Online si torna a parlare di body shaming. Zalando, come altri marchi prima di lui, ha proposto delle modelle curvy per una linea di intimo, rappresentando la bellezza del corpo femminile sopra la taglia 46. Sfortunatamente questa scelta è stra fortemente criticata da una valanga di commenti negativi da parte di uomini e donne, che si sono sentiti in diritto di insultare e offendere il corpo di quelle ragazze.

Ma a quale scopo si punta il dito contro le curve del corpo di una donna? Per anni è stato portato avanti lo stereotipo del “magro è bello”, ma è anche vero che da molto tempo si combatte per l’inclusività e per far capire che la bellezza non sta nella forma, né tanto meno nella taglia. Eppure online continua a essere radicato il body shaming. Volete approfondire e riflettere con noi su questa storia e scoprire come ha reagito Zalando? Allora continuate a leggere il nostro post.

ZALANDO E LE MODELLE CURVY PER LA CAMPAGNA INCLUSIVA CALVIN KLEIN

Lo scorso 12 gennaio, sulla pagina Facebook italiana di Zalando è stato condiviso un post con tre foto di modelle curvy che fanno parte della campagna inclusiva dell’intimo di Calvin Klein, il cui obiettivo è quello di promuovere la bellezza delle donne con taglia superiore alla 46.

Le foto mostrano due modelle che indossano le tre varianti di colore dei nuovi modelli di intimo CK. Una campagna semplice e bella, come lo è il corpo delle donne e che vuole portare avanti la lotta agli stereotipi di bellezza irreali.

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Ma quelle tre foto su Facebook hanno scatenato in pochissimo tempo una valanga di commenti offensivi rivolti proprio al corpo di quelle ragazze, alla loro taglia, alle loro curve, alla loro bellezza.

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I COMMENTI DELLE LEONESSE DA TASTIERA: “GRASSE”, “CICCIONE”, “FATE SCHIFO”.

Dietro a uno schermo e con una tastiera davanti, tutti si sentono forti e in diritto di esprimere giudizi. In molti tirano fuori una cattiveria inimmaginabile e la incidono con le dita nei commenti dei social network, che fanno da cassa di risonanza.

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Ed è stato così anche questa volta; decine e decine di leoni e leonesse da tastiera, si sono presi la libertà di criticare quelle modelle solo perché di taglia superiore alla 46. Grasse”, “ciccione” e “fate schifo” sono soltanto alcune delle espressioni usate.

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Credits: Twitter @SirDistruggere

I commenti sono stati oscurati dai moderatori della pagina, ma pare fossero prevalentemente da parte di donne, come ha fatto notare l’autore e influencer Il Signor Distruggere, che ha condiviso su Twitter e Facebook quanto stava accadendo.

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Donne che attaccano il corpo di altre donne. Criticandone le forme, affermando cattiverie verso curve e bellezze lontane dagli stereotipi e più vicine alla bellezza reale. In un momento storico in cui il fashion sembra aver capito che il corpo delle donne è bello in ogni sua forma, sono le donne stesse che criticano più aspramente.

IL MESSAGGIO DI ZALANDO: RISPETTARE LA BELLEZZA E LA DIVERSITÀ

Zalando non poteva immaginare reazioni così offensive e ha optato per censurarle. I moderatori della pagina hanno oscurato i commenti e spiegato che in Zalando vogliono “rappresentare e rispettare la bellezza autentica e la diversità delle persone”.

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LA MISSION ZALANDO: “RAPPRESENTARE LA BELLEZZA AUTENTICA E RISPETTARE LA DIVERSITÀ”

Nel commento di Zalando si legge anche che, per quanto siano rispettate le opinioni e i gusti diversi, non possono accettare che la loro pagina Facebook “diventi un luogo per diffondere messaggi di odio, offesa o disprezzo”.

Ognuno può pensarla come vuole ed esprimere il proprio parere, nel rispetto altrui. Nessuno può prendersi la libertà di offendere una persona per il suo aspetto fisico.

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Ragazze, non è finita qui. A pagina 2 riflettiamo su quanto accaduto, sul body shaming e sul body positivity. Continuate a leggere e poi diteci la vostra!