Il mondo della pubblicità ha, alla sua base, un concetto estremamente importante, ossia quello della comunicazione di massa. Se fatta bene, è proprio essa che permette al prodotto che viene pubblicizzato di essere conosciuto dal più grande numero di persone possibile, e di persuaderle a comprarlo. Quando però la comunicazione presenta delle sviste, può causare un effetto contrario, suscitando nel consumatore, al posto della fiducia, sensazioni come rabbia ed indignazione. È stato il caso del colosso di abbigliamento svedese H&M, che ha recentemente sollevato un polverone mediatico per via di una felpa verde dal valore di 7,99£!

L’indumento, indossato da un piccolo modello di pelle scura ritratto in una foto sul sito di H&M, presentava infatti una scritta che recitava “La scimmia più cool nella giungla”. La pubblicità è stata subito tacciata di razzismo, tenendo conto del fatto che il termine “scimmia” è, purtroppo, ancora spesso usato come insulto verso le persone dal background etnico. Ma come si sono manifestate le proteste verso questa pubblicità poco riuscita, e quali sono stati i loro esponenti più celebri? Per scoprirlo ragazze, assieme a tanti altri avvenimenti degni di menzione su questa faccenda, non vi resta che continuare a leggere il post!

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H&M: PUBBLICITÀ RAZZISTA E LE CRITICHE SUI SOCIAL NETWORK

“H&M è razzista. Bisogna boicottarlo”

La prima protesta si è sollevata sui social network, specialmente su Twitter, con esternazioni molto chiare e di condanna nei confronti di H&M. Qualcuno, in un tweet, scrive senza giri di parole: “H&M è razzista. Bisogna boicottarlo”, diffondendo l’hashtag #boycottH&M, “boicotta H&M”.

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Altri ancora hanno allargato la critica alla pubblicità proponendo delle riflessioni che coinvolgono altri brand, come questo utente che ha scritto: “Ancora razzismo superficiale da parte di H&M. Non è niente di nuovo quando di tratta di queste catene di abbigliamento, come anche Abercrombie e Tommy Hilfiger, che hanno una lunga storia di utilizzo dei loro prodotti per trasmettere un messaggio razzista.”


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Altre persone, però, hanno proposto anche un altro punto di vista, secondo cui, da parte di H&M, più che un intento razzista c’è stata una cattiva strategia di marketing, che ha avuto un esito infelice a causa di quella che, a detta loro, è stata una “svista”.

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Questo utente di Twitter, infatti, scrive: “Lo state interpretando come qualcosa di razzista quando si tratta solo di un modello, questo è ciò che è sbagliato in persone come voi, vi offendete quando qualcosa viene fatto senza intenzione di fare danni”.

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Un altro ancora, invece, dice: “Sapete che non lo stanno chiamando “scimmia”? È solo una felpa con la parola “scimmia” scritta sopra, siete voi che la state rendendo razzista”.

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LA RISPOSTA DI H&M ALLE ACCUSE DI RAZZISMO

In seguito alle polemiche sorte, H&M ha prima velocemente rimosso la fotografia del modello dal sito lasciandone solo una che ritraeva la felpa, fino ad arrivare a rimuovere del tutto dal catalogo anche quest’ultima, la cui scritta è stata determinante nella serie di reazioni che sono susseguite.

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Il brand, a riguardo, ha dichiarato successivamente su Twitter: “Capiamo che molte persone sono turbate per l’immagine della felpa per bambini. Noi, che lavoriamo da H&M, possiamo solo essere d’accordo. Siamo profondamente dispiaciuti che questa fotografia sia stata fatta, e ci pentiamo dell’attuale stampa.

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“Investigheremo sul perché questo è avvenuto, per evitare che questo tipo di errore accada di nuovo”

Inoltre, non solo abbiamo rimosso l’immagine dai nostri canali, ma anche la felpa dalla nostra offerta di prodotti. È ovvio che le nostre trafile non sono state seguite in modo appropriato. Questo è indubbio. Investigheremo molto sul perché questo è avvenuto, per evitare che questo tipo di errore accada di nuovo”.

