COME VENDERE VESTITI USATI ONLINE?

  1. Vendere online gli abiti che non si usano più è un’ottima soluzione per arrotondare e far girare la moda.
  2. È anche un’idea per facilitare il decluttering stagionale e riordinare l’armadio.
  3. Esistono da sempre i cosiddetti mercatini delle pulci, ma con il web si sono create tante soluzioni per la compravendita online di capi, scarpe e accessori usati.
  4. L’abbigliamento che vogliamo vendere deve essere in buone condizioni: lavato, stirato, non infeltrito o scolorito e senza buchi, strappi e macchie.

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Settembre è arrivato, il che significa che si sta avvicinando quel momento dell’anno… Il cambio dell’armadio! Non deve però essere necessariamente uno stress, ma può diventare l’occasione di cui approfittare per un cambio di stile e per guadagnare anche qualche soldino. Sì, perché per fare il cambio dell’armadio si può andare oltre la tradizionale “pulizia” che ci vede buttare l’abbigliamento che non usiamo. Possiamo vendere i nostri abiti online! Curiose di scoprire di più? Allora continuate a leggere il post!

VENDERE I VECCHI VESTITI: TUTTI GLI ASPETTI POSITIVI

Non lo metto, ma non si sa mai… Potrebbe servire“. Quanta roba abbiamo conservato nell’armadio con questa scusa? E quanti di quei capi sono effettivamente serviti e stati indossati di nuovo? Nessuno. Forse, in parecchi anni, uno o due al massimo…

È vero che la moda è ciclica e ritorna, ma è anche vero che se un maglione o una giacca che abbiamo nell’armadio non vede la luce dal 2000, forse è il caso di darla a qualcuno che potrebbe apprezzarla più di noi.

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L’opzione di dare in beneficenza è sempre una validissima scelta; le organizzazioni serie e riconosciute che si occupano di ritirare e donare i capi d’abbigliamento a chi ne ha bisogno, sono diverse e funzionano bene.


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VENDERE I VESTITI CHE NON SI INDOSSANO AIUTA A FARE SPAZIO E AD ARROTONDARE

Così come ci si può rivolgere ai cari vecchi mercatini dell’usato, che con il tempo si sono anche digitalizzati, dando la possibilità di monitorare le vendite dei propri oggetti e capi d’abbigliamento tramite siti e applicazioni.

cliomakeup-come-vendere-vestiti-usati-online-app-mercatino-riùI franchising Mercatino e Usato Firmato permettono di monitorare le vendite degli oggetti lasciati in conto vendita attraverso l’app Riù

C’è poi ovviamente Ebay, che da ormai 20 anni permette la compravendita di articoli sia nuovi che di seconda mano. E si sono sviluppate tante altre realtà online, pensate sempre per mettere in contatto venditori privati e potenziali acquirenti.

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Un esempio recente è il Facebook Marketplace, ideato con l’obiettivo di creare una sorta di “mercatino di quartiere”, mettendo in contatto i privati che già da tempo facevano compravendite nei gruppi del social network di Zuckerberg. Tuttavia il marketplace di Facebook è veramente pieno di articoli e si rischia di non essere trovati da tutti.

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Credits: firstpost.com

Ma allora dove vendere in maniera efficace quei preziosi vestiti un tempo tanto amati e ora inutilizzati? Beh, si possono provare applicazioni e siti web pensati soprattutto per la vendita di abbigliamento. 😉

#1 DEPOP: L’ APP USATA ANCHE DALLE CELEB

Partiamo con Depop, idea tutta made in Italy sviluppata nell’incubatore H-Farm in Veneto. Semplice da usare, è utilizzata ormai ovunque e mira anche ad espandersi anche negli USA. Tra gli utilizzatori con più follower ci sono Chiara Ferragni, Alessia Marcuzzi e Bianca Balti. Questo però non significa che si tratta di una app solo per celeb o per fashion addicted.

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Credits: ilovetech.it

Chiunque può vendere abiti, scarpe, accessori, ma anche articoli sportivi, libri, oggetti di vario genere. Tuttavia, pur essendoci le categorie “tecnologia”, “musica” e simili, facendo un giretto nell’app si nota come sia l’abbigliamento ad andare per la maggiore.

