Ciao ragazze!

Oggi vi mostrerò un video abbastanza sconvolgente che critica l’ossessione per la chirurgia plastica e per una perfezione finta, irraggiungibile e poco realistica; se l’argomento vi incuriosisce, leggete oltre!

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Per prima cosa vi metto il link al video; vi avverto, è molto crudo ed esplicito, quindi se siete facilmente impressionabili non vi consiglio la visione (passate direttamente alla mia riflessione). Io stessa sono stata molto combattuta all’idea di scrivere un post a proposito, perché mi rendo conto che il discorso si fa molto più “visivo” e reale rispetto alle immagini di una Renée Zellweger trasformata dal botulino, ma dopo lunghe riflessioni ho deciso di trattare comunque l’argomento.

Il video inizia con l’apertura di un libro di anatomia su una donna stilizzata, quasi una bambolina di carta, che rappresenta i canoni di bellezza di un’epoca lontana in cui i fianchi larghi e il seno piccolo erano considerati caratteristiche ideali. Non a caso il titolo del video è “Supervenus“, indicando che ci troviamo di fronte a una Venere “rivisitata e corretta” nello stile del ventunesimo secolo.

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Supervenus

A maneggiare il libro è un chirurgo, di cui vediamo solo le mani (si tratta di un cortometraggio a tecnica mista, che combina elementi reali e tecniche di animazione classiche). Le prime trasformazioni sono abbastanza naturali, ci vengono mostrati i gusti che cambiano nel corso del tempo in seguito a un processo continuo di “selezione”, che ha voluto donne sempre più magre e depilate, col seno grande, i fianchi stretti e le gambe lunghe; fin qui niente di strano, sappiamo che la bellezza è un concetto relativo al tempo e allo spazio, per cui non ci sconvolge più di tanto vedere le labbra che si gonfiano e la pancia che sparisce.

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A un certo punto, però, ci accorgiamo che qualcosa non va: il ritmo aumenta, le operazioni diventano sempre più frequenti e frenetiche e nel giro di pochi secondi ci troviamo di fronte a un vero e proprio accanimento. Una delle immagini più brutte, almeno a livello simbolico, è quando viene rimosso il cervello per iniettarvi una buona dose di stupidità e superficialità, caratterizzate dal colore rosa. Secondo me si tratta di un passaggio emblematico, in un certo senso trasmette l’idea che questa ossessione per la bellezza abbia reso la donna incapace di cogliere il senso delle sue azioni, cioè che si sta rovinando con le sue stesse mani inseguendo un ideale irraggiungibile. 

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Anche la parte in cui viene aperta la pancia ed eliminato il bambino è fortemente critica: il corpo della donna non è più visto come il luogo in cui avviene il miracolo della vita, ma come un oggetto da allenare, perfezionare, tonificare e abbronzare.

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Per chi? Questo non si sa, potrebbe essere per se stessa, per piacere agli uomini o per compiacere la società in cui vive. Quel che è certo è che non si tratta più di piccoli cambiamenti “naturali”, legati al gusto che evolve gradualmente, ma di una vera e propria malattia. La fine del video, in particolare, riflette questa tendenza autodistruttiva: il corpo non resiste più, una protesi esplode, le sopracciglia si staccano, le labbra sono dei canotti e il botox impedisce di muovere il viso. L’ennesima lampada abbronzante segna un epilogo disastroso con tanto di esplosione. 

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Ragazze, nella prossima pagina potete leggere la mia opinione e la mia interpretazione di questo video!