Ragazze, non è abbiamo ancora terminato! Nella pagina successiva vi parleremo delle reazioni e dei messaggi trasmessi da alcuni membri dello star system sulla faccenda, ma anche delle proteste di stampo politico e del parere della mamma di Liam, il modello della pubblicità incriminata! Scoprite tutto andando a pagina 2!

61 COMMENTI

  1. Per la prima volta non ho le idee ben chiare su questa vicenda…. penso sia stato più uno scivolone di comunicazione diciamo leggerezza pura… razzismo non direi altrimenti non avrebbero ingaggiato un bimbo/a di colore, nero o come si dice oggi…

  2. A me fa molta più paura la violenza delle reazioni che la pubblicità. Secondo me è chiaro che la felpa non è stata creata per deridere i neri e che è stato scelto un bel bimbo a caso per fare la foto per il catalogo: il messaggio razzista ce l’hanno visto gli altri, non H&M. Sicuramente si poteva fare più attenzione, ma il voler vedere sempre il marcio in tutto non ci porterà nulla di buono.

  3. Sono sempre contro le polemiche inutili, contro i polveroni per attirare l’attenzione…però qui mi pare che non ci siano dubbi, purtroppo “scimmia” è un appellativo che ancora si sente..l’hanno detto a Balotelli, alla Kienge…e se anche il loro intento non voleva essere razzista, avrebbero dovuto prevedere le reazioni, bastava far indossare la stessa felpa ad un modello bianco.
    Rimane il fatto che non capisco il senso della scritta…ed in realtà penso volessero fare una “comunicazione simpatica”…comunque a sfondo razzista, di simpatico non ha avuto nulla.
    La tristezza è che nel 2018 dopo M.L.King…e tutte tragedie e rivoluzioni…stiamo ancora a dover parlare di bianchi o neri.
    Ai genitori non saprei che dire…o sono davvero molto puri di animo da non vedere il lato brutto della cosa, o HM ha pagato bene il bambino, prima delle foto e ancora meglio dopo il polverone.

  4. Perché se la stessa felpa fosse stata indossata da un bimbo non di colore nessuno avrebbe gridato allo scandalo, eppure essere chiamato “scimmia” è comunque un insulto !!!!! La risposta è che oggi ci sono persone che interpretano qualsiasi cosa come razzista anche quando non la è!!

  5. Scimmia è un appellativo usato in modo dispregiativo per evidenziare la presunta inferiorità delle persone di colore, per esempio è usato spessissimo allo stadio come offesa. È triste ma purtroppo bisogna stare attenti a queste cose soprattutto visto che è un appellativo ancora utilizzato.

  6. Direi che la figura migliore l’ha fatta la mamma del piccolo modello. Ha detto bene: gente ipocrita!
    Semplicemente è stato scelto un modello a caso per una felpa con una scritta stupida come tante felpe in giro che hanno scritte quasi a caso. Mi sembra impossibile che un colosso come H&M vada in cerca di crearsi casini per una felpa!
    Tutte queste indignazioni del web stanno diventando una vera esagerazione, vedono subito il marcio anche dove non c’è. Sembra che siano loro i primi a discriminarsi, infatti ripeto, che la mamma del bimbo ha dato la risposta più intelligente. Sembra che non si voglia mai andare avanti e tirare sempre fuori la storia del razzismo anche dove non c’è! Ho capito che fatalità sulla felpa c’era scritto “scimmia” che è un dispregiativo usato verso le persone dalla pelle scura, però di sicuro non l’hanno fatto apposta per offendere. E poi ci sono sempre gli intelligentoni che campano su queste cose e che non vedono l’ora di fare casino, vedasi un negozio di H&M distrutto. Vogliono un applauso?
    Se si vuole superare sto cavolo di razzismo non si dovrebbe più vedere differenze in nulla! Non dovrebbero più esistere polemiche come queste e allora in quel caso vorrebbe dire che la discriminazione, le differenze non ci sono più.

  7. Direi che i genitori sono stati ben più intelligenti di quelli che hanno creato tutto sto polverone invece. Era soltanto una felpa con una scritta nonsense come tante indossata da un bambino con la pelle scura, stop. Vedono sempre il marcio dove sicuramente non poteva esserci.

