QUANTI GIORNI PUÒ DURARE LO SPOTTING? COME CAPIRE SE SI TRATTA DI SPOTTING O CICLO?

  1. Con il termine spotting si indicano di norma le perdite di sangue scuro tra due mestruazioni. Oggi questa parola serve però anche a descrivere le perdite di colore rosa e marroni che possono avere cause anche molto differenti tra loro.
  2. Una curiosità: la parola “spotting” deriva dal verbo inglese “to spot”, cioè macchiare.
  3. Il fenomeno più conosciuto è lo spotting premestruale, che si verifica quando si ha un sanguinamento immediatamente prima dell’arrivo della mestruazione vera e propria.
  4. Il tipo più comune di spotting sono le perdite marroni, cioè perdite ematiche scure che di norma non destano particolari preoccupazioni.
  5. Lo spotting è un fenomeno fisiologico nella maggior parte dei casi, in altri invece può indicare un problema o una patologia: tra queste cause di spotting rientrano per esempio cisti ovariche, polipi, fibromi o anche endometriosi.
  6.  Per riconoscere lo spotting basterà osservare la frequenza, il colore e la durata delle perdite. Se si tratta di spotting non durerà più di qualche giorno e sarà poco abbondante.

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Credits: Foto di Unsplash | Sam Manns

Prima o poi avviene a tutte noi: lo spotting è un fenomeno che riguarda la sfera ginecologica e che, nella gran parte dei casi, è assolutamente fisiologico. Le cause dello spotting, infatti, quando non sono patologie sommerse sono di natura reversibile e passeggera: esiste per esempio lo spotting da impianto (che indica l’inizio di una gravidanza) oppure lo spotting da pillola anticoncezionale, o ancora può succedere di avere spotting prima del ciclo, generalmente 24-48 ore prima dell’inizio delle mestruazioni.

Nonostante in un’alta percentuale dei casi lo spotting sia normale, non è sempre così: ragazze, seguiteci nel post perché scopriremo insieme tutte le cause dello spotting e come riconoscerlo, per capire quando è il caso di recarsi dal medico.

COS’È NEL DETTAGLIO LO SPOTTING, QUELLE PERDITE INTERMESTRUALI DI DIVERSO COLORE

Ragazze, come abbiamo già più volte accennato, la parola spotting nasce per indicare perdite rosso scuro o marroni che si verificano al di fuori del normale flusso mestruale.

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Credits: Foto di Unsplash | Ava Sol


Diversamente dalle mestruazioni, le perdite di spotting sono di colore più scuro, non dovrebbero causare dolori come crampi e simili e -soprattutto- dovrebbero avere una durata di molto inferiore rispetto alle mestruazioni vere e proprie.

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Credits: Foto di Unsplash | Ava Sol

Se teniamo traccia del nostro ciclo mestruale, sarà più facile per noi riconoscere lo spotting e capire che non si tratta di una mestruazione anomala.

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Credits: Foto di Unsplash | Becca Tapert

Oggi, comunque, si tende a usare questo termine per indicare anche perdite di diverso colore rispetto al marrone, quindi anche spotting rosa che però ha una causa molto diversa rispetto al sanguinamento scuro.

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Credits: Foto di Unsplash | Jennifer Marquez

Anche le perdite bianche o giallognole vengono chiamate “spotting”, perché effettivamente si tratta di fenomeni che avvengono al di fuori della mestruazione.

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Credits: Foto di Unsplash | Priscilla Du Preez

Tecnicamente, però, non è corretto: lo spotting scientificamente è la perdita di sangue scuro di origine uterina che viene espulso tramite il canale vaginale, e in questo post analizzeremo solo questo tipo di evento.

COME RICONOSCERE LO SPOTTING E CAPIRE CHE NON SI TRATTA DI UNA MESTRUAZIONE

Ci sono diversi modi per capire quando le perdite vaginali non sono riconducibili a una mestruazione, ma si tratta di spotting intermestruale (cioè tra un ciclo e l’altro).

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Credits: Foto di Unsplash | Alexander Sergienko

PER SAPERE SE È SPOTTING ANALIZZIAMO BENE L’EVENTO

Prima di tutto, dobbiamo osservare il colore delle perdite: generalmente il sangue del ciclo mestruale ha una tonalità rosso vivo acceso, mentre quando si tratta di spotting i colori variano dal marrone scuro al rosaceo.

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Credits: Foto di Unsplash | Ava Sol

Nel caso di spotting rosa, questo potrebbe indicare le cosiddette “perdite da impianto”: se state cercando una gravidanza, potrebbe significare che l’ovulo fecondato si è -appunto- impiantato sulla parete interna dell’utero. È uno dei primissimi sintomi gravidanza, ancora prima del ritardo mestruale, della tensione mammaria e della nausea.

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Credits: Foto di Unsplash | Mulyadi

Altro elemento da osservare per capire se le perdite di sangue sono spotting è la tempistica: se il sanguinamento si verifica appena prima del ciclo parleremo di spotting premestruale. Sapremo quindi che il ciclo è in procinto di presentarsi.

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Credits: Foto di Unsplash | Sam Manns

Quando si verifica spotting a metà ciclo, potrebbe essere dovuto all’ovulazione (ma vedremo più avanti tutte le cause di spotting): come è facile immaginare, a soli 14 giorni dall’inizio del ciclo è pressoché impossibile che stia iniziando il flusso mestruale, a meno che non soffriamo di ciclo estremamente irregolare. Si tratterà perciò di spotting.

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Credits: Foto di Unsplash | Joel Muniz

Ultimo elemento da evidenziare per capire se si tratta di ciclo o spotting, sono i sintomi collegati al sanguinamento: senza arrivare a parlare di dismenorrea, la maggior parte delle donne avverte comunque alcuni segnali dell’arrivo delle mestruazioni.

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Credits: Foto di Unsplash | Becca Tapert

Se non sentite tensione mammaria né avvertite piccoli crampi o dolori, mal di testa o affaticamento o, in generale, i sintomi del ciclo che sono fisiologici per voi, allora si tratterà di spotting. Lo stesso vale se le perdite sono così lievi da non richiedere un assorbente.

Ragazze, non abbiamo ancora terminato. Ci vediamo a pagina 2 per capire quando è bene recarsi dal medico in caso di spotting per indagarne le cause, e scopriremo a cosa è dovuto nella gran parte dei casi.