Huda Kattan, aka Huda Beauty: blogger/influencer/imprenditrice. Le sue ciglia finte spaziali (le più vedute da Sephora Worldwide) si sono fatte largo nell’industria cosmetica al punto da diventare le preferite di tanti make-up artist e di tanti personaggi non proprio indifferenti allo star system (un esempio su tutti: Kim Kardashian).

Da lì, il resto è storia: la linea Huda Beauty si è espansa producendo, tra gli altri prodotti, rossetti liquidi diventati leggendari e palette di ombretti con finish mai visti prima.

Oggi che Huda Beauty è venduta anche da Sephora Italia, tutto questo successo ha travolto anche noi. E per conoscere più da vicino l’universo della blogger irachena abbiamo voluto intervistare direttamente lei, Huda, la business woman che su Instagram vanta più del doppio dei follower di Chiara Ferragni.

Il risultato? Una bellissima chiacchierata che tocca temi come il futuro del make-up, i social media, il rapporto con la community e… il segreto che sta dietro i suoi magnifici capelli!!

Volete scoprire tutto? Allora non vi resta che leggere l’intervista!

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HUDA BEAUTY: DA UN BLOG A UN’AZIENDA CHE VENDE IN TUTTO IL MONDO

TeamClio: Ciao Huda! Innanzitutto complimenti per tutto il tuo successo, siamo felicissime di avere finalmente i tuoi prodotti anche in Italia! Per iniziare l’intervista vogliamo chiederti: qual è la mission di Huda Beauty?

ClioMakeUp-huda-beauty-sephora-italia-palette-illumianti-ciglia-finte-rossetti-instagram-11Da YouTube con furore: ecco un frame dal primo video di Huda!

sono cambiate tante cose, ma la mission di huda beauty resta la stessa

Huda: Ciao TeamClio e grazie mille! Quando ho lanciato il mio blog, nel 2010, il mio obiettivo principale era quello di condividere la bellezza, la mia passione per il beauty, e dare alle donne tutti gli strumenti che potevano aiutarle a farle sentire meglio e ad aumentare la fiducia in loro stesse – che fosse grazie ad una ricetta DIY contro l’acne, un tutorial su come sistemare le sopracciglia o su come scegliere il rossetto nude ideale per la propria carnagione. Anche se sono cambiate tante cose, la mission resta quella di allora.


CREARE UN BRAND DI MAKE-UP OGGI. I SOCIAL MEDIA VS L’INDUSTRIA COSMETICA TRADIZIONALE

TC: Tutto quello che sei riuscita a realizzare sarebbe stato impensabile anche solo vent’anni fa. Cosa è cambiato secondo te? Quanto ha influenzato il “potere del web”?

H: Sono convinta che i social media e internet siano stati una clamorosa forza motrice per tantissimi brand, incluso Huda Beauty. I social media hanno davvero abbattuto i confini, e hanno reso il mondo un luogo più accessibile.

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TC: Anche il mondo della cosmetica “più tradizionale” è cambiato grazie ai social media, secondo te?

“grazie al web, i brand sono diventati più inclusivi”

H: Sì, l’industria cosmetica è cambiata a sua volta. Fondamentalmente i brand sono diventati più inclusivi, il che è fantastico.

Penso che il cambiamento continuerà e sarà ancora verso il meglio.

 

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TC: Guardando “dall’alto” la tua carriera, Huda Beauty è solo la punta dell’iceberg: sei una top influencer con una community su Instagram che supera i 20 milioni di persone e che continua a crescere, espandendosi in tutto il mondo. Qual è il tuo rapporto con la community?

“cerco di essere la ‘sorellona’ di tutti i membri della mia community”

H: Abbiamo una relazione molto speciale con la nostra community. Sono come una famiglia per noi. Loro hanno seguito tutto il mio percorso e quello del brand fin dal primo giorno.

Erano con me mentre postavo il mio primo tutorial su YouTube, durante la mia gravidanza e mentre mi chiedevo se il cibo per bambini potesse servire per fare una buona maschera per il viso, ahah 😀 !

ClioMakeUp-huda-beauty-sephora-italia-palette-illumianti-ciglia-finte-rossetti-instagram-00Credits: Elle.com

Erano con noi mentre ci trasferivamo in un ufficio più grande – erano davvero lì insieme a noi, anche se non c’erano – e senza di loro nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Io cerco di essere la “sorellona” di tutti loro e voglio essere di supporto per loro, condividendo messaggi positivi e il nostro amore per il beauty e il make-up.

HUDA BEAUTY – UN’AZIENDA CON UN BACKGROUND MULTICULTURALE: LE DIFFERENZE TRA MEDIO ORIENTE E OCCIDENTE

 

TC: Il tuo percorso e la tua storia personale intreccia gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi e il Portogallo. Il background multi-culturale ha influito sul tuo stile?