  8. Quindi se tu fossi bionda e scegliessero per te una maglietta con la scritta “il mio colore di capelli lo dice chiaro…sono una facile”….non avresti problemi….giusto?

  9. Buongiorno a tutte.
    Sarebbe ora che si smettesse di utilizzare impropriamente tutti quei cacofonici eufemismi quali “di colore” o “dalla pelle scura” per definire le persone nere. Rendetevi conto che vi state prestando allo stesso ridicolo teatrino di chi ancora si ostina a usare perifrasi come “in stato interessante” per incinta o la neoconiata “giorni della rugiada” per ciclo mestruale. Nero non è una parolaccia, dunque non c’è alcun bisogno di dirlo a denti stretti o sostituirlo con termini considerati più delicati.
    Fa impallidire anche chi ritiene una maglietta con scritto “scimmia” intrinsecamente razzista solo quando messa addosso a una persona nera. Essendo io relativamente equilibrata a livello psichico, confesso di non aver mai trovato il binomio scimmia-persona nera particolarmente applicabile, dunque non sono saltata sulla sedia quando ho visto la foto. La foto rappresenta un problema solo per chi nella sua testa funziona come il famoso algoritmo di Google, ma non tange chi non ha mai avuto difficoltà a distinguere esseri umani e primati.

  10. La penso come te, sono arcistufa pure io di questo politically correct che non giova a nessuno: in Africa ci sono ancora delle situazioni assurde a livello di qualità della vita, e tutto questo nonostante le ipocrisie dei salotti “bene”, che tirano le redini alla politica ed all’informazione. Ne ho le scatole piene, davvero.
    Ad ogni modo, quella felpa è proprio brutta, come colore e come stupidissimo slogan.
    Piuttosto che acquistare dei capi di abbigliamento di emme, rivolgiamoci alla manufattura artigianale, che almeno non sforna simili oscenità.

  11. Ecco uno degli altri mille casi di “la cattiveria è negli occhi di guarda”, coolest monkey è un gioco di parole, in Inglese si usa spesso “coolest monkey” traducibile come “scimmietta” per i bimbi piccoli che siano bianchi, neri o blu!nessuno voleva essere cattivo, nessuno ha umiliato quel bambino, è più razzista leggere “scimmia” e pensare che sia PER FORZA riferito ad una persona di colore che non fare indossare una felpa simile ad un bimbo nero. Gli stereotipi e gli insulti razziali smetteranno di esistere quando noi smetteremo di vederli, perché se dentro a quella felpa ci fosse stato un bimbo bianco, nessuno avrebbe letto la possibile accezione negativa della parola “scimmia”, quindi il razzismo lo fa in primis chi questa presunta differenza la crea.

  12. Io ho semplicemente detto che i genitori sono stati più intelligenti e non sono andati a vedere il marcio dove non c’era, hanno scelto un modello a caso, se fosse stato un bambino biondo non sarebbe saltato fuori tutto sto casino, forse se H&M avesse pensato che adesso le polemiche vengono fuori anche se decidi di mettere una foto con i capelli lunghi perché potresti offendere i calvi non avrebbero perso un negozio e sarebbe stato meglio per la loro immagine. Mi sembra che si esagera sempre adesso, se la vogliamo vedere così tutti deriviamo dalle scimmie e quindi tutti avrebbero potuto “offendersi”, ma appunto loro sono stati più intelligenti non abbassandosi al livello di gente che vede la discriminazione ovunque.

  13. E’ esattamente quello che ho riferito anche io, però non tutti a quanto pare capiscono.
    Il razzismo è negli occhi di chi lo vede in questo caso. Se vogliamo siamo tutti scimmie alla fine xD

  14. Ogni tre giorni ci troviamo a leggere e commentare l’indignazione del web per presunti atti razzisti. Complimenti poi ai liberali in Africa che hanno pensato bene di compiere atti vandalici nei negozi, ai poveri str—i dei commessi che lavorano però non ci hanno pensato.
    H&m è una ditta nota per l’impegno sociale, per non parlare del fatto che “scimmietta” è un vezzeggiativo molto utilizzato; a questo punto si devono vietare anche tutti i prodotti che raffigurano i panda perché offendono la cina e le persone grasse, oppure gli scheletri che sono un evidente incoraggiamento all’anoressia.
    Ormai non si può più dire niente a nessuno. La chiamano libertà ma siamo in catene.

