Insulti feroci, spesso infarciti di razzismo o sessismo. Aggressività gratuita. Violente minacce. Il bullismo online è una realtà con cui chiunque, oggi, ha avuto a che fare direttamente o indirettamente. È a tutti gli effetti un crimine, commesso da persone che sono a tutti gli effetti dei delinquenti, e che proteggendosi con falsi nick name hanno trovato uno sfogo per le loro pulsioni più basse e meschine.

Le vittime si trovano ad affrontare conseguenze devastanti a livello emotivo, e che purtroppo a volte portano a gesti estremi. Fatti gravissimi e spesso legati alla più vergognosa forma di bullismo online, il cosiddetto revenge porn e più in generale le foto osé postate allo scopo di deridere e umiliare le vittime non consenzienti e, spesso, minorenni.

Tuttora in molti Paesi non esiste una legislazione su misura per questo tipo di reati, ma qualcosa si sta muovendo. E una delle persone che più ha contribuito a far emergere un problema che ha già mietuto molte (troppe) vittime è Selvaggia Lucarelli, che soprattutto nell’ultimo anno si è battuta senza risparmiarsi contro il bullismo online. E a chi la accusa di voler solo attirare Like, viene da rispondere che se ce ne fossero di più, di personaggi pubblici che “si fanno pubblicità” in questo modo, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.

Il post di oggi, quindi, è dedicato ad una tematica che da sempre ci sta molto a cuore. Parleremo dell’esperienza di Selvaggia Lucarelli, che ha recentemente svelato i retroscena della sua battaglia in un post che è un pugno nello stomaco. Ripercorreremo i fatti più gravi che hanno portato finalmente al riconoscimento di questo reato e vi diremo come stanno adesso le cose in Italia. Inoltre, vi racconteremo la nostra esperienza come ClioMakeUp, e in particolare quella di Clio, con qualche consiglio utile per chi si trova in questa situazione. Se l’argomento vi tocca – e noi crediamo che tocchi tutti noi – andate avanti a leggere il post.

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COS’È IL CYBERBULLISMO

In senso lato, il cyberbullismo è legato a qualsiasi forma di molestia che utilizza come contatto la rete. Include quindi minacce, commenti razzisti o sessisti, insulti, e pubblicazione senza consenso di immagini, video, dati personali delle vittime. Altre forme di cyberbullismo sono il trolling o il cyberstalking, che viene considerato ancora più pericoloso in quanto mette in pericolo anche la sicurezza fisica della vittima, oltre che la sua sfera emotiva.

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È provato da numerose ricerche che il cyberbullismo provoca delle gravi conseguenze sulle sue vittime: si va dalla distruzione dell’autostima fino alla depressione e alle tendenze suicide. Difatti, negli Stati Uniti una legislazione più accurata in merito al cyberbullismo è stata messa in atto dopo il 2010, quando si sono verificati i primi casi di suicidi di adolescenti in seguito a questi gravi abusi psicologici. È del 2012, ad esempio, il caso di Amanda Todd, morta suicida a 15 anni dopo aver lasciato su YouTube un video di addio, intitolato My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm (La mia storia: lotta, bullismo, suicidio e autolesionismo).



cliomakeup-bullismo-online-haters-4-amanda-toddAmanda era stata vittima prevalentemente di bullismo su internet, e nel video descrive la sua drammatica esperienza con una serie di flashcard. cliomakeup-bullismo-online-haters-5-amanda-todd

“LE PAROLE FANNO PIÙ MALE DELLE BOTTE”

In Italia, tutte ricordiamo, tra gli altri, il caso di Carolina, la quattordicenne uccisa, secondo il padre “da quei 2600 like, fatti di insulti e volgarità, a corredo di un video a sfondo sessuale messo in rete da ragazzini poco più grandi di lei”. Prima di morire Carolina aveva scritto “Le parole fanno più male delle botte”.

Abbiamo letto che persino scienziati, ricercatori e attivisti che per primi hanno iniziato a battersi contro il cyberbullismo ne sono stati a loro volta vittime, tramite furti di identità e dichiarazioni diffamatorie che miravano a distruggere la loro reputazione. (Fonte: en.wikipedia.org). Purtroppo, è un crimine che resta in gran parte sommerso, per vergogna o per paura delle ritorsioni.

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L’immagine di Julia, 16enne morta suicida dopo essere stata vittima di cyberbullismo, lo scorso marzo ha fatto il giro del web. A pubblicarla è stata il padre, che dopo la perdita della figlia ha dedicato la sua vita alla lotta contro il bullismo online.

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LA SITUAZIONE ITALIANA E LA NUOVA LEGGE

Lo scorso 29 maggio in Italia è stata approvata in via definitiva una nuova legge contro il cyberbullismo. La legge definisce “bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro minori. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.” Inoltre: ”Il minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) può rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall’istanza.” Per quanto riguarda le pene, lo stalking informatico commesso con scambio di identità, divulgazione di dati sensibili, diffusione di registrazioni di fatti di violenza o minaccia sarà ora punito con la reclusione da uno a sei anni.  (Fonti: ilfattoquotidiano.it, lifegate.it)

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Un fotogramma dal film “Cyberbully”

CLIOMAKEUP E GLI HATERS

Chi ci segue dagli inizi lo sa: anche ClioMakeUp non è stata certo risparmiata dall’attacco degli haters. Persone che, nel tempo e ciclicamente, hanno espresso commenti aggressivi e veri e proprio insulti, spesso rivolti verso Clio stessa. Ebbene sì, una persona teoricamente “inattaccabile”, una ragazza semplice, positiva e solare, che ha saputo trasformare la propria passione in un lavoro (per giunta in un ambito “tranquillo” come il beauty) e che non ha mai attaccato nessuno… è riuscita ad attirare odio in rete, da parte di perfetti sconosciuti che si sono permessi di infangarla in modo del tutto gratuito. A fronte di alcuni episodi gravi, Clio ha pubblicamente risposto qui.

