Vi siete mai chieste perché alcune relazioni, anche quando sembrano promettenti, finiscono sempre allo stesso modo? O perché vi sentite inspiegabilmente attratte da persone che vi fanno soffrire?

La risposta potrebbe trovarsi nella “chimica degli schemi”, un concetto psicologico che spiega l’attrazione inconscia verso chi riattiva le nostre ferite emotive infantili. Come spiega il Dott. Giuseppe Femia, Psicologo, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e dell‘Associazione di Psicologia Cognitiva, in questo post della sua rubrica sul Blog ClioMakeUp, questa “chimica” non riguarda il semplice desiderio o la compatibilità fisica, ma un richiamo profondo e paradossale verso dinamiche già vissute, spesso dolorose, che cerchiamo di rivivere per “aggiustarle” o riscriverle in modo diverso. In questo post il Dottor Femia ci spiega come riconoscere i segnali della “chimica degli schemi”, perché può sembrare così irresistibile e quali passi concreti possiamo fare per uscire dal ciclo della ripetizione e costruire relazioni più sane e consapevoli. Lasciamo subito la parola al Dottor Femia.

relazione-tossica-ragazza-ragazzoCredits: Foto Adobe Stock |Bojan

LA CHIMICA DEGLI SCHEMI: COME IMPEDIRE L’ETERNO RITORNO DEI PROPRI SCHEMI DISFUNZIONALI?

Vediamo come alcune relazioni incomprensibili dall’esterno possono essere spiegate, dall’interno, con la teoria dellachimica degli schemi”.

La “chimica degli schemi” è la dinamica relativa all’attrazione inconsapevole che si può provare verso personalità che ricordano e risvegliano ferite emotive profonde, un desiderio che porta paradossalmente verso qualcosa, o meglio qualcuno, che sarebbe in teoria “non-desiderabile”.

Non si tratta di attrazione fisica o desiderio per una persona in sé, piuttosto è il frutto della ripetizione di una dinamica relazionale motivata dagli schemi psicologici disfunzionali sviluppati nell’infanzia.

Questa attrazione “paradossale” è spesso inconscia e si verifica in particolare quando una persona incontra qualcuno che attiva schemi che hanno avuto origine dalla mancata soddisfazione di bisogni fondamentali da bambini: più profondamente è stato frustrato un bisogno, tanto maggiore può essere l’attrazione per una persona che noi sentiamo che frustrerà esattamente quello stesso bisogno.

Chiamiamo “chimica degli schemi”, dunque, questo tipo di attrazione che nasce basandosi su motivi non di desiderio positivo, ma “in negativo”, fondandosi su legami emotivi profondi e spesso disfunzionali, ovvero partendo dalla ricerca inconsapevole di qualcosa che è mancato, di qualcosa che è andato storto, come per ripetere quell’esperienza che ci ha fatto soffrire, si potrebbe pensare con lo scopo recondito di “sistemarla” e, stavolta, guarire ed essere soddisfatti. Talvolta una sfida o una spasmodica ricerca di riparare quella ferita proprio con una persona che ricorda quel qualcosa di familiare, nel senso di già vissuto.

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NELLA DINAMICA DELLA “CHIMICA DEGLI SCHEMI” C’È LA TENDENZA A RIEVOCARE FERITE GIÀ SUBITE

C’è, in questo tipo di dinamica, palese la tendenza alla rievocazione delle ferite subite: le persone che attivano questa “chimica” risveglieranno anche i bisogni emotivi dell’età infantile, quei bisogni che potremmo chiamare carenziali che hanno contribuito a rendere proprio quella persona attraente, in un malsano loop psicologico che, però, spesso non siamo in grado di riconoscere. Questo può succedere nei rapporti interpersonali in genere, anche nelle profonde amicizie o nei legami significativi. Lo schema maladattivo viene, dunque, mantenuto dalle relazioni adulte in modo paradossale.

Questa inconsapevole tendenza alla ripetizione di schemi disfunzionali riesce a spiegare l’apparentemente inspiegabile situazione di persone che si ritrovano impelagate in relazioni chiaramente tossiche o dannose: verosimilmente, una persona che è stata vittima di un ambiente critico e controllante potrebbe, dunque, essere attratta da un partner critico o controllante proprio perché quello è uno schema che conosce e riconosce.

Una persona ha uno schema di inadeguatezza si accompagna con una persona giudicante che ha standard molto severi; qualcuno che durante l’infanzia è stato emotivamente trascurato sceglie un compagno freddo o anaffettivo. Cosa è successo? Quelle persone hanno scelto, inconsapevolmente, di mantenere lo schema, di confermarlo.

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UNO SCHEMA CONOSCIUTO, ANCHE SE NEGATIVO, IN QUALCHE MODO RASSICURA

La COERENZA e la PREVEDIBILITÀ della situazione vengono privilegiate a scapito di benessere e tranquillità, perché uno schema conosciuto, anche se negativo, ci attrae in quanto ci rassicura. Infatti, gli “schemi” attivi nella psicologia di ognuno creano una sorta di diagramma intrapsichico del mondo, che si forma in età infantile e poi si conferma nell’adulto, creando una cartina relazionale che ci guida, anche quando è maladattiva.

Se nella prima infanzia i bisogni di baseamore, protezione, autonomia, libertà – non sono stati riconosciuti e validati, si potranno, dunque, sviluppare schemi maladattivi e disfunzionali entrando i creando relazioni anaffettive o iper-dipendenti: ricreando uno schema vissuto in passato, anche se doloroso, si crea comunque uno schema familiare e, soprattutto, si culla la sensazioneillusione? – di poter vincere, modificare e “aggiustare” lo schema stesso, provando a sistemare una volta per tutte una relazione che, invece, continua perennemente a dimostrarsi disfunzionale.

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COME CAPIRE SE UNA RELAZIONE O ATTRAZIONE ATTENGONO ALLA “CHIMICA DEGLI SCHEMI”?

Un sistema paradossale e disfunzionale, una risposta “sbagliata” alla richiesta giusta, che è sempre quella di essere amati, capiti e accettati. E allora come si può capire se la nostra attrazione per qualcuno, o la nostra relazione, ha motivazioni che attengono a questa “chimica degli schemi”?

Alcune possibili riflessioni:

  • Hai consapevolezza del tuo “schema principale”?
  • Prova a riflettere su quale tuo bisogno infantile rimane frustrato in età adulta;
  • Quale bisogno carenziale?
  • Prova a vedere se ci sono pattern che si ripetono nelle tue relazioni;
  • Cerca di ricordare cosa ti è mancato durante la crescita, e cosa ti manca nelle tue attuali relazioni sentimentali, affettive e nel tuo andamento relazionale.

 

Firma

Dott. Giuseppe Femia, Psicologo, Psicoterapeuta, Psicodiagnosta, Scuola di Psicoterapia Cognitiva (SPC) e dell‘Associazione di Psicologia Cognitiva (APC), Socio Sitcc – Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva.

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Ragazze, speriamo che questo post del Dottor Femia vi abbia fatto riflettere sulla “chimica degli schemi” e che vi possa essere anche d’aiuto. Condividetelo con coloro che hanno bisogno di riflettere su questa consapevolezza. Un bacione dal TeamClio!

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