L’Attachement – La tenerezza è un film diretto da Carine Tardieu, uscito nei cinema italiani il 2 ottobre 2025, con una magnetica Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo di Sandra, donna indipendente e lontana da ogni schema familiare tradizionale, che si ritrova a vivere un’imprevista e travolgente esperienza.

La trama ruota attorno alla piccola Lucille, una neonata che in soli sette giorni stravolge la vita emotiva di tre adulti e un bambino, risvegliando istinti di accudimento, amore e bisogno di connessione. Tardieu firma una pellicola poetica, profondamente umana e toccante, che riflette sull’amore come forza trasformativa, sulla perdita come possibilità di rinascita e su quanto l’affetto, quando autentico, riesca a ricomporre anche i vuoti più profondi.

Con uno stile delicato, ma mai superficiale, il film mette in scena emozioni reali, fragilità condivise e quella tenerezza imprevedibile che spesso bussa alla porta quando meno ce l’aspettiamo. Scopriamo insieme la recensione del film L’Attachement – La tenerezza del Dott. Giuseppe Femia, Psicologo, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e dell‘Associazione di Psicologia Cognitiva.

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L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA, LA RECENSIONE

L’attachement – La tenerezza è un film che esplora la complessità dell’attaccamento e dell’amore nelle relazioni umane. La storia segue la vita di alcuni personaggi che si trovano a dover affrontare le sfide dell’esistenza fra attaccamento e perdita.

Quell’attaccamento che, come sistema innato, ci guida “dalla culla alla tomba”. Lo stesso sistema che vince sul principio di piacere e oltrepassa la sessualizzazione dei legami. Dove il sesso reclama potere, l’attaccamento diventa supremo in quanto dispensa protezione e vicinanza.

L’ATTACCAMENTO È UNA FORZA CHE TRAVOLGE L’ESISTENZA PER TUTTA LA VITA

Il film rappresenta come e quanto l’attaccamento sia una forza trasformativa che stravolge l’esistenza delle persone dai primi anni di vita e sino all’età adulta.

La tenerezza bussa alla porta senza preavviso alcuno, irrompe e non segue logiche razionali. Le sovverte quelle regole che ci vorrebbero lucidi e distaccati.

Stravolge, QUESTA TENEREZZA l’esistenza delle persone. Questo è particolarmente evidente nel caso di Lucille, una neonata che in soli 7 giorni altera l’esistenza di tre adulti e di più, un bambino e la loro visione del mondo.

IL FILM ESPLORA IL TEMA DELLA MORTE COME RINASCITA

Il film esplora anche il tema della morte e della rinascita, mostrando come la fine di qualcosa possa essere seguita da un nuovo inizio che dal nulla si riavvia con energia e resilienza. Quando qualcosa muore spesso segue una rinascita quasi profetica.

La morte come metaforicamente concepita nei tarocchi: al lutto segue la rinascita! Non è nulla di straordinario o profetico, ma solo il flusso dell’esistenza che si muove fra alti e bassi, fra pieni e vuoti.

Questo tema è particolarmente rilevante nel contesto delle relazioni umane, dove la fine di una relazione per perdita può essere seguita da una nuova opportunità di crescita e di amore, dalla disperazione all’avvio di un cambiamento. I fattori di protezione determinano un esito non nefasto, bensì evolutivo dal dolore verso una nuova gioia.

L’accudimento si risveglia appena sollecitato come un dispositivo che si riattiva in un baleno, dalla modalità “aerea” si mette in moto in un istante. Proprio così, un sistema innato pronto a dispensare amore. Oltre al pregiudizio. Oltre all’ideale che ci eravamo prefissati di non tradire.

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Una scena tratta dal trailer 


Sandra, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, da donna lontana da ogni schema familiare classico, diventa mamma per caso, che da subito diviene accudente, ma soprattutto felice di esserlo.

Il personaggio di Elliot è un esempio di resilienza e intelligenza emotiva: di fronte alle sfide della vita, la sua capacità di reagire si mostra quasi matura, un bambino che si adatta e reclama l’amore e i suoi bisogni con consapevolezza.

L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA: NELLA TRAMA L’AMORE CERCA DI RICOMPORRE PERDITE E VUOTI

Insomma, la trama: l’amore cerca di ricomporre perdite e vuoti, alla sottrazione dell’amore ci si cura, infatti, con il medesimo rimedio (appunto amore) quasi seguendo un principio metaforicamente omeopatico.

Il film solleva una domanda fondamentale circa il rapporto tra amore e attaccamento.Qual è la differenza fra amore e attaccamento?” Questa dilemma è particolarmente rilevante nel contesto delle relazioni umane, dove l’amore e l’attaccamento possono essere intrecciati in modo complesso, e dove forse il secondo vince sul primo per la libertà, ovvero, quel sentimento che vibra oltre la gelosia e il possesso.

Complessivamente, L’Attachement – La tenerezza è un film che vale la pena di vedere per la sua esplorazione profonda di aspetti intimi e fondativi della nostra personalità. La storia è coinvolgente e i personaggi sono ben sviluppati, rendendo il film un’esperienza emotiva intensa e riflessiva.

Firma

Dott. Giuseppe Femia, Psicologo, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e dell‘Associazione di Psicologia Cognitiva (APC), Socio Sitcc – Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva.

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Ragazze, speriamo che questo post della Dottor Femia con la recensione del film L’Attachement – La tenerezza vi abbia fatto riflettere e incuriosito a vederlo. Condividete il post con tutti gli amanti del cinema che conoscete. Un bacione dal TeamClio!

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