Ciao ragazze!

Oggi vi volevo parlare di una polemica nata sul web, contro Instagram. Il protagonista della storia è l’hashtag “#curvy“, spesso abbinato a foto e a messaggi positivi verso la diverse tipologie di corpo, la femminilità, l’autostima. Beh, se vi fosse venuta voglia di sfogliare tutte le immagini legate a questo hashtag (e gli hashtag, sappiamo bene che servono esattamente a questo) non avreste potuto… prima di oggi. Semplicemente perché era stato bannato dalla app (e reintegrato da pochissimo). Se volete conoscere il perché e chi va ringraziato per il suo ritorno, leggete il post! #curvy_plussizemodelanastasiya credits: Instagram @plussizemodelanastasiya Qual è il fatto? Semplicemente, circa due settimane fa, da un giorno all’altro, un hashtag con più di due milioni di post è stato cancellato da Instagram. Risultando quindi invisibile alle ricerche e non riconducibile a nessun link o ipertesto. A scatenare le polemiche è stato il fatto che l’hashtag in questione si trattasse #curvy.

Instagram aveva già assaggiato i polveroni del web su questo tema: vi ricordate Samm, la ragazzina bannata perché ritenuta inappropriata solo per via del suo corpo (che peraltro pubblicava con l’hashtag #bodylove)? Evidentemente la lezione non è bastata, così come non sono bastate le proteste nate dopo la cancellazione di una foto ritraente una ragazza mestruata, seppur completamente vestita.

edit-7862-1436816512-5Lo screenshot di BuzzFeed al momento della ricerca di #curvy su Instagram Desktop

Tutte queste volte Instagram si è sempre giustificato definendo le foto cancellate come “inappropriate“. Per quanto riguarda #curvy, le dichiarazioni ufficiali vogliono che l’eliminazione non abbia avuto nulla a che fare con il termine “curvy” di per sé, ma che dipendesse dal fatto l’hashtag fosse stato usato abbinato a troppe fotografie a sfondo sessuale violando i principi di Instagram riguardo la nudità.

#curvee_plussizemodelanastasiaInsomma troppa carne mostrata, troppa biancheria intima, troppi costumi da Bagno troppa nudità… Credits: Instagram @plussizemodelanastasiya

Capite bene che “inadeguato” è un giudizio molto vago e soggettivo – visti, tra l’altro, i precedenti. Soprattutto per via del fatto che (come fa notare BuzzFeed, da cui la notizia è partita) altri hashtag ben più espliciti, come #vaginas (24k post), #dildo (68k), e #clitoris (7k), non siano mai stati ritenuti inopportuni e continuano ad essere visibili.

rs_600x600-150117145520-600.AmberRose3-jmd-011715Le foto (sì, ne ha pubblicate ben più di una) in “bikini” di Amber Rose, non sono state ritenuti disturbanti o inadatte alla app

Più grave ancora è il fatto che Instagram ritenga #thin (che ha più di 2 milioni di post) e #skinny (che ne ha più di 7 milioni) hashtag contenenti immagini legate a disturbi alimentari, ma se si effettua la ricerca, basta cliccare per prendere coscienza del fatto e proseguire comodamente la propria navigazione.

edit-11187-1436888380-13

edit-20590-1436820735-11Credits: @BuzzFeed

#skinnyNel momento in cui si accetta di proseguire, si trovano post come questo. (traduzione: due like = un pasto saltato)

Per essere poi corretti fino in fondo, questa faccenda non si tratta in tutto e per tutto di un pretesto: l’abuso dell’hashtag è sicuramente un dato di fatto. Foto e video “troll” (cioè disturbanti e fuori contesto) non si risparmiano, mostrando genitali, atti sessuali ecc. Il fatto è che se si cerca, per esempio, #bikini (hashtag non meno in vista, con più di 15 milioni di post), il risultato non cambia: fin dalla prima schermata sono presenti foto e video a sfondo puramente sessuale.

download

Purtroppo, il problema è che le stesse immagini (anche fossero provocanti ecc, ma purtroppo anche quando non lo sono) rischiano di non essere percepite ugualmente “disturbanti”, se proposte con un fisico socialmente più accettato. Quando, invece, il corpo fotografato è diverso dai canoni classici, se è appunto #curvy o anche di più, è ritenuto immediatamente come “problematico”, come non adatto alla visione di tutti. 

#victoriaNon c’è assolutamente niente di male in questa foto, presa dall’account di Victoria’s Secret: tre ragazze belle e sane camminano al mare in bikini.

samm-newmanLa percezione però di Sam Newman, anche lei in bikini, senza fare nulla di riprovevole, è stata però – purtroppo – molto diversa.

E’ inutile che vi dica quanto la scelta della celebre app abbia sgomentato gli utenti, mobilitato i magazine online ecc. La prima reazione, comunque, è stata quella di creare un hashtag alternativo, esplicitamente polemico verso l’eliminazione di #curvy: #curvee – che in inglese ha lo stesso suono del precedente. A lanciarlo è stata la blogger Katt Cupcake su Twitter, riuscendo a farsi imitare poi da altre migliaia di utenti (l’hashtag, in 10 giorni ha raccolto più di 7000 post).

#curvee_lovedrobe   Cosa ha prodotto questo hashtag? Scopritelo a pagina 2!