“Lasciate ogni speranza voi che entrate”: ci verrebbe da iniziare così questo post. Sì, perché il sentimento più forte che abbiamo provato è proprio quello della disperazione, nel momento in cui abbiamo letto i post de Il Signor Distruggere – pagina FB/fenomeno virale che si è anche aggiudicato un meritato premio Macchia Nera alla Festa della Rete.

Per chi non conoscesse questa pagina, Il Signor Distruggere si tratta di una piattaforma su cui vengono condivisi screenshot presi da gruppi chiusi e pagine Facebook molto seguite, dedicate a una certa forma, anche abbastanza definita, di maternità.

Parliamo di donne, infatti, che dimostrano di non avere alcun tipo di contatto sociale al di fuori del proprio più ristretto nucleo famigliare – fatta eccezione per quello virtuale con altre “mamme pancine”, ovvero gli altri membri di questi gruppi online. Sono donne che non si concedono passioni o ambizioni che non siano la maternità stessa e che, quindi, non avendo stimoli esterni, sviluppano una forte morbosità verso il loro ruolo e, spesso, il loro pargolo.

Ecco che allora i figli di quasi 10 anni vengono descritti come “bimbi di 117 mesi”, che bambini piccoli vengono invitati a defecare per terra, come fossero cuccioli di animale, pur di non farli allontanare troppo da sé, ed ecco che il ciclo mestruale diventa un aborto mensile che provoca depressione e disagio.

Abbiamo sentito l’esigenza e l’urgenza di denunciare alcuni comportamenti e certe credenze, nella speranza che l’informazione sia ancora una volta un antidoto per un fenomeno che è figlio di un’ignoranza che noi stesse… non possiamo più ignorare.

ClioMakeUp-signor-distruggere-mamme-pancine-facebook-gruppi-maternita-mestruazioni-post-3Ebbene sì, Lysa Arryn è una potenziale mamma pancina!

PERCHÈ VI PARLIAMO DELLE MAMME PANCINE

Quello che appare come lampante è che questa situazione, evidentemente reale e importante, sia frutto del retaggio di una società maschilista e patriarcale che continua a fare vittime. Innanzitutto perché questo tipo di ignoranza che rifiuta consulti medici e non ha alcuna fiducia nella scienza e nel parere di chi è non-mamma, è proprio prerogativa femminile. 

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Non vogliamo, quindi, fare ironia su quanto scritto da queste persone, ma vorremmo sfatare qualche mito e magari, foss’anche indirettamente, arrivare alle donne che provano questi disagi – che sarebbero, in circostanze diverse, tranquillamente evitabili.

Sarebbe bello, insomma, che il circolo che si è creato, di madre in futura madre, si interrompesse grazie alla presa di coscienza che le donne sono innanzitutto persone con lo stesso diritto e dovere degli uomini di partecipare alla vita sociale e famigliare, come individui.

Pensiamo, infatti, che l’ignoranza – che ci viene da definire “antica” – nella quale vivono queste mamme, possa essere combattuta con l’educazione. Educazione che, evidentemente, attualmente è insufficiente. Non solo in quel tessuto sociale che manifesta non pochi disagi, ma anche in quello a cui ci sentiamo più vicine: pensate a quali sarebbero le vostre conoscenze su temi quali la sessualità se vi doveste basare unicamente sulle informazioni che ricevute durante la scuola dell’obbligo. Un po’ pochine, non è vero?

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Il fatto, per esempio, che gli uomini nel 2017, vengano ancora tenuti all’oscuro del funzionamento del ciclo e della pillola anticoncezionale – fatta eccezione forse per un paio di lezioni di scienze a scuola – alimenta questa mentalità per cui le donne abbiano dei “segreti” da mantenere e un corpo a metà tra il sacro e l’impuro, tra il magico e il disgustoso.

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Ma veniamo a noi. Vi spieghiamo in cosa consistono questi post così tanto allarmanti.

“UNA MAMMA LO SA”: QUANDO IL BIMBO È CONSIDERATO UN CUCCIOLO

Il fatto di vivere probabilmente in una condizione di alienazione sociale fa sì, poi, che inconsapevolmente queste donne sospendano le regole sociali più elementari, istituendone di nuove, invertendo ciò che è normalmente accettato con ciò che potrebbe non esserlo.

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Per esempio: probabilmente siccome passano la maggior parte del loro tempo a pulire i loro bebè, come capita normalmente, ma non avendo alcuno stimolo o rapporto fuori da questa relazione mamma-figlio, le “mamme pancine” considerano normale il contatto degli altri con i “bisognini” del proprio figlio – da loro percepiti come innocui e parte integrante del loro amato bambino.

ClioMakeUp-signor-distruggere-mamme-pancine-facebook-gruppi-maternita-mestruazioni-post-4Questo è solo uno degli esempi possibili

IL FREE BLEEDING E I “NEMICI DELLA FEMMINILITÀ E DELL’ARMONIA DEL CORPO UMANO”

In alternativa, questa necessità di “ritorno alla natura animale”, viene vissuta anche nei confronti del proprio corpo, come una “liberazione”: ecco perché allora è considerato “molto bello” il cosiddetto “free bleeding”, ovvero la pratica di vivere le mestruazioni senza assorbire il sangue con alcunché – semplicemente sanguinando.

