Questa ragazza fa parlare di sé dal 1959. Ha “incarnato” l’evoluzione della moda e della donna negli ultimi 60 anni e si è fatta portatrice non solo di tendenze, ma anche di messaggi importanti. Spesso additata per un corpo impossibile da avere nella realtà, ha subìto diversi “ritocchi” per essere più vicina alle forme delle donne reali. Di chi stiamo parlando? Di Barbie, naturalmente!

Barbara Millicent Roberts, è stata compagna di giochi di tutte le generazioni di bambine dagli anni Sessanta a oggi e l’abbiamo vista adattarsi ai trend, alle mode e ai momenti storici. Ha avuto periodi di gloria e di declino, ma questa quasi sessantenne continua a stare al passo con i tempi. E oggi, in un mondo in cui la comunicazione è video e social, Barbie è una vlogger che parla delle sue passioni, condivide la sua vita con i follower, affronta tematiche importanti, dà consigli fashion e fa un ottimo lip balm. Il tutto con l’obiettivo di trasmettere un messaggio positivo. Se vi siete incuriosite quanto noi, continuate a leggere!

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Credits: @Barbie®. Se non diversamente indicato, le immagini sono prese dal canale YouTube di Barbie® o da barbie.mattel.com

BARBIE E L’OBIETTIVO MATTEL DI ISPIRARE POSITIVITÁ

Nel corso degli anni, Barbie è stata maestra elementare, pilota dell’aeronautica militare, pediatria, oculista, astronauta, stilista, veterinaria, cantante, campionessa sportiva, candidata alla presidenziali e chi più ne ha più ne metta.

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Da tempo il messaggio del brand invita le bambine a credere in se stesse

Perché? Perché da anni la Mattel porta avanti il progetto racchiuso nel claim “You Can Be Anything”, tu puoi essere tutto ciò che desideri.

L’obiettivo è spronare le bambine non solo a fantasticare quando giocano, ma soprattutto a credere in loro stesse e nella possibilità di diventare qualsiasi cosa desiderino.

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Sempre in quest’ottica nel 2017 è stato avviato il progetto SHERO (She Hero), una linea di Barbie dalle sembianze di donne che hanno contribuito a rivoluzionare positivamente il mondo, ponendosi come modelli da seguire per bambine e non.

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La Barbie ispirata a Ibtijaj Muhammad segna una svolta perché è la prima bambola occidentale ha indossare l’hijab

Tra le Barbie di questa collezione speciale troviamo ad esempio quelle ispirate alla campionessa islamica di scherma Ibtihaj Muhammad, alle icone Frida Kahlo e Amelia Earhart, alla chef stellata Hélène Darroze e a Sara Goma, calciatrice italo-congolese capitano della Juventus e della nazionale italiana di calcio femminile.

BARBIE VLOGGER: UNA YOUTUBER A 360°

Dal 2015 Mattel ha portato questo messaggio positivo anche su YouTube, con dei vlog “impersonati” dalla stessa Barbie. E non poteva essere altrimenti, visto che Barbie è sempre stata al passo con i tempi! Anzi, è stata anche una precorritrice: nel 1991 una bellissima Barbie di colore era candidata alle presidenziali degli Stati Uniti.

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Credits: @ranshouseofdollsandtoys.com

Barbie è una YouTuber con più di 4 milioni di iscritti!

Mattel sa bene che da anni le giovanissime sono utenti assidue di YouTube, quindi perché non raggiungerle anche lì con i messaggi del brand, andando oltre i cartoni animati e gli spot?
Ed ecco che Barbara Roberts diventa una YouTuber con più di 4 milioni di iscritti.cliomakeup-barbie-vlogger-barbie-canale-youtube-vlogSul canale principale, Barbie è una vlogger a 360° e propone contenuti simili a molti di quelli di YouTuber in carne e ossa: troviamo il room tour, l’ house tour, i fantomatici draw my life e il “Cosa c’è nella mia borsa?”, per non parlare delle challenge tipiche di YouTube, come quella di mangiare cibo per neonati.

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Ovviamente non mancano video incentrati su tematiche come il bullismo e altri dedicati alle grandi donne, portando quindi avanti il messaggio You Can Be Anything.

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Il tutto è poi condiviso con la freschezza che il brand le ha sempre voluto conferire, riassunta in video con un acronimo davvero molto social: P.A.C.E., ossia Positive Attitude Changes Everything (Un atteggiamento positivo cambia ogni cosa).

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Ragazze, non abbiamo finito! Andate a pagina 2 per leggere di più sui tutorial di Barbie e per scoprire la sua ricetta per un balsamo labbra DIY davvero niente male.

