Sono molte le persone che, per un motivo o per un altro, si trovano ad avere problemi con i loro capelli, presentando punti sulla testa in cui non ne crescono o, addirittura, perdendoli del tutto. Per incrementare l’autostima e la sicurezza di queste persone verso il proprio aspetto sono presenti, in Italia e nel mondo, numerose associazioni che si occupano della raccolta di capelli veri, per realizzare delle parrucche da dare gratuitamente a chi ne ha bisogno. Per poter operare al meglio, tuttavia, queste associazioni ed organizzazioni necessitano della principale materia prima per poterle realizzare, ossia i capelli umani e, per questo, è fondamentale il contributo di donatori e donatrici.

Oggi vi parleremo di Niamh, una ragazzina inglese di 14 anni che, con grande coraggio, ha deciso di donare la sua chioma per aiutare chi si trova ad affrontare questo tipo di difficoltà. Tuttavia, sebbene il suo intento fosse più che nobile, inaspettatamente si è trovata ad avere grandi problemi con la sua scuola, arrivando non solo ad essere punita, ma addirittura sospesa per via del suo gesto! Per scoprire che cosa le è successo, e le modalità principali per donare i capelli in Italia, non vi resta che continuare a leggere il post!

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NIAMH BALDWIN DONA I SUOI CAPELLI E LA SCUOLA LA PUNISCE

Niamh Baldwin è una ragazzina di 14 anni all’apparenza come tante, ma che si è distinta dalle sue coetanee facendo un gesto tanto nobile quanto altruista. Niamh, infatti, ha avuto un coraggio che molti adulti non riescono a trovare, tagliando completamente i suoi capelli.

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Niamh prima di rasarsi… Credits: metro.co.uk

Lo ha fatto per donarli alla Little Princess Trust, un’organizzazione specializzata nella produzione di parrucche destinate ai bimbi che, per via di cure come la chemioterapia, o per malattie come l’alopecia, li hanno persi parzialmente o completamente. Il gesto di Niamh, tuttavia, anziché trovare sostegno e supporto unanime, è stato motivo di scontro con la sua scuola, la Mounts Bay Academy.

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…e dopo! Credits: metro.co.uk

La scuola ha punito e sospeso la ragazza intimandole di coprirsi la testa

Le autorità scolastiche hanno infatti paradossalmente punito la ragazza, poiché il suo aspetto non era più consono al dress code imposto dall’istituto. Gli insegnanti, dunque, non solo hanno sospeso Niamh dalle lezioni, ma l’hanno anche punita intimandole di coprire la sua testa rasata con un foulard o una sciarpa, fino a quando i suoi capelli non avessero raggiunto la lunghezza minima stabilita.

cliomakeup-donare-i-capelli-alopecia-cancro-7La Mounts Bay Academy

LO SGOMENTO DELLA MAMMA DI NIAMH

Anneka Baldwin, la mamma di Niamh, è rimasta sconcertata dalla decisione della scuola e, sui social network, ha espresso lo sgomento e la rabbia che ha provato scrivendo in relazione all’esperienza della figlia: “Penso che questa sia la cosa più coraggiosa e straordinaria da fare e mi rende così orgogliosa, ecco perché sono sconvolta che la scuola l’abbia fatta sentire così umiliata e l’abbia messa in isolamento perché i suoi capelli devono essere 1 cm più lunghi per essere idonea a partecipare alle lezioni e avere il permesso di vedere i suoi coetanei nel parco giochi”.

