Non è la prima volta che mi capita di parlare del periodo del post parto, soprattutto da dopo la nascita di Grace. Diventare mamma mi ha fatto comprendere fino in fondo le emozioni, le situazioni e anche i problemi che una donna deve affrontare nel periodo del post parto che potrei paragonare a una montagna russa: un attimo prima ci si può sentire piene di gioia e quello dopo invece stanche e demoralizzate.

Nell’immaginario comune si dà spesso per scontato che una neomamma debba essere felice in ogni istante, ma questo purtroppo non è sempre così. Bisogna ricordarsi infatti che ci vuole del tempo per adattarsi alla maternità, genitori non si nasce, si diventa.

Per questo oggi bellezze ho pensato di affrontare un tema delicato, ma importante che non va sottovalutato e di cui si dovrebbe parlare di più, ovvero la depressione post parto. Cercherò di spiegare nei migliori dei modi che cos’è, quali sono i sintomi e come riconoscerla per poterla superare. Partiamo subito con il post!

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LE DONNE SONO PIÙ A RISCHIO DI DEPRESSIONE RISPETTO AGLI UOMINI

La Dottoressa Cristina Colombo, responsabile del centro dei disturbi dell’umore dell’ospedale San Raffaele di Milano, ha spiegato sul sito della Fondazione Veronesi che le donne sono molto più a rischio di depressione rispetto agli uomini.

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Questa predisposizione è dovuta in parte a fattori ambientali: la modalità di reazione delle donne agli eventi esterni è molto spesso depressiva, mentre gli uomini tendono a reagire in maniera differente. In secondo luogo invece la depressione è dovuta a fattori di tipo ormonale: proprio queste alterazioni e cambiamenti ormonali delle donne rendono il periodo del post partum particolarmente difficile.


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DOPO QUANTO SI MANIFESTA LA DEPRESSIONE POST PARTO E QUANTE DONNE COLPISCE?

Il Ministero della Salute dichiara che la depressione post parto (DPP), detta anche depressione puerperale, colpisce, con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme.

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Solitamente questo disturbo si manifesta tra la sesta e la dodicesima settimana dopo la nascita del bambino: le neomamme si sentono tristi senza un motivo apparente, sono irritabili, ansiose, facili al pianto e non si sentono all’altezza nei confronti degli impegni che le attendono.

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Credits: @edition.cnn.com

Uno dei sentimenti più ricorrenti tra le donne che si trovano a dover affrontare questo problema è la vergogna mista a senso di colpa. La società infatti dà molto spesso per scontato che una neomamma debba essere sempre felice: questo falso mito, alimentato da aspettative poco realistiche, insieme ad altri fattori, può portare le donne a sentirsi colpevoli e ad essere poco inclini a cercare aiuto dimenticando che ci vuole del tempo per imparare a essere un buon genitore.

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Via Giphy

LA DEPRESSIONE POST PARTO VA DISTINTA DA UNA REAZIONE PIUTTOSTO COMUNE CHIAMATA “BABY BLUES”

È importante non confondere la DPP con una reazione denominata “baby blues” o anche “maternity blues”, caratterizzata da una indefinibile sensazione di tristezza mista a malinconia, inquietudine e irritabilità che raggiunge il picco circa 3-4 giorni dopo il parto e che tende a svanire nel giro di poco tempo, generalmente entro i 10-15 giorni.

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Credits: @nmbreakthroughs.org

oltre il 70% delle neomamme manifesta i sintomi della baby blues

La sua comparsa è principalmente dovuta al drastico cambiamento ormonale che si manifesta nelle ore successive al parto e alla stanchezza fisica e mentale dovuta al travaglio e al parto stesso. La depressione post partum invece presenta sintomi molto più intensi e duraturi.

QUALI SONO I SINTOMI PIÙ COMUNI DELLA DPP?

Non è sempre facile accorgersi che qualcosa non va perchè spesso le donne colpite dalla DPP tendono a sottovalutare, minimizzare o addirittura nascondere i sintomi, appunto per paura del giudizio dei familiari e delle persone che le circondano.

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Credits: @foxnews.com

I sintomi sono quelli tipici della depressione: ansia, preoccupazione, umore pessimo la maggior parte del tempo quasi ogni giorno e anche perdita di interesse nei confronti di attività che prima si svolgevano con piacere. Ci possono essere dei cambiamenti nell’appetito e anche disturbi del sonno, oltre che perdita di energia e facile stanchezza.

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Credits: @harringtonhospital.org

Inoltre ci sono manifestazioni legate in modo specifico alla maternità, come il senso di inadeguatezza rispetto al fatto di prendersi cura del bambino, una preoccupazione costante nei suoi confronti anche in assenza di problemi effettivi o, addirittura, disinteresse nei confronti del figlio.

Ragazze, non è finita qui! A pagina 2 scopriremo quali sono le possibili cause e i fattori di rischio che causano la DPP, vi parlerò dell’importanza della comunicazione da parte delle neomamme che accusano i sintomi e delle celebrities cha hanno condiviso le loro esperienze. Continuate a leggere!

