Lo slogan del progetto è “Average is beautiful“, “ordinario è bello”: non si tratta di un inno alla mediocrità, come è stato suggerito sul web, ma di un invito ad accettarci così come siamo, senza aspirare a standard irraggiungibili. Nel suo sito Internet, Lamm parla di sua cugina, un’atleta di diciannove anni che si considera grassa, perché il suo corpo muscoloso non rispecchia le immagini delle attrici e delle modelle longilinee che vediamo quotidianamente sui media. In effetti è raro vedere donne “normali” in tv o sulle copertine delle riviste, ragazze con cui potremmo identificarci o che potrebbero essere le nostre migliori amiche o vicine di casa. Ovviamente il “senso” delle celebrities è proprio il loro essere speciali e irraggiungibili, ma bisogna rendersi conto dell’impatto che questa loro perfezione può avere sul pubblico, soprattutto sulle più giovani.

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Sul canale Youtube di Nickolay ho trovato un video promozionale, in cui Lammily viene mostrata a dei bambini di seconda elementare; OVVIAMENTE è stato montato per trasmettere un certo messaggio, quindi non va preso come oro colato, ma alcuni commenti sono decisamente interessanti. Lammily “sembra una persona reale”, “sembra mia sorella”, “sembra una ragazza che va a scuola”, “potrebbe fare ginnastica come me, o correre”, “da grande sarà un’insegnante o una nuotatrice”; Barbie, invece, “sarà una modella” o una “make-up artist”, addirittura una bimba non riesce a immaginarla con un lavoro vero. In generale la bambola è stata apprezzata dai bambini, che alla fine dell’intervista hanno confessato che preferirebbero ricevere la Lammily come prossimo regalo… ma anche perché di Barbie ne hanno già in abbondanza!

Sicuramente è un concetto molto interessante e innovativo, ma non finisce qui; per renderla ancora più realistica, con soli 6 dollari (circa 4 euro) si può acquistare un kit di adesivi (più o meno inquietanti) per personalizzare la propria Lammily, che vive le proprie diversità con naturalezza e senza complessi. Tra le opzioni ci sono i classici occhiali, le lentiggini, le macchie di erba e fango per le appassionate di calcio, i cerotti, i nei e le guance che si arrossano per l’imbarazzo, ma anche brufoli, cellulite, smagliature, lividi, il gesso in caso di infortuni, tatuaggi e cicatrici:

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Qua la situazione si fa un po’ grottesca; certo, è una provocazione ambiziosa, ma non so se questi optional avranno effettivamente successo, anche perché si rivolgono a un target sbagliato. Va benissimo il fisico realistico, ma quante bambine al mondo vorranno effettivamente giocare con una bambola con l’acne o con le smagliature, che a quell’età sono ancora problemi lontani? Non è forse un’esagerazione? Apprezzo tantissimo lo spirito didattico degli adesivi, ma non sono convinta fino in fondo della loro utilità, anche perché a 7 o 8 anni non si ha ancora la sensibilità per capire davvero cosa vuol dire avere la cellulite o un tatuaggio e cosa questo comporta nella vita di una donna (a proposito, qui trovate il post sulle discriminazioni sul lavoro).

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Questa immagine è spettacolare: Lammily si sbriciola un cracker addosso e arrossisce

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Dubbi a parte, faccio i complimenti a Nickolay Lamm per aver creato una bambola dalle misure normali, che preferisce lo sport allo shopping e che non si vergogna del proprio aspetto fisico, anche quando non è perfetto come si pensa che debba essere.

P.S.: Le immagini sono prese dal sito ufficiale www.lammily.com

Ragazze, voi cosa pensate della Lammily? Un colpo di genio o un accanimento inutile contro la Barbie classica? La comprereste alle vostre figlie? E degli adesivi cosa mi dite: siete scettiche o li trovate utili? Come pensate che sarà accolto questo progetto dai bambini? Un bacione bellezza!