  15. Sì ma poi io la vedo come una semplice frase no sense da maglietta, come se ci fosse stato scritto “coolest leo of the Savanah”, non penso che le persone di colore somiglino a delle scimmie, e non poter far indossare una maglietta in cui appare la parola “scimmia” ad un bimbo nero è come ammettere implicitamente che l’insulto razzista lo si vede, quando non Bisognerebbe MAI collegare in automatico un gruppo di persone ad uno stereotipo

  16. “Abbassandosi al livello di gente che..”…quelli che si sono abbassati erano primcipalmente neri, che vengono chiamati scimmie, a te qualcuno ti ha mai chiamato scimmia?
    A me hanno dato della mafiosa, avevo 17 anni…e ancora mi chiedo perchè.
    Probabilmente se anche tu venissi “toccata” da qualche forma di discriminazione…un pelo di errore in quella pubblicità la vedresti.
    Non giustifico la distruzione di un negozio, ne la violenza…ma neanche chi fa finta di non capire.

  17. Esattamente! Io per tutta la mia infanzia avevo l’appellativo di scimmia, scimmietta, quindi non vedo perchè accomunare questo appellativo per forza ad un offesa per una persona nera, quando invece è molto usato per qualsiasi bimbo!

  18. Sì, per tutta l’infanzia mi chiamavano scimmia o scimmietta, quindi io per mio conto non ci vedo nulla di offensivo perché viene spesso utilizzato invece come appellativo per i bambini. E questo era il caso, una felpa per bambini e non per offendere i neri.
    Nel tuo caso è stata un affermazione ben diversa, si è trattato di generalizzazione e quella persona che ti ha detto così è stata ignorante e mi dispiace per te. Io che sono Veneta sono spesso stata appellata come ubriacona e altre cose ma sinceramente di chi generalizza me ne frega poco, nemmeno da dargli importanza.

  19. H&M sarebbe da boicottare in generale! ! Non solo per qst episodio odioso davvero.un’azienda che fa uscire 6 collezioni all’anno confezionate a condizioni disumane in giro x il mondo! Ma vi siete chiesti come fa a costare sterline 7,99 una felpa stampata? Basta fast fashion!

  20. Come al solito reazioni esagerate senza motivo. E’ ovvio che non c’era alcuna intenzione di offendere nessuno, né ovviamente di inviare un messaggio razzista. H&M non è razzista proprio per il fatto di non aver visto nulla di sbagliato in quella foto. Se ci fosse stato un bambino bianco nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, questa è la dimostrazione che il razzismo è ancora presente nelle nostre teste e crea uno spiacevole effetto “paranoico”. Mi dispiace solo che i brand debbano anche scusarsi, come se ci fosse qualcosa di male. Grande la risposta della mamma del piccolo. Speriamo di uscire prima o poi da questo periodo in cui la nostra società è chiaramente ultrasensibile.

  21. Anche a me chiamava sciammietta mia madre…io ci chiamo i moei figli, ma siamo bianchi, un conto è farlo in famiglia o tra amici…un conto è stamparlo su una maglietta e farla indossare ad un nero.
    Ad ogni modo nessuno ha mai picchiato o ucciso un veneto perchè ubriacone, parecchi neri vengono bastonati e chiamati scimmie.
    Non demonizzo la maglietta, ma potevano farla indossare ad un bambino bianco, o accostare con la stessa maglietta uno bianco ed uno nero…stessa maglietta, stessa frase, e nessuno avrebbe “frainteso” che si riferisse ad un vezzeggiativo innocente.

  22. Quello sarebbe stato razzista. Pensare che un bambino nero non possa essere chiamato affettuosamente “scimmietta” come un bambino bianco soltanto perché c’è qualcuno che continua ad associare le persone di colore alle scimmie. I taboo, i pregiudizi, gli stereotipi, vanno sfatati, demoliti, superati, non assecondati.
    Purtroppo in questo caso è proprio vero che la malizia è negli occhi di chi guarda.

