È successo a tutte e ben più di una volta: a tavola, a un aperitivo, in ufficio o in altre situazioni sociali, di trovarsi a parlare con una persona totalmente assorta dal proprio cellulare, che di fatto ci “snobba” e va a rendere inutili i tentativi di interazione e comunicazione. E magari l’abbiamo fatto anche noi…

Quante volte, alzando la testa dal nostro smartphone, ci siamo resi conto che attorno a noi quasi nessuno interagiva? Questo comportamento viene indicato da qualche anno con il termine phubbing, neologismo inglese che deriva dall’unione delle parole phone (telefono) e snubbing (snobbare).

Pare sia un fenomeno sociale che mina fortemente le relazioni sociali, comprese quelle di coppia. Siete curiose di scoprire di più su questo fenomeno che ci sta facendo perdere la capacità di interagire e che mina la relazione con il partner? Allora continuate a leggere il post!

cos'è il phubbing

IL PHUBBING: SNOBBARE GLI ALTRI A FAVORE DELLO SMARTPHONE

Capita ogni giorno di vedersi circondati da persone che si ignorano a favore dello smartphone. Così come a tutti è capitato di ritrovarsi in situazioni in cui il nostro interlocutore controlla il telefono ogni cinque minuti, rispondendo a messaggi o leggendo le notifiche. Ed è capitato anche noi di fare o subire quel fenomeno che da qualche anno è definito phubbing.

Come detto questa nuova parola deriva dalla crasi dei termini inglesi phone (telefono) e snubbing (snobbare), e indica la tendenza a ignorare chi è con noi, prediligendo l’interazione con il nostro telefono.

Il fenomeno è stato descritto per la prima volta nel 2013 dall’esperto di comunicazione Alex Haigh, che per contrastarlo ha anche creato il sito stopphubbing.com. Scorrendo il sito si possono leggere frasi come «se il phubbing fosse un’epidemia avrebbe decimato sei volte la Cina» o anche «il 97% delle persone affermano che il cibo è più sgradevole se a tavola ne sono vittima».


Sorvolando sull’ironia di questo progetto, il sito mette in evidenza un comportamento che pare possa davvero erodere la qualità delle relazioni, soprattutto quelle di coppia quando diventa pervasivo.

Credits: @bustle.com

GLI STUDI: L’IMPATTO NEGATIVO SULLA COPPIA

Ci sono poi diversi studi che dimostrano come questo comportamento sia un rischio perle relazioni, specie quelle affettive. Ad esempio, lo studio del 2016 pubblicato dalla rivista Computers in Human Behaviour, ha evidenziato come il phubbing sia capace di incrementare i conflitti di coppia, soprattutto nelle persone con uno stile di attaccamento ansioso. L’aspetto più importante evidenziato dai ricercatori è che il fenomeno può avere un impatto indiretto sullo sviluppo di disturbi depressivi.

Il phubbing è la tendenza a ignorare chi è con noi, prediligendo il nostro smartphone

Un’altra ricerca condotta dall’Università del Kent ha portato a risultati simili a quelli dello studio che abbiamo appena visto; gli autori dell’analisi hanno sottolineato che il phubbing è a tutti gli effetti una modalità di esclusione sociale, in grado di «minacciare bisogni umani fondamentali come l’appartenenza, l’autostima, il senso di realizzazione e il controllo».

Ma non è tutto: pare che la continua ricerca dello smartphone sia da considerare una nuova dipendenza comportamentale, che va a interessare gli stessi circuiti nervosi della dipendenza da sostanze.

Kanye West e Kim Kardashian: il phubbing c’è anche tra i vip.
Credits: @theguardian.com

Qualche anno fa venne pubblicato un altro studio che si intitolava proprio “La mia vita è diventata la più profonda distrazione dal mio telefono“, evidenziando in modo inequivocabile come ormai lo smartphone sia il centro di tutte le nostre attenzioni e permei la quotidianità in ogni aspetto. Quello studio concludeva che, incollare lo sguardo al telefono troppo spesso, tirarlo fuori dalla borsa ogni volta che la conversazione cade o perde di intensità, sono azioni molto dannose per le relazioni sociali.

Credits: @stateofmind.com

Credits: @liveuttarpradesh.com

Quell’indagine era inoltre concentrata sulla vita di coppia e dimostrava che il 36,6% dei volontari non sentiva di ricevere la giusta attenzione dal proprio partner e che il 22,6% ha vissuto problemi di relazione proprio a causa di questa poca attenzione ricevuta.

Di studi ce ne sono davvero tantissimi e molti vanno a indagare l’impatto psicologico che questo comportamento ha, oltre che la possibilità che il phubbing sia anche una conseguenza della mancanza di attenzione e appagamento da parte di chi ci circonda, portandoci a ricercare ciò che ci manca sui social.

È inoltre dimostrato che non ci sono differenze né di genere, né geografiche; uomini e donne, persone che vivono in paesini o in grandi città, tutti “fanno phubbing” egualmente.

Tuttavia pare che i giovani tendano ad assumere questo comportamento più facilmente rispetto ai meno giovani. Infine, sembra che si tenda di più al phubbing  in famiglia rispetto a quando si è tra colleghi, ma il momento in cui lo si fa maggiormente è con il partner.

Credits: @goodhousekeeping.com

Pensate che è un atteggiamento così presente quando si è insieme al partner, che già nel 2015 Durex aveva fatto una campagna per sensibilizzare allo spegnimento del telefono quando si è in situazioni intime con la dolce metà.

Già allora infatti, una ricerca commissionata proprio da Durex, aveva rivelato che il 40% delle coppie intervistate tra i 18 e i 55 anni aveva provato a non fare sesso con il partner perché impegnato a usare un qualche dispositivo tecnologico. E, un terzo degli intervistati, ha ammesso di aver interrotto il rapporto sessuale solo per rispondere al telefono!

Ragazze, non abbiamo finito! A pagina 2 approfondiamo come questo fenomeno impatti sulla coppia e come provare a evitarlo. Continuate a leggere!

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