Reese Whiterspoon, per esempio, ha parlato dell’iniziativa su Instagram proprio prima della cerimonia degli Oscar, mostrando il suo supporto:
“Qual è il più grande rischio che hai preso di cui è valsa la pena? Quali sono i traguardi che ti rendono più fiera? Che caratteristiche devono avere potenzialmente i registi e i loro personaggi per cambiare il mondo? Se potessi interpretare qualsiasi ruolo in qualsiasi film, quale sarebbe? Qual è la tua serie tv preferita?” Queste sono alcune delle domande condivise da Reese sul suo profilo e in effetti valorizzerebbero le attrici ben di più rispetto a ciò che viene chiesto loro al momento.
Simpaticissima come sempre Jennifer Lawrence, che alla solita richiesta “Parlaci dei pezzi che stai indossando”, risponde “Cosa intendi? Bè, questo è il sopra e questo è il sotto!”
Insomma, il problema ovviamente non è tanto chiedere chi è lo stilista dell’abito, ma non chiedere anche dell’altro. Un approccio di questo tipo è sconfortante anche nel più banale concorso di bellezza, ma in contesti come questi, seguiti dalle telecamere di tutto il mondo, è veramente inaccettabile. Ma non finisce qui: qualche settimana fa Amal Clooney, rispettabilissimo avvocato di successo oltre che moglie di George, si è sentita rivolgere la famosa domanda da un giornalista burlone… in tribunale! Lei è stata al gioco e ha risposto “Ede e Ravenscroft”, sartoria londinese di tradizione che da secoli fabbrica le toghe da avvocato, ma l’evento è abbastanza sconvolgente se ci pensate. Ricollegandoci al video della bambina, la questione in effetti è sempre la stessa: ci sono dei tempi e dei contesti per parlare di moda e bellezza, e né la scuola né l’aula di un tribunale dovrebbero farne parte.
Proprio Amal è un esempio perfetto per questo post: è indubbiamente una donna affascinante, ha un guardaroba da sogno e di certo ama prendersi cura di sé e apparire al meglio, ma questo non le impedisce di essere una figura chiave nel panorama mondiale. Sono persone come lei, come Siahj, come Emma Watson/Hermione e come le donne impegnate nella campagna #askhermore che dovrebbero ispirare le nostre figlie, insegnando loro che nessuna donna deve rinunciare a bellezza e femminilità per essere presa sul serio, ma anche che bellezza e femminilità da sole non bastano per affermarsi.
L’altro (impeccabile) volto di Amal, appassionata di moda, ma solo fuori dalle aule del tribunale!
Ragazze, sono sicura che l’argomento scatenerà delle discussioni interessanti, perché in un modo o nell’altro siamo tutte colpite da alcuni di questi problemi. Vi pongo una serie di domande che possono servire come punto di partenza: cosa ne pensate del video di Siahj? Secondo la vostra esperienza personale è vero che le scuole, le università e gli uffici sono effettivamente luoghi in cui conta più l’aspetto fisico rispetto al cervello? Vi è mai capitato di comportarvi in modo stupido o superficiale per piacere a un uomo? È vero che l’intelligenza in una donna intimidisce gli uomini? Trovate offensivo che sui red carpet interessi solo il nome dello stilista o è normale che sia così? E se la domanda è rivolta in tribunale le cose cambiano?





































































