La maternità, per molte donne, è la gioia più grande. Per alcune è un vero e proprio sogno che si realizza, magari dopo ostacoli e sacrifici di ogni genere. E la felicità che si prova nel dare alla luce il proprio bambino è totale.

Ma, al contempo, essere mamma non è una passeggiata. Non c’è modo di essere preparate. Non importa nemmeno la propria età, l’esperienza con altri bambini, l’intensità del nostro desiderio di diventare genitori. In ogni caso, le gioie saranno sempre accompagnate dalle sfide. Porre sempre e solo l’accento sulla beatitudine dell’essere mamma è una trappola. La verità è che nella maggior parte dei casi è come stare sulle montagne russe: un minuto prima si piange per la felicità, un minuto dopo per la stanchezza e il senso di fallimento.

Da una neomamma, oggi, ci si aspetta un concentrato di pura gioia, ma non solo. Che sia in forma, truccata, con i capelli a posto e la casa immacolata. Che sia pronta a ricevere i parenti in visita il giorno della dimissione e che torni a lavorare presto. Ci vuole una certa dose di sicurezza per scacciare sensi di colpa e ignorare le aspettative comuni in nome del benessere della nostra famiglia. Ci chiediamo perché per noi sia così difficile ciò che per le altre sembra naturale. E in alcuni casi è una spirale che ci spinge sempre più in basso, fino a toccare il fondo. Ogni caso è ovviamente a sé: giocano mille fattori, dal contesto socio-economico alla famiglia, al carattere di mamma e bambino. Ma la certezza è che ogni neomamma ha bisogno di aiuto. Ed ecco, secondo noi, di cosa ha bisogno davvero.

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Foto da Pinterest

#1 C’È QUALCUNO LÌ FUORI PER LEI

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Con il perfezionismo tipico dei nostri tempi, una donna appena uscita dall’ospedale viene generalmente travolta da una valanga di incombenze.


NON HA BISOGNO DI GIUDIZI O DI SOPRACCIGLI INARCATI NEL NOTARE I PIATTI SPORCHI NEL LAVANDINO, MA SOLO DI UN SORRISO E… UNA MANO!

Come pulire la casa, mandare bigliettini di ringraziamento a chi ha fatto un regalo, ricevere ospiti che magari si indispongono se il piccolo in quel momento dorme oppure deve essere allattato. Al contempo, diventa invisibile.

Pochi giorni prima era attorniata da persone che si preoccupavano di lei e del suo stato, ma ora è il suo bambino ad accentrare tutta l’attenzione, mentre nessuno pare essere minimamente interessato ai suoi punti che tirano o al seno dolorante. Come la si può aiutare in un momento in cui la vediamo rispondere ai nostri messaggi due giorni dopo, e magari con un monosillabo?

Semplicemente facendole sentire che noi ci siamo, siamo lì fuori per lei. Non la giudichiamo perché ha partorito da un mese e non ha trovato il tempo per un caffè. Non abbiamo la pretesa di essere invitate a casa sua, e magari mettere le mani nella culla senza nemmeno chiedere il permesso. Ma nel momento in cui avrà bisogno, foss’anche per farsi una doccia, noi ci saremo, senza giudicare né il suo aspetto stanco né i piatti da lavare.

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#2 PORTARLE DA MANGIARE

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Come sempre non si può generalizzare, ma con alcuni neonati particolarmente impegnativi, la povera neomamma si ritrova a trascorrere settimane o mesi a sgranocchiare crackers o pezzi di formaggio presi direttamente dal frigo. In un periodo, peraltro, in cui il suo corpo ha bisogno di riprendersi dalle fatiche della gravidanza e di essere in forze per l’allattamento.

Insomma, è ancor più importante del solito condurre una dieta sana. Probabilmente, una teglia di lasagne sarà quindi un pensiero più gradito rispetto all’ennesimo body taglia un mese che tra una settimana non andrà più bene! 😉

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#3 CHIEDERLE SE HA BISOGNO DI QUALCOSA

Per capire cosa possiamo fare concretamente per una neomamma, una strada ingiustamente sottovalutata è quella di… chiederglielo direttamente. Probabilmente ha diverse commissioni da fare, e soprattutto se non ha nonni o parenti vicino, all’inizio può essere veramente dura.

cliomakeup-depressione-neomamma-6-solitudineCi sono neonati che possono essere portati con sé nella carrozzina o nella fascia ovunque, altri che urlano disperati dopo i primi 10 metri. E ci sono mamme in grado di uscire e camminare il giorno dopo il parto, mentre altre dopo una settimana non riescono a fare tanta strada. Non pensate che dato che vostra cugina/amica/vicina di casa durante il puerperio faceva jogging con il neonato appresso, allora chiunque può farlo.

