QUANDO SI PARLA DI TOCOFOBIA?
- Forse avrete già sentito parlare di tocofobia.
- Si tratta di un grave disturbo che consiste in una fortissima paura del parto e della gravidanza stessa.
- La tocofobia è così forte, come forma d’ansia, che chi ne soffre spesso rifiuta anche il solo pensiero di una gravidanza.
- Se si manifesta durante la gestazione, invece, consiste in una paura del parto che può portare, nei casi certificati, a ricorrere a un cesareo elettivo.
- Ma quali sono le cause della tocofobia? E i suoi sintomi? Come riconoscere se le normali ansie in gravidanza stanno sfociando in una vera e propria fobia?
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Può capitare di avere ansie e pensieri durante la gravidanza, un momento unico e speciale per ogni donna, ma che ovviamente può portare con sé domande e dubbi. Non è, però, il caso delle tocofobia, la paura del parto e -talvolta- della gravidanza stessa che diventa invalidante per chi ne soffre. Oggi scopriamo insieme i sintomi della tocofobia, le cause, le tipologie (ce ne sono due) e cosa fare per uscirne.
LA TOCOFOBIA È PAURA DEL PARTO, MA ANCHE DELLA GRAVIDANZA STESSA
Come possiamo definire la tocofobia? Si tratta della fobia del parto (dal greco τόκος, tókos) che si manifesta in maniera così forte e grave che può portare a un vero e proprio evitamento del parto.
LA TOCOFOBIA NON È IL “SEMPLICE” TIMORE DEL PARTO
Con la parola “evitamento” si definisce una strategia comportamentale che viene messa in atto per “sottrarsi dall’esposizione a situazioni, persone, eventi temuti, cioè che suscitano emozioni considerate negative per chi le sperimenta”*. Questo vale anche per la tocofobia, e chi ne soffre mette in atto l’evitamento dal punto di vista emotivo e psicologico.

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Si stima che ne soffra tra il 6% e il 14% di tutte le donne in gravidanza, ma le cause della tocofobia non sono le stesse per tutte: dopo ne parleremo bene nel dettaglio.
*da stateofmind.it
SINTOMI TOCOFOBIA, COME RICONOSCERE QUESTA CONDIZIONE
Ma, in sostanza, come si può capire se quello che si sta provando è una “semplice” ansia derivante dalla gravidanza e dal pensiero del parto, oppure si tratta di vera e propria tocofobia?

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I sintomi di questo disturbo sono, in misura variabile da caso a caso:
- ansia intensa
- attacchi di panico
- pensieri ossessivi
- disturbi del sonno
- comportamenti evitanti (prima di rimanere incinta, per la paura della gravidanza si arriva a rifiutare ogni tipo di rapporto; dopo, il pensiero del parto mette così paura che si insiste nel perseguire la strada del taglio cesareo)
- tachicardia
- nausea
- sintomi di disturbo stress post-traumatico
TIPOLOGIE: LA TOCOFOBIA PRIMARIA E SECONDARIA
Arriviamo ora alla spiegazione sulle tipologie di tocofobia: questo disturbo, infatti, non è uguale per tutte le donne che ne soffrono e, di conseguenza, anche il trattamento per stare meglio sarà diverso.
Si parla, infatti, di tocofobia primaria e tocofobia secondaria. Per quanto riguarda il primo caso, si tratta di un disturbo di grave ansia legata alla gravidanza e al parto ancora prima di rimanere incinta. Spesso si manifesta con pensieri ossessivi riguardo alla gestazione e al momento del parto stesso, e già in età adolescenziale, ancora prima del concepimento.
Le conseguenze della tocofobia primaria includono un atteggiamento evitante dei rapporti intimi e/o un’eccessiva attenzione e ansia relativa ai contraccettivi e ai metodi per non rimanere incinta. Questo condiziona la qualità della vita di chi ne soffre.

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Si parla, invece, di tocofobia secondaria quando questa paura del parto (e della gravidanza) si manifesta dopo un’esperienza traumatica vissuta in prima persona legata proprio al momento del parto stesso (o alla gestazione). Un esempio? Un parto difficile, molto medicalizzato e/o dove mamma e nascituro hanno rischiato la vita, un aborto, una morte in utero del feto o, ancora, un travaglio prolungato, un evento traumatico legato al parto come un cesareo d’urgenza o un distacco di placenta.
Con la tocofobia secondaria, quindi, le donne possono sviluppare i sintomi del disturbo post-traumatico da stress: la conseguenza potrebbe essere duplice. La donna potrebbe voler evitare ulteriori gravidanze oppure un parto naturale, “spingendo” per un cesareo programmato.
CAUSE TOCOFOBIA, PERCHÉ SUCCEDE?
Come abbiamo visto, le cause della tocofobia secondaria sono piuttosto chiare. Ma come mai una donna dovrebbe sviluppare una tocofobia primaria?
Le motivazioni possono essere di varia natura e possono includere fobia del parto dopo aver sentito, in tenera o giovane età, racconti traumatici di altri parti o, se si tratta di paura della gravidanza e/o dei rapporti intimi, possono purtroppo legarsi a esperienze di abusi. In questo caso la paziente può soffrire anche di episodi di vulvodinia.

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COSA FARE: COME AFFRONTARE LA PAURA DEL PARTO
Una volta che è stata accertata la tocofobia nella paziente è bene che questa venga seguita da uno specialista della salute mentale, come uno psicoterapeuta, in modo che possa seguire una terapia ad hoc per farle vivere con più serenità questo momento della sua vita.
Ovviamente tutto dipende anche dalle cause della tocofobia: se si tratta di primaria, lo specialista dovrà seguire un percorso con la paziente che possa aiutarla ad affrontare i traumi passati e ritrovare un buon rapporto con la sua sfera intima e l’idea di una gravidanza, se desiderata.

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Nel caso di tocofobia secondaria, per risolvere (o attenuare) la paura del parto l’ideale è affiancare allo specialista anche un percorso con un medico ginecologo o ostetrico, in modo che la paziente trovi fiducia e abbia le giuste aspettative sul momento del parto stesso, specialmente se il primo è stato traumatico.
LE FIGURE ASSISTENZIALI, COME OSTETRICHE E PSICOLOGI, POSSONO FARE LA DIFFERENZA NEL VIVERE MEGLIO IL PARTO
Molto utile può essere il percorso di accompagnamento alla nascita, erogato da una figura ostetrica, oppure terapie di tipo cognitivo-comportamentale, a discrezione dello psicoterapeuta. Da non sottovalutare anche tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga, la respirazione profonda.
Infine, con una certificazione psicologica o psichiatrica, si può optare per un parto cesareo elettivo programmato. Ricordiamo, comunque, che il supporto alla donna non si deve fermare con la nascita del bimbo, ma deve continuare anche a casa dopo le dimissioni. E a voi, ragazze, diciamo: non abbiate timore di chiedere aiuto!
Vi è stato utile il post? Allora leggete anche:
1) CALENDARIO CINESE GRAVIDANZA
FONTI:
uppa.it
stateofmind.it

Via Tenor
Anche per oggi da parte nostra è tutto. E a voi è mai successo di trovarvi bloccate dalla paura del parto? Se sì, vi va di raccontarci la vostra esperienza? Vi aspettiamo nei commenti sui nostri social, come Facebook. Un abbraccio dal TeamClio!
































































