Il rossetto rosso non è semplicemente uno dei cosmetici più amati dalle donne di ieri e di oggi. In realtà ha una storia molto interessante e affascinante che sembra risalire fino ai tempi della sovrana sumera Pu-Abi, conosciuta come Shubad.

Da allora il rossetto rosso ha attraversato i secoli tra alti e bassi. È stato considerato simbolo di fascino e seduzione, ma poi anche bistrattato perché giudicato ai limiti dell’oscenità fino agli inizi del Novecento quando è diventato un simbolo determinante nelle proteste del nascente movimento femminista.

Nel post di oggi abbiamo quindi pensato di farvi conoscere i punti salienti della storia del rossetto rosso, capace non solo di essere uno dei prodotti beauty più utilizzati di sempre, ma di passare da strumento di seduzione femminile a simbolo di potere e ribellione. Siete curiose? Allora iniziamo subito con il post!

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LA PRIMA TRACCIA DELLA STORIA DEL ROSSETTO ROSSO RISALE AI TEMPI DEI SUMERI

La storia del rossetto rosso è molto antica, tanto che alcuni reperti mostrano come già le donne babilonesi utilizzassero per crearlo delle polveri ricavate dalle pietre preziose. La prima traccia documentata risale però circa al 2800 a.C., all’epoca dei sumeri.

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Credits: @women-make-history.jimdo.com


Nella tomba della sovrana Pu-Abi, conosciuta in lingua sumera come Shubad, è stata rinvenuta una piccola scatola d’oro contenente una pasta creata con un miscuglio di una polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa. Nella scatola era contenuto anche un pennellino da utilizzare per l’applicazione.

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Presso gli antichi egizi il rossetto rosso era molto utilizzato sia dalle donne che dagli uomini come simbolo di potere e del proprio status sociale. La stessa Cleopatra amava portarlo: la pasta che usava per crearlo era composta da pigmenti ricavati da scarabei camini, squame di pesce e cera d’api.

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Nella Roma Imperiale il rossetto rosso era conosciuto come “purpurissum”. Era ricavato dal pericoloso solfuro di mercurio e veniva anche fatto indossare alle statue degli dei durante le celebrazioni religiose.

IL ROSSETTO ROSSO CONSIDERATO COME SIMBOLO DI DISSOLUZIONE

Nell’antica Grecia il rossetto rosso era utilizzato esclusivamente dalle prostitute. Pare ci fosse addirittura una legge secondo la quale le prostitute dovevano indossarlo in pubblico per evitare di ingannare gli uomini alla ricerca di relazioni sentimentali serie.

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Credits: @HistoryChannel

Facciamo ora un salto temporale fino al Medioevo, epoca in cui il rossetto rosso fu bandito perchè considerato simbolo di dissoluzione. Sembra che il rossetto fosse considerato come satanico: si suppone che le donne parlassero dell’uso del rossetto durante la confessione.

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Credits: @HistoryChannel

IL ROSSETTO ROSSO TORNÒ IN AUGE GRAZIE ALLA REGINA ELISABETTA I D’INGHILTERRA

Dopo questo oblio, durante il regno della regina Elisabetta I d’Inghilterra il rossetto rosso tornò in auge.

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La regina infatti lo amava molto e, sia lei stessa che i membri della sua corte, lo indossavano spesso in pubblico e in privato. Si pensava addirittura che avesse dei poteri mistici di guarigione. Purtroppo l’alto contenuto di piombo contenuto nella formula potrebbe aver contribuito alla morte della regina.

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Credits: @royal.uk

L’uso del makeup indicava un alto status sociale

Durante il Settecento le labbra rosse conobbero un periodo di gloria, soprattutto nella corte francese. Portare il rossetto rosso era segno di nobiltà: il trucco abbondante infatti distingueva i nobili dalle classi povere.

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La regina Maria Antonietta

DOPO IL SETTECENTO LA POPOLARITÀ DEL ROSSETTO ROSSO INIZIÒ A DIMINUIRE

Dopo quel periodo di gloria, la restaurazione ottocentesca riportò rigore e ordine politico: indossare il rossetto rosso era considerato volgare.

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Le donne dell’epoca infatti preferivano mostrarsi pallide e quasi prive di trucco, solamente con le labbra lucidate con grasso di balena. La puritana regina Vittoria considerava maleducate e scortesi coloro che portavano il rossetto rosso.

Ragazze, non è ancora finita! A pagina 2 scopriremo come il rossetto rosso sia diventato uno dei simboli della resistenza femminile e il ruolo fondamentale di Elizabeth Arden in questa lotta e tante altre interessanti informazioni fino ai giorni nostri! Continuate a leggere!

5 COMMENTI

  1. I miei rossi preferiti sono i rossetti liquidi quelli indelebili… Quindi il Provocalips n. 500 (che hanno comprato anche alcune mie amiche, dopo che hanno visto la resistenza estrema), Pioneer di Maybelline e il rosso di Les Chocolates di Oreal….
    Lo indosso quando mi va, xó noto che da me siamo rimasti quasi ai tempi dell’antica Grecia….

  2. mi piacciono molto questi articoli storici! 🙂
    purtroppo con il rossetto rosso non mi ci vedo (in realtà non riesco a portare nessun rossetto).. ho 34 anni e non l ho mai messo 😀

  3. Bellissimi questi post sulla storia del costume!
    Io sto iniziando adesso a portare i rossetti rossi leggermente più spesso, più che altro perché mi ci è voluto molto per capire la tonalità più adatta a me (rosso mattone/arancio autunnale). Mi piace molto la tinta Sephora n°25 e Chili di Mac, una scoperta recente e molto gradita. Ho anche un’altra tinta di Sephora, la 01, che è un rosso alla Ruby Woo per intenderci. Quella l’ho sempre usata poco perché mi sembravo un clown, invece recentemente l’ho indossata con più soddisfazione perché ho trovato il modo giusto per metterla, ovvero restando dentro i bordi del contorno labbra quasi come se volessi rimpicciolirle. Così il risultato è molto più aggraziato e per niente clownesco.
    I rossetti rossi sono stupendi ma bisogna imparare a maneggiarli!

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