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Anneka e Niamh. Credits: dailymail.co.uk

LA RISPOSTA DELLA MOUNTS BAY ACADEMY

In breve il caso di Niamh è diventato virale, e la scuola si è trovata, per forza di cose, nella posizione di dover spiegare in modo più dettagliato il perché dei provvedimenti presi nei confronti della ragazza. La vice preside, allora, ha affermato semplicemente che: “Niamh è stata sospesa per un breve periodo poiché il suo aspetto era impressionante per studenti e personale scolastico”.

cliomakeup-donare-i-capelli-alopecia-cancro-16Alcune ciocche raccolte da Little Princess Trust. Via Pinterest

IL CORAGGIO DI NIAMH E LA FORZA DEL SUO GESTO

Niamh, dal canto suo, non si è lasciata abbattere da quello che le è successo, forte non solo della sua ottima media scolastica, ma anche e soprattutto per la soddisfazione e la felicità che ha provato donando i suoi capelli a chi ne aveva più bisogno.

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Via YouTube @Boldly

“I miei capelli non definiscono chi sono come persona”

A conferma di ciò, Niamh sul suo account Facebook ha postato una foto che la ritrae con i capelli cortissimi accompagnata dalla didascalia: “I miei capelli non definiscono chi sono come persona”. 

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Recentemente, anche la Duchessa di Cambrige Kate Middleton ha donato i capelli a Little Princess Trust, lanciando il taglio medio come hairtrend del 2018!

Nel frattempo, anche la Little Princess Trust ci ha tenuto a dire la sua, ringraziando sentitamente Niamh, tramite la sua charity manager Monica Glass, per il suo coraggio e la bontà d’animo che l’ha spinta a fare un gesto così potente e pieno di significato.

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Monica glass (a destra). Credits: girliegossip.com

Ragazze, non abbiamo ancora terminato! Nella pagina successiva vi parleremo più nello specifico dell’iter da seguire per donare i capelli proprio come ha fatto Niamh, ma in Italia! Andate a pagina 2 per scoprire di che cosa si tratta!

14 COMMENTI

  1. Una scuola che risponde dicendo che una ragazza coi capelli rasati é impressionante per gli altri studenti e per il personale adducendolo come scusa alla sospensione della ragazza e all’obbligo di mettersi un foulard mi domando che cosa possa insegnare. Spero si siano fatti pessima pubblicità e che gli altri studenti si siano fatti sentire. Viviamo in un bruttissimo mondo, la vanità é più importante dell’altruismo è della generosità.

  2. Grandiosa la ragazza che ha fatto un piccolo ma GRANDE gesto.
    La scuola invece… Se lei faceva “impressione” per i capelli (volutamente) rasati.
    E chi li ha persi per colpa del cancro…?
    Fanno impressione e devono correre a coprirsi anche loro? Alla faccia delle pubblicità per capelli accusate di essere insensibili.
    Se poi l’hanno fatto perché probabilmente avevano paura di non essere in grado di contenere di atti di bullismo nei confronti della ragazza, beh siamo alla frutta…

  3. La ragazzina….❤
    Alla preside della scuola in questione e al comitato che avrà deciso la sospensione…li porterei a fare servizio civile negli ospedali pediatrici, in oncologia, li farei stare lì..non due o tre ore, ma 24h…per rendersi conto dell’umore di un bambino malato, delle sue piccole gioie e dei grandi dolori…
    È vergognoso, è vergognoso perchè qualunque siano le regole di un Dress Code, un gesto come quello della ragazza avrebbe potuto essere un esempio, un esempio di amore e di accettazione, di solidarietà e sostegno. La spiegazione che hanno dato poi…è ancora più vergognosa, “impressionante”…io poi divento cattiva, eccedo e quindi qui mi fermo.

  4. Impressionante è lo schifo che mi fanno la preside e il comitato scolastico, non Niamh.
    E se Niamh fosse malata e fosse stata costretta a portare i capelli così?l’avrebbero ghettizzata comunque facendole vivere ancora peggio un momento così delicato?
    Ci si lamenta sempre che non c’è abbastanza altruismo al mondo e quando una ragazza fa un gesto così coraggioso viene punita..non ho parole!!
    Avete fatto bene a parlarne e a lasciare tutti i contatti per aderire a questi progetti anche in Italia 🙂