H: Adoro l’idea di essere influenzata da varie parti del mondo. Sono nata e cresciuta in USA, da genitori mediorientali, mio marito è portoghese… e ora viviamo tutti a Dubai!

Penso che il mio stile sia un po’ a metà tra quello mediorientale e quello occidentale. Quando ero più piccola mi piaceva essere super-glamour anche per andare a scuola tutti i giorni, mentre da teenager ho iniziato a indossare ciglia finte e a portare i capelli vaporosi e cotonati. AMAVO i trucchi completi e drammatici abbinati ai “big hair”!

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TC: Hai detto che collochi il tuo stile a metà tra l’Occidente e il Medio Oriente. Quali sono le differenze principali per quanto riguarda il make-up?

“in Medio Oriente è normale indossare le ciglia finte ogni giorno”

H: Le donne del Medio Oriente amano i make-up più drammatici e indossano le ciglia finte anche nella vita di tutti i giorni: è considerato assolutamente normale.

Poi adoooooriamo le sopracciglia piene e folte, da abbinare ad un contouring bello intenso.

In Occidente, invece, si predilige un make-up look più naturale e soft.

Siamo solo a metà! Nella seconda pagina troverete le previsioni di Huda circa il futuro del make-up e un punto in comune che la sua azienda ha con quella di ClioMakeUp…! Riuscite ad indovinare? Cliccate qui per scoprirlo!

31 COMMENTI

  1. che bella che è! lascio perdere il fatto che mi chiedo sempre se nel suo paese una donna può uscire vestita e pettinata e truccata così? Spero di sì….

  2. Ciao, non prenderla come una polemica, è solo per fare il punto, ma se lei è nata e cresciuta negli USA non è che il suo paese natale sono gli USA e non l’ Iraq? Capisco le influenze culturali da parte della famiglia irachena che sono bellissime e importanti, ma perchè chiamarla una blogger irachena?

  3. Nessuna polemica, io non l’ho chiamata blogger irachena, ma sicuramente attinge a piene mani all’immaginario medio orientale, tutto qui. Da quel poco che so dell’Iraq so che le donne adorano truccarsi e vestirsi bene, poi per uscire di casa devono coprire il tutto. Ma non voglio banalizzare il mondo è complicato e non è facile stabilire ragioni o torti. Quello che non sopporto è costringere le persone a fare cose che non vogliono oppure impedire loro di fare ciò che amano. La storia di alcuni paesi è costellata di storie di donne cui è stato per esempio impedito di studiare e a volte pure di vivere!

  4. Nell’articolo è definita una blogger irachena. Di primo acchito ho pensato wow intrepida! Mi immaginavo la blogger commando che postava su youtube dalla cameretta a Baghdad con la polizia religiosa che le bussava alla porta e le sequestrava i rossetti. Poi leggo che i genitori sono colti, liberali e di famiglia ricca e lei è nata e cresciuta negli Stati Uniti con valori e vedute occidentali. Senza togliere nulla al personaggio e a quello che ha creato (e adoro la sua linea di trucchi) non ha nulla a che vedere con la “liberazione” delle donne nel Medio Oriente. Huda stessa non ne fa menzione in toni politici ma solamente in relazione ai diversi canoni di bellezza. Quindi non capisco il motivo del tuo commento, è vero ed è risaputo che le donne mediorientali devono aderire a canoni di comportamento e abbigliamento molto più pudici rispetto a quelle occidentali, ma non trovo che abbia spazio in questo contesto.
    Quello che mi piace di questa ragazza è l’evidente affetto che ha per la sua famiglia e la passione e l’orgoglio per il business che ha creato e anche il senso di gratitudine per quello che la vita le porta.

  5. ho solo associato le sue origini all’Iraq tutto qui. Ritengo questo contesto libero o si può parlare solo di alcune cose e di altre no? Peace and love.

  6. Si. Le donne lì sono molto più libere di quello che crediamo noi o che velatamente ci suggeriscono i mass-media.
    Concordo con te, Huda è molto bella e anche molto capace. Nell’articolo non si è parlato molto del suo background ma se non erro, è laureata in economia o qualcosa di simile ed ha anche lottato un pò con la famiglia per poter abbandonare quel tipo di carriera e dedicarsi al makeup. E’ stata coraggiosa ed è una donna interessante e forte.
    Poi può piacere oppure no.

  7. Lei è bellissima e mi pare pure simpatica! I
    Suoi prodotti Mi piacciono ma non li compro perché sono distanti dal mio stile ma la ammiro! E confermo che l’olio di cocco (solo e solo sui capelli e cuoio capelluto) sia una bomba!

  8. Mia cognata e appena stata a Dubai, li sono un po’ più emancipati per esempio mi raccontava di donne meravigliose, truccatissime e che sotto quei mantello nero avevano acconciature bellissime e abiti griffatissimi. Ovviamente dietro segue qualche uomo per accompagnare.