Alla luce di questa esperienza, che ha coinvolto tutti noi, vogliamo quindi suggerirvi qualche consiglio se anche voi state subendo soprusi di questo genere. Per prima cosa, tenete sempre presente che le persone che vi aggrediscono online sono appunto persone, haters o bulli per la precisione.

NON LASCIATE CHE SIANO I BULLI A DEFINIRVI. E RICORDATE CHE LA DIFFAMAZIONE È UN REATO

Le loro sono opinioni, espresse in molti casi senza nemmeno conoscervi, non verità assolute. Non permettete alle opinioni di gente disturbata di ferirvi e in qualche modo definirvi. Certo, gli insulti fanno male in ogni caso, inutile mentire. Ma è anche inutile, e controproducente, restare inermi ad incassare. Rispondete a tono, prendetevi tempo per analizzare quello che vi è stato detto e confutarlo punto per punto, e se si è arrivati alla diffamazione, ricordate che è un reato contro cui si può sporgere denuncia. I “leoni da tastiera” sono per definizione persone deboli e vigliacche. Spesso basta poco per metterli in fuga. Ma forse il consiglio più importante che possiamo darvi è non restare sole. Nella nostra mente la critica, l’insulto, viene ingigantito e siamo portate a perdere il senso della realtà e far prevalere l’angoscia. È importantissimo quindi avere accanto almeno una persona amica, a cui far leggere i commenti degli haters, parlando di come ci fanno sentire e razionalizzando la situazione.

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E infine vi vogliamo raccontare un aneddoto importante: anche Clio ai suoi inizi, nel 2008, aveva ricevuto costanti critiche meschine da una persona che le continuava a dire che non avrebbe fatto nulla nella vita e che non aveva talento. Beh, la storia ha smentito lei e tutte quelle come lei 🙂

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Come dicevamo, il bullismo online è un reato che purtroppo, nella maggior parte dei casi, resta sotto silenzio e quindi impunito. Nella prossima pagina vi raccontiamo le scoperte scioccanti che ha fatto Selvaggia Lucarelli durante la sua lotta al cyberbullismo, e un messaggio forte per quanto non da tutti condiviso.

73 COMMENTI

  1. Per carità, ottimo che se ne parli, ma peccato che non abbiate citato chi questa battaglia l’ha iniziata davvero ed è davvero vittima, ovvero la Boldrini, che proprio nei giorni scorsi ha pubblicato nomi e cognomi ed i post di Facebook con gli insulti. Per quanto riguarda la Lucarelli, mi dispiace e soprattutto in quanto donna abbraccio la sua battaglia, è spero che anche lei sia meno “bulla” , per coerenza, nei confronti dei poveri vip-ballerini che le capitano a tiro…

  2. È vero. La Boldrini è sempre stata in prima fila in questa (come in molte altre) tematica e ne ha ricevute veramente tante sul web. Come si sono accaniti su di lei! Anche se non posso dire di condividere sempre al 100% le sue idee politiche, è una donna, a mio giudizio, ammirevole, che ha combattuto per temi sociali importanti e sono fiera che una donna come lei sia la nostra terza carica più importante dello stato. Appoggio naturalmente anche Selvaggia nella sua campagna. C’è però da dire che quest’ultima non sia sempre stata coerente al 100% perchè spesso e volentieri ha usato i social per sparlare, spesso a sproposito, contro chiunque le capitasse a tiro. Ovviamente questo non giustifica assolutamente il bullismo di cui è stata fatta vittima e fa bene a denunciarlo e sono contenta che col suo aiuto siano stati chiusi sito di heaters e cyberbulli

  3. È una realtà di avvero inquietante e purtroppo credo impossibile da tenere sotto controllo. Anche per ben se io denuncio una persona per cyberbullismo, qualche avvocato e giudice lo difenderà dicendo che sono io che lo sto diffamando. Questo è quello che va storto.

  4. È un tema delicatissimo, penso a tutti i ragazzi che lo subiscono e non sanno a che fare, al fatto che tra qualche anno anche mio figlio saprà usare i social e mi vien paura. Soprattutto perché spesso, in gruppi assolutamente impensabili, ti senti rispondere ai commenti con una aggressività spaventosa. Un esempio banale: ieri una mamma diceva che i pensionati che portano via tempo ai medici devono andare tutti all’ospizio. Con gentilezza ho risposto che invecchieremo tutti e io non mi auguro di finire all’ospizio ( mi sembrava un indulto bello e buono agli anziani. Chi li frequenta o ne ha avuti in casa sa bene quanto siano fragili certe situazioni). Per tutta risposta mi è saltata in testa dicendomi che volevo far polemica e basta… Non so. Cose così accadono sempre più spesso in qualsiasi contesto, basta leggete alcuni commenti sotto le stesse pagine di Clio. Io sono per la tolleranza zero al sopruso, incluso il cyberbullismo e inclusa la maleducazione online. È da li che si parte e può solo peggiorare.