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Ciò poiché gli assorbenti sono vissuti da queste persone come “un’aggiunta artificiale” imposta da una società anti-femminile e anti-materna.

In certi casi, gli assorbenti e la coppetta sono considerati addirittura come una “profanazione”, dal momento che prevedono l’inserimento in vagina.

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Naturalmente, risulta, ai loro occhi, inconcepibile la lamentela verso questa loro pratica di “sanguinolento libero” e coloro che non la comprendono (es. i vicini di casa che trovano tracce di sangue sulle scale del condominio) sono “nemici della femminilità, della voglia di essere donna e dell’armonia del corpo umano”.

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Naturalmente tutta questa libertà di vivere il proprio corpo è contraddetta da un’ossessiva pudicizia anche solo nell’utilizzo di parole che si riferiscono a parti anatomiche o processi naturali: “fiorella”/“orchidea” sta per vagina, “rugiada” per il sangue mestruale, “semino” per lo sperma, “soffio” per “eiaculazione” e così via.

IL CORPO MASCHILE E “LA PARTE PIÙ BRUTTA”

Quella stessa “armonia”, infatti, non è provata nei confronti del corpo maschile e nel rapporto con esso. Lo sperma è qualcosa che la “mamma pancina” percepisce come disgustoso e da evitare.

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Molte dichiarano di “non averlo mai visto” e tutte considerano parte integrante dell’atto sessuale (e, in particolare “la parte più brutta”) il momento in cui si lavano immediatamente dopo l’amplesso – atto per loro indispensabile in quanto corrisponde all’unica forma di contraccezione.

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Tale senso dell’igiene, però mostra anche in questo caso, livelli di morbosità: per esempio, una mamma dichiara aver pulito, immediatamente dopo il sesso, le lenzuola, la testata del letto, la maniglia della porta toccata per andare in bagno e il pavimento del tragitto. Se poi questo dovesse entrare in contatto con una parte del corpo che non è la vagina, per esempio praticando il coito interrotto, il risultato sarebbe non poco disagio e lo sconcerto delle altre “pancine”.

IL FUNZIONAMENTO DEL CORPO FEMMINILE: LE MESTRUAZIONI E LA GRAVIDANZA

Ciò che forse ci ha più sconvolte, però, riguarda il malinteso che dilaga, tra le “pancine”, circa il funzionamento del corpo femminile. Da che cosa consista il ciclo mestruale – “traguardo” che va lautamente festeggiato, per la “gioia” delle spesso imbarazzate figlie “rugiadine” – alla gravidanza stessa, fino al rapporto tra il feto e il resto del corpo.

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In questo caso, la cosa più grave è la sfiducia nei confronti della medicina riconosciuta, sostituita da antiche credenze e superstizioni che creano inutile disagio, fino a gravi traumi.

Un esempio estremo riguarda una mamma che, una volta viste le foto dell’ex fidanzato, teme che possa essere, per somiglianza, il padre di suo figlio. Peccato che i rapporti con lui fossero finiti almeno due anni prima la sua gravidanza. Il timore, quindi, è che il seme dell’ex sia “rimasto dentro” di lei per anni e che si sia “riattivato” durante un rapporto con l’attuale marito. La spiegazione “scientifica” di un’altra utente del gruppo peggiora la situazione: “se la pillola blocca gli ormoni – spiega – potresti aver bloccato quelli del tuo ex e poi, una volta interrotta, questi si siano liberati”.

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Naturalmente lo sperma non è fatto di ormoni e gli spermatozoi in vagina vivono molto poco: da pochi minuti a circa 16 ore – in base al periodo di ovulazione o non ovulazione. Nella cavità peritoneale possono sopravvivere al massimo alcuni giorni.

La pillola, invece, agisce bloccando la sintesi dei due ormoni che causano l’ovulazione – non ha nulla a che fare con gli ormoni del partner. Inoltre, attraverso il muco cervicale e assottigliando endometrio, l’utero della donna che assume la pillola diventa meno adatto all’impianto dell’ovulo, evitando la gravidanza. Tutto qui.

LA “RUGIADA” NON È UN ABORTO: IL TRAUMA DELL’OVULO

Alcune “mamme pancine” vivono, poi, le mestruazioni come un vero e proprio trauma: il sanguinamento rappresenterebbe la mancata gravidanza e, quindi, la morte o lo “spreco” di un “potenziale bambino”. Le mamme in questione fanno coincidere il concetto di quel “bambino possibile” con l’ovulo perso.

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Questa incomprensione del funzionamento del corpo femminile causa in loro un disagio fortissimo che raggiunge anche stati depressivi, proprio come se avessero concepito e perso un bambino – ogni mese.

Ovviamente non è così che funziona e riuscire a comprendere bene i meccanismi potrebbe risparmiare molta frustrazione e paranoie. Nella prossima pagina faremo chiarezza e vi parleremo di altre cose che abbiamo notato leggendo i post condivisi da Il Signor Distruggere: non perdetevela!