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Ragazze, non abbiamo finito. Ci sono molte altre cose importanti, di cui una neomamma ha un disperato bisogno e spesso nessuno intorno a lei sembra in grado di dargliele! Andate a pagina due per scoprire alcuni gesti e attenzioni che potrebbero fare la differenza.

26 COMMENTI

  1. Post bellissimo, sono riaffiorate talmente tante cose che mi sono commossa. Col primo post parto ho sentito la mancanza di mia madre logorarmi dentro, avrei avuto bisogno di lei, il secondo post parto…mio padre si è ammalato che il mio cucciolo aveva 3 mesi..ed il giorno del primo compleanno di mio figlio..ho seppellito mio padre. Due post parto difficili…ma passano, passerà anche questa.
    Grazie team…grazie Cliuzza.

  2. Mi dispiace deve essere stata dura.. vorrei tanto che delle persone che conosco, che hanno la fortuna di lasciare i loro figli sempre con qualcuno, leggessero questo post, invece di lamentarsi e di pretendere che tutti gli sia dovuto

  3. Assolutamente d’accordo su tutto. Io aiutavo mia sorella quando è nato Andrea: se ho un rapporto speciale con mio nipote è anche perché mi sono presa cura di lui, aiutando i suoi genitori. Allora come adesso che ha 14 anni ❤️

  4. Hai tutto il mio affetto. Durante la mia prima gravidanza mio padre era malato, ha tenuto duro per conoscere il suo nipotino e morire ai suoi tre mesi. Avrei voluto essere immensamente felice per mio figlio ma ero terribilmente triste e arrabbiata perché lui non c’era più. È stata dura per tutti, la stanchezza, la tristezza, la gioia, la mancanza di sonno e nessuno che ti fili di striscio perché ormai non hai più il bimbo in grembo…

  5. quoto. su tutto.
    a chi mi diceva qualcosa quando ero a casa dei miei sul fatto che facevo schifo, che non reagivo… mia mamma gli rispondeva sempre: “se tu sapessi tutto non parleresti così, tu non c’eri, quindi muto e poi ricordati di una cosa: per fare un bambino servono un uomo e una donna, per farlo crescere serve un villaggio intero” (detto africano)

  6. Invidio tanto chi ha qualcuno a cui affidargli serenamente i bambini, ma sono diventata fiera di me….e se è possibile amo ancora di più mio marito, un Uomo incredibile, gli devo tutto, tra le tante cose infelici della mia vita..lui è il mio mondo felice.

  7. Grazie Clio, ancora una volta dimostri la tua grande sensibilità. Per me è una vera incognita anche la gravidanza, che forse non sto vivendo con il pieno delle forze. Spero che il post parto sia migliore, perché so che da una parte sarà difficile con l’arrivo della bambina, ma nel contempo spero che la mia convalescenza duri poco per tornare in forze.
    Un bacio grande.
    Silvia

  8. ahahah io manco mi accorgevo di chi veniva e chi non veniva credimi. se la gravidanza era andata bene eccetto in 2 momenti che ho davvero avuto paura, in 2 giorni tra travaglio e parto mi sono disintegrata nel vero senso della parola.
    tutte queste cose me le hanno raccontate un anno fa (dopo 4 anni) quando ho ricominciato a connettere un pochino di più. e sinceramente di quei 2-3 anni ho ancora tanto rancore e tanti sassini che vorrei togliermi. ma davvero tanti

  9. Grazie per questo post, mi sono commossa. La gente e spesso insensibile ed egoista e non capisce le esigenze e la necessità di affetto che chiunque ha bisogno. Specie una donna alla quale la vita viene stravolta in ogni suo aspetto con l’arrivo di un figlio. Vorrei solo sottolineare che gli aiuti e la gentilezza sono graditi anche dopo i primi mesi e che offrirsi agli altri significa farlo senza pretendere nulla in cambio

  10. a distanza di qualche anno ho capito che la cosa più brutta che mi sono sentita dire è stata “adesso te la devi guadagnare pure tu”, come se fosse indispensabile che una mamma debba distruggersi e annullarsi per riuscire a fare tutto quello che faceva prima oltre che a imparare a prendersi cura di un’altra vita. quello che mi sono sempre sentita chiedere era se avevo bisogno di aiuto con il piccolo. ecco, una cosa importante, un bambino ha bisogno di stare con la sua mamma quanto una mamma ha bisogno di stare con il suo bimbo. una mamma ha bisogno di tempo per imparare ad accudirlo ma ha bisogno anche solo di avere del tempo per poterlo guardare dormire tra le sue braccia senza pensare alla lavatrice che sta per finire, ai panni da stendere o al bagno lurido.
    quello di portarle da mangiare è un consiglio favoloso! io ho mangiato talmente tanti piselli surgelati e bastoncini findus a pranzo che giuro non li ho mai più comprati!
    invece di chiedere se ha bisogno con il bimbo durante una bella giornata, ditele di andare a fare una passeggiata con il passeggino e offritevi di pulirle il pavimento, sarà un’offerta che mooooooolto difficilmente sarà rifiutata!

