LE CHIESE RUPESTRI, LA STORIA E LA FEDE SCAVATE NELLA ROCCIA

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Tra le cose da vedere a Matera ci sono sicuramente le chiese rupestri. Si tratta di veri e propri gioielli dell’opera umana, scavati nella pietra millenaria dell’altopiano murgico, lasciateci in eredità dai monaci bizantini e benedettini che si erano insediati in questa zona nell’alto Medioevo. Se ne contano circa 155, ma tra le più note ci sono sicuramente Santa Maria de Idris, Cripta del Peccato Originale, Santa Lucia alle Malve e San Pietro Barisano.

La prima è una piccola chiesa che domina il Sasso Caveoso, regalando una vista stupenda. La Cripta del Peccato Originale si trova invece fuori dal centro abitato, tra gli ulivi e i campi di grano, ed è uno spettacolo! Si tratta di un unico ambiente interamente affrescato con colori brillanti dal cosiddetto “pittore dei fiori”, un artista anonimo che ha reso questa chiesa scavata così meravigliosa da farle guadagnare il soprannome di Cappella Sistina dell’arte rupestre.


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Il complesso di Santa Lucia alle Malve, anch’esso con tanti affreschi storici, è invece stato sede del primo insediamento monastico femminile dell’Ordine Benedettino a Matera. Infine, la chiesa rupestre di San Pietro Barisano è la più grande presente a Matera e custodisce statue, altari, affreschi e oggetti molto preziosi. Sono davvero opere incredibili e meritano una visita!

IL PALOMBARO LUNGO, LA COSIDDETTA CATTEDRALE DELL’ACQUA

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Non si può lasciare Matera senza aver assaporato almeno parte della sua storia sotterranea e aver visitato il Palombaro Lungo, la più grande tra le 1000 cisterne custodite sotto la Città dei Sassi. Accessibile da Piazza Vittorio Veneto, questa cisterna è soprannominata per le sue dimensioni la “Cattedrale dell’acqua” ed è tra le più estese d’Europa. Scoperta nel 1992 è diventata Patrimonio dell’Umanità l’anno successivo e il tour guidato vale davvero la pena.

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IL PALOMBARO è LA CISTERNA PIù GRANDE DI MATERA ED è PATRIMONIO DELL’UNESCO

Scendendo si rimane a bocca aperta nell’osservare l’interno di questa enorme cisterna interamente scavata a mano, profonda 15 metri e in grado di contenere fino a 5 milioni di metri cubi d’acqua. Questa cisterna raccoglieva l’acqua piovana e sorgiva e, un tempo, soddisfava il bisogno idrico della città nei tempi di siccità. Anche il Palombaro, come le chiese rupestri e le case grotta, è una prova di come l’uomo sia riuscito ad adattarsi a questo territorio in maniera straordinaria e senza deturparlo.

E dopo il Palombaro Lungo, è il momento di un po’ di consigli su come raggiungere Matera e su dove dormire nella bellissima Città dei Sassi. Continuate a pagina 3!

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