  5. Infatti, anche io trovo che la Lucarelli abbia fatto spesso una sorta di soft-bullismo sfruttando la sua posizione sui social. Certo, facendo le dovute differenze.

  6. Ciao Straikikki, non è stata citata perché abbiamo scelto di dare al post un taglio diverso, ma è al centro dell’articolo della Lucarelli a cui il nostro si riferisce. Ciao!

  7. A tratti ho seguito la lotta della Lucarelli, così come della Boldrini, ce ne fossero come loro…Selvaggia si è esposta tantissimo, si è resa ancora più vulnerabile, attaccabile, di pazzi criminali ne girano parecchi…e con dei figli non lo so se avrei avuto la sua tenacia, il suo coraggio di perorare anche le cause di altri…è ammirevole. Ha tutta la mia solidarietà, come Donna, come essere umano.

  8. Leggendo questo post la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: per fortuna non ho Facebook, infatti la maggior parte di queste cose non mi hanno mai coinvolta.
    Penso che la Lucarelli abbia ragione sul voler diffondere i nomi dei bulli ma prima bisogna risolvere il problema alla radice. Credo che la maggior parte dei bulli siano dei maleducati privi di rispetto verso il prossimo. Spetta ai genitori insegnare cosa è l’educazione, cosa è giusto o sbagliato fare nella vita reale e sul web. Ritengo che il genitore sia uno dei lavori più difficili al mondo ma quando si insegna ai propri figli fin da piccoli come comportarsi, penso che una mamma e un papà possano sentirsi veramente realizzati perché gli hanno dato le basi su cui crescere per vivere bene assieme agli altri.
    Sarebbe giusto che Facebook concedesse le password dei ragazzi ai genitori così che i genitori possano controllare gli eventuali bulli e far capire loro che ciò che stanno facendo è sbagliato. Prima si deve cercare il dialogo e il confronto, poi si può passare all’azione

  9. La penso come te.. anch’io seguo da molto la sua battaglia e anche lei è da mesi che pubblica screenshot con nomi e cognomi… lei come personaggio può piacere o non piacere, ma in questo frangente secondo me va solo ammirata e supportata, dovrebbero in molti prendere esempio.
    Uno dei punti della sua battaglia che secondo me non è da sottovalutare è il fatto che Facebook non prende nessuna parte, resta sempre neutrale, non fornisce mezzi adeguati per far fronte ai bulli…(Zuckenberk ha più volte dichiarato che il problema non è suo e che gli utenti devono avere la libertà di risolvere tra loro le questioni.. tranne cambiare leggermente idea negli ultimi tempi – ma non so di quanto..)
    Anche Mentana negli ultimi giorni ha pubblicato un post dove parlava proprio di questo, del fatto che Facebook dovrebbe mettersi in mezzo per fermare il fenomeno…. speriamo che a forza di parlarne qualcosa si muova….

  10. Selvaggia, non un politico ma una celebrità, sta facendo quello che dovrebbe lo Stato, ossia servizio pubblico. E su una cosa in particolare ha ragione da vendere: la certezza della pena. Secondo me il più grande problema in Italia è proprio questo: la gente continua a delinquere beatamente perché sa di essere impunita; non c’è posto in galera per ladri, assassini e stupratori, che vuoi che sia un insulto online. w l’italia.

  11. Riprendo la prima parte della frase che dice Selvaggia qui sopra “NON SI INSEGNA NULLA A QUESTA GENTE.”… lo dicevo ieri nel post di Carter e del fatto che fosse bullizzato a causa della sua magrezza e ne ho la conferma anche con qualche frase qui sotto… non c’è niente da fare con certa gente, puoi colpirli solo dove gli fa più male… FACCIAMO I NOMI! LEVIAMO I LENZUOLI CHE SI METTONO ADDOSSO AL TG PER NON FARSI VEDERE! Comodo fare così dopo che si “uccide” qualcuno è??? Io non ho social e non li seguo proprio per questo motivo. Internet è uno strumento meraviglioso, non smetterò mai di dirlo, ma è altrettanto maledetto se usato male e se in mano a persone cattive e CODARDE!
    Continuo a non capire questa gente, non riesco proprio… cosa sentono quando offendono qualcuno??? Non capisco la gioia che riescono a provare! Sono dei malati che si nutrono di queste cose.
    Ho appena finito di vedere 13 e avevo già visto il film “Cyberbully”… SONO SPAVENTOSI! So qualcosa della Lucarelli e dalle cose che avete scritto qui credo di essere assolutamente d’accordo con lei ma andrò a leggere di più. Che una persona “normale” faccia questo invece del nostro Stato è allucinante ma allo stesso tempo GRANDIOSO! Dovrebbero imparare da lei a non aver paura ma esporsi è solo per gente CORAGGIOSA. Grazie Selvaggia!

  12. I bulli sono sempre esistiti..il problema della società moderna è che chiunque si può nascondere dietro ad uno schermo e fare il bullo!così molti frustrati che nella vita reale non avrebbero il coraggio di dire mezza parola, si ritrovano ad essere loro gli aguzzini.
    Ciò detto personalmente mi sta sulle balle la Lucarelli, è incoerente!appoggia una battaglia giusta, ma poi lei?lei è la prima che nella vita ci è andata anche pesante schernendo alcuni vip (invidia?), quindi che dovrei pensare?che ora si è pentita, o che quando ha ricevuto la sua stessa medicina le ha fatto male?
    Appoggio queste battaglie, perché il web ci “deumanizza”, ma non appoggio lei come essere umano

  13. Quello che tu dici in Italia sulla certezza della pena è ahimè corretto, una tristissima realtà nostrana. Però riguardo il cyberbulli è un problema un po’ di tutti gli Stati, non solo il nostro. In generale credo che da nessuna parte si sia veramente trovata una soluzione al problema, forse manca ancora la percezione della gravità del problema, nonché la sensibilizzazione da parte dell’opinione pubblica.

