Qualche settimana fa ci è capitato di leggere sulla pagina Facebook di Selvaggia Lucarelli un post che ci ha colpito e fatto riflettere. E dato che si tratta di una considerazione che riguarda anche l’aspetto fisico, l’apparenza di una felicità esteriore e preconfezionata, abbiamo pensato di riproporvene il contenuto.

In questo articolo toccante, e che (come vedremo) è andato dritto al cuore di moltissime persone, Selvaggia posta una sua immagine in cui appare magra, abbronzata, vestita e truccata in modo sexy, bellissima e sorridente. Sembra l’immagine stessa della felicità, la rappresentazione della “vita perfetta” di una donna attraente e di successo, qualcosa che tutte noi vorremmo essere. Ma l’apparenza, appunto, inganna.

Oggi vi raccontiamo quindi qual è il messaggio che Selvaggia, abbandonando lo stile graffiante e irriverente per cui tutte la conosciamo, ha voluto dare con questo post, e qual è stata l’incredibile reazione del suo pubblico. Inoltre, parleremo di altre celebrity e persone comuni che hanno lanciato messaggi simili, parlando di come spesso la fama (ma anche, semplicemente, la vita) ti costringa al sorriso giusto a mo’ di “correttore dell’infelicità”. Iniziamo!

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Il post di Selvaggia prende le mosse dalla morte di Stefano Mastrolitti, speaker di Radio 101. Nonostante Mastrolitti apparisse come un personaggio allegro e solare, pare che si sia suicidato perchè affetto da depresssione. Una realtà, quindi, che stride drammaticamente con l’apparenza, tanto da aver lasciato increduli e sconvolti i fan dello speaker, che non si sarebbero mai aspettati un gesto del genere.

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Credits: @Quotidiano.net

La domanda è: quanti di noi, ogni giorno, nascondono un dolore, una paura, o una malattia mentale come la depressione, dietro un sorriso di circostanza? Un “correttore dell’infelicità”, come lo chiama Selvaggia, ad uso e consumo di chi ci guarda, e di cui temiamo il giudizio: colleghi di lavoro, genitori, amici.

Quanti di noi hanno timore e vergogna di confessare la propria profonda infelicità, per non apparire “viziati”, deboli o ingrati? Quanti vogliono risparmiare ai propri genitori il dolore che conoscere la verità provocherebbe loro? Quanti invece cadono semplicemente nella trappola di voler esibire a tutti i costi una vita perfetta, photoshoppata?

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“(…) E allora ho pensato a una mia foto vecchia di 8 anni fa circa, che mi ritrovo spesso nelle gallery associate al mio nome. Ogni volta che la vedo ho un sussulto. Sono a un’inaugurazione a Milano. Sono magra, molto abbronzata, molto truccata, con la piega giusta, le scarpe fetish (orrende), una gonna corta, una scollatura eccessiva e un sorriso di quelli che fanno pensare “se la passa bene, la ragazza”.
Invece io me la passavo malissimo. Quella sera lì, nello specifico, era stata la conclusione delle due giornate più infelici della mia vita.
Ancora, quando vedo quella foto, sto male.
Ero così magra perché non mangiavo da un mese, ero così in tiro perché ero disperatamente in crisi di autostima. Il mio fidanzato mi aveva lasciata il giorno prima, non avevo una casa, non avevo un lavoro stabile, non avevo nessuno a cui dire come mi sentissi davvero.
Pensavo che a Leon fosse capitata la peggior madre del mondo.
La notte prima non avevo dormito. Avevo pianto per 48 ore di seguito. A guardarla bene, la foto, si vede pure.
C’è un’ edicola, in Piazzale Baracca, di fronte alla quale quel giorno mi fermai a piangere.”

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“La morte di Stefano mi ha fatto pensare a questo. A quanto il dolore altrui non solo, spesso, non venga percepito, ma a quanto il sorriso giusto a mo’ di “correttore dell’infelicità” a volte, possa addirittura suggerire il contrario: la vita dorata, il lavoro giusto, gli amici fighi, i riflettori.

“FORSE LA AVETE ANCHE VOI UNA FOTO CHE MENTE. OGNI TANTO, GUARDATELA.”

Io sono ancora qui e non ho mai pensato di farla finita. Stefano era fragile, forse depresso.
Quella foto che gira però mi ricorda spesso quanto abbia mentito anche io. Forse la avete anche voi una foto che mente.
Ecco, se la avete, ogni tanto guardatela.
Fa male, ma ricorda chi siamo, oltre quello che vedono gli altri.”

Un post breve e intenso, che rivela Selvaggia come una donna che non teme di mostrare la propria umanità, la propria fallibilità. Una donna che, come a tutte noi è successo almeno una volta, è stata presa a calci dalla vita, è scoppiata a piangere di fronte a uno sconosciuto, ha avuto paura per il futuro. Si è sentita una pessima madre. La risposta dei suoi fan (ma non solo!) è stata straordinaria.

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Moltissime persone hanno postato le loro foto con il sorriso “correttore dell’infelicità”.

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Persone che sorridono indossando una bandana che copre i segni della chemioterapia; o che si trovano nel bel mezzo di un rapporto malato e violento; o che hanno perso una persona cara. In alcuni casi, persone colpite da depressione senza che nessuno intorno a loro sappia davvero cosa stanno passando.

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Non è la prima volta che una celebrity parla della profonda infelicità che si nasconde dietro a sorrisi e immagini che vogliono evocare l’idea di una vita perfetta. Girate pagina per sapere quale altra star ha confessato di aver usato il “sorriso che mente”, e in che modo una ragazza ha rappresentato la depressione con una foto diventata virale.