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Hennè: mini-guida

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GocciaDelMare , ultimo intervento di
GocciaDelMare, 8 mesi, 3 settimane fa
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    GocciaDelMareParticipant
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    vi copio un mini trattato trovato in rete. forse è utile a qualcuno. l’originale lo trovate qua: https://bellezza.alfemminile.com/forum/henne-mini-guida-fd5699266. ho letto diverse volte lumi e delucidazioni da parte di diverse ragazze. forse è utile a qualcuno. è lungo, ma secondo me riassume bene. buona lettura

    Altro post lungo.
    Mi sono ritrovata a scrivere diverse volte sull’henna (o hennè). A questo punto faccio il papiro, spero che sia utile. Come al solito scrivo quello che penso, quello che ho imparato e quello che ho racimolato tra blog e i vari gruppi di amanti delle tinte naturali con erbe tintoree. Se scrivo grosse cavolate o imperfezioni fatemelo presente: non sono nata imparata!!
    L’henna in primis è un’erba curativa: seboregolatrice, purificante, riparatrice, cicatrizzante… e via dicendo. Trovate di tutto e di più nel web. Solo poi è usata a scopo tintoreo. Va tenuto presente che è originaria dei Paesi caldi in cui le chiome sono principalmente castano scuro o nere (quindi il rosso si vede davvero poco e solo al sole!!) e che veniva fatta una volta al mese usandola come metodo di lavaggio. Da quello che ho letto le donne e le ragazze si ritrovavano in una parte del villaggio non accessibile agli uomini e ci stavano tutta la giornata, rientrando la sera a casa.

    nota al papiro: ogni capelli reagisce a modo suo, sono solo delle linee guida e piuttosto generali da cui partire e prendere spunto, ma che non è detto sano validi per tutti.

