Ciao ragazze!

Oggi vi propongo un post che si allontana un po’ dai soliti, ma che credo toccherà molte di voi, così come ha toccato me. Online gira un video di un’associazione francese per aiutare i bambini poli-disabili che si intitola “The eyes of a child”. L’ho visto ed è davvero commovente e, nella sua semplicità, acuto e intelligente. Penso che possa essere importante condividerlo e creare una discussione intorno a un tema così difficile, mostrato in modo così pulito e semplice.

Per intenderci, dopo averlo visto mi è subito venuta in mente una citazione dal Piccolo Principe: “i grandi non capiscono mai niente da soli, ed è stancante, per i bambini, spiegargli tutto ogni volta”. Dopo aver visto questo video, sono certa che non sarò l’unica a pensare “è proprio vero”.

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Non state capendo niente nemmeno voi? Leggete il post,  posso assicurarvi che merita (almeno per il video!).

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“Gli occhi di un bambino” significa in questo caso la visione delle cose da una prospettiva diversa da quella a cui siamo abituati da adulti. I “grandi” hanno imparato milioni di “caselline” ed etichette da attribuire a tutto ciò che vedono: è davvero difficile guardare qualcuno o qualcosa senza dargli immediatamente un giudizio, senza attribuirgli già delle caratteristiche definite, senza aver deciso cosa è giusto fare e cosa no davanti a quella cosa o quella persona.

I bambini, invece, non hanno ancora tutte queste caselline e guardano il mondo con una leggerezza che li rende molto spesso più ricchi e “più avanti” di noi adulti, che non sappiamo più uscire dagli schemi che ci siamo creati o che ci hanno insegnato altri adulti.

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Un ottimo esempio di tutto questo è il video di cui vi voglio parlare. Si tratta di una campagna promossa da una associazione francese, come vi dicevo, che si chiama Noemi e che ha come missione quella di cambiare l’approccio e le relazioni tra le persone con poli-hadicap e le persone che gli sono accanto, in modo da supportare ed aiutare le famiglie e i loro problemi quotidiani.

Il video si sviluppa in questo modo: un bambino e uno dei suoi genitori sono davanti a uno schermo (notate: la seggiolina per i bambini e i cuscini a terra per i genitori li fa essere più o meno alla stessa altezza, con la stessa prospettiva) e li divide quella che mi pare essere una lavagna magnetica, in modo che non vengano influenzati l’uno dall’altro. 

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A questo punto sullo schermo si succedono varie persone che non fanno altro se non … una bella linguaccia!!

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L’istinto immediato, di grandi e piccini, è quello di rispondere alla smorfia!

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Finché sullo schermo non appare qualcosa che cambia le cose. Qualcosa di “diverso”. Ma “diverso” per chi?

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Non vi spoilero tutto, nella prossima pagina trovate il video e le mie considerazioni finali!