Ciao ragazze!

Non so se avete notato anche voi, ma da un po’ di tempo a questa parte assistiamo a una vera e propria esplosione di tutto quanto è green: dal cibo bio all’arredo ecofriendly, passando per il turismo e i viaggi ecosostenibili. Pure rossetti, fard, bagnoschiuma, tutti i prodotti per lo skincare e il makeup, i detergenti per il corpo e i capelli non sono esenti da questa nuova (possiamo dirlo?) moda: anche in questi casi si parla molto di eco-bio cosmesi, di brand che vantano il claim “ecologico”, “biologico” e “naturale”.

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Eccomi con una bella maschera ai mirtilli 😉

Ma è proprio qui il punto: è solo un trend, una pura mania, oppure no? Soprattutto quanto c’è di vero? Stiamo seguendo solo miti poco scientifici dati da allarmismi ancora meno sensati? O è davvero una buona abitudine, quella di scegliere sempre l’opzione “naturale”? Ho fatto delle ricerche e sono pronta a rivelarvi tutto quello che c’è da sapere! Se volete scoprirlo… leggete il post!

inci-bio-vegan-siliconi-petrolati-10-clio-naturaUna giornata in mezzo alla natura!

Sembra che l’attenzione per l’universo green sia reale e sincera: tutti vogliamo tutelare noi e ciò che ci circonda. Anche voi vi sarete domandate che cosa contiene la vostra crema per il viso preferita. Probabilmente state attente a leggere gli ingredienti dei cosmetici acquistati per evitare reazioni allergiche o spiacevoli effetti inaspettati della pelle, così come per non danneggiare l’ambiente.

Tuttavia, ho notato anche da alcune vostre domande (anzi grazie per avermi posto la questione!) che c’è una gran confusione. Inci, Parabeni, Petrolati, Sls e Sles, Siliconi… cosa diavolo sono?! No, non sono parolacce: in effetti si calcola che le sostanze conosciute e impiegate nella produzione dei cosmetici sono oltre 6000… Aiuto! Un numero davvero considerevole, non è vero? Ma non voglio spaventarvi! Il fatto è che spesso circolano bufale cosmetiche (come quella del grasso umano nei cosmetici) e vere proprie leggende urbane inutilmente allarmistiche che accrescono la non poca confusione esistente.

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Ho letto recentemente che non è detto che gli ingredienti di derivazione naturale siano senz’altro ‘safe’ per la nostra pelle. Per esempio, gli oli essenziali che spesso sono utilizzati nelle preparazioni naturali “fai da te” sono costituiti da molecole molto piccole e penetranti, perciò occorre fare attenzione: utilizzarne in quantità eccessiva o in purezza potrebbe irritarvi. È sempre bene, quindi, seguire con cura le istruzioni e affidarsi a siti sicuri.

inci-bio-vegan-siliconi-petrolati-17-olio-jojobaOlio di Jojoba

Ebbene è per questo, e da quanto mi avete raccontato, che ho deciso di scrivere questo post. Tranquille non voglio annoiarvi con approfondimenti scientifici che sarebbero per giunta incomprensibili ai non espertissimissimi, però ho studiato a lungo l’argomento! Semplicemente vorrei fare un po’ di chiarezza per evitare spauracchi inutili e aiutarvi a capirci qualcosa!

Bene, ma partiamo dall’inizio! Cercherò di spiegarmi in maniera semplice e chiara a dispetto dell’argomento un po’ astruso. Spero tanto di esservi utile…!!

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Nonostante io il bio preferisca mangiarlo (eheheh!) per l’occasione ho studiato la lezione! 😉

Innanzitutto vorrei dirvi che tutti i prodotti cosmetici (sia naturali che non, badate bene) devono essere conformi alle severe normative europee.

Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, ribadisce che per l’industria cosmetica “la sicurezza dei prodotti e la conseguente tutela della salute dei consumatori rappresentano una priorità assoluta. Le severe leggi europee sui cosmetici prevedono l’esecuzione, su ciascun prodotto, di una apposita valutazione della sua sicurezza ad opera di una persona qualificata ed esperta, prima dell’immissione sul mercato”. L’associazione ha pure creato il sito ABC cosmetici a cui rimanda per avere maggiori informazioni. Vi consiglio di dargli un’occhiata se avete dubbi o domande!

Un po’ più tranquille? La normativa sui cosmetici prevede tre informazioni obbligatorie a cui noi tutte dobbiamo prestare attenzione quando siamo in fase acquisti:

  1. l’elenco degli ingredienti nell’etichetta
  2. la data di durata minima (in termini tecnici si chiama PaO, Period after Opening)
  3. le avvertenze previste dalla legge.

