevoli – per non dire cafonazzi – all’indirizzo di Silvia che aveva fatto da tester per quel fondo, rea di avere una qualche imperfezione sul viso.
    ci rimasi veramente male all’epoca, al punto da arrivare a segnalare i commenti più atroci.
    a certi soggettoni andrebbe veramente tolto l’uso di internet, che purtroppo permette anche a ignorantoni e cafonazzi di cui sopra, di esprimere le proprie opinioni mai assolutamente richieste.

  9. Sono insopportabili. Il cervello non lo hanno avuto in dotazione alla nascita. Se poi sbirci nei loro profili puoi solo vedere quanto siano bimbeminkia.

  10. il problema è che parecchie volte a fare ‘ste figure barbine e a scrivere min*iate colossali sono pure tizie di una certa età, non solo ragazze o ragazzine.
    ovviamente però, con un cervello (qualora l’avessero) fermo all’età anagrafica di 1 anno e mezzo -_-

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