  11. Complimenti! bell’articolo! 🙂
    I primi mesi sono bellissimi e difficilissimi allo stesso tempo. Poi arriva il tempo in cui rimane solo la meraviglia del tuo bimbo e la bellezza di essere mamma 🙂

    by mamma da 15 mesi <3

  12. Purtroppo questa è un’offerta che ti viene fatta solo da chi vuole aiutarti sul serio e si mette nei tuoi panni… quindi estremamente rara! Circa la mentalità del “se non soffri non meriti” non potremmo essere più d’accordo. È incredibile come sia ancora così diffusa. Un bacione!

  13. più che la mentalità “se non soffri non meriti” è “io ho sofferto, ora tocca a te”, quello che ho constatato è la mancanza di solidarietà soprattutto da parte di altre donne che già ci sono passate. mi sembra una cosa davvero assurda e inutilmente crudele.
    tutto quello che ruota attorno alla gravidanza è comune a tutte le donne, se in questo non siamo comprensive neppure tra di noi chi pensiamo potrebbe esserlo?
    cmq ragazze, godetevi i vostri bimbi e lasciate le case sporche piuttosto che vederli grandi e rimpiangere di non averli tenuti in braccio abbastanza!
    un bacio a tutte!

  14. Con questo post cara Clio mi hai fatta tornare indietro nel tempo…..dopo aver partorito mio figlio sono tornata a casa in tempi brevissimi (3 giorni) in quanto è stato un parto eutocico, cioè naturale. Ero contenta di tornare a casa, ma anch’io come tutte le neo mamme non sapevo cosa mi aspettasse ed è un vademecum per il “contorno” famigliare/amicale quello che hai scritto. Quello di cui si ha veramente bisogno è quella bella sensazione di non essere sole anche se hai tutti attorno. Io sono stata molto fortunata perchè la mia famiglia e quella di mio marito sono state stupende, non mi è mai mancata la compagnia fisica e l’aiuto in casa e anche i pasti…tutto questo perchè io e mio marito ci potessimo abituare a gestire un neonato e poi per gradi questo primo aiuto si è concretizzato in una vicinanza non assidua ma, “al bisogno” che ci ha aiutati moltissimo. A distanza di tempo posso dire senza rimorsi che non sono una mamma che non riusciva a vivere senza avere a vista il proprio figlio e questo mi ha sempre permesso, fin da subito di riposare, mangiare adeguatamente e avere anche quel tempo per farmi uno shampoo o anche solo una doccia e sentirmi così in grado di vivere appieno il turbine di emozioni che stavo vivendo in prima persona e che, a causa del crollo ormonale, mi faceva sentire sulle montagne russe. Allora avere del tempo per me a volte mi faceva sentire un’egoista, ma poi ho capito che quel tempo avrebbe allontanato da me pensieri “brutti”. Io penso che ci siano neo mamme che vorrebbero sentirsi fare la fatidica domanda: “Ti serve aiuto?, Hai bisogno di qualcosa? e allora caro “contorno” famigliare/amicale non abbiate paura di chiedere. Grazie Clio perchè leggendo il tuo post mi sono commossa ripensando alla nascita di mio figlio in quel rovente 2003. ;*******

  15. Tutti consigli davvero giustissimi! quando sono arrivata alla teglia di lasagne mi son quasi commossa al pensiero di mia suocera che i primi tempi dopo il parto, mi portava tutti cibi buonissimi pre-cotti, giusto da scaldare! (Mia suocera è una numero 1, sono super fortunata). I primi due mesi post parto io li ho chiamati l’ARMAGEDDON : un concentrato di ansia , paura , senso di inadeguatezza, stanchezza, dolore (cara la mia episiotomia), sudore…. per fortuna poi si prende un po’ il ritmo e tutto (piaaaaano molto piaaano) si stempera

  16. Il periodo dopo il parto può essere davvero terribile nel senso di emozioni super positive e super negative o forse a volte non si capisce proprio cosa si sta provando..si è fortunate quando ci sono persone al nostro fianco che colgono, capiscono e agiscono anche per noi!

  17. Non ho l’esperienza diretta in quanto non abbiamo ancora bimbi però da questo lato mi ritengo fortunata perchè il mio compagno mi ha dimostrato più volte di essere dalla mia parte..come dici tu, se deve mandare a quel paese la madre lo fa eccome!
    Una volta, parlando del futuro, mi ha detto che il nostro bambino lo lasceremo solo ai miei genitori! Ahahah, è vero che stava scherzando, ma secondo me neanche troppo!!!

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