  14. Concordo sui gruppi più impensabili. Alcuni mesi fa mi ero iscritta a un paio di gruppi di amanti della lettura su Facebook, pensando di trovare un ambiente sereno in cui scambiarsi consigli sui libri. Purtroppo ho trovato anche dei commenti di una maleducazione e un’aggressività assolutamente ingiustificate e dopo poco tempo ho preferito abbandonare i gruppi.

  15. Non uso molto Facebook, ma ho notato che nei commenti alla pagina di Clio (e su YouTube e Instagram) spesso si scatenano discussioni con insulti gratuiti. Forse non è cyberbullismo vero e proprio, ma credo che sia preoccupante, anche perché Clio ha sempre espresso le proprie opinioni in modo pacato e senza offendere nessuno, quindi pensavo che chi la segue potesse prendere esempio. Penso che anche questi comportamenti dovrebbero essere monitorati con attenzione e chi offende dovrebbe avere una sanzione di qualche tipo (so che è più facile a dirsi che a farsi), perché la libertà di parola deve andare di pari passo con l’assunzione delle proprie responsabilità.

  16. Buongiorno a tutte ragazze. Tema caldo, ma la verità è che (io non ho Facebook e una marea di altre cose ‘social’ per scelta, fondamentalmente per tempo da buttare che non ho) la tendenza a prendere in giro, bullizzare e tormentare non è solo social, è nella natura di certe (brutte) persone che incontriamo ogni giorno, nella vita vera. I social col loro pseudo-anonimato facilitano la vigliaccheria, ma quel che io mi chiedo sempre è: perchè? Perchè le persone siano così infelici, arrabbiate e incattivite da buttarsi su ogni tema con tanta veemenza. Perchè vogliano sfogare la loro delusione, frustrazione, insoddisfazione sugli altri. Come dice Ila nel post qui sotto, anche sull’Instagram di Clio (che è l’unico che seguo, e quindi mi sembra ovviamente riservato a persone che la ammirano e stimano, o farebbero altro, no?) si trovano commenti sempre gratuitamente fuori luogo: su lei, sulla bambina poi…. quelli li trovo di una bassezza senza pari! Ammiro sia Clio che Selvaggia Lucarelli (che non mi piace per altri aspetti) per voler continuare ad essere ‘aperte’ al confronto, io pur di non dare il fianco a certi personaggi avrei chiuso tutto subito! Non è solo per permalosità, è che è uno spreco di tempo anche solo leggere cose sciocche, senza fondamento, senza logica!

  17. cara Eli.Be, tocchi un punto cruciale: dovremmo considerare l’educare un altro essere umano il dovere, la gioia e la soddisfazione primaria di un adulto. Così non è, ahimè. Ti assicuro che conosco una marea di genitori che si preoccupano di comprare l’ultimo I-phone al figlio ultraminorenne ma se ne fregano di come si comporti (male) a scuola coi compagni e con gli insegnanti.

  18. Diciamo che in queste battaglie il primo che non vuole aiutare è Facebook.

    Proprio 2 gg fa, mentre ero al PC a lavorare ho visto un programma su Foxcrime. Era il caso di Chantal vittima di bullismo ad Amsterdam e il primo che si è rifiutato di dare i dati di chi L’ha bullizzata è stato Facebook. C’è stato un primo processo dove quei buffoni hanno detto che l’utente ha cancellato i dati e che non si potevano recuperare. E voi ci credete? Bene non ci ha creduto nemmeno il giudice. Purtroppo l’unica info che ho trovato su internet, la trasmissione era di 2 anni fa, è che Facebook ha dovuto far entrare due tecnici estranei per esaminare i loro uffici.

    Ho pensato: ho fatto proprio bene a non iscrivermi mai.

    Mi basta poi leggere i bei commenti che trovo sotto i video di YouTube, non solo di Clio, ma di qualsiasi video, per farmi capire l’odio e lo schifo che circolano. E Youtube è l’unico social che per gli esperti possa avere delle esternalità positive e che difficilmente da solo può creare dipendenze.

    Ho notato da un po’ di mesi che anche qui sul blog, monitorate molto più di prima, e io che scrivo qui sotto da quando lo hai aperto il blog Clio, capisco e fai bene anche se possono essere filtrati messaggi che contengano semplici link o che potrebbero generare malumore. Perché spesso si sono accesi pure qui i toni, certo nulla, rispetto ciò che ho visto succede là fuori, nel World wide web.

  19. Io seguo il blog di Clio quasi dagli inizi e ricordo che, quando fu introdotto il team per la prima volta, ci fu un diffuso malumore spesso con attacchi costellati di insulti e cattiveria gratuiti… Io queste cose non le capirò mai: se non ti interessa una cosa, semplicemente evita di leggerla, non ha senso leggerla per poi riempire i commenti di male parole…detto questo mi rendo conto di quanto sia difficile, al gg d’oggi, gestire un blog/ una pagina fb o un account social…

  20. E io, infatti, da privata preferisco non avere account su quei social. Tanto le notizie che m’interessano le trovo lo stesso e il blog di Clio e suoi prodotti posso comprarli ugualmente.