18 COMMENTI

  1. Specialmente con il mio primo figlio, non passa giorno che non mi senta inadeguata, non all’altezza, non meritevole di avere un bambino come lui. Per i primi sei mesi della sua vita mi svegliavo ogni mattina con il senso di colpa, perché non mi sentivo capace di fare la madre. Ancora oggi, dato che lui è il primo, ogni giorno c’è una sfida nuova nei confronti della quale mi sento sempre impreparata. Sopravvivo lo stesso? Si, perché ho accettato che avere dubbi va bene, che non mi rende una madre di m…., che la perfezione non esiste e che farsi domande forse è meglio che restare attaccati alle proprie convinzioni. Lo so che un figlio non è una cavia, ma fare i genitori, fare la mamma, è una scoperta continua dei propri limiti, un passo nell’insondabile e per andare avanti bisogna accettare di fare errori.
    Con il secondo bambino ho risentito molto meno di queste dinamiche, forse perché ormai le avevo già sperimentate. Oggi mi sento più stanca che triste o dubbiosa. Oggi soffro molto di più il fatto di non avere tempo per me. La maternità non ha sopito l’amore profondo che provo per me stessa. Raggiungerlo è stato una grande conquista e non riesco proprio a metterlo da parte. Sono egoista? Forse si, ma non ci rinuncio. Per esempio, se la sera ci metto mezz’ora per struccarmi, fare maschere, mettere sieri, creme o altro, pazienza, ai bimbi ci pensa il papà. Se poi parliamo del rapporto con mio marito, con l’arrivo del secondo figlio si è drasticamente ridotto. Ne soffriamo entrambi tantissimo, ritagliarsi qualche ora per stare da soli è un’impresa… ci rifaremo quando saranno un po’ più grandicelli!

  2. Io non sono mamma, quindi non posso capire assolutamente quello che provi, però secondo me è giusto che tu ti prenda il tempo per te stessa. Una donna non può annullarsi solo perché fa un figlio… Certo, i bambini diventano una priorità ed è giusto e normale così… Però quando vedo donne che diventano sciatte dopo che hanno un bambino mi viene tristezza. Un conto è se capita la giornata storta che magari non si ha tempo di pensare all’outfit o al make-up, un conto è che ci si lasci andare per il bimbo. Quindi non considerarti egoista e lascia perdere i commenti acidi di persone che magari te lo dicono!

  3. Io,ormai lo sapete,aspetto un bimbo e davvero ho molta paura del dopo anche perché le emozioni che si vivono sono molto”intime”e difficilmente spiegabili ad altri. Già durante la gravidanza provo dei frequenti moti improvvisi di angoscia semza un motivo,e davvero queste sensazioni non mi sono mai appartenute..Adesso ho imparato a tenerle sotto controllo..durano un attimo e poi passano,mi sento un pò psicopatica! Per il futuro spero di essere una buona madre e,come te cla,di riuscire a mediare e non mettere mai da parte me stessa..Perché,nonostante a te forse appaia come un”difetto”secondo me una donna appagata che si sente oltre che una madre appunto una donna sarà anche una madre migliore

  4. Ciao Clio, io non ho ancora figli, però da psicologa, ti posso dire che questo post è molto interessante e utile. E hai fatto bene a sottolineare l’importanza di rivolgersi a dei professionisti se i sintomi sono intensi per intervenire tempestivamente e in modo efficace.

  5. Purtroppo la vita è composta anche dalle sofferenze, poi ovviamente il destino rincara sempre la dose quando meno ce n’è bisogno!io mi dico sempre che l’importante è trovare un motivo per cui andare avanti e lottare, tu hai i tuoi bimbi e sono una delle migliori ragioni per cui andare avanti ❤ un abbraccio ❤

  6. Secondo me è abbastanza comprensibile avere dei momenti di incertezza o paura. Stai dando la vita a un altro essere umano per il quale tu sarai TUTTO almeno per i primi 3-4 anni. È una grande sfida e merita tutti i dubbi del mondo! In bocca al lupo ❤️❤️❤️

  7. Un periodo baby blues l’ho provato sopratutto dopo il primo figlio perché mia madre rifiutava il fatto che io fossi madre a mia volta, vabbè è una lunga storia comunque è passata grazie all’amore del mio compagno!

  8. Il fatto che so che cresceranno e questi bei momenti non torneranno piu’ e’ quello che mi da la forza di aver pazienza e evitare di pensare ” Non vedo l’ora che questa fase finisca”…e cosi’ provo ad assaporarmi ogni momento….anche quando stressa….mi ripeto…mi manchera’ quand’era cosi’ piccina…

  9. Mha..diciamo che sono abbastanza rassegnata, gli ultimi 20 anni e più non sono stati una passeggiata..e se guardo avanti non vedo grandi margini di miglioramento…ma va bene così..

  10. Vedrai che sarà tutto diverso da come ci si aspetta, ma in meglio! Ti auguro di trascorrere questi due mesi in serenità in attesa di una gioia immensa ☺

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