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Avete mai sentito il termine “makeunder“? Al contrario del makeover, che consiste nel prendere una ragazza acqua e sapone e sottoporla a un cambio di look attraverso trucco, parrucco e abiti nuovi, il makeunder prevede un procedimento opposto, cioè si fa riscoprire il bello della naturalezza a una donna che esagera col make-up. È proprio questo il concetto alla base del lavoro di Sonia e delle Tree Change Dolls: da sempre appassionata di bambole, ha iniziato a recuperarle nei negozi dell’usato per pochi spiccioli e, guardando qualche tutorial sul web, ha scoperto “l’arte dello struccaggio”.


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A quanto pare basta prendere del normalissimo acetone per rimuovere ogni traccia di colore dal viso delle bambole, e a quel punto si possono ridipingere i lineamenti come si preferisce. Sonia utilizza i colori acrilici e dei pennelli molto sottili per disegnare occhi, bocche, denti, lentiggini e sopracciglia, mentre sua mamma la aiuta lavorando a maglia dei piccoli vestiti.

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Sonia ha 34 anni e una bambina piccola, e ha iniziato questo progetto solo per hobby, fotografando le sue creazioni nel giardino di casa e condividendole sul Web.

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Sembra una donna davvero adorabile, semplice, timida e coi piedi per terra, che non riesce ancora a capacitarsi del suo successo: pochi giorni dopo averli caricati sui social network, gli scatti si sono diffusi a livello virale e sono iniziate ad arrivare richieste e ordini da tutto il mondo. Peccato che esistessero solo 12 esemplari, realizzati per puro divertimento!

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Da quel momento è stato un susseguirsi di interviste, articoli dedicati al progetto e gallerie fotografiche sui siti Internet più famosi; Sonia ha aumentato la produzione delle bambole, che vende su Etsy, ma ha detto chiaramente che non vuole trasformarlo in un vero business, perché teme che si perderebbe il lato artistico e personale. Per questo motivo incoraggia la gente a improvvisarsi a loro volta artisti, e ha filmato alcuni tutorial per mostrare le tecniche e i prodotti che usa. Mi è sembrata un’idea molto bella, perché dimostra che Sonia crede davvero in quello che fa e preferisce condividere i suoi segreti piuttosto che tenerli per sé e puntare al mero guadagno.

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È proprio la dolcezza con cui Sonia si rapporta alle sue bambole che mi ha piacevolmente stupita: parla di loro con rispetto, come se fossero in carne e ossa, e cerca di rendere ogni trasformazione unica e irripetibile, proprio come se fossero delle ragazze vere, con caratteristiche fisiche che le contraddistinguono. Pensate che addirittura si trova spesso a guardare fotografie di bambini e bambine per studiare la loro espressione, la forma degli occhi, delle sopracciglia, dei nasi e delle bocche, per non rischiare di fissarsi sempre con gli stessi dettagli e aggiungere originalità e realismo.

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In uno dei tutorial, per esempio, spiega che se una volta le viene un occhio leggermente diverso dall’altro tende a lasciarli così, perché anche le persone vere non sono perfettamente simmetriche, facendo diventare questa caratteristica un elemento della personalità della sua bambola. Sul suo blog, addirittura, ha scritto la biografia di qualcuna di loro: “Ciao! Il mio nome è Neeti. Quando non sono a scuola o ad aiutare mamma e papà a casa mi piace fabbricare aquiloni e farli volare al parco. Amo crearli con tutti i materiali che riesco a trovare. Decoro tutti i miei aquiloni, e anche quelli che costruisco con i miei amici. Quando sarò grande voglio studiare ingegneria e imparare a far volare gli aerei.”

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