Ciao ragazze!

Oggi vi propongo un post “colto“, su un argomento che ho trovato davvero molto interessante: nel corso di una lezione tenuta a Roma, lo scrittore Alessandro Baricco ha provato a spiegare in che modo avvengono le “rivoluzioni del gusto”, ovvero come accade che da un giorno all’altro iniziamo ad amare ciò che fino al giorno prima ritenevamo brutto, sbagliato, imperfetto. Un esempio? La bellezza alternativa di Kate Moss! Leggete oltre se vi interessa saperne di più! 🙂

Una giovanissima Kate Moss nel 1990, nel suo primo servizio fotografico
Una giovanissima Kate Moss nel 1990, nel suo primo servizio fotografico

Iniziamo con una premessa: a me Kate Moss non sta proprio simpaticissima e, se devo dirla tutta, mi infastidisce un po’ che, nonostante la cattiva reputazione e gli scandali, venga idolatrata dal mondo. Ovviamente non è il momento di iniziare un intricato discorso sugli esempi negativi che lo star system ci impone, ma ci tenevo a precisare la mia posizione. Detto questo, non si può negare che Kate sia uno dei personaggi più influenti ed iconici degli ultimi vent’anni. Il suo successo inizia nel 1990, quando appena sedicenne viene scelta per un servizio fotografico per la rivista The Face.

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È qui che si attacca la riflessione di Baricco:

Lo scrittore torinese parla dell’improvvisa fama di Kate Moss come di uno “strappo“. Prima c’erano le supermodelle come Claudia Schiffer, Elle McPherson, Cindy Crawford e Naomi Campbell: statuarie, alte, formose, perfette e irraggiungibili. Poi, di colpo, si afferma una ragazzina apparentemente anonima, magrissima, alta appena 1.70, con gli occhi un po’ distanti tra loro e le lentiggini, che si diverte a fare le smorfie davanti alla macchina fotografica. Dice Baricco: “Succede che a un certo punto qualcuno, contro ogni logica, fa sparire il mondo che lo aveva preceduto e cambia la Storia. Tutti noi facciamo invecchiare quelli che vengono prima, ma farli diventare preistoria accade a pochi”. Bè, senza neanche farlo apposta Kate riesce a trasformare in mummie le sue colleghe-Barbie, inaugurando una nuova era, fatta di bellezze imperfette, sfatte e trasandate.

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Kate Moss da bambina: c'è speranze per tutti hehe
Kate Moss da bambina: c’è speranze per tutti hehe

Il resto è leggenda: dalle campagne pubblicitarie “scandalose” per Calvin Klein alle copertine delle riviste più prestigiose, dai fidanzamenti discussi (forse non lo sapete, ma a 21 anni si era accaparrata niente meno che Johnny Depp!) agli scandali sulla cocaina, non c’è stato attimo in cui Kate non sia stata sotto i riflettori. Sta di fatto che con lei è cambiato il gusto estetico di una generazione intera, abituata ai sorrisi smaglianti delle top model che “non si alzavano dal letto per meno di 10mila dollari al giorno”; non per niente nel corso degli anni ’90 la popolarità di queste supermodelle è svanita a poco a poco.

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Con Pete Doherty... che coppietta!
Con Pete Doherty… che coppietta!

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Negli ultimi anni, in realtà, trovo che ci sia stato un “ritorno alle origini” con gli angeli di Victoria’s Secret: in un’epoca in cui sulle passerelle si vedono sfilare grissini senza forme, è rinfrescante (e allo stesso tempo deprimente hehe) guardare queste donne perfette, dalle gambe chilometriche e dalle curve giuste che ammiccano verso la telecamera, sorridono e si divertono! Qui in America vengono veramente idolatrate e gli show di questa marca di intimo sono tra gli eventi più attesi dell’anno, veri e propri spettacoli.

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Tornando a noi e ripensando alle parole di Baricco, mi domando se si potrebbe fare lo stesso discorso con Cara Delevingne: se le sopracciglia folte e i berretti sono tornati di moda lo dobbiamo principalmente a lei, che tra l’altro è considerata proprio l’erede di Kate (e come lei da giovane è celebre per le sue smorfie). Il discorso sopracciglia è molto interessante: da un paio di anni a questa parte, da quando Cara è diventata famosissima in tutti il mondo, è avvenuta una vera e propria rivoluzione e, dopo aver passato anni a girare con le pinzette in borsa per sradicare peletti al volo, ci siamo ritrovate ad acquistare ombretti, matite e cere per cercare di copiare il suo look! Di questo argomento ho parlato proprio ieri sul blog, se vi interessa trovate qui il post!

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Ragazze, cosa ne pensate della “rivoluzione del gusto” che ha scatenato Kate Moss? Lei vi piace o preferivate le top model “classiche”? Vi infastidisce il fatto che sia un cattivo esempio, o la cosa non vi disturba più di tanto?

Vi lascio con un ultimo esempio citato da Baricco nel corso della lezione: alla pari di Kate c’è Dick Fosbury, il campione di salto in alto che nel 1968 alle Olimpiadi di Città del Messico introdusse per la prima volta il “salto dorsale” (mentre prima ci si lanciava a pancia in giù). Un gesto semplice, ma a cui nessuno aveva mai pensato, e che gli fece ottenere la medaglia d’oro. Dopo questo strappo lo “stile Fosbury” è stato adottato dagli atleti di tutto il mondo. Proprio vero che a volte basta un attimo per cambiare la storia! 🙂

Prima...
Prima…
...Dopo (Dick Fosbury)
…Dopo (Dick Fosbury)
Oggi!
Oggi!