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Simbolo di rinvio al foglio di istruzioni aggiuntivo

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Simbolo PaO, periodo post apertura (con numero e lettera “M” che indicano i mesi entro cui il prodotto aperto può essere usato in tutta sicurezza)

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Elenco ingredienti, INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients)

Arriviamo così al famigerato INCI, l’International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. Si tratta di un codice internazionale che indica i diversi ingredienti di un prodotto, fondamentale al momento degli acquisti.

Ma attenzione, è bene precisare che serve non tanto per valutare la qualità del prodotto – per una simile analisi occorrono gli esperti cosmetologi! – ma per aiutarci a riconoscere solo e soltanto, nella lista degli ingredienti, la presenza di eventuali sostanze a cui magari abbiamo una particolare sensibilità. Infatti, non si deve pensare che solo perché un ingrediente è consentito dalla legge sia allora anche innocuo: dipende, però, dalla pelle di ognuna, perché ci possono essere componenti autorizzati per legge ma che potrebbero essere fonte di allergie e intolleranze. Ebbene sì, anche tra gli ingredienti più naturali.
Ciononostante, o ribadisco, la lettura dell’INCI non è abbastanza per capire come funziona un prodotto.

Tuttavia, l’elenco degli ingredienti, potrebbe essere interessante e utile se sapete di avere una pelle sensibile e delicata, ma soprattutto se si ha a che fare coi bambini piccoli, con in quali è meglio evitare ingredienti aggressivi per la loro pelle delicata. Ma, attenzione! Aggressivo non è sinonimo di chimico! È sempre bene lasciar stare il “fai da te” e chiedere al pediatra o al farmacista cosa sia meglio usare.

inci-bio-vegan-siliconi-petrolati-14-gwyneth-paltrowGwyneth Paltrow con la primogenita Apple al Live 8 del 2005 (Getty Images)

Cerchiamo di capire, comunque, come si legge questo famigerato INCI! Il primo degli ingredienti che compare nella lista del singolo prodotto è anche quello presente in quantità maggiore, e via via sono indicati gli altri ingredienti con concentrazioni inferiori.

Un problema non da poco nella lettura dell’INCI è che i nomi degli ingredienti sono spesso indecifrabili:

  • i nomi in latino sono i nomi originali botanici, indicano gli ingredienti di origine vegetale
  • i nomi in inglese (la maggioranza) indicano le sostanze che hanno subito una trasformazione chimica
  • i coloranti sono scritti con la sigla CI (Colour Index) seguita dal numero identificativo.

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Per districarci in tutto ciò, ci viene in aiuto il Biodizionario, un sito famosissimo realizzato dal chimico industriale Fabrizio Zago dove basta cercare l’INCI che ci interessa per scoprire se il cosmetico che lo contiene è ecosostenibile con l’ambiente, con gli animali e naturalmente con il nostro corpo :-D.

La classificazione è fatta con semafori:

  • 2 pallini verdi: promosso
  • un pallino verde: accettabile
  • un pallino giallo: utilizzabile con cautela (soprattutto se il componente è alla fine della lista, cioè presente con una percentuale minore)
  • un pallino rosso: sconsigliato (a meno che sia l’unico componente in rosso o alla fine della lista)
  • 2 pallini rossi: inaccettabile, da evitare assolutamente.

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Lettera “P” nel Biodizionario per lettura INCI

Mi sento di dirvi… attenzione e buon senso, sempre!!! Se un prodotto contiene un ingrediente col pallino rosso all’inizio della lista è certamente molto più grave che non se si trova alla fine! E, comunque, i criteri usati per indicare se un prodotto è “promosso” o “da evitare” sono appunto criteri che seguono una filosofia green, ecosostenibile e naturale… non la loro efficacia (es. effettivamente cura l’acne).

Lo stesso Zago, comunque, ammette che tutto sia relativo. Per es. il Bitrex (Denatonium Benzoate) che è una “brutta” molecola sintetica ha però una funzione d’uso rilevante perché impedisce l’ingestione dei prodotti da parte dei bambini e di non vedenti, perciò, a suo parere, è una sostanza da consigliare.
Infine, vi ricordo che a oggi non esiste un’unica definizione per i cosmetici green (che sono accomunati agli altri cosmetici), quindi non c’è neanche una normativa specifica a cui fare riferimento, anche se si sta tentando di definire un unico criterio standard per classificare i cosmetici bio e naturali valido in tutto il mondo

Ragazze, siamo solo all’inizio. Nella prossima pagina vi racconto tutto quello che ho studiato sugli ingredienti più “temuti”: petrolati e parabeni sono davvero il male? E il famigerato silicone è davvero un ingrediente da evitare come la peste? Scopritelo passando a pagina 2!!