Il cancro al seno è uno delle forme tumorali più temibili e diffuse. Secondo l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, il tumore al seno colpisce in media 1 donna su 8. Inoltre, presenta purtroppo anche il più alto tasso di mortalità tra i tumori femminili, arrivando a causare il 17% dei decessi oncologici nelle donne.

Dopo essere stato accanto alla mamma durate la lotta contro il tumore al seno, uno studente diciottenne messicano ha pensato di introdurre una tecnologia nell’indumento intimo femminile, inventando il reggiseno che diagnostica il cancro. Un’idea nata con alcuni suoi compagni e che è stata premiata con diversi riconoscimenti. Questo reggiseno non è ancora in commercio, ma se il progetto dovesse andare a buon fine sarebbe una vera rivoluzione. Scoprite insieme a me l’incredibile storia di Julian, un giovane studente con un grande sogno, e in cosa consiste il suo bellissimo progetto.

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JULIAN, GIOVANE TALENTO

Julian Rios Cantu, studente appena diciottenne del Monterrey Institute of Technology in Messico,  ha vinto il primo premio al Global Student Entrepreneur Awards (GSEA) di quest’anno tenutosi a Francoforte. Il giovane studente di ingegneria insieme a tre suoi coetanei ha progettato un reggiseno che aiuta ad individuare in anticipo il cancro al seno. Con gli stessi fidati compagni di robotica ha fondato la Higia Technologies, una piccola impresa che si occupa di questo progetto.

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Credits: gsea.org


Grazie a questa sua invenzione Julian, già vincitore del premio Everis in Messico, è riuscito ad aggiudicarsi il premio GSEA, battendo 13 giovani imprenditori provenienti da tutto il mondo. Julian si è meritatamente guadagnato una vincita di 20 mila dollari, che potrà investire nella sua rivoluzionaria startup.

Julian ha vinto un premio di 20 mila dollari che potrà investire nella sua rivoluzionaria startup

Per ora è solo un prototipo, ma la storia del ragazzo e la sua invenzione è davvero incredibile e il progetto tanto ambizioso quando straordinario.

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IL PROGETTO PER LE DONNE, DEDICATO ALLA MAMMA

L’idea di inventare un aiuto per le donne deriva dall’esperienza personale. Quando Julian aveva tredici anni a sua madre è stato diagnosticato un cancro al seno per il quale ha rischiato di morire.

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Credits: higia.tech

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Credits: felicitapubblica.it

A causa di una diagnosi tardiva, la mamma di Julian ha perso entrambi i seni

La diagnosi era stata infatti tardiva: inizialmente i medici le avevano detto che si trattava di un tumore benigno, ma quando sei mesi dopo era tornata per un’altra mammografia il responso è stato diverso. La forma cancerosa era grave e le sono stati rimossi entrambi i seni.

Dopo essere stato accanto alla mamma in quei momenti difficili, Julian ha deciso di voler aiutare le donne. Ha progettato così Eva, il reggiseno che diagnostica il cancro.

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Affideresti la vita della persona che ami ad un metodo così fallibile come l’auto-esame del seno? Noi no. Credits: higia.tech

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Ma cos’è e come funziona questo reggiseno che diagnostica il cancro? A pagina 2 vi racconto meglio in cosa consiste questo bel progetto!

16 COMMENTI

  1. Eappena ho letto il titolo ho pensato a una cosa un po’ campata in aria e per niente utile, ma leggendo l’articolo effettivamente è una genialata.
    Ovviamente i controlli medici sono insostituibili, ma appunto potrebbe essere un valido alleato.
    Comunque mi aoffermo su una cosa: perché una mammografia solo dopo i 40 anni? Cavolo ma oggigiorno ci sono tanti casi sotto quell’eta, verso i 30! Perché non fare screening anche prima??? Io abito in Emilia Romagna, all’avanguardia e su tanti screening lì da gratuiti che in altre regioni sono a pagamento, siamo “civili”, ma sulla mammografia no. Io ho 33 anni e se voglio fare un esame lo devo fare privatamente a pagamento perché mi dicono “non hai 40 anni e non puoi farlo”. Ma che diavolo dite??? Sentivo qualcosa e ho fatto un’ecografia: quando hanno detto “nodulo” stavo morendo ma poi mi è stato specificato che è un fibroadenoma, ovvero una cosa benigna che comunque devo controllare ogni anno. Però non è giusto che ogni volta debba andare a pagamento e sborsare un centinaio di €!

  2. questo ragazzo ha avuto un’idea meravigliosa! mi sorprende che non ci abbia pensato una donna prima di lui, ma merita davvero il premio che ha vinto. Ancora più meritevole per avere assistito la mamma nel duro percorso.

  3. Che idea innovativa.
    Penso a quanto sia “di sollievo” anche per tutte quelle donne che il cancro lo hanno già passato e devono subire controlli periodici (se funziona anche per questo?).
    Così ogni volta che un dubbio, una paura, un sospetto le aggredisce, possono infilarsi il reggiseno e nella tranquillità di casa loro, dissipare dubbi, sospetti e paure o aiutare i medici ad agire prima avendo risultati certi.
    Che bello.

  4. Aggiungo che qui in Emilia Romagna da un paio di anni hanno tolto la possibilità di fare eco con la mutua (mammarie intendo) passati i 40 anni quindi se una donna tiene alla prevenzione tra i 40 e i 45 deve comunque pagare!

  5. Beh wow! Se funziona è una cosa geniale! Fermo restando che autopalpazione e controlli vanno fatti…però sarebbe un bel passo avanti!

  6. Ciao! Ad oggi la mammografia è utile solo dopo i 40 anni, per due motivi: da una parte per la struttura della ghiandola mammaria che, se troppo giovane, è troppo “densa” per così dire, e nasconderebbe un eventuale nodulo, rendendo inutile l’esame; dall’altra perché, essendo la prevalenza del cancro bassa (per fortuna!) sotto i 40 anni, per questioni statistiche, diminuisce anche l’efficacia diagnostica dell’esame. Mi dispiace per la tua situazione, ma purtroppo con le mammografie che abbiamo è praticamente inutile farle prima:(

  7. Se fossi ricca finanzierei progetti come questi, ragazzi…menti geniali come queste andrebbero incoraggiate, sovvenzionate….
    Immagino l’orgoglio di questa Madre ❤

  8. La mammografia infatti può essere troppo, ma almeno un’eco di routine dovrebbe essere fatta già dopo i 30, la prevenzione inizia così.

  9. Io ne ho uno di 3cm e mi è stato detto che potevo fare l’ago aspirato se volevo stare tranquilla, ma l’eco già diceva chiaramente che era una cosa benigna. Noi a Modena l’eco al seno non cela passano se nn hai 40 anni. Il mio medico di base mi fece una ricetta con scritto “eco bilaterale mammella” e alla prenotazione mi dissero proprio che non si poteva e dovevo andare a pagamento. Sono andata in un centro privato che fortunatamente è convenzionato con un supermercato (coop) e il prezzo è scontato, ma costa comunque 60€!

  10. Anche io ne ho sentite che non vanno nemmeno a fare una visita ginecologica perché hanno paura. Manco il dottore usasse una tagliola! Roba da pazzi visto che abbiamo la fortuna immensa di vivere in un paese dove si può fare visite e alcune gratis!

  11. Ogni anno lo controllo e addirittura ad aprile sono andata anche da un medico specialista e molto rinomato in zona perché ottimo nel campo della senologia ed è stato molto bravo e mi ha tranquillizzata. Ogni anno dice che è sufficiente un controllo.

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