  23. Un applauso alla mamma.
    Lo dico, si sta prendendo proprio una brutta strada se è giustificato il vandalismo per un insulto razzista che è solo nella testa.

  24. Una delle cose che ormai sembra impossibile dire in questo mondo politically correct (soprattutto negli Usa) è che anche chi è vittima di razzismo purtroppo può avere la testa piena di pregiudizi e stereotipi razziali, una cosa non esclude l’altra…per es. nella mia zona i figli e i nipoti della comunità cinese integrata che è qui dagli anni ’80 subiscono continuamente bullismo, insulti e attacchi dalla comunità cinese che rifiuta di integrarsi e imparara la lingua arrivata negli ultimi 4/5 anni, li chiamano “banana” (bianchi dentro e gialli fuori) e li trattano con grande disprezzo come se fossero dei “traditori”, stessa cosa quando vado al centro volontari per distribuire cibo e vestiti, si lamentano tutti degli italiani razzisti e poi dicono o fanno cose tremende gli uni contro gli altri.. serbi vs croati, pakistani vs indiani, albanesi vs tunisini, ecc

  25. Invece ripeto che il vero problema qui non è la parola scimmia, bensì il fatto che sono andati subito a vedere un messaggio che in realtà non è quello che H&M stava facendo passare. Potevano essere più furbi ed evitare tutto questo casino? Sì certo, però bisogna capire che H&M è stato meno discriminatorio perché non ci aveva visto nulla di male nella foto. Solo quando non si vedranno più le differenze allora non ci saranno più le discriminazioni. Ed è quello che hanno fatto i genitori del bambino, che sicuramente non avevano neanche fatto caso alla foto, tanta ammirazione.

  26. Si fanno i casting e le prove apposta x decidere, quali capi i modelli possono provare. Nn mi sembra razzista escludere un bimbo di colore, x questa felpa e fargli pubblicizzare un’altra.

  27. se proprio vogliamo vederla come una maglia razzista (chi ti dice che abbiano scelto un bimbo scuro per la scritta e non per il colore? poi secondo me se avessero messo uno chiaro avrebbero deo che non poteva perchè è un bianco privilegiato ecc.) è autoironica, e pertanto non molto adatta ad un bambino che non comprende a fondo temi come il razzismo, in genere. se poi tu hai il figlio che capisce e vuole metterla per vantarsi di quanto in realtà sia figo essere chiamato scimmia, proprio con l’intento di fare il dito medio a chi insulta, ben venga.

  28. In realtà è il termine “Negro” ad essere etimologicamente corretto. Ma per tutte le connotazioni dispregiative che gli sono state affiancate da decenni, si preferisce il più neutrale e incorretto “Nero” che a mio avviso pone molto di più l’accenno sul colore della pelle che non sull’etnia di appartenenza a differenza del termine Negro.

  29. Non ho neanche finito di leggere l’articolo…non ce n’è stato bisogno. Razzista sarà chi ha visto del razzismo in una stupida frase su una felpa!!! Se l’avesse indossata un bambino bianco sarebbe stato tutto ok…il razzismo sta in chi ha notato la differenza.

  30. Il nemico di oggi è: H&M.
    Ogni giorno ne spunta fuori uno diverso per un motivo o per l’altro.
    Andiamo avanti cosi e quando ci sarà davvero qualcosa per cui indignarci veramente, mancheremo completamente l’obiettivo perchè non ci renderemo conto che ci è passato sotto il naso.

    Mi aspetto il posto sulla Tarte, ve lo dico.

