Ciao ragazze!

Oggi voglio finalmente iniziare a parlarvi di un argomento che mi avete chiesto davvero in tantissime, anche quando vi avevo chiesto di lasciarvi i commenti per il concorsino pre-natalizio, con idee e proposte per il blog: il trucco bio! Come ben sapete è un tema vastissimo, iper discusso sui vari siti (ma anche tra di noi), per certi versi controverso, ma sicuramente importantissimo per chi ama il make-up, il mondo beauty e si dedica alla cura del proprio corpo. Ma ho deciso di iniziare ad affrontarlo in maniera diversa.

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da così…
...a così!
…a così!

In giro per il web si trovano già (senza che io stia qui a ripeterle) moltissime informazioni a riguardo: nozioni, nomi, spiegazioni e consigli su come scegliere il make-up senza ‘avvelenarci’, liste di ingredienti nocivi per la salute spesso contenuti nei prodotti, avvertimenti e suggerimenti per come imparare a leggere gli ormai famigerati INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Pian piano – potete stare tranquille 🙂 – ci arriveremo e approfondiremo anche il discorso sui miei prodotti bio e eco-bio preferiti! Ma ora voglio portarvi con me nel passato, per parlare di questo argomento guardandolo da un’altra prospettiva.

L’ispirazione me l’ha data un articolo che parlava di tutti i ‘pericoli’ presenti nei rituali di bellezza antichi, o comunque di epoche neanche tanto lontane. Perché anche da qui possiamo imparare molto e scoprire che, nonostante gli anni e i secoli trascorsi, qualcosa è rimasto invariato.
Che si parli infatti della regina Elisabetta I e dei suoi trattamenti al piombo, o di Gwyneth Paltrow e della sua dieta detox a base di succhi di colore verde, la considerazione è sempre la stessa: tutte le donne hanno da sempre desiderato la bellezza e ambito a raggiungerla. Se poi si parla di donne famose, hanno anche sempre lanciato dei trend. L’unica variabile? Solo gli ingredienti usati, alcuni davvero poco ortodossi.

Elisabetta I pare che amasse i trattamenti antirughe, che consistavano in un mix (potremmo dire 'letale'!) di aceto e piombo!
Elisabetta I
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Gwyneth e il suo beverone verde

E allora… ecco una serie di ‘mostruosità’ della bellezza’ direttamente dalla storia!
radioattivo…mi sembra necessario! 😀

PIOMBO
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Se ne parla molto anche ora, ma ha una lunga e allarmante storia come ingrediente usato nel make-up. Già nel XVIII secolo, le donne (Elisabetta I in primis!) lo mescolavano con l’aceto per fare la biacca, un composto che aiutava a raggiungere un aspetto estremamente pallido, molto in voga all’epoca. Bastava spalmarlo sul viso per ottenere anche un effetto lisciante. Gli effetti collaterali? Un avvelenemento costante, capelli grigi, pelle secca e dolori addominali… Niente male! 😀

ARSENICO:
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Stesso periodo, stesso effetto
: l’arsenico ha preso il posto del piombo per rendere la pelle del viso candida come la neve. Ma le controindicazioni erano a dir poco spaventose: distruzione dei globuli rossi (questo sì che fa diventare pallide! :D) e poi, inesorabilmente, un lungo viaggio senza ritorno; ah, anche la calvizie (questo era il male minore). Ma oltre al danno c’era la beffa: se si provava a interromperne bruscamente l’uso, la pelle subiva dei danni irreparabili che costringeva a continuarne l’assunzione. Tutto questo in voga fino agli anni ’20… Di male in peggio!

MERCURIO:
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Se n’è iniziato a parlare piuttosto di recente, da quando è stato scoperto il suo uso (ahimé) anche nella cosmesi moderna. In passato, serviva per contrastare alcuni difetti della pelle, ma il suo assorbimento poteva causare problemi ai reni, al fegato, ai feti, e depressione. Il finale… scontato!

BELLADONNA:
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A dispetto del nome, questa pianta poteva essere anche letale. Si somministravano colliri fatti con le sue foglie per dilatare le pupille degli occhi, facendoli sembrare così più grandi, stile manga. Ma a lungo andare poteva causare una distorsione della vista e una forte sensibilità alla luce.

Pensate che non sia abbastanza? Allora sappiate che i raggi X erano usati per eliminare i peli superflui (dopo un’esposizione di diverse ore!) ma causavano anche un ispessimento della pelle, atrofia dei muscoli, fino a malattie ben più gravi e allora incurabili. E ancora che lo strutto e pinze bollenti erano usati per mettere in piega i capelli, oppure che le extension per ciglia erano applicate ‘cucendo’ letteralmente dei peli sulla palpebra.

Insomma ragazze, chi bella voleva apparire un po’ doveva soffrire… e a volte anche morire! 😀
Ironie a parte, per cominciare il discorso sul trucco bio mi è sembrato utile parlare anche di questo aspetto ‘tragicomico’ della cosmesi e dei suoi ingredienti a dir poco pericolosi. Naturalmente non finisce qui. Ne avrò di cose da dirvi! Intanto
ditemi se vi è piaciuto il post e se conoscevate già queste assurdità del make-up nell’antichità! Besoo!