    alcune considerazioni (io parlo sempre e solo dei prodotti puri, non quelli aggiunti di sali ferrosi tipo picramato, o di molecole sintetiche coloranti aggiunte nelle miscele di erbe che poi sono spesso applicate nei saloni per veloczzare il tutto):
    l’henna non è adatto a tutti. Richiede tempo, era ed è tutt’ora quasi un rituale. Si prepara la miscela, si lascia riposare, si mette in posa, si aspetta tempo, si risciacqua bene e a lungo… se si hanno solo quei 30 minuti ogni 15 giorni, beh…. direi che non è adattissimo;
    l’henna è solo rosso (lawsonia inermis). Non esistono altri colori. Non esiste l’henna nero, l’henna biondo, l’henna mogano etc… è sempre e solo rosso, o meglio: RAME. Gli altri sono delle miscele create ad hoc dalle case cosmetiche per venire incontro a tutte le esigenze (non tutti possono comprarsi 4 erbe e mescolarle per i cavoli loro, sia per questioni di tempo che economici) e per fare capire un po’ a tutti di cosa stiamo parlando, in modo da identificare subito la tipologia di prodotto contenuto, si è iniziato a chiamarli così;
    se non ti piace quel colore o non ci stai bene (parlo dei colori RAME) non fartelo e preferisci una tinta chimica. Ce ne sono di più o meno distrutttive. Con l’henna il rame al sole c’è sempre (a meno che non siano passati anni e anni di stratificazione);
    non deve essere usato da persone affette da favismo. E se sapete di avere qualcuno con quella allergia, beh, non lo potete fare;
    henna e le erbe tintoree colorano sempre e solo tono su tono e sempre andando a scurire. NON SI PUO’ SCHIARIRE. L’effetto più chiaro che sembra dare l’henna è legato semplicemente ad un gioco ottico di lucidità. Prendete il velluto: il colore è sempre quello, ma se pettinato contropelo sotto la luce sembra di un colore diverso. Stessa cosa con l’henna: rende i capelli più brillanti, quindi paiono più chiari. Per il colore molto dipende dal vostro colore di partenza: è come se su di un foglio colorato ci passate un sottile strato d acquerello.. in alcuni casi c’è e si vede in altri (tipo un marrone più scuro) c’è ma non si nota o si nota solo in certe condizioni di luce;
    l’henna ha una molecola in grado di legarsi indissolubilmente alla cheratina del capello. Ed è color rame. Questo legame oltre al colore fa sì che il fusto sia rimpolpato e riparato, andando a riempire “buchetti” e lesioni. Non può riparare doppie punte (per quelle c’è solo un modo: il taglio), ma aiuta moltissimo in caso di capelli sfibrati. Inoltre non funziona come le tinte chimiche, in cui il colore si posa sotto le squame una volta alzate a forza, ma si posa all’esterno. Ad ogni applicazione questo sottile strato diventa sempre più spesso fortificando il capello, riparandolo sempre di più, ma anche dando maggior colore (ogni volta che si applica scurisce). Il lawsone è anche la molecola a cui si attaccano le altre sostanze coloranti presenti nelle erbe tintoree (indigo, alkanna, crespino, katam, robbia, guado, rabarbaro, curcuma…): se il lawsone non è presente e non ha ben attecchito al fusto del capello, le altre molecoline colorate non si appiccicano a nulla, ma si appoggiano semplicemente (basta sudata, sfregamente, un lavaggio più forte, che se ne vanno con l’acqua) e invece di colorare davvero uno ha semplicemente dei riflessi temporanei;
    l’henna per tutti questi motivi deve essere applicata su capello pulito, possibilmente asciutto (ma anche tamponato, non gocciolante), libero da sporco, siliconi, oli, prodotti per lo styling e quant’altro. La pulizia deve essere completa di tutta la testa o per lo meno della parte in cui si vuole applicare la pappa. Se ci fossero residui, l’hennà non si attacca al capello, ma allo sporco (ricordi che si fissa sulla superficie che trova e non all’interno??)… risultato: non si fissa, al primo lavaggio va via completamente, non ripara, si sprecano risorse e tempo, si ottiene una colorazione a macchia di leopardo. Se poi dopo si vogliono coprire i capelli bianchi e si mette il tutto sui capelli sporchi, allora bye bye! Restano bianchi e si dà la colpa alla polverina che non funziona;
    in linea di massima pose lunghe portano ad un colore più intenso e il fusto si ripara prima: il lawsone ha più tempo per attaccarsi bene alla cheratina e in pratica tutto quello presente si attacca. Non è un legame immediato, un po’ di tempo ci vuole… ma una volta che si forma è difficile romperlo;
    henna originari del Nordafrica hanno una minore percentuale di lawsone e portano a colorazioni più chiare e ramate (ottimi per colori caldi e rame-biondo), henna originari di Iran Pakistan e India hanno una maggiore percentuale di lawsone e danno origine a colorazioni più scure e nel lungo periodo fredde (rame-castano, rame-rosso). Entrambi con la stratificazione scuriscono: se cercate un colore 8,4 partendo da una base 7 o 6 ecco, non la otterrete. Quello che avrete a livello di colore se siete bionde è un 8,4 bello intenso (color carotina), stratificando andate su di un 7,4 e poi al 6,4 e via dicendo. I modi per ridurre il rame ci sono ma fidatevi che al sole quel colore si vedrà sempre (solo dopo mesi si scurisce);
    a meno che non siate bravissime nello spalmare titnte o non avete aiuto da parte di una terza persona io vi consiglierei di abbondare con la dose preparata. Se avanza questa può essere congelata e sfruttata per la volta dopo. Sui miei, facendo una miscela per posa notturna (no colamenti vari) e capelli asciutti (ne serve di più), lunghezza oltre la metà schiena (da bagnati, da asciutti decisamente meno dato che sono riccioli/boccoli), mi serve 220-250 grammi di polvere e la uso tutta;
    esistono dei modi per non fare scurire troppo l’henna, ma si diminuiscono anche alcuni benefici. Il primo è di hennare a distanze di tempo più lunghe (una volta al mese o anche oltre), poi applicare delle burrobirra, diluire il colore con erbe non tintoree (cassia, sidr), applicare oli e in caso usare shampoo più aggressivi. Solo che secondo me controllate l colore, ma i benefici sul fusto non ci sono o sono troppo blandi.

