Ciao ragazze!

Come saprete bene siamo nel periodo delle Fashion Week: New York, Milano, Parigi e Londra si susseguono facendoci sbirciare tra i trend di domani. Ma se le sfilate sembrano sempre (fin troppo) proiettate verso il futuro, ci sono episodi che, purtroppo, fanno pensare che molte logiche siano decisamente “indietro“. Mi sto riferendo ad episodi di razzismo bello e buono a cui, purtroppo, si può assistere nei backstage delle sfilate.

In particolare si è parlato tantissimo del post su Instagram di MAC che ha provocato un vero e proprio bombardamento di commenti razzisti e a cui la modella coinvolta ha risposto con la massima eleganza. E anche io ho assistito ad una scena da accapponare la pelle, sempre legata al make-up. Per approfondire, leggete il post!

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Era circa il ’59 quando Helen Williams divenne la prima modella nera che sia stata volto di una campagna mainstream, non specificatamente rivolta alla comunità afro-americana. “Troppo nera” per il pubblico americano, Helen aveva trovato terreno fertile a Parigi, grazie a Christian Dior. Da allora ne è passato di tempo e, sembrerebbe, anche la lotta al razzismo e alle discriminazioni ha fatto molti passi avanti.

ClioMakeUp-mac-razzismo-fashion-week-Aamito-lagum-uganda-labbra-modella-nera-instagram-Helen-WilliamsHelen Williams

Eppure, più di 50 anni dopo, le modelle nere parrebbero non avere, comunque, vita facile. Meno facile, quanto meno, di quelle bianche.

Se non conoscete l’aneddoto che vi sto per riportare, forse ora starete pensato che io stia per denunciare qualche abuso da parte del famigerato “mondo della moda”: decisioni illegittime, snobismi e discriminazioni da parte dei potenti dell’universo del fashion – quei “cattivoni” a cui spesso si imputano colpe e responsabilità che, alla fine, sono attribuibili se non altro anche a molte di noi “comuni mortali”.

Ecco, proprio di questo sto per parlarvi: stilisti, agenti, designer e imprenditori questa volta non c’entrano niente.

ClioMakeUp-mac-razzismo-fashion-week-Aamito-lagum-uganda-labbra-modella-nera-instagram--1La face chart condivisa da MAC preparata da Kabuki per la sfilata di Ohne Titel. Se ve lo steste chiedendo, il colore mozzafiato scelto da Kabuki è il color Matte Royal, un blu-viola scurissimo (19€).

Circa due settimane e mezza fa, durante la NYFW, l’account Instagram di MAC (@maccosmetics) ha pubblicato una foto di profilo che ritraeva il look pensato dal maestro del make-up Kabuki, per la sfilata di Ohne Titel: un paio di labbra viola scurissime – e nient’altro.

ClioMakeUp-mac-razzismo-fashion-week-Aamito-lagum-uganda-labbra-modella-nera-instagram--3La foto è quella che avete visto in copertina, qui la vedete in versione disegno, condivisa dalla modella ritratta per lanciare vari hashtag nati in difesa della diversità. 

Ciò che ha scatenato l’inferno sono state proprio queste labbra: la carnosa e voluminosa bocca che tutte sembrano sognare, a costo di farsi molto male in nome della Kylie Jenner Challenge, ha provocato sdegno razzista e un pericoloso bullismo. Tantissimi gravissimi commenti sotto a quella foto (che ora conta più di 40 mila interventi – e considerate che difficilmente un post di MAC supera i 150 commenti) sono stati poi bannati dai gestori del profilo, ma il danno era ormai fatto.

Le donne nere non saranno mai belle come quelle bianche“, “labbra negre“, “labbra da pesce“, “cacchio, pensavo fosse Jay Z” sono solo alcuni dei più lusinghieri commenti trovati sotto al post.

Ma quali sono state le reazioni di MAC e della modella ritratta in foto? Nella prossima pagina scoprirete quale lezione di eleganza ha saputo dare la modella, dimostrandosi una vera signora, e a cosa ho assistito io, proprio durante questa NYFW!