  31. Nemmeno il termine “bianco” offre dettagli circa l’etnia di appartenenza, ma che piaccia o meno è il termine ampio e generalista che viene più utilizzato per descrivere le persone dalle pelli più chiare, che siano caucasiche o australoidi; in questo senso, il termine ampio e assolutamente impreciso “nero” è il suo perfetto corrispondente. Ora, è pur vero che la parola “negro” non nasca nel nostro vocabolario con intento denigratorio e che certamente si sia persa a seguito delle solite lagnanze dei fanatici della political correctness, ma non è per questo che non l’ho riportato come giusto o migliore nel mio commento precedente. La ragione di ciò è quella che ti sto dando adesso, e cioè che il più generico “nero” sia la perfetta antitesi dell’altrettanto vago “bianco”. : )

  32. Ma infatti mi trovi d’accordo. Volevo solo caricare il no senso del politicamente corretto. Io personalmente non uso il termine bianco o nero. O meglio, lo uso poco. Soprattutto bianco. Mi trovo molto di più a indicare l’appartenenza geografica: europei, asiatici, nordamericani, ispanici, mediorientali (più spesso erroneamente islamici/arabi), africani, afroamericani.

  33. Ed intanto che ci perdiamo per queste cazz@@te, le discriminazioni, quelle VERE, ci vanno a nozze, perché la gente perde tempo prezioso ed energie ad indignarsi con del fumo negli occhi.

  34. Hai ragione: discriminazioni e razzismo ci sono ancora, altro che politically correct e si vedono in cose come questa: condizioni di lavoro disumane. ma di questo nessuno parla mai. No, nascono sempre stupide e futilissime discussioni sui social dove la gente si impunta a tutti i costi per vedere il marcio ovunque,
    in situazioni prese per i capelli (tipo pubblicità Nivea o questa, se ci limitiamo solo alla frase sulla maglietta e trascuriamo il suo processo produttivo.). E così 1) si nascondono quelli che sono i veri problemi come sfruttamento al limite della schiavitù 2) l’opinione pubblica finisce per associare il razzismo a polemiche a dir poco assurde e così si sminuisce e ridicolizza quello che è un problema vero ed attualissimo. Infatti la mia idea è che dietro a certi polveroni ci sia qualcuno che vuole ridicolizzare il problema

  35. Sul fatto delle condizioni di lavoro hai ragione, ma sulla pubblicità non c’è niente di così orrendo se non nella testa di chi guarda. Come ho scritto sopra ci si accanisce su questi problemi inventato invece che su quelli veri, come i lavoratori.

  36. Secondo me come spesso accade le persone che si indignano vogliono far polemica perchè sono le prime a vedere delle differenze. Se il modello non fosse stato nero non ci sarebbe stata alcuna polemica, ovviamente, ma il fatto che sia stato appunto il colore della pelle a fare una grande differenza di interpretazione della foto vuol dire essere razzisti. Come a dire, lui è nero e gli hanno messo una maglia con scritto scimmia, quindi lo stanno offendendo. Io sinceramente se non avessi letto questo articolo ma avessi semplicemente visto la foto avrei pensato: che maglia buffa! senza star li a guardare se il bambino era nero o bianco o giallo o verde! il razzismo sta nelle persone che lo notano sempre, coloro che vedono malignità ovunque.

  37. Homo sapiens (Linnaeus, 1758; dal latino «uomo sapiente») è la definizione tassonomica dell’essere umano moderno. Appartiene al genere Homo, di cui è l’unica specie vivente, alla famiglia degli ominidi e all’ordine dei primati. In pratica scimmie, se magari la gente invece di indignarsi studiasse vedrebbe meno razzismo dovunque.

  38. Sono veramente contenta che la mamma si sia espressa dicendo che lei stessa era presente e che nessuno di loro si sia sentito offeso durante gli scatti. La cosa esilarante e che più mi indigna è questo web ipocrita che vede razzismo, sessismo, omofobia e body shaming ovunque. BASTA. Mi irrita da morire. Poi non condivido il fatto che le aziende debbano chiedere scusa e levare gli scatti per colpa di costoro che si sentono offesi per ogni cosa come delle povere vittime. Ricordo “lo scandalo Dove” dove di scandaloso c’erano solo quei piagnucoloni che lamentavano razzismo immaginario. Il problema lo sollevano loro stessi, il razzismo lo creano loro, stando sempre li a parlare di questi fenomeni dove non ce n’è bisogno, poi magari, non lottano per episodi reali di razzismo, o sessismo. E per quanto riguardablo star system, non cito nulla, dico che colgono solo la palla al balzo. Aggiungo e concludo con il dire, che l’economic freedom Fighters dovrebbe occuparsi di pericoli reali, e cito il caso del Congo, dove bambini (di colore ovviamente) rischiano la vita nelle miniere per prendere il cobalto per creare le famose batterie dei nostri smartphone e tablet, e ricordo, che è un veleno, e per di piu, Iphone, samsung, sono i primi ad aver detto di voler far uscire due top di gamma all’anno, raddoppiando la produzione di batterie. Al diavolo le cavolate inutili del web, riflettessero.

