Insulti feroci, spesso infarciti di razzismo o sessismo. Aggressività gratuita. Violente minacce. Il bullismo online è una realtà con cui chiunque, oggi, ha avuto a che fare direttamente o indirettamente. È a tutti gli effetti un crimine, commesso da persone che sono a tutti gli effetti dei delinquenti, e che proteggendosi con falsi nick name hanno trovato uno sfogo per le loro pulsioni più basse e meschine.

Le vittime si trovano ad affrontare conseguenze devastanti a livello emotivo, e che purtroppo a volte portano a gesti estremi. Fatti gravissimi e spesso legati alla più vergognosa forma di bullismo online, il cosiddetto revenge porn e più in generale le foto osé postate allo scopo di deridere e umiliare le vittime non consenzienti e, spesso, minorenni.

Tuttora in molti Paesi non esiste una legislazione su misura per questo tipo di reati, ma qualcosa si sta muovendo. E una delle persone che più ha contribuito a far emergere un problema che ha già mietuto molte (troppe) vittime è Selvaggia Lucarelli, che soprattutto nell’ultimo anno si è battuta senza risparmiarsi contro il bullismo online. E a chi la accusa di voler solo attirare Like, viene da rispondere che se ce ne fossero di più, di personaggi pubblici che “si fanno pubblicità” in questo modo, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.

Il post di oggi, quindi, è dedicato ad una tematica che da sempre ci sta molto a cuore. Parleremo dell’esperienza di Selvaggia Lucarelli, che ha recentemente svelato i retroscena della sua battaglia in un post che è un pugno nello stomaco. Ripercorreremo i fatti più gravi che hanno portato finalmente al riconoscimento di questo reato e vi diremo come stanno adesso le cose in Italia. Inoltre, vi racconteremo la nostra esperienza come ClioMakeUp, e in particolare quella di Clio, con qualche consiglio utile per chi si trova in questa situazione. Se l’argomento vi tocca – e noi crediamo che tocchi tutti noi – andate avanti a leggere il post.

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COS’È IL CYBERBULLISMO

In senso lato, il cyberbullismo è legato a qualsiasi forma di molestia che utilizza come contatto la rete. Include quindi minacce, commenti razzisti o sessisti, insulti, e pubblicazione senza consenso di immagini, video, dati personali delle vittime. Altre forme di cyberbullismo sono il trolling o il cyberstalking, che viene considerato ancora più pericoloso in quanto mette in pericolo anche la sicurezza fisica della vittima, oltre che la sua sfera emotiva.

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È provato da numerose ricerche che il cyberbullismo provoca delle gravi conseguenze sulle sue vittime: si va dalla distruzione dell’autostima fino alla depressione e alle tendenze suicide. Difatti, negli Stati Uniti una legislazione più accurata in merito al cyberbullismo è stata messa in atto dopo il 2010, quando si sono verificati i primi casi di suicidi di adolescenti in seguito a questi gravi abusi psicologici. È del 2012, ad esempio, il caso di Amanda Todd, morta suicida a 15 anni dopo aver lasciato su YouTube un video di addio, intitolato My Story: Struggling, bullying, suicide and self harm (La mia storia: lotta, bullismo, suicidio e autolesionismo).

cliomakeup-bullismo-online-haters-4-amanda-toddAmanda era stata vittima prevalentemente di bullismo su internet, e nel video descrive la sua drammatica esperienza con una serie di flashcard. cliomakeup-bullismo-online-haters-5-amanda-todd

“LE PAROLE FANNO PIÙ MALE DELLE BOTTE”

In Italia, tutte ricordiamo, tra gli altri, il caso di Carolina, la quattordicenne uccisa, secondo il padre “da quei 2600 like, fatti di insulti e volgarità, a corredo di un video a sfondo sessuale messo in rete da ragazzini poco più grandi di lei”. Prima di morire Carolina aveva scritto “Le parole fanno più male delle botte”.

Abbiamo letto che persino scienziati, ricercatori e attivisti che per primi hanno iniziato a battersi contro il cyberbullismo ne sono stati a loro volta vittime, tramite furti di identità e dichiarazioni diffamatorie che miravano a distruggere la loro reputazione. (Fonte: en.wikipedia.org). Purtroppo, è un crimine che resta in gran parte sommerso, per vergogna o per paura delle ritorsioni.

