Ciao ragazze!

Inutile negarlo, l’estate è ormai alle porte! 🙂 Per chi passerà ancora molto tempo seduta in un ufficio prima di andare in vacanza a farsi una bella tintarella o per chi non vuole farsi trovare color mozzarella al primo sole, ecco i miei consigli per affrontare la grande vastità di prodotti che ci fanno sembrare baciate dal sole senza rischio scottature: gli autoabbronzanti. Se volete sapere come funziona questo prodotto, come preparare la vostra pelle e i miei consigli per stenderlo al meglio, allora leggete oltre!

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Voglio farvi una premessa: dai 18 ai 20 anni ho avuto una vera passione/mania per l’abbronzatura, era il trend più forte del momento: avere la pelle ambrata in tutte le stagioni dell’anno. A quel tempo vivevo in Germania con mia mamma e tutte le ragazze giovani, me compresa, facevamo almeno una lampada alla settimana. Basti pensare che nella piccola città dove vivevo, solamente vicino alla gelateria di mia mamma c’erano 4 centri d’abbronzatura! In quegli anni, non si parlava ancora degli effetti negativi che potevano avere le lampade sulla pelle ed infatti io, giovane ed incosciente, continuavo a farne.

Dopo quindi un primo periodo in ci andavo ogni 5 giorni, mi sono buttata sugli autoabbronzanti, che all’epoca non avevano ancora formule avanzate come quelle di questi ultimi anni.

-Ma che cos’è l’autoabbronzante? E come funziona?

Ecco di cosa si tratta: l’autoabbronzante è un prodotto che agisce sullo strato più superficiale della pelle innescando una reazione colorimetrica tra le proteine dello strato corneo della pelle e le molecole dell’autoabbronzante, ovvero l’idrossiacetone (DHA). Il prodotto dura dai 7 ai 12 giorni e bisogna continuare ad applicarlo ogni settimana per ottenere il colore desiderato!

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Ma volete sapere una curiosità? Dietro il funzionamento di questo prodotto si nasconde una storia antica, che risale al 1920. Il principio attivo che fa diventare sana e ambrata la nostra pelle, l’idrossiacetone, veniva usato come dolcificante per i diabetici. I medici si accorsero che la lingua dei pazienti era sempre marrone e il colore non se ne andava né con acqua né sfregando.

Ma fu solo negli anni 50 che venne messo a punto il primo autoabbronzate, che però si rivelò un vero fallimento: da qui il mito che se ti metti l’autoabbronzante diventi di un bel color arancio-carota ;).

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Le case cosmetiche però non si arresero e, ispirandosi al detto di Coco Chanell’abbronzatura dorata è chic“, cercarono, negli anni 80, di migliorare la formula. Questa volta però il problema era quello di un colorito giallognolo e poco gradevole alla vista.

Oggi invece le formule sono più sofisticate, non lasciano strisce color ruggine né aloni gialli. La parola chiave dei giorni nostri è naturale o effetto “bonne mine“, parola lanciata negli ultimi anni dalle maison Chanel e Dior con i loro prodotti viso che appunto regalano un effetto abbronzato e salutare.

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Ad oggi gli autoabbronzanti più all’avanguardia non solo donano un bel colorito alla propria pelle ma agiscono come efficaci trattamenti: contengono vitamina E, acido ialuronico, aloe vera, agenti snellenti per il corpo come la caffeina o super nutrienti come l’olio di argan e jojoba.

Questo fa si che non solo la pelle appaia abbronzata ma anche sana e luminosa.

Bianca-balti

Nella prossima pagina come preparare la pelle e quali metodi utilizzare per stendere i prodotti!