  21. Un problema è che tutti si sentono in diritto di dire di tutto: fa niente che non li rigurdi, fa fa niente che non ne sappiano niente, fa niente che non conoscano la situazione, fa niente che non sia una persona con cui si è in confidenza, l’importante è dire la propria. Tanto ci sono i social, i social non sono fatti per dire la propria e farsi vedere? Oppure “si può di dire che questo non mi piace, ho il diritto di esprimere un parere negativo ect…”. Poi si dicono le cose in modo violento e maleducato (perchè le posizioni forti sono quelle che contano, la moderazione e la democrazia sono da sfigati e non ti fanno prendere like..) e vieni bannato sembra che si viva in un mondo di censura.
    L’altro problema è che quando i social e internet incontrano la maleducazione e la mancanza di cervello escono fuori le cose più aggressive e ignoranti mai viste.
    Questo per quanto riguarda la parte adulta. E ci sarebbe anche tutto il nodo della privacy su internet e al tempo dei social network che legalmente non so se sia risolto o in studio. E anche i siti di disinformazione contro cui nessuno fa niente, ci dovrebbe essere qualcuno che controlla cosa si scrive? Non è per niente banale la cosa…
    Per quanto riguarda i ragazzi: che a tredici anni molti siano senza cervello e bulletti si sa. Anche senza internet era così. I social amplificano la cosa all’ennesima potenza e non ci si rende neanche conto di dove si può arrivare. I bulletti diventano automaticamente bulli di proporzioni colossali. Bisognerebbe bloccare subito insulti e foto partiti da profili di minori, sia fatto da FB direttamente che dopo segnalazioni. Dare i dati dei bulli, chiudere le pagine subito in via preventiva.

  22. Ma di quando è il contrario, nessuno ne parla? Di quando questi pseudo vippetti che si credono Dio in Terra offendono a tutto spiano solo perché dici la tua, oltretutto la verità?? Io per essermi permessa di aver commentato sotto una foto di Mia Cellini (non il Padreterno, una buzzicozza qualunque molto simpatica e alla mano, almeno sembrava) il fatto che fosse truccata (cosa peraltro vera) mi si è scatenato contro il mondo, pseudo cugine, pseudo sorelle, membre del clan delle buzziche, e mi sono presa di cagna, di pu****a e di sfigata, per citare i più gentili. Questo per voi come si chiama? Pseudovipbullismo?

  23. Secondo me hai toccato la questione cruciale: l’educazione. L’educazione nella gestione dei conflitti, nel comprendere empaticamente cosa può ferire il prossimo (e non usare queste “debolezze” contro l’altro), nel saper gestire la propria rabbia senza rovesciare cattiveria sugli altri.
    Mi capita troppo spesso di sentire riportate (o di assistere in prima persona a) scene di litigi in famiglia in cui i genitori per primi operano violenza psicologica sui figli. Certe parole non devono essere usate né con i famigliari né con estranei. Poi, logicamente, questi figli mettono in atto quello che hanno imparato in famiglia con il mondo esterno, anche sul web. Cresceranno e, probabilmente, manterranno la stessa modalità di rapportarsi con gli altri, perché per loro sarà la normalità.

  24. Hai ragione. I social guadagnano miliardi di dollari, non hanno assolutamente paura di una persona che muore perché è vittima del bullismo. A loro non cambia niente.

  25. Spero che sia passata, ormai sono distanti 4 anni. Però ho passato 6 mesi di inferno. Paranoia all’ennesimo potenza.

  26. Ormai sono passati 4 anni ma davvero sono stati 6 mesi all’epoca in cui ogni volta che suocnava il campanello perché c’era una raccomandata da firmare, diventavo matta perché pensavo ricevere una lettera di un avvocato.

  27. E sono dei bugiardi. Facebook è un bugiardo, promette che la privacy dei suoi utenti è importante, ma non specifica la privacy di chi, della vittima o del bullo. Ed è sempre il bullo a venire difeso. Mi sembra ridicolo.

  28. Sì, sono d’accordo con te, e probabilmente la mancanza di legislatura adeguata in vari paesi è da imputare al fatto che il web, cyberbullismo, responsabilità dietro alla tastiera eccetera siano materia relativamente nuova e moderna, pertanto immagino ci vorrà ancora tempo.
    Quello che mi spaventa è che la cattiveria e l’inciviltà trovino terreno fertile quando lo Stato è assente, alla fine la vittima si uccide e il bullo è tutelato per la privacy e minkiate varie. L’Italia è un paese che tutela i carnefici, mai le vittime, qualsiasi sia il reato.

  29. Ridicolo e spaventoso. La privacy non esiste. Io ero iscritta e lo sono stata per anni poi ho deciso di chiudere l’account. Però lo si può solo disattivare e non cancellare definitivamente. Quindi i tuoi dati rimanevano li, sospesi. Per cancellarlo ho dovuto fare richiesta e nessuno sa di dover fare questa procedura quindi i loro dati rimangono nel limbo.

  30. Sicura? Io avevo letto che era laborioso ma puoi chiedere la cancellazione. Quello di Amsterdam ha chiesto la cancellazione. Poi che certi dati, come indirizzo IP e altro restino ok.. verifica. Io sono per boicottare Facebook.
    Scusa.. ho letto ora per lungo il tuo messaggio. Brava. Era quello che dicevo di fare

  31. Non credo che non si sappia quanto è grave il problema. Credo che il dio denaro sia sempre più forte e poco importa a questo o quello Stato e questo o quel social di perdere un cittadino e un iscritto perché vittima di bullismo. Il business c’è un social di proporzioni mondiali muove troppi soldi.

