Ciao ragazze!

Oggi vi voglio parlare di una spiacevole vicenda che sta facendo chiacchierare e indignare tutte le appassionate di makeup del mondo: lo scandalo Lime crime!

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Questa è l’immagine che accompagna su Instagram l’hashtag #boycottlimecrime

Ho molto riflettuto prima di decidere di fare questo post, ma alla fine ho scelto di parlarvene perchè mi sembrava più che giusto informarvi del putiferio scatenatosi intorno a questa casa cosmetica, soprattutto dopo avervi recentemente parlato e recensito positivamente i loro prodotti di punta, le tinte opache Velvetines!

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La Lime Crime, in realtà, non è del tutto nuova agli scandali e alle chiacchiere sul web: già qualche anno fa era finita nella bufera! Personalmente non mi ero interessata più di tanto alla faccenda perchè era ancora un brand piuttosto sconosciuto, i suoi prodotti erano pochi e praticamente introvabili anche negli Usa (figuriamoci in Italia!)! In questi giorni ho cercato di andare a fondo e ho scoperto che già nel 2009 era nata una web-crociata contro questa casa cosmetica e contro la sua fondatrice, Doe Deere! Si era parlato di colori photoshoppati, di prodotti spacciati per vegan pur non essendo tali, descritti come unici nel loro genere ma identici ad altri  e, cosa ancora più grave, l’azienda era stata accusata di comprare all’ingrosso prodotti già pronti e di scarsa qualità, per poi riconfezionarli in quantità misere, vendendoli a prezzo notevolmente maggiore! Così ‘la regina degli unicorni‘ (così è solita firmarsi sul suo blog!) già allora era stata etichettata come manipolatrice, disonesta e poco trasparente verso i suoi clienti!

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Vi presento Doe Deere! Credit: Doe Deere instagram

Altrettanto chiacchierati erano stati i suoi tentativi di censurare le opinioni non apprezzate e le sue minacce di intraprendere azioni legali per diffamazione contro alcune beauty blogger ‘colpevoli’ di aver recensito in maniera negativa i prodotti del brand.. insomma non proprio una simpaticona questa Doe, che il web ha sempre giustamente guardato con diffidenza!

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“Bugiarda”

Con il passare del tempo queste vicende sono passate in sordina, come succede spesso con gli scandali: la gente se ne dimentica…o per lo meno così sembra fino alla bufera successiva! Così negli ultimi anni la Lime Crime è riuscita a crescere molto come azienda: è arrivata nei negozi e in molti store online tipo Urban outfitters, ha ampliato la gamma di prodotti e ha venduto tantissimo, diventando sempre più famosa, soprattutto grazie ai rossetti coloratissimi e alle note Velvetines!

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Tutto questo fino al patatrac successo nelle ultime settimane, che ha riportato Doe Deere e la sua azienda al centro dell’attenzione: il sito ufficiale del brand è stato attaccato dagli hacker, che hanno rubato i dati personali di molti utenti e clonato tantissime carte di credito! Ci sono stati clienti che hanno perso moltissimi soldi, alcuni addirittura 5.000, 10.000 dollari!

E’ vero che i soldi se li sono rubati gli hacker e non loro, ma la cosa che ha fatto indignare tutti è che questi accessi non autorizzati nel server andavano avanti da ottobre scorso, mentre Doe & company se ne sono praticamente infischiati, restando inerti: pur di non perdere clienti hanno preferito tacere, evitando qualsiasi pubblica dichiarazione fino a quando, grazie al web, la vicenda è diventata di dominio pubblico e ingestibile! Nel giro di pochi giorni si è scatenato un vero caos mediatico: tantissime persone, anche a distanza di mesi, si sono rese conto di essere state derubate e se la sono presa giustamente con la Lime Crime!

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Credo sia giusto contestualizzare un attimo la vicenda: in America un evento del genere manda veramente fuori di testa la gente, perchè le fa mancare la terra sotto ai piedi, in un certo senso! Ciò perchè gli acquisti online sono all’ordine del giorno e sono considerati sicuri tanto quanto quelli fatti in un negozio ‘reale’! Non è come in Italia dove si guarda ancora con un po’ di diffidenza all’uso delle carte di credito su internet: leggo spesso che molte di voi, pur essendo delle tipe tecnologiche, evitano come la peste gli acquisti online perchè hanno paura, non si fidano… negli Usa non esiste un pensiero del genere, comprare su internet è la cosa più normale e sicura del mondo, così come in generale si utilizza la carta di credito al posto dei contanti anche per pagare pochi euro nei negozi! Io stesso mi sono abituata a questa realtà: appena arrivata a New York non la utilizzava quasi mai, mentre oggi come oggi pago quasi sempre con la carta!

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Ciò ovviamente non significa che negli Usa non accadono mai cose del genere, ma quando si verificano solitamente vengono stroncate sul nascere dai siti coinvolti: ad esempio anni fa avevo fatto un ordine su un sito chiamato Target e nel giro di pochissimi giorni ero stata contattata dalla mia banca e avvisata della disattivazione della mia carta di credito! Il mio istituto di credito era stato infatti prontamente avvertito dal sito stesso, il quale avendo riscontrato alcune anomalie e un possibile rischio hacker si era subito mobilitato, mettendo in guardia le banche degli acquirenti! In altre parole in America gli acquisti online possono considerarsi sicuri perchè di regola i siti sono seri e preferiscono prevenire i problemi, avvisando i clienti delle eventuali irregolarità, nonostante il rischio di scoraggiare gli acquisti! La Lime Crime, invece, ha fatto il ragionamento opposto: ha scelto di anteporre i propri guadagni all’onestà e alla sicurezza dei clienti, e ora sta pagando a caro prezzo le conseguenze di questa decisione!

Leggete la seconda parte del post per scoprire la reazione del web!