CHE COS’È L’ACIDO POLILATTICO?
- Ultimamente si sente molto parlare di acido polilattico, ma di cosa si tratta nello specifico?
- Questo attivo benefico per la pelle è, nello specifico, un polimero dell’acido lattico, una molecola conosciuta per le sue proprietà antiage.
- Oggi quello più conosciuto è il filler all’acido polilattico, ultima frontiera del mondo della medicina estetica.
- A cosa serve l’acido polilattico? Viene impiegato per trattare la perdita di tono, di elasticità e per contrastare l’aspetto delle prime rughe.
- Non solo: la particolarità dell’acido polilattico è che, sebbene sia una molecola di origine sintetica, è biocompatibile e biodegradabile, e assolutamente sicuro per il nostro organismo.
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Ormai usato da diversi anni nel mondo della medicina estetica, è solo ultimamente che se ne sente parlare più spesso come alternativa al classico filler all’acido ialuronico. In realtà, come vedremo, anche se ha una potente funzione antiage, l’acido polilattico lavora in maniera diversa: ma come? Seguiteci qui sotto per scoprire tutto quello che c’è da sapere, a partire dalle sue proprietà, dagli effetti e dal risultato che si può ottenere con questo trattamento di medicina estetica. Cominciamo subito, via col post!
ACIDO POLILATTICO, L’ATTIVO ANTIAGE ULTIMA FRONTIERA DEI TRATTAMENTI ESTETICI
Non è una novità in senso assoluto, visto che questo polimero estratto -sinteticamente- dall’acido lattico è impiegato da decenni in medicina estetica, ma c’è da dire che ultimamente sta vivendo un momento d’oro.

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Sì, perché l’acido polilattico è più virale che mai, complice anche i risultati visibili fino a 24 mesi. Il trattamento di medicina estetica che ne sfrutta i benefici e le proprietà per la pelle è il filler all’acido polilattico: viene quindi eseguito esclusivamente da un medico specializzato, presso uno studio, in condizioni di sicurezza.
A COSA SERVE L’ACIDO POLILATTICO PER LA PELLE?
Ma quindi, come mai è così amato il filler all’acido polilattico? Questo polimero è in grado di combattere i segni dell’invecchiamento, grazie alla sua capacità di stimolare la rigenerazione cellulare. Come agisce?

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L’ACIDO POLILATTICO AGISCE DIRETTAMENTE SUI FIBROBLASTI PER STIMOLARE LA PRODUZIONE DI COLLAGENE
L’acido polilattico stimola i fibroblasti nella produzione di nuovo collagene, il che rende le pelle più soda, elastica e spessa, meno sottile e “cedevole”. Non ha un effetto di riempimento immediato, ma, al contrario, i benefici dell’acido polilattico si vedono nel corso di qualche settimana.

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I risultati sono naturali, per niente artefatti. Ma quando scegliere questo trattamento di medicina estetica? Se sentite che volete migliorare l’aspetto generale della vostra pelle, prevenendo i primi cedimenti e rughe, e aumentando la produzione di collagene con un leggero effetto lifting, allora il filler acido polilattico può essere davvero la scelta azzeccata.
FILLER ACIDO POLILATTICO, COME SI FA E CHI PUÒ ESEGUIRE IL TRATTAMENTO
Il trattamento estetico con l’acido polilattico è da eseguire esclusivamente presso uno studio medico, a opera di un medico specializzato in chirurgia estetica che abbia le qualifiche e i permessi a norma di legge.

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Fatte le dovute premesse, vi starete chiedendo come si fa il filler acido polilattico nel dettaglio, giusto? In questo senso, non ci sono grandi differenze rispetto agli altri trattamenti più “blasonati”: il composto contenente questo prezioso attivo viene iniettato con una siringa e un ago (monouso, ovviamente) insistendo sulle zone dove la pelle necessita maggiori risultati, quindi sulla fronte, sugli zigomi, nella zona dove si formano le prime rughe nella zona perioculare e delle labbra.

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Il filler, comunque, è adatto a tutto il viso, anche se sarà il medico a decidere dove iniettarne una quantità minore o maggiore.
CI SONO DIFFERENZE TRA L’ACIDO IALURONICO E QUELLO POLILATTICO?
Ebbene sì, non si possono proprio paragonare i due trattamenti perché hanno obiettivi molto diversi. Il filler con acido ialuronico, per esempio, ha un effetto di riempimento immediato: serve, quindi, a trattare specialmente le zone senza alcuna densità, svuotate, o che vogliamo liftare in maniera più visibile. Aiuta, quindi, a riequilibrare i volumi del viso.

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Diversamente, il filler all’acido polilattico ha un effetto più naturale e non immediato, visto che stimola i fibroblasti nella produzione di collagene (e questo richiede qualche settimana). Il vantaggio è che dura più a lungo, fino a 24 mesi, mentre nel caso dell’acido ialuronico si può arrivare fino a 12 mesi circa.
ACIDO POLILATTICO EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI DA TENERE A MENTE
Se non siete allergici a un componente presente nel liquido a base di acido polilattico che viene iniettato durante il trattamento filler, non ci sono particolari effetti collaterali da considerare. Dopo le iniezioni possono comparire un leggero gonfiore e indolenzimento dell’area trattata, che scompaiono da soli dopo qualche giorno.

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Più raramente possono comparire piccole irregolarità sottopelle, che vengono rese meno visibili con massaggi ad hoc ma che comunque vanno sottoposte all’attenzione del medico che ha effettuato il trattamento, per un consiglio più mirato.
COME TUTTI I TRATTAMENTI ESTETICI, CI SONO RISCHI, ANCHE SE MINIMI, DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
Per ciò che riguarda le controindicazioni al filler con acido polilattico, queste comprendono come sempre lo stato di gravidanza o allattamento di chi si sottopone al trattamento, così come il soffrire di alcune malattie autoimmuni o condizioni particolari, e la sensibilità o allergia a uno o più dei componenti del filler stesso.
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FONTE:
my-personaltrainer.it

Via Tenor
Eccoci alla fine anche del post di oggi. E voi, avevate mai sentito parlare dell’acido polilattico? Se sì, pensate di provare il trattamento filler? Fateci sapere come sempre cosa ne pensate con un commento sui social, un saluto dal TeamClio!






























