17 COMMENTI

  1. vado controcorrente 😀 non mi è mai piaciuta particolarmente.. non me ne hanno mai regalata una che fosse proprio Barbie (o forse sì, ma una soltanto) e, nonostante non mi piacesse, ci rimanevo male quando quelle rare volte mi regalavano una copia della barbie 😀 ce le ho ancora, ma credo da piccola me ne avessero regalate 3/4.. pero’ adoro la bambola sailor moon che è in bella mostra in camera mia, non ho mai giocato con lei per paura di rovinarla 😀 è lì, sul piedistallo *__*
    ps ho 33 anni 😀 😀 😀

  2. Oh ecco.
    Negli anni ’70 era solo una bambola non molto educativa, avrà cambiato negli anni ma non certo in quegli anni.
    Me hanno regalate 4/5 ma non la amavo, anzi.

  3. Non so se hai figli ma, non sono i genitori che solitamente scelgono i giocattoli.
    O meglio, da piccolissimi sì (fino ai 4/5 anni circa) ed in genere sono giochi unisex che servono a stimolare le capacità dei piccoli (cubi, incastri, libri, libri musicali, strumenti, giochi per la memoria, e così via).
    Crescendo sono loro che li scelgono: i regali devono rispettare i loro gusti.
    Mio figlio voleva giochi come automobiline, costruzioni, e molo altro ma non li usava nel modo classico: il suo gioco era creare insiemi o altri giochi di fantasia lontani anni luce dal ruolo per cui i giocattoli erano sai creati. Ma sempre nel rispetto dei suoi desideri (dato che era li a dover giocare)
    Mio nipote voleva solo giochi come: il fruttivendolo, la cucina, etc. (e ci si divertiva da matti).
    La figlia di una amica odiava le bambole e voleva solo costruzioni: non vanno imposti mai.
    Nemmeno i giochi per stimolare vanno imposti: vanno dati fin da piccolissimi ma crescendo se non ne vogliono è sbagliato obbligarli.

  4. No, non ho figli ma ricordo la mia epoca chiaramente e cosa io e le mie amiche/amici volevamo. Non sono i genitori a decidere, questo lo so bene, è il marketing a farlo, poichè se un bambino non vede la pubblicità, o il giocattolo sullo scaffale, non lo desidera. Poi ovviamente ci sono bambine a cui le bambole non piacciono ( mia sorella ai tempi) ed altri si ovvio, i gusti son gusti, ma diciamo che ci sono degli imput che non obbligano ma portano il bambino ad avere certi gusti, eccezioni a parte. Vabbè che ora è tutto diverso, in giro vedo tanti di quei genitori che pur di far smettere di piangere o farli mangiare o chissà che altro, li piazzano un telefonino in mano e via, quindi forse forse era meglio la barbie …ma qui si va un po’ oltre il tema del post 😀

  5. Io ne ho avute diverse ma personalmente non erano il mio giocattolo preferito, forse perché rimandavano ancora a un ruolo della donna abbastanza tradizionale (Barbie sposa, Barbie con il costume da bagno, Barbie modella etc).

  6. Capricci a parte, i bambini scelgono in base a input fino ad un cero punto. Mio figlio senza vedere pubblicità, prima ancora di parlare faceva versi che imitavano macchine & co.
    Io ho 50 anni e non ho subito decisioni o input: giocavo a soldatini con mio fratello e con le costruzioni ed odiavo la barbie.
    I bambini sanno cosa vogliono e hanno gusti e opinioni proprie non credere che vengano portati ad avere certi gusti, sono molto più spontanei di quanto non si creda.

  7. Ho detto il contrario? No. Ho detto che il marketing fa la sua parte e di sicuro aiuta, credimi. Ho detto che i gusti sono gusti fin da piccoli e ho fatto l’esempio di mia sorella che odiava le barbie ed ha sempre preferito giochi da maschietto, ma qui non parlo di bambine che non giocano con le barbie o bambini che usano la cucinetta. Il mio era un pensiero più profondo riguardo al dividerci in bambine principesse e bambini muratori, cosa che non puoi negare perchè se passi davanti lo scaffale giocattolo le differenze le vedi eccome. Di questo parlavo.

  8. Come se solo le madri stanno a contatto con i bambini e sanno di cosa stanno parlando.. Mia sorella sta a contatto tutti i giorni con diversi tipi di bambini poichè studia psicomotricità infantile e ne vede di mamme che non capiscono o non hanno capito molto ( ovviamente parlo in generale eh, non mi permetto di giudicare) . In ogni caso non serve essere mamma per farsi un opinione , mi basta vedere i miei mille cuginetti per vedere tutte le sfumature dei loro gusti..

  9. Non ho detto che solo le madri sanno di cosa stanno parlando. Non hai capito: dico che niente riesce a cambiare le preferenze dettate dall’istinto dei bambini, nemmeno la pubblicità. Alla fine giocano solo veramente con ciò che amano davvero e non con giocattoli preconfezionati e pubblicizzati.
    E non basta nemmeno studiare psicomotricità per conoscere davvero ogni bambino.
    Meglio mi stia zitta. Se dicessi cosa faceva mio figlio per liberarsi delle psico…

  10. Beh lo psico è diverso dallo psicomotricista. In ogni caso vabbe, la pensiamo diversamente, punto 😀

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