La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, il vestito alla romana, viva viva la Befana! O era “con le toppe alla sottana”? In realtà ci sono tantissime versioni di questa popolare filastrocca, con cui iniziamo il post dedicato alla festa di oggi: l’Epifania! Che sì, tutte le feste porta via, ma è un’altra festa che piace tantissimo ai bimbi e che ha una storia affascinante.

Questa vecchietta che la notte tra il 5 e il 6 gennaio vola su una scopa magica e porta dolci ai bimbi buoni e carbone ai monelli, è una tradizione secolare, legata successivamente ai Re Magi, che è festeggiata in Italia e in varie parti d’Europa con varie rivisitazioni. Avete voglia di scoprire di più sulla Befana? Volete qualche idea per festeggiarla a casa con i bimbi? Allora diamo il via al post!

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EPIFANIA: LE ORIGINI DELLA TRADIZIONE DELLA VECCHIETTA CHE PORTA DOLCI

Siamo abituate a vedere la Befana dipinta come una strega; una vecchietta con il naso bitorzoluto, nei e gobba che vola su una scopa con vesti rattoppate.cliomakeup-festa-befana-befana-dipinta

Credits: @grandvoyageitaly.com


NEL MEDIOEVO LA Chiesa HA LEGATO L’EPIFANIA AI RE MAGI

Eppure non è nata così e le sue origini sono pagane. Nell’antica Roma era legata al culto di Diana, che veniva festeggiata 12 giorni dopo il solstizio d’inverno, celebrando la morte e la rinascita della natura.

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Dea Diana. Credits: romanoimpero.com

Nell’Alto Medioevo la tradizione cattolica ha collegato l’Epifania al giorno in cui Gesù si rivela come Figlio di Dio agli uomini, rappresentati dai Re Magi. E, non a caso, il termine “epifania” deriva dal greco e significa appunto “manifestarsi”.

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Curiosità: nomi e numero dei Re Magi furono introdotti dalla Chiesa nel Medioevo. Inoltre non seguirono nessuna stella per raggiungere la mangiatoia!😱 Pare infatti che la cometa sia stata introdotta da Giotto quando, nella Cappella degli Scrovegni di Padova, dipinse la cometa di Halley al posto della stella di Betlemme.

La leggenda narra che i Re Magi, non riuscendo a trovare la strada per raggiungere la mangiatoia dove era nato il Messia, chiesero indicazioni a un’anziana signora, che si rifiutò di aiutarli e di andare con loro.

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Successivamente l’anziana signora si pentì di non aver aiutato e seguito i Magi, così decise di preparare un cesto di dolci e andò a cercarli. Durante il viaggio si fermò in tutte le case, lasciando piccoli doni a tutti i bimbi che incontrava e, da quel momento, si diffuse l’usanza di appendere fuori dalla porta calze e scarponcini, con la speranza che fossero riempiti di dolcetti e doni.

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Credits: @unideanellemani

Ma come si è arrivati al termine “befana”? Pare sia una storpiatura di “epifania”, che con il tempo divenne “befania” e infine “Befana”, entrando nella tradizione cattolica e non.

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Credits: @Immaginiefotos.com

TRA CARBONE E FALÒ, TUTTE LE TRADIZIONI DELLA BEFANA

L’Epifania è festeggiata in Italia e in varie parti d’Europa; in Russia si chiama Babuschka, in Romania, Ungheria e Spagna si aspetta l’arrivo dei Re Magi, che portano doni. In Francia si prepara la torta dei re, che contiene una fava all’interno e chi la trova diventa il re o la regina della festa. In Islanda si organizza una fiaccolata, a cui prendono parte anche il re e la regina degli elfi e il tutto si chiude con fuochi d’artificio e falò.

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Credits: @Youreporter.it

Quello del falò è un antico rituale propiziatorio pagano, praticato per ingraziarsi le divinità. Alla vigilia dell’Epifania venivano bruciate ceste che simboleggiavano il passato, come buon auspicio per il nuovo anno. Questo rituale viene praticato ancora oggi in varie città d’Italia il giorno della Befana; a Verona c’è il famoso Brusa la Vecia, la Nott de Bisò a Faenza, il Pan e Vin nel trevigiano e in diverse zone del Friuli. Sono decine i nomi, ma la tradizione ha lo stesso scopo: scacciare il passato e auspicare a un migliore anno nuovo.

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Credits: @topnotizie.com

E da dove arriva la tradizione della Befana che porta il carbone ai bimbi “monelli”? Pare che l’usanza, in passato, servisse a far ricordare il rinnovamento stagionale, la già citata rinascita della natura. È stata poi la Chiesa cattolica ad aver legato la tradizione del carbone al comportamento dei bambini.

Dopo questo viaggio tra leggende e tradizioni, andate a pagina 2! Abbiamo raccolto qualche idea per intrattenere e far festeggiare al meglio la Befana ai bimbi. Continuate a leggere!

4 COMMENTI

  1. tra il 5 e il 6 gennaio in Friuli si fanno i falò (come citato nell articolo), prende diversi nomi a seconda della zona.. il piu’ famoso è il “Pignarul di Tarcento” . C’è il detto “Se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont. Se il fum al va a soreli jevât,cjape il sac e va al marcjât” ovvero se il fumo va a ovest (soreli a mont, cioè dove tramonta) sarà un anno difficile mentre se va ad est sarà un buon anno

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