    Come si prepara
    Qua il metodo cambia se si vuole ottenere un colore tendente al freddo o al caldo. C’è da dire che per ottenere toni freddi servono tempi più lunghi di posa, henna particolari, applicazioni ravvicinate. Quindi non è una cosa che si ottiene alla prima applicazione. Nel mio caso il colore desiderato era un mogano rosso scuro tendente al caffè o similare… beh per avvicinarmici ho fatto pose settimanali in notturna (quindi minimo 10 ore) per 4 mesi. Passato questo tempo ho visto che il colore rosso aveva iniziato a scurirsi e ho aumentato la percentuale di indigo. Ma mi ci è voluto tempo!
    REGOLA GENERALE: se volete che si attacchi il colore non ci mettete yogurt, olio o miele o non so cosa… quello che contiene del grasso (quindi sì, anche lo yogurt) non fa aderire bene il lawsone al fusto, il miele diluisce la miscela, il limone se lo mettete nelle prime volte dà un rosso più caldo ma alla lunga tende a castanizzare e in più secca troppo i capelli (secondo me…). Si prepara con acqua caldina, un pizzichino di sale e se ce l’avete un cucchiaino di sidr per 100 g di henna perchè facilita la tenuta e la presa di colore.
    Una cosa buona e giusta sarebbe quella di fare la prova su di un roccino di capelli rimasto nel pettine. Preparate la pappa (mix che volete, acqua calda, sale zucchero fate vobis), ci impiastricciate il roccino e lo lasciate a contatto il tempo che vorreste. A quel punto finito il tempo di posa lavate tutto e asciugate e controllate se il risultato vi soddisfa, se non ci sono colori collaterali e via dicendo… se va tutto bene allora via col pappone, spalmato su tutta la testa!
    TONO CALDO: usare henna originari del Nordafrica, impastare con acqua caldina fino ad una consistenza di yogurt greco, aspettare 1-2 ore e quindi applicare. Per riflessi bastano 60-90 minuti (per henna molto tintorei anche meno), per colori più decisi starei sulle 2-3 ore. Se non ve la sentite di tenerlo così a lungo, seguite le indicazioni scritte sulla confezione!
    TONO FREDDO: si ottiene alla lunga, utilizzando solo henna originari di India e Medio-oriente, possibilmente per tatuaggi (hanno ancora più lawsone). Le pose devono essere lunghe, oltre le 4-5 ore, gli henna sarebbe meglio lasciarli riposare fino a che non hanno rilasciato tutto il colore (si vede perchè cambiano colore e si inizia a formare una patina marroncina-rossastra sopra) e quindi applicarli. I rossi ciliegia si vedono solo con la stratificazione, alle prime volte il colore che si ottiene è comunque caldo

    HENNA E TINTE
    se usate lawsonia puro e non avete decolorato, secondo me e leggendo in giro, basta aspettare 2-3 settimane e potete fare applicazione di henna.
    Se usate lawsonia puro e avete decolorato, con il solo lawsonia non dovreste avere problemi di colorazioni improbabili. Meglio però in questo caso aspettare un mese-un mese e mezzo per fare andare via bene tutta la parte chimica della tinta.

    Se volete fare titnta dopo il lawsonia o volete decolorare, ferme… fate prova su di una ciocca nascosta o su di un roccino di capelli. In diversi casi le colorazioni strane vengono fuori. Se è stata una singola applicazione (ma deve essere stata fatta di lawsonia puro, non con sali ferrosi), aspettate 2 mesi, fate scaricare bene, fate impacchi di oli, usate shampoo schiumogeni… provate a staccarlo prima di fare la tinta.
    Se avevate usato lawsonia in miscela con altre erbee tintoree e tra queste c’era indigo: non decolorate o il verde viene fuori (indigo colora di blu, se decolorate verso il giallo = avrete il verde).
    Se poi non vi fate problemi di cosa viene fuori, beh viva la libertà!!!

