Ciao ragazze!

Ogni volta che vi parlo di skincare rimanete sconvolte dalla quantità di creme, sieri e maschere che uso quotidianamente, tanto che io stessa mi accorgo di spalmarmi in faccia un’esagerazione di prodotti; quanti ne utilizzerò in una giornata normale? Ma soprattutto, quanti ne usate voi?

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La risposta facile alla domanda “quanti prodotti usi quotidianamente?” è di certo “troppi“. Mi rendo conto che le case cosmetiche ci convincono di continuo che abbiamo bisogno di usare decine di cremine e cremette per mantenere la pelle sana, e io, da brava consumatrice, ci casco in pieno. Di recente parlavo con una giornalista più anziana di me che mi raccontava di come fino a qualche anno fa sulle confezioni di shampoo scrivevano che bisognava ripetere due volte il passaggio per un’azione corretta, quando in realtà si trattava solo di una strategia di marketing per far consumare più prodotto! Bè, lo stesso concetto si applica al mercato della cosmesi, dove ogni settimana vengono lanciati nuovi prodotti “imperdibili” e “irrinunciabili”, ognuno con uno scopo ben preciso, che innestano nel consumatore il desiderio irrefrenabile di acquistarli e accumularli. Probabilmente quelli che uso sono tutti inutili e superflui, ma avere una skincare routine ordinata e completa mi fa sentire bene, e credo che giovi alla salute del mio viso, quindi non rinuncio alle mie abitudini!

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La mia routine inizia la mattina, quando per prima cosa vado in bagno a lavarmi la faccia con un detergente delicato, aiutandomi con il Clarisonic o con un altro dispositivo per la pulizia del viso. Non sono particolarmente fedele ai detergenti, li cambio di continuo anche perché mi sembra che bene o male siano tutti abbastanza simili (di certo non è lo step rivoluzionario della giornata). Al momento sto cercando di finirne uno che non mi fa impazzire perché non fa schiuma; LO SO, è una mia fissa e non vuol dire che non funzioni, però mi sembra di mettere una crema e di non pulire veramente la pelle… insomma, non mi soddisfa! Questo è del marchio Eminence ed è il Stone Crop Gel Wash, ma ho avuto lo stesso problema con l’Enzyme Cleansing Gel di Mario Badescu

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Poi passo alle creme e ne uso una per il contorno occhi e una idratante per tutto il viso; di recente avevo detto che avrei iniziato a usare quelle della Erbania e della Vichy, ma quando sono andata in Islanda ho scovato altri prodotti molto validi e ho inserito anche quelli nella mia routine. Diciamo che la mia pigrizia e il disordine non aiutano in questi casi: di solito semino le mie creme in giro per la casa, così quando le devo riapplicare non ho voglia di giocare a nascondino e prendo la prima che mi capita sotto mano. L’unica che ha una collocazione fissa, al momento, è l’islandese EGF Dagkrem, che ha un posto d’onore sul mio comodino. Quando sono pulita e idratata inizio a lavorare, oppure sfrutto il fuso orario e mi dedico alle riunioni via Skype con l’Italia. In questa fase della giornata non mi trucco e mi limito ad applicare un bello strato di burrocacao sulle labbra perennemente secche.

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Quando arriva il momento di restaurarsi  truccarsi, aggiungo altri strati di idratazione al viso, applicando un siero o un primer senza siliconi e un altra passata di crema: lo faccio perché la mia pelle è sempre secca, sento proprio che tira e dà fastidio (maledetto riscaldamento), e comunque il fondotinta ha un aspetto migliore quando non ho le screpolature in evidenza. Durante il giorno continuo la mia lotta alla secchezza spruzzando un’acqua termale o uno spray fissante/idratante, per esempio il mio ultimo acquisto, la Photo Finish Primer Water di Smashbox, il classico Fix Plus della Mac o l’acqua di rose della Fresh. Addirittura se ho solo un velo di BB Cream o fondotinta applico sopra ancora un po’ di crema (sono leggermente ossessionata, lo so).

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