  9. È un Brand che non m’ispira. Avrei preferito approdasse da noi qualcos’altro, tipo Tarte. Detto questo mi fa piacere che abbia successo. È sempre economia che gira però, non sono d’accordo sui social che abbattono i confini… mi sembra di voler vedere solo il bello di un qualcosa che atomizza le persone. E per me il mondo è quello là fuori la porta di casa, non lo schermo dello Smartphone.
    Quando dice che i social rendano più inclusivo il make-up, vorrei capire che intende per inclusivo. I prezzi di molti Brand sono fin troppo elevati, diventando esclusivi.
    Circa “essere unici e cool”.. ma a me sembrano tutte fotocopie, con lo stesso trucco.
    Ps. Preferisco l’olio di argan per i capelli, in effetti avevate consigliato pure voi l’olio di cocco solo per un certo tipo di capelli.

  10. Stai prendendo tutto nel verso sbagliato, si può parlare assolutamente di tutto in libertà, ma ho trovato il commento off topic riguardo a questo articolo. Se mi mettessi a parlare del prezzo del petrolio perchè si nomina il medio oriente, posso tranquillamente farlo ma non ha senso nel contesto dell’articolo tutto qui.

  11. Le risposte sono uniche e standard al tempo stesso, lo noti anche tu?
    Per qualcosa che sembra profondamente innovativo, è già tutto visto! Ben per lei che “ce l’ha fatta”, ma alla fine si diventa molto multinazionali, come aziende intese, e le si gestisce come tali: costi, profitti, pubblicità …
    ps. solo io non sapevo chi fosse? :O :O

  12. non conosco bene Huda, ma mi piace molto il suo approccio al beauty e i suoi prodotti sembrano davvero spettacolari. Penso che in futuro almeno una palette delle sue la proverò.
    Intervista molto carina, grazie ragazze! E’ sempre piacevole leggere i punti di vista di altre beauty guru così famose 🙂

  13. Forse il riferimento o meglio l’associazione mentale era verso la sua identità religiosa più che geografica. Poi siamo d’accordo che nei paesi occidentali e in contesti familiari integrati con il paese ospite è raro vedere donne musulmane con qualcosa di più di un velo hijab.

  14. In realtà, cose che a noi occidentali può sembrare strano, nei paesi arabi si truccano MOLTO più di noi, alla fine hanno alle spalle una tradizione millenaria. Molti dei loro trucchi a noi sembrerebbero eccessivi! Alla fine il mondo non è così stereotipato come ci può sembrare, sennò noi italiani saremmo tutti pizza pasta e mandolino, uomini coi baffi e donne come Monica bellucci (magari oh)

  15. Brava, concordo su tutto. AggiungoChe poi che lei parli di inclusivo fa davvero un po’ ridere, visto che la sua strategia di vendita delle palette consiste nel mettere sul mercato prodotti che si collocano nella fascia di prezzo del lusso (certe sue palette ho visto che arrivano a costare 120 dollari, roba che fa sembrare Chanel e Dior dei dilettanti) accompagnate da un packaging veramente cheap e anche la qualità degli ombretti è nella media (alla stessa Clio non erano piaciuti più di tanto mi pare). Brava perchè dal nulla si è fatta strada niente meno che nel mercato del lusso, e la gente la copra comunque i suoi. Ma inclusivo è proprio ridicolo

  16. intervista pazzesca!!! spero che i futuro ne farete altre di questo tipo 🙂 è una cosa bellissima!!! huda l’ho conosciuta su insta e i suoi video mi lasciavano sempre a bocca aperta,ha un talento naturale .
    per il momento la prima cosa che voglio acquistare è una tinta labbra ne ho sentito parlare veramente bene,staremo a vedere!

  17. ciao Fatma, essendo anche io riccia e avendo i capelli molto secchi finalmente mi sono decisa a prendere l’olio di cocco. lo verrei provare come impacco pre-shampoo solo che ho un dubbio i capelli devono essere asciutti o bagnati/umidi?

  18. Per l’impacco pre lavaggio asciutti. Comunque qualche goccia insieme al balsamo. E sulle punte X lo stayling puoi quello di Argan, io uso aria tiepida e anche un protettore del calore.

  19. Le sue ciglia finte sono fatte di vero pelo animale. Motivo per cui non comprerò nessun suo prodotto, anche se le palette da vedersi sembravano interessanti. 🙂

  20. “Essere unici è cool”. Disse chi usa ciglia finte e trucco alla Instagram. Ammazza che innovazione.

  21. Ciao uso anch’io l’olio di cocco, faccio un impacco per shampoo, solo che devo sciacquarlo con una noce di shampoo sennò mi rimangono i capelli unti se uso solo acqua. magari però non serve sui tuoi capelli, mia suocera li ha molto secchi e ricci e non usa shampoo.

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