Ciao ragazze!

Tra gli argomenti che mi richiedete più spesso troviamo sicuramente i pennelli: quali tipologie bisognerebbe avere? Di che materiale? Di che marca? Bè, ho pensato di scrivere tre post dedicati proprio a questo topic; quello di oggi sarà introduttivo, mentre nei prossimi vi parlerò nel dettaglio dei pennelli occhi e di quelli per il viso.

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Iniziamo subito con una breve introduzione: i pennelli sono accessori fondamentali per tutte le ragazze che vogliono avventurarsi nel mondo del make-up. Ovviamente c’è chi passa una vita intera utilizzando gli applicatori in spugna presenti negli ombretti, o sempre lo stesso triste e spelacchiato pennellone da fard. Non dubito che si possano creare dei bei look anche senza grandi accessori, ma diciamo che per semplificarsi le cose è più comodo mettere insieme un piccolo kit, che potrà essere super-basic o un po’ più completo, in base alle proprie esigenze.

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Comprare uno di questi mega-kit può essere utile se partite da zero, ma finireste per non utilizzare molti di questi pennelli; in generale secondo me è meglio fare acquisti mirati, pochi ma buoni

Scegliere un pennello invece di un altro può sembrare difficile, soprattutto per le meno esperte, che non sanno esattamente che caratteristiche ricercare in questi accessori. Una prima decisione va presa per la questione materiale (e prezzo): esistono pennelli in setole naturali o sintetiche. I primi hanno ovviamente un costo maggiore, in alcuni casi davvero spropositato; un esempio? Quello qui sotto costa la bellezza di 104 euro, e non è neanche uno dei più costosi che si trovano sul mercato:

Pennello Hakuhodo, pelo di scoiattolo, 104 euro

Pennello Hakuhodo, pelo di scoiattolo, 104 euro

In ordine i più pregiati sono quelli di scoiattolo, zibellino, pony, martora e capra. I vantaggi delle setole naturali sono sicuramente la morbidezza e l’applicazione uniforme dei prodotti in polvere. Tra gli svantaggi, invece, troviamo il prezzo e l’accumulo di germi e batteri. Inoltre non tutte le aziende adottano sistemi cruelty-free.

I pennelli sintetici, invece, sono tendenzialmente in nylon o in taklon. Quelli in nylon rischiano di essere duri e di pizzicare il viso, anche se passati sulla mano possono sembrare morbidi e piacevoli; vi consiglio quindi di fare direttamente una prova e testarli sulle guance o sulle palpebre 🙂 Quelli in taklon, invece, sono fantastici: questo materiale relativamente nuovo permette di unire morbidezza, applicazione omogenea e facilità nel lavaggio. Per intenderci, i famosissimi pennelli Real Techniques che tutte amiamo sono proprio in taklon! L’utilizzo migliore? Per i prodotti in crema!

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Spendere 5, 15 o 50 euro è una vostra scelta; diciamo che, se tenuti bene, lavati di frequente e con i giusti prodotti (niente balsami e ammorbidenti), tenuti lontani da eccessive fonti di calore (phon e caloriferi) e non schiacciati e ammassati tra loro, i pennelli possono durare davvero per anni, senza mostrare segni di cedimento. 

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Un’ultima annotazione: spesso i pennelli vengono venduti con una certa etichetta, ma non siamo assolutamente obbligate a seguire queste indicazioni. Come vi accorgerete nei prossimi post, per me non esiste “IL pennello da blush”, “IL pennello da fondotinta”, “IL pennello per labbra”, anzi, mi piace utilizzare forme e materiali diversi in base alle esigenze, alla struttura del viso che sto truccando e all’ispirazione che ho sul momento. Immaginate di comprare un “pennello da correttore”: lo provate e non vi piace assolutamente per questo scopo. Che fate, lo buttate? Assolutamente no, lo provate su altre parti del viso finché non siete soddisfatte! Insomma, siate creative con i vostri pennelli! 🙂

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Ragazze, spero che questa introduzione sia stata utile; mi raccomando, restate sintonizzate perché nei prossimi giorni arriveranno i post più dettagliati! Intanto fatemi sapere qual è il vostro rapporto con i pennelli: li usate? Quando e come li avete scoperti? Avete passato anche voi una vita intera senza sapere che un giorno non avreste più potuto farne a meno? 🙂