  39. Purtroppo il razzismo e’ presente ancora nella testa dei neri-in questo caso. I bianchi vengono sempre accusati a prescindere. Quante volte io chiamo mia figlia “piccola scimmietta” o le figlie delle mie amiche e conoscenti, le nipotine -ma anche ranocchia, piccolo sorcio, babbuini al posto di bambini [babbuini la merenda!! e tutti corrono facendo le scimmie e divertendosi un mondo ]. Mi diverto talmente tanto che ho imparato anche in tedesco queste espressioni e anche qui si divertono un sacco e mezzo. Peccato che abbiano tolta dalla circolazione la felpa, l’arei comprata volentieri. Ah, la piu’ piccola-2 anni-e’ la Brüllaffe=scimmia urlatrice…grida sempre…:-}}}

  40. Inoltre quando fanno riferimenti a Tarzan e Jane che sono bianchi noi bianchi dovremmo sventrare i registi e distrugger tutto…!?? Diceva nu Grande: Ma mi faccia il paicere!!!

  41. Anche io sono terrona, ma piu’ precisamente “cavernicola” perche’ essendo della provincia di Matera in Lucania, dove ci sono i famosi (almeno per i giapponesi) Sassi= grotte rupestri (per farla breve), siamo tutti cavernicoli. Ah ah ah… e rideter con me un po’ suvvia…

  42. Se leggere la scritta “coolest monkey in town” sulla felpa di un bambino nero vi fa automaticamente associare il bimbo ad una scimmia i razzisti siete voi. Sicuramente non è una mossa di marketing fantastica ma la malizia è negli occhi di chi guarda, io non l’avrei manco notato

  43. Sono d’accordo con il fatto che la felpa e la foto non fossero razziste. Dobbiamo però secondo me considerare il contesto. Per esempio negli USA, correggetemi se sbaglio, il razzismo è un problema ancora molto sentito quindi immagino che essere maliziosi per gli americani sia più facile.
    Detto questo credo che abbiano travisato del tutto il senso della felpa.

  44. Non credo fosse razzista. Io stessa chiamavo mio figlio da piccolo la mia scimmietta (ed anche il mio mostriciattolo) senza intenti razzisti (è bianchissimo e biondissimo, ndr).
    Credo che spesso si trovino razzismo&co solo per polemizzare
    Forse il politically correct è diventato esagerato

  45. Come dicevo, lo usavo affettuosamente per mio figlio. Ora adolescente ha una maglia che si interpreta così: sono una scimmia a cui piacciono belle ragazze

  46. Idem: mio figlio era la mia scimmietta: e come ho detto ha una maglietta che ancora così lo definisce: scelta da lui!

  47. Al momento c’è una “rivolta” piuttosto cruda verso la Tarte da parte di più o meno chiunque perchè ha fatto uscire una linea di fondotinta con un range di colorazioni molto limitato. Manco a dirlo, le colorazioni che risentono dell’assenza sono quelle per le pelli scure. Ossia, laddove le pelli dalle chiare alle medie hanno almento 6/7 colorazioni per tipo, tra cui scegliere, mentre quelle scure, probabilmente 2 se non si ha la pelle proprio scura scura.
    La polemica sta nel lancio superficiale di un prodotto che nessuno sapeva stava per essere lanciato (è il fondotinta che segue il correttore Shape Tape), quindi senza alcuna reale fretta di metterlo sul mercato. Questa fretta, ha detta loro, ha fatto si che venissero lasciate fuori nuance non ancora pronte. Il problema è che sono quelle scure e quindi argomento sensibile.

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