Ciao ragazze!

Ma voi quando andate a fare shopping li mettete da parte gli scontrini? Perché io mi sono resa conto che con la scusa del “costa poco” finisco per comprare molto più del necessario, spendendo cifre inaspettate. Questo vale per l’abbigliamento, per il make-up, per gli accessori… insomma, come tante ragazze mi faccio abbindolare dalle offerte e dai prezzi stracciati, ma senza poi ottenere un vero risparmio!

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Mi è venuto in mente questo post perché ho letto da qualche parte che il celebre marchio di vestiti Abercrombie starebbe affrontando un periodo di crisi. Il motivo? Gli adolescenti di ieri avrebbero fatto di tutto per comprare una felpa da 100 euro di questo brand, mentre quelli di oggi preferiscono andare da H&M, Pimkie e Bershka e acquistare per la stessa cifra anche una decina di pezzi. Il motivo non è solo legato ai soldi, ma ancora di più al fatto che ormai le mode vanno e vengono alla velocità della luce, per cui chiunque voglia restare “al passo coi tempi” si trova costretto a rinnovare il proprio guardaroba ogni poche settimane. Ovviamente questo non vale solo per i più giovani, anzi, coi tempi che corrono è sempre più raro veder fare spese pazze nei negozi di lusso. Come accennavo all’inizio, però, aumenta il rischio di comprare oggetti superflui o di qualità peggiore, che verrano per forza cestinati dopo pochi mesi e utilizzi.

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A questo nuovo “shopping usa-e-getta” si è arrivati abbastanza di recente: ai tempi delle nostre nonne nessuno possedeva armadi pieni zeppi di vestiti, ma era più comune avere pochi pezzi ma buoni, di qualità, confezionati dalla sarta, che sarebbero durati negli anni.

Le sorelle Fontana
Le sorelle Fontana
Coco Chanel all'opera
Coco Chanel all’opera

Con l’avvento delle catene di abbigliamento, ad esempio Benetton negli anni ’60, gli acquisti sono diventati più standardizzati, ma comunque non c’era ancora lo shopping compulsivo di adesso.

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Ormai, invece, siamo abituati a entrare in negozi con infinite possibilità di scelta a prezzi più o meno stracciati, che vengono riassortiti quasi ogni giorno, dove nella maggior parte dei casi la qualità lascia a desiderare (i grandi classici? La maglietta che si riempie di buchi a ogni lavaggio, le applicazioni di perline e paillettes che si staccano senza pietà e i maglioni che si sformano dopo averli messi due volte!)

Ragazze lo riconoscete? È proprio lui, il classico maglione triste e sformato!
Ragazze lo riconoscete? È proprio lui, il classico maglione triste e sformato!

Lo stesso sta succedendo con il make-up: le più grandicelle sapranno bene che brand economici come Kiko, Elf, Essence e Catrice non esistevano fino a poco tempo fa! Le donne avevano trousse di dimensioni “normali”, possedevano giusto lo stretto necessario, ma soprattutto usavano i loro prodotti, non li accumulavano per poi farli scadere! Oggi, invece, accade esattamente il contrario: non conosco ragazza che lasci lo stand della Essence senza almeno 6 o 7 cosine, di cui la metà solitamente inutili, o che si riveleranno deludenti dopo il primo utilizzo! Ormai è cambiata proprio la mentalità delle consumatrici: se ripenso alla Clio quindicenne, mi ricordo che guardavo ai grandi marchi come a qualcosa di irraggiungibile e magico; con il tempo ho capito che non sempre il lusso è sinonimo di qualità, ma per me continua ad essere più “affascinante” un ombretto di Chanel rispetto al suo cugino della Catrice (poi magari finisco per comprare quello della Catrice, non fraintendetemi, ma ragionando in termini di “quale dei due mi fa sognare” non ho dubbi sulla risposta).

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Trovate le differenze ;)
Trovate le differenze ;)

Ricapitolando, la questione è: preferite possedere 20 ombretti di qualità media, lasciati marcire in un cassetto, o 5 fantastici, che sfrutterete fino alla fine? Meglio puntare sulla quantità o sulla qualità? E per l’abbigliamento come vi regolate? Comprate 5 maglioni da 20 euro o uno solo, ma bello caldo, da 100? Sono proprio curiosa di sentire le vostre risposte!