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Credits: thegoodwebguide.co.uk

Come si fa a vendere tramite Depop? È sufficiente iscriversi e scattare foto che colpiscano e mostrino i dettagli del capo che si vuole vendere. Importante è non prendere immagini da Internet e soprattutto provare l’originalità del prodotto. Bisogna poi scrivere la descrizione contenente anche taglia ed eventuali difetti, indicare il prezzo, le spese di spedizione e corredare il tutto con pochi tag identificativi. Depop prende il 10% di commissioni sulle vendite, mentre per le transazioni è necessario collegare un account PayPal.

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Non volete né vendere né acquistare? Potete scambiare! Depop prevede anche questa opzione, che va segnalata quando si carica il prodotto. L’aspetto “negativo” è che non è detto troviate prodotti di vostro interesse disponibili per lo scambio.

cliomakeup-come-vendere-vestiti-usati-ragazze-fanno-swapSe l’idea del baratto di abiti vi piace, potreste partecipare o organizzare uno swap party! È un trend arrivato qualche anno fa dagli USA e vede l’organizzazione di eventi in cui donne più o meno coetanee, si scambiano vestiti (solitamente firmati)

#2 SHPOCK: “SHOP IN YOUR POCKET” PER VENDERE NELLE VICINANZE

Dall’Italia voliamo in Germania, dov’è nata Shpock, Shop in your Pocket, cioè negozio nella vostra tasca. È abbastanza simile a Depop come impostazione, ma fin da subito ha coperto una gamma di prodotti più ampia: su Shpock si possono trovare in vendita anche automobili, motociclette e immobili!

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Questo aspetto non causa però disordine e confusione, perché l’app è intuitiva e le categorie sono bene organizzate. Anche questa applicazione funziona in tutta Europa, ma è nata per la compravendita “in zona”; gli articoli in vendita vengono mostrati di default in base alla geo-localizzazione del compratore.

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Ragazze, non è finita qui! A pagina 2 vi raccontiamo alcuni siti dedicati esclusivamente alla vendita di abbigliamento e vi diamo qualche tips per la vendita dei vostri capi. Continuate a leggere!

12 COMMENTI

  1. Saranno almeno 10 anni che vendo i miei vestiti usati. Non ho capi firmati, quindi il mercatino sotto casa va più che bene, anche perché ritira oggetti vari e non solo abbigliamento, quindi ne approfitto per portarci anche casalinghi ecc…. Io ci guadagno qualche soldino e i miei capi hanno una seconda vita.

  2. Sono mille anni che provo a vendere diverse paia di scarpe su Shpock e Subito, ma non mi fila nessuno se non perditempo nonostante in annuncio dica proprio “no perditempo e no baratto”. Perché c’è chi vuole barattare e soprattutto a livelli assurdi. Per un mio paio di scarpe firmate e in ottimo stato, una ragazza mi ha chiesto se volevo una canottiera da mercato del valore di pochi €. Ma ci sei o ci fai? Mi stai prendendo in giro????? Che faccia tosta hai?
    Quindi sono “disperata” perché non so come fare, ho un bel po di soldoni che potrei avere in tasca, invece nulla.

  3. Non ho mai provato a vendere vestiti online, piu’ che altro non ci ho mai pensato. Ho sempre messo tutto dentro degli scatoloni e lasciati a chi di dovere per smistarli a persone bisognose. Pero’ come idea e’ molto carina 🙂

  4. Guarda, io ho poca dimestichezza con gli shop on line e, onestamente, non ho nemmeno tutta questa voglia di sbattermi per pochi euro. I capi che vendo sono normalissimi, non mi fruttano granché. Diciamo che è più il gesto di dare una seconda vita ad abiti che altrimenti finirebbero nelle campane (e poi chissà dove) e di permettere ad altri di comperare cose in ottimo stato a poco. Per questo mi trovo bene con un negozio “fisico”, dove porto materialmente le cose e che gestisce la vendita. Prova a guardare su Internet posti tipo Mercatopoli o simili, ce ne sono un sacco.

  5. Grazie… nel frattempo ne ho parlato con un amica, che mi diceva che a circa una ventina di km. da casa c’è una sorta di “Mercatino dell’usato”. Magari unendo le cose si può fare qualche soldino in più… che spenderemo subito ad un locale di fianco. Almeno per berci qualcosa in compagnia. 🙂

  6. Sì, il compenso del mercatino è il 50% dell’incassato. È parecchio, ma a me non importa. La cosa principale è rimettere in circolo cose che altrimenti farebbero la muffa in casa mia.

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