  32. Infatti ho fatto richiesta e ho ottenuto la cancellazione dell’account, non solo la disattivazione.

  33. Si, ho letto ora per lungo il tuo messaggio. Hai fatto benissimo. È qualcosa che andrebbe “reclamizzato” il fatto che non sia immediata la cancellazione fa innervosire.

  34. Questo post è molto impattante proprio a ridosso dell’inizio di un nuovo anno scolastico, anno in cui mio figlio neo quattordicenne inizierà la scuola superiore. Già alle medie è stato vittima di bullismo in classe e pensare a ciò che potrebbe accadere su un qualsiasi social mi spaventa moltissimo. Io nel mio piccolo ho sempre cercato di sensibilizzare su questo tema, ma ahimè i genitori che non ci sentono sono proprio quelli che non si rendono conto che i loro figli si “divertono” in un modo agghiacciante e insensato. Questi genitori che non offrono ai figli nient’altro che frustrazione perchè devono sempre essere i migliori in tutto, che devono avere le giuste amicizie e non si accorgono che una delle cose che servono per crescere è imparare cos’è il rispetto, per cui se in famiglia non ci si rispetta si imparerà che l’unico modo di vivere è insultare, bullizzare e usare violenza (in questo caso psicologica) per arrivare ad essere “qualcuno”. Io sono rimasta basita quando una prof di mio figlio lo ha definito un “ragazzo d’altri tempi” perchè non era detto in senso positivo, tra le righe c’era il messaggio che per difendersi doveva a sua volta diventare come loro!!! Sono fiera di essere riuscita a trasmettere a mio figlio quei valori che per me e mio marito, così come per i nostri genitori, sono fondamentali: Il rispetto, il volersi bene, l’aiuto, l’ascolto, parlare e essere capaci di dire “grazie, prego, scusa”…..il mondo e in particolare quello che c’è dietro un computer nasconde insidie inimmaginabili così come la violenza che ne provoca l’utilizzo falso, viziato e sbagliato.
    Vi ricordate la ragazzina di Pordenone che a gennaio 2016 aveva deciso di uccidersi? Un professore della sua scuola ha scritto questo messaggio che io condivido in ogni suo punto:

    “Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi. Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
    No, non è morta. ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la colonna vertebrale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile senza poter comunicare con gli altri normalmente.
    “Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni. Allora io adesso vi dico una cosa e sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
    Quando la finirete? Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
    Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, si, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “t….a di perda”, i vostri “figlio di p…..a”, i vostri “devi morire”.
    Quando la finirete di dire “Ma si, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”? Quando la finirete di ridere e di ridere così forte quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
    Che cosa deve ancora succedere, perchè la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
    E poi voi, voi genitori, si. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte. Quando la finirete di chiudere un occhio? Quando la finirete di di dire “Ma si, ragazzate”? Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono? Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
    Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perchè da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?
    Perchè quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell’età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto non hanno detto.
    E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare una parola, una sola che è :”Basta”

    Scusate il post infinito, ma non potevo non citare queste parole. Grazie team

  35. Nonostante la nobile causa non non me non me la sento di erigere monumenti alla signora Lucarelli. Sopratutto quando quando in passato si è atteggiata da vera bulli e invitava il suo funzionamento club nei profili di chi la criticava per aggrediti. Spero a questo punto che abbia capito

  36. Hai ragione a partire dalla certezza della pena e mi chiedo perchè in Italia le pene devono essere: ” (…) da 1 a 6 anni….” ad esempio? Perchè per stupro la pena è da 3 a 7/10 anni e poi lo stupratore con la condizionale non fa neanche un giorno perchè ha le attenuanti di chi non ha mai commeso un reato? e le donne o tutte le persone bullizzate che diritti hanno?? Di questo però ne parliamo noi qui e ora!!

  37. Io resto del parere che prima dei 14 anni un bambino non debba essere lascito da solo con un compiuter e non debba avere accesso a chat e social network perchè prima di quell’età non li si sa gestire, fanno fatica gli adulti figuiamoci i bambini. Questo per evitare, oltre al cyberbullismo, anche il sexting, gli addescatori e i contenuti inappropriati. Molti socialnetwork e siti hanno un’età minima ma non viene mai rispettata. Su facebook è pieno di profili di bambini, fatti all’insaputa o anche con il consenso dei genitori, da brivido.
    un’altra cosa… prima di mettere un compiuter collegato ad internet in mano al proprio figlio bisognerebbe saperlo usare un minimo, non si può essere ignoranti in materia e poi cadere dal pero e indignarsi quando succedono i pasticci. non sai usare il PC, inpari con un corso, un amico, un professionista e POI insegni a tuo figlio, altrimenti lo metti inbocca al leone e basta!