    Se siete reduci da diverse applicazioni di henna, e volete fare tinta, vi suggerirei di fare diverse applicazioni di color remover, impacchi di olio, burrobirra e alla peggio ricorrere ad un decapaggio.
    Nel caso dell’hennè consigliano il b4 come color remover (pare quello che funge meglio), da fare più volte e a distanza ravvicinata tra loro. Inoltre consigliano di tenerlo diverso tempo sul capello e procedere poi con un risciacquo abbondante e prolungato. Da quello che ho letto il b4, come ogni color remover, è in grado di sollevare le squame del capello, poi la fase grassa va a solubilizzare la molecola colorante dell’hennè facendo in modo che si stacchi dalla cheratina. Iil risciacquo serve per essere sicuri di avere tolto via bene il solvente (il b4 in questo caso) e la parte che ha sciolto (il lawsone, se era henna rosso). un po’ come quando metti lo smacchiatore in un vestito: lasci agire e poi risciacqui bene per essere sicura di avere portato via tutto.

    ALTRE ERBE TINTOREE
    come succede al the, la resa di colore e il colore vero e proprio cambia in base al pH ambientale. Per pH acido intendo con aggiunta di succo di limone, per pH basico invece aggiunta di bicarbonato (un cucchiaino scarso e raso per 100 grammi di polvere di henna) o di allume di rocca (una punta di cucchaino ogni 100 grammi di polvere di henna)
    Le più usate sono:
    Indigo: acido non colora, basico blu
    Katam: acido marrone caldo, basico viola melanzana
    Crespino: acido biondo miele, basico biondo leggermente più freddo
    Rabarbaro: biondo miele, oro veneziano
    Alkanna: rinforza il rosso freddo (quindi in genere usato in ambiente basico), dà sfumature violacee
    Robbia o Manjistha: acido rosso caldo aranciato, basico rosso sul freddo
    Guado: blu
    Red Kamala: rosso intenso tipo geranio o sul violaceo (cambia in base all’acqua in cui è sciolto, va riscaldato sul fuoco)
    Ibisco: acido riflessi rossi violacei (è acido, attenzione alle miscele), basico marrone
    Legno di campeggio: acido arancione marrone, basico viola caldo (bicarbonato) o freddo (allume di rocca)
    Mallo di noce: riflessi marronicini dorati-ramati
    Curcuma: giallo fosforescente (attenzione sotto al sole, tinge molto bene, va via con sostanze oleose)

    altre non mi vengono in mente!

    COME SCEGLIERE LA POLVERE DI HENNA
    per prima cosa c’è da chiarire che cosa vorresti ottenere nel breve e lungo periodo.
    Per toni caldi sicuramente henna con origine Nordafrica. Tra i più blasonati ci sono Tazarine e cassandra, il rosso caldo de le erbe di janas e quello della phitophilos. Inoltre khadi è sempre una garanzia
    Per i toni freddi henna medio-orientali e indiani, possibilmente per tatuaggi. Tra i più quotati ci sono jamila, MDH, il morgana, il jamila, lo zarqua (anche se ad alcuni resta sempre sul caldo), il rosso freddo de le erbe di janas e di phitophilos e l’onnipresente khadi.

    La polvere deve essere finissima, possibilmente non deve contenere pezzetti di pianta grossolani (come per i the triturati e gli infusi in genere per capirsi), al tatto deve essere una pappa setosa e si deve spalmare bene. Risciacquandola non ti dovresti trovare in mano pezzettini di pianta o granelli che paiono più grandi (potrebbe essere dovuto ad un taglio con sabbia per rendere il tutto meno costoso).
    Esistono delle marche certificate, che ovviamente costano di più, alcune marche hanno una resa tintorea maggiore rispetto ad altre (e sono più adatte a coprire anche i bianchi), alcune sono davvero impalpabili rispetto ad altre… in genere i tipi etnici costano leggermente meno degli altri.

    Dovrebbe essere più o meno tutto. Complimenti per la pazienza!
    Lascio qualche riferimento webbatico (invece di bibliografico)
    Canali e blog utili:
    Another&More (blog e youtube)
    Passione hennè (blog e gruppo chiuso fb)
    Negozi dove reperire le erbe tintoree e curative (ognuno di loro ha un settore in cui spiega come usarle e come prepararle), ne ho messi pochi:
    Gold East Store, Zensore, Aroma-Zone, Eccoverde, Il Giardino di Arianna, Spieces of India
    negozi etnici (basta che siano bene indicati gli ingredienti!)

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