  5. Anche io ho donato i miei capelli a Little Princess Trust giusto due settimane fa, e mi hanno anche mandato una email di risposta ringraziandomi e mandandomi un “certificato di donatore” :), ho preferito loro ad associazioni italiane perchè loro cuciono le parrucche proprio con i capelli donati (ho letto che per ogni parrucca servono circa 6 donazioni) , mentre quelle italiane per ogni donazione regalano una parrucca sintetica al malato vendendo invece i capelli veri, e questo mi è sembrato quasi disonesto.
    Per quanto riguarda Niamh e la scuola, non saprei, si tratta di un istituto privato? In quel caso se le regole della scuola impongono un taglio minimo di capelli e la ragazza non lo ha rispettato (nonostante la NOBILISSIMA causa) lei stessa poteva prevedere l’esito, d’altronde se si trattava di avere una lunghezza minima di 1cm di capelli non sarebbe stata molta la differenza nel taglio. Trovo invece ingiustificata e indegna la ritrattazione della preside nella seconda affermazione: chi se ne frega se siete rimasti IMPRESSIONATI, fatevene una ragione, sono solo capelli e la ragazza ha compiuto un gesto estremamente altruista! Se la vera motivazione della punizione dovesse essere questa ritiro quanto detto sopra e dovrebbero solo vergognarsi tutti, preside e personale scolastico.

  6. La dirigente scolastica dovrebbe solo vergognarsi: invece di encomiare questa adorabile ragazzina, di portarla ad esempio, la punisce. Peccato che i bulli non vengano mai puniti. l’Inghilterra mi lascia perplessa una volta di più.

  7. A volte la semplicità di un gesto generoso sbatte contro la stupidità del mondo. Spero che questo mondo non cambi Niamh.

  8. Secondo la scuola, quindi, chi fa chemioterapia, deve nascondersi? Pochezza e poraccitudine… Brava Niamh

  9. Mi sarebbe piaciuto molto anche a me fare un gesto così altruistico quando ho avuto i miei “colpi di matto” sul taglio di capelli.
    La ragazza è stata brava, soprattutto a quell’età dove l’aspetto e il giudizio altrui conta molto

  10. È vero quello che dici, ma allora una ragazza o un ragazzo che fanno la chemio per esempio dovrebbero essere sospesi? Credo che il regolamento sia importante, ma bisognerebbe sempre fare le cose cum grano sali.

  11. No, certo, spero proprio (anche se il regolamento non lo dovesse esplicitare) che in casi di malattia il buonsenso prevalga e agli studenti non venga impartita alcuna punizione. Credo che la differenza risieda proprio nella volontarietà del gesto di Niamh contro “l’imposizione” della perdita di capelli in ragazzi malati.

  12. Ciò che fa ancora più inorridire è che queste persone che sono/si ritengono educatrici pensano veramente che nascondere la verità e la realtà siano un bene per i ragazzi, che evitare il prendere coscienza che il mondo e la vita non sono perfetti (i capelli si possono perdere a causa di malattie) sia non solo educativo ma utile per non “impressionarli”.
    In verità la preside ed il comitato scolastico hanno perso una grossissima occasione per aiutare i ragazzi a parlare e capire la malattia (e le sue conseguenze) e far così maturare e crescere i ragazzi.
    Che peccato sprecare l’opportunità di parlare di un argomento che fa parte della vita e che non si deve mai nascondere: anche con i bambini non è consigliato nascondere malattia e morte, anzi si consiglia di accompagnarli (secondo la loro età) ed aiutarli nell’affrontare questi argomenti.

    E’ un mondo sbagliato il nostro dove non c’è posto per ciò che non è perfetto, dove è meglio nascondere “il deforme” (inteso come malato) e negare l’esistenza della morte.
    Non aiuta ad affrontare quello che è il corso naturale della vita.

  13. Sono assolutamente d’accordo con te. Non ha senso cancellare la realtà perché alla prima difficoltà non daranno in grado di far fronte al peso psicologico che le situazioni reali richiedono.

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