  38. Grazie per aver postato questa lettera che ha molto da insegnarci. E in bocca al lupo per tuo figlio, è fortunato ad avere una mamma che gli ha trasmesso questi valori, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Un abbraccio

  39. È preoccupante questa generazione di adolescenti. Io avuto problemi alle medie, alle superiori per fortuna si adottava il vecchio metodo dei gruppetti e del parlarsi alle spalle se proprio.
    Secondo me fa bene rendere pubblici nomi ecc, la scrivono in un gruppo chiaro con il loro nome in bella vista la loro cattiveria, hanno vergogna quando a vederla può essere chiunque e non solo quei 5 dementi che danno loro man forte.
    Se penso al futuro di un ipotetico figlio ho paura che possa essere vittima ma anche carnefice… In fondo non penso che nessuno di questi fosse stato educato a comportarsi così. Spesso sono i più insospettabili a portare avanti queste porcherie.

  40. Sono d’accordo anch’io sui gruppi impensabili, non ho FB personale nè alcun social, un paio di anni fa, spinta da alcune amiche di un forum che seguivo ormai risucchiato da FB, mi sono fatta un profilo anonimo per rimanere in contatto con loro, sono rimasta basita dalla violenza, aggressività e arroganza che trovi parlando di qualsiasi banalissimo argomento (cibo, cosmetici, libri, serie tv, moda, viaggi, ecc), sembrano diventati tutti ultrà da stadio, polarizzati fra bianco e nero, giusto e sbagliato, chi urla più forte vince, non sembra esserci spazio per un confronto civile e, in Italia, è soprattutto fra adulti, anche over 40/50, altro che ragazzini…! Il bullisimo fra teenager cmq è sempre esistito sin dai tempi del libro Cuore, sono solo cambiate e aggiornate le modalità, a me fecero di tutto solo perchè ero l’unica di campagna in una scuola esclusiva di città: birra nell’imbottitura della giacca a vento, grasso del motorino fra i capelli, petardi e sigarette accese tirati addosso, “il gioco del silenzio” per cui per mesi nessuno ti rivolgeva la parola e fingeva che tu non esistessi, la variante “we are the world” per cui appena aprivi bocca ti cantavano sopra per non farti parlare, ecc

  41. Che poi ‘privacy’ mi fa proprio ridere. Non ho mai voluto fb, però so che quando ti iscrivi cedi a loro i diritti di tutto ciò che posti e che non esiste una cancellazione totale dell’account. E poi parlano di tutela di privacy e sempre a favore dei bulli…

  42. Purtroppo questi nuovi colossi della tecnologia e di Internet sono più forti di Stati interi. Mi viene in mente quel caso dell’anno scorso in cui la Apple si è rifiutata di dare all’FBI i dati dello smartphone di un loro utente durante un indagine che se non ricordo male riguardava presunto terrorismo. Io rabbrividisco quando penso al potere che hanno coloro che stanno dietro Google, Apple, Facebook ecc … Sono veramente piú forti di una nazione. E poi, come dici tu, per loro il dio denaro viene prima di tutto, non importa se così facendo si sostengono cyberbulli, criminali o peggio ancora terrorismo! Capisco che per una società privata i soldi siano l’obbiettivo, ma mettere a repentaglio la collettività, senza che nessuno riesca a fermarli… Boh

  43. 🙁 che cose terribili che ti hanno fatto. i bambini e gli adolescenti sanno essere dei piccoli mostri. io lavoro a scuola (faccio l’ educatrice con ragazzi disabili) e mi sono scontrata spesso con queste realtà. noi adulti abbiamo un’ enorme responsabilità: quella di non minimizzare, di non voltarci dall’ altra parte, chiudere un occhio (o tutti e due in certi casi). quello che ti chiedo è: dov’ erano gli insegnanti quando i tuoi compagni si comportavano così?

  44. Sii forte, sostieni e proteggi tuo figlio che sicuramente con i vostri insegnamenti diventerà Uomo, un grande uomo, un bravo uomo. La lettera del Professore è perfetta…dovrebbe leggerla ogni ragazzino, ogni genitore.

  45. Io ho disattivato il mio profilo nel 2010, ma ho capito che non era stato cancellato solo quest’anno. Per fortuna mi ricordavo ancora la psw e ho potuto cancellarlo definitivamente.

  46. Bellissime parole, un professore davvero in gamba e che incarna esattamente ciò che dovrebbe essere questa professione… Ci sarebbe un bel discorso da fare, sugli insegnati, in merito al bullismo, poiché sono troppi quelli che ancora prendono il fenomeno sotto gamba… Quelli che rispondono ai ragazzi di rivedersela tra loro… Quelli che a loro volta, sottilmente, bullizzano gli alunni…. Sarebbe interessante parlare anche di questo fenomeno. Ricordo ancora che quando ebbi problemi di bullismo a scuola e andai dalla preside, mi rispose che tanto quei ragazzi facevano la terza media e a breve se ne sarebbero andati, dovevo sopportarli solo per qualche mese… BEL SOSTEGNO!!!! Oggi le sputerei in un occhio, ma a 12 anni non sai come reagire….

  47. Purtroppo nella scuola come in altri contesti quello che non si vuole vedere non esiste. Per fortuna però ci sono anche prof che parlano!!

  48. Ciao! io invece credo che l’educazione rivesta un ruolo fondamentale nel firmare il futuro bullo. Forse nessuno educa il figlio ad essere bullo, però ci sono genitori che non controllano quello che fanno i figli o le loro amicizie. Inoltre quanti genitori fanno commenti razziali o sessisti magari a cena davanti alla TV, ed il figlio assorbe? Se tu genitore, davanti alla TV dai della scimmia all’immigrato, della **** alla tua collega di lavori che ti sta antipatica, del deficiente al bambino down dei tuoi vicini, tuo figlio sente ed assimila. Credimi queste cose succedono. Certi genitori sono incivili ed i figli vengono di conseguenza. Non è solo quello che si dice direttamente al figlio ad educarlo, ma anche quello che il figlio vede fare.

  49. Spero che tutto vada per il meglio per tuo figlio nella nuova scuola.
    La cosa preoccupante, come dici tu, è che spesso sono gli stessi genitori che minimizzano la cosa invece di dargli una bella tirata d’orecchi.

  50. Hai ragione. Purtroppo sono gli stessi genitori che fanno il cattivo esempio e poi davanti al figlio bulletto che il prof, ad esempio, reguardiscd e convoca si giustificano con “ma si, una ragazzata”. Basta minimizzare! Dategliela questa tirata d’orecchi ogni tanto sia ai figli che a voi stessi perché siete genitori senza un minimo di educazione e sensibilità!!!

  51. Purtroppo è così, ma io spero che nel lungo periodo tutte queste situazioni possano migliorare….i ragazzi non sono buoni o cattivi, ma hanno dei buoni o cattivi esempi da seguire!!! Nel mio piccolo spero di lasciargli quel bagaglio di valori che per me sono fondamentali. Grazie

  52. Ho seguito Selvaggia Lucarelli per anni. Ho smesso quando ho capito che fomentava odio, deride pubblicamente la gente, a volte anche in modo veramente cattivo. Quando diceva che il figlio di Belen era brutto? Questo cosa sarebbe?
    Adesso che faccia la paladina anti bullismo, lei da che pulpito.

  53. Certo, è anche vero quello che dici tu, eppure certe volte i figli prendono un percorso che non c’entra niente con gli insegnamenti dei genitori e la loro educazione, non solo nell’ambito del cyber bullismo, ma anche con fatti peggiori e mi spaventa sempre un po’ sapere che ci sono questi ragazzi, magari molto “deboli” da farsi corrompere da compagnie sbagliate o convinzioni malate.
    Mi lascia molto perplessa, tutto qui. Mi fa capire che la mente umana è molto corruttibile, tutto qui.

  54. Esatto. La prima bulla è proprio lei. Offende pesantemente chi non condivide le sue idee. Per non parlare poi di come di comporta in TV, una cosa vergognosa. Se anche lo dice direttamente, senza nascondersi dietro ad un nickname, quello che esprime è pur sempre da persona maleducata.

  55. era una classe molto turbulenta (sezione G, solo 4 ragazze su 20) in cui avevano inserito tutti i soggetti a rischio e i disturbatori, io ci sono finita per caso perchè venivo da fuori ed ero un outsider, i bulli sfidavano e provocavano apertamente anche gli insegnanti, alla prof di arte fu “caldamente consigliato” il prepensionamento anticipato dopo aver dato una sberla a uno di loro che l’aveva portata all’esasperazione facendolo passare in un secondo da carneficie a vittima, per la birra e il grasso mi venne detto che potevo anche esseri sporcata da sola, per le sigarette e i petardi che tra la folla non potevo essere sicura di chi fosse stato, per il silenzio e le canzoni che rano solo un “gioco” e stavo facendo la vittima musona, ecc prefrivano tutti girare lo sguardo dall’altra parte, avevamo anche un disabile in classe e lui spesso chiedeva protezione a me invece che all’insegnante.

  56. Mi vengono in mente alcuni fatti di cronaca degli ultimi anni con bambini di 11-12 e anche più piccoli anni bullizzati, ricattati e adescati via PC. Ma a quell’età chi cavolo li ha lasciati soli con internet? Che cosa si aspettavano i genitori?
    Se il PC fosse stato spento e usato solo quando serve insieme a mamma e papà tutti questi fatti orribili non sarebbero mai accaduti.

  57. Ahimè questo è un problemone che dimostra quanto la mente umana stia raggiungendo livelli di follia terrificanti.
    Qualche anno fa una ragazzina adolescente delle mie parti si è suicidata a causa di calunnie scatenatesi su quell’inutile inferno che è Facebook. E c’è gente che ci lotta ogni giorno.
    Poi, mi capita spesso di vedere su Instagram i commenti a certi post, e non manca mai l’insulto, anche dove non c’entra un accidente! Ma perché??? Bah, tutto questo odio mi preoccupa e mi amareggia. Famiglia e scuola possono certamente aiutare a contrastarlo o magari anche a stroncarlo sul nascere, ma spesso la mente dei ragazzi devia in modo incontrollabile, e ad ogni modo a fare schifo sul web sono anche gli adulti. Chissà, magari la minaccia di finire al fresco servirà a farli calmare? Lo spero proprio.

  58. Ho pensato la stessa cosa. Paradossale ironia; una bulla che si fa paladina della giustizia in nome di vittime di bullismo. È chiaro che per lei trattasi di business. Proprio lei che violenta con le parole le belle donne, aventi la sola colpa di non essere in carne quanto lei.

  59. Ok. Ma ai genitori maleducati chi l’insegna l’educazione? Come vai a dire ai genitori dei compagni bulli di tuo figlio “ehi, quando vedi dei personaggi in TV bada a come li chiami, che tuo figlio ti sente anche dalla stanza accanto!”…? E soprattutto, che utilità può avere quando ormai il ragazzo ha 15 anni?

    Un adolescente che ha sempre fatto quello che vuole non dà retta più a nessuno, di sicuro non ai genitori della sua vittima: anzi, il loro intervento farebbe sembrare ancora più sfigata la persona che è corsa da mamma e papà per farsi difendere…

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