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L’immagine di Julia, 16enne morta suicida dopo essere stata vittima di cyberbullismo, lo scorso marzo ha fatto il giro del web. A pubblicarla è stata il padre, che dopo la perdita della figlia ha dedicato la sua vita alla lotta contro il bullismo online.

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LA SITUAZIONE ITALIANA E LA NUOVA LEGGE

Lo scorso 29 maggio in Italia è stata approvata in via definitiva una nuova legge contro il cyberbullismo. La legge definisce “bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata sul web contro minori. Definito come cyberbullismo è anche diffondere contenuti online per isolare il minore tramite un attacco o un abuso.” Inoltre: ”Il minore che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) può rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media per ottenere l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet che deve essere eseguita entro 48 ore dall’istanza.” Per quanto riguarda le pene, lo stalking informatico commesso con scambio di identità, divulgazione di dati sensibili, diffusione di registrazioni di fatti di violenza o minaccia sarà ora punito con la reclusione da uno a sei anni.  (Fonti: ilfattoquotidiano.it, lifegate.it)

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Un fotogramma dal film “Cyberbully”

CLIOMAKEUP E GLI HATERS

Chi ci segue dagli inizi lo sa: anche ClioMakeUp non è stata certo risparmiata dall’attacco degli haters. Persone che, nel tempo e ciclicamente, hanno espresso commenti aggressivi e veri e proprio insulti, spesso rivolti verso Clio stessa. Ebbene sì, una persona teoricamente “inattaccabile”, una ragazza semplice, positiva e solare, che ha saputo trasformare la propria passione in un lavoro (per giunta in un ambito “tranquillo” come il beauty) e che non ha mai attaccato nessuno… è riuscita ad attirare odio in rete, da parte di perfetti sconosciuti che si sono permessi di infangarla in modo del tutto gratuito. A fronte di alcuni episodi gravi, Clio ha pubblicamente risposto qui.

Alla luce di questa esperienza, che ha coinvolto tutti noi, vogliamo quindi suggerirvi qualche consiglio se anche voi state subendo soprusi di questo genere. Per prima cosa, tenete sempre presente che le persone che vi aggrediscono online sono appunto persone, haters o bulli per la precisione.

NON LASCIATE CHE SIANO I BULLI A DEFINIRVI. E RICORDATE CHE LA DIFFAMAZIONE È UN REATO

Le loro sono opinioni, espresse in molti casi senza nemmeno conoscervi, non verità assolute. Non permettete alle opinioni di gente disturbata di ferirvi e in qualche modo definirvi. Certo, gli insulti fanno male in ogni caso, inutile mentire. Ma è anche inutile, e controproducente, restare inermi ad incassare. Rispondete a tono, prendetevi tempo per analizzare quello che vi è stato detto e confutarlo punto per punto, e se si è arrivati alla diffamazione, ricordate che è un reato contro cui si può sporgere denuncia. I “leoni da tastiera” sono per definizione persone deboli e vigliacche. Spesso basta poco per metterli in fuga. Ma forse il consiglio più importante che possiamo darvi è non restare sole. Nella nostra mente la critica, l’insulto, viene ingigantito e siamo portate a perdere il senso della realtà e far prevalere l’angoscia. È importantissimo quindi avere accanto almeno una persona amica, a cui far leggere i commenti degli haters, parlando di come ci fanno sentire e razionalizzando la situazione.

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E infine vi vogliamo raccontare un aneddoto importante: anche Clio ai suoi inizi, nel 2008, aveva ricevuto costanti critiche meschine da una persona che le continuava a dire che non avrebbe fatto nulla nella vita e che non aveva talento. Beh, la storia ha smentito lei e tutte quelle come lei 🙂

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Come dicevamo, il bullismo online è un reato che purtroppo, nella maggior parte dei casi, resta sotto silenzio e quindi impunito. Nella prossima pagina vi raccontiamo le scoperte scioccanti che ha fatto Selvaggia Lucarelli durante la sua lotta al cyberbullismo, e un